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Iscritto il: 21/06/2004
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Stormbringer #4
“Stormbringer” (4 di 4)
Storia: Simon Furman
Disegni e chine: Don Figueroa
Colori: Josh Burcham
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’ottobre 2006.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Infiltration: #10
La storia
Sotto la superficie di Cybertron,nel Nesso, le forze degli Autobot cercano di capire come affrontare Thunderwing.
Jetfire sta decifrando i dati dell’Ultra-Energon che lo alimenta, ma ha bisogno di tempo.
Optimus Prime incarica i Wrecker di tenere impegnato il nemico e, se necessario, sceglierà questa volta l’opzione più drastica: distruggere il pianeta.
Sulla nave da guerra Decepticon Thanatos, Razorclaw si prepara ad annientare Cybertron, come da ordini di Megatron. Ma il suo attaccamento al pianeta natio lo spinge a rimandare l’attacco, dando un po’ di tempo alle forze Autobot sulla superficie.
Thunderwing esce dalla piega spaziale e atterra sul pianeta, dove resta immobile. Nella sua mente ‘morta’ scorrono flashback della creazione dell’Involucro Pretender che lo imprigiona e della distruzione che seguì. Fu Megatron stesso a bloccare, bollandolo come innaturale e deviato, questo suo progetto, che prevedeva la creazione di un carapace simbiota derivato da tessuto vivente, la cui neurosfera sarebbe stata unita alla neo-corteccia del Transformer al suo interno.
Il ricordo scatena la furia di Thunderwing, che scatena devastati energie tutt’intorno a sé.
Springer guida all’attacco Whirl, Sandstorm, Broadside, Scoop, Twin Twist e Topspin.
Twin Twist tenta un attacco diretto con la propria trivella, ma viene capovolto e schiacciato.
Colpito dal valore guerriero dimostrato dai Wrecker, Razorclaw ordina a Divebomb di allestire due pattuglie e scendere a dar loro man forte, almeno per i trentotto cicli che li separano dalla distruzione del pianeta.
Jetfire scopre che l’Ultra Energon è instabile, per via della materia elementare contenuta: più viene usato e più rapidamente si consuma. Bisognerebbe tenere impegnato Thunderwing fino a farlo esaurire, ma Optimus Prime non ha a disposizione le forze necessarie.
I Wrecker cadono uno a uno. Quando tocca a Springer venire abbattuto, l’intervento della squadra aerea e di quella di terra dei Decepticon salva per il momento la situazione.
Optimus Prime, intanto, attiva un intero plotone di Droni Centurion e li scaglia contro Thunderwing. I Droni riescono a danneggiarlo e a metterlo in difficoltà, ma Thunderwing reagisce assumendo un’ultra modalità secondaria (Secondary Ultra Mode) e spazzandoli via.
Razorclaw ordina la ritirata dei Decepticon e si prepara al termine del conto alla rovescia che innescherà il bombardamento e la distruzione del pianeta.
Optimus Prime scene in campo affrontando personalmente Thunderwing, impegnando tutta la potenza delle armi di cui si è munito nelle ultime ore. Intanto, ad alta voce, ripercorre la vicenda che ha portato alla trasformazione di Thunderwing. Riconosce le proprie colpe, come il non aver saputo vedere che Cybertron stava morendo (ma, d’altra parte, Thunderwing peggiorò solo la situazione, impiegando una tecnologia mai collaudata), e ammette che il relitto di Cybertron è un sinistro ricordo della futilità della guerra, dove non ci sono né vinti né vincitori; ma, soprattutto, affronta la sua più grande paura, la propria fallibilità: questa volta non ci sarà ritirata, questa volta affronterà l’avversario fino in fondo.
E infine Thunderwing consuma tutto l’Ultra Energon e si spegne.
Razorclaw fa sospendere il conto alla rovescia e Cybertron viene risparmiato.
Intorno al corpo inerte di Thunderwing, gli Autobot fanno il punto della situazione.
Quali danni avrà causato Thunderwing, quando Bludgeon l’aveva inviato nello spazio? E dove?
Da dove giungeva l’Ultra Energon?
Le prime risposte arrivano quando Optimus Prime è in viaggio sull’Arca-27.
Su Cybertron, Jetfire e la sua squadra hanno scoperto che Bludgeon aveva accesso ai dati relativi a un certo progetto RiGenesi (Regenesis), che aveva a che fare con la “semina” di certi pianeti. I dati sono incompleti, ma la traccia porta dritta al pianeta Terra.
Proprio il luogo dove il distaccamento di Prowl ha segnalato che l’unità di Infiltrazione Decepticon è balzata improvvisamente in Modalità di Assedio.
Optimus Prime, che non crede nelle coincidenze, ordina di impostare una rotta per quel pianeta.
Note
I flashback sulle origini di Thunderwing indicano forse che la sua mente non è stata annientata in modo totale, come invece credeva Bludgeon?
Thunderwing usava ‘tessuto vivente’ per creare il carapace simbiota: dalle parole di Bludgeon dei numeri precedenti, sembra plausibile che questo tessuto fosse ‘pelle’ di Transformer o un equivalente coltivato in laboratorio.
La battaglia totale che costringe gli Autobot e i Decepticon ad allearsi per affrontare un nemico potentissimo e inarrestabile cita, prima ancora della saga di Sunstorm nella G1 Dreamwave, la saga ‘Guerre Temporali’ della Marvel UK (nei numeri da 199 a 205 della serie).
Sandstorm ha una modalità di velivolo che è praticamente la modalità veicolare dotata di ali (come Springer, il cui velivolo è il veicolo con l’elica).
Razorclaw mostra qui un certo attaccamento al proprio pianeta natale: i Decepticon di questa realtà non sono semplici pazzi sanguinari con caratterizzazione totalmente negativa.
Nella squadra aera dei Decepticon: Blast Off, Divebomb, Triggerhappy, Windsweeper e Spinister.
Nella squadra di terra: Tantrum, Carnivac , Barrage, Headstrong e Quake.
Dal loro aspetto, si desume che Carnivac ha una modalità alternativa dotata di ruote; i Predacon invece sono tutti cingolati, tranne Divebomb, che è un jet (in modo analogo ai Dynobot di The War Within).
Headstrong e Tantrum portano sulla schiena i cannoni che fungono da piedi per Predaking: nei modellini classici G1, però, questi cannoni possono essere agganciati solo ai fianchi.
Nella modalità di veicolo d’assalto, Headstrong presenta nella parte anteriore una sporgenza con due ‘corna’ che anticipano quelle della sua modalità di rinoceronte.
Lo scontro tra Optimus e Thunderwing, con Optimus che fa auto-analisi a voce alta, ricorda lo scontro tra Optimus e l’unità Guardian impazzita in G1 Marvel US 60, “Gli eroi di ieri!”.
La pagina finale si riallaccia a Infiltration (il distaccamento di Prowl e la Modalità di Assedio Decepticon sulla Terra) e a Spotlight: Shockwave (i dati segreti di Bludgeon sull’inseminazione planetaria).
Oltre alle domande ribadite nella conclusione, un’altra resta senza risposta: perché gli Involucri Pretender conferiscono un potere così vasto a chi li indossa? E qual è la natura di questo potere?
Alcuni retroscena di Stormbringer saranno narrati in Spotlight: Soundwave, albo che fornirà risposte a molte domande.
Gli sviluppi saranno invece presentati a partire da Spotlight: Galvatron.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
La saga si chiude col classicissimo scontro finale dove la totalità delle forze dei buoni non può contrastare il malvagio e, anzi, ne viene spazzata via.
Simon Furman aggiunge a questa auto-citazione dei suoi lavori Marvel anche altri due elementi classici del suo repertorio e molto graditi dai fan: l’alleanza di interesse tra Autobot e Decepticon (senza che nessuno dei due rinunci alle proprie caratteristiche) contro un nemico comune e l’introspezione con illuminazione finale di Optimus Prime.
L’intensità narrativa è leggermente più bassa, soprattutto per il riconfluire dei vari piani narrativi in quello principale (tutti i personaggi arrivano su Cybertron e combattono), ma questa semplificazione viene compensata dal ritmo incalzante degli eventi e dalle numerose trovate che si susseguono.
La battaglia si chiude in modo fulmineo, ma con un crescendo ben gestito (che termina nelle due pagine dedicate a Optimus) e l’epilogo promette che tutte le questioni rimaste appena accennate saranno risolte (sembra quasi anticipare uno Spotlight dedicato a Bludgeon o a Thunderwing).
Ha collaborato Jazzluca
Storia: Simon Furman
Disegni e chine: Don Figueroa
Colori: Josh Burcham
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’ottobre 2006.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Infiltration: #10
La storia
Sotto la superficie di Cybertron,nel Nesso, le forze degli Autobot cercano di capire come affrontare Thunderwing.
Jetfire sta decifrando i dati dell’Ultra-Energon che lo alimenta, ma ha bisogno di tempo.
Optimus Prime incarica i Wrecker di tenere impegnato il nemico e, se necessario, sceglierà questa volta l’opzione più drastica: distruggere il pianeta.
Sulla nave da guerra Decepticon Thanatos, Razorclaw si prepara ad annientare Cybertron, come da ordini di Megatron. Ma il suo attaccamento al pianeta natio lo spinge a rimandare l’attacco, dando un po’ di tempo alle forze Autobot sulla superficie.
Thunderwing esce dalla piega spaziale e atterra sul pianeta, dove resta immobile. Nella sua mente ‘morta’ scorrono flashback della creazione dell’Involucro Pretender che lo imprigiona e della distruzione che seguì. Fu Megatron stesso a bloccare, bollandolo come innaturale e deviato, questo suo progetto, che prevedeva la creazione di un carapace simbiota derivato da tessuto vivente, la cui neurosfera sarebbe stata unita alla neo-corteccia del Transformer al suo interno.
Il ricordo scatena la furia di Thunderwing, che scatena devastati energie tutt’intorno a sé.
Springer guida all’attacco Whirl, Sandstorm, Broadside, Scoop, Twin Twist e Topspin.
Twin Twist tenta un attacco diretto con la propria trivella, ma viene capovolto e schiacciato.
Colpito dal valore guerriero dimostrato dai Wrecker, Razorclaw ordina a Divebomb di allestire due pattuglie e scendere a dar loro man forte, almeno per i trentotto cicli che li separano dalla distruzione del pianeta.
Jetfire scopre che l’Ultra Energon è instabile, per via della materia elementare contenuta: più viene usato e più rapidamente si consuma. Bisognerebbe tenere impegnato Thunderwing fino a farlo esaurire, ma Optimus Prime non ha a disposizione le forze necessarie.
I Wrecker cadono uno a uno. Quando tocca a Springer venire abbattuto, l’intervento della squadra aerea e di quella di terra dei Decepticon salva per il momento la situazione.
Optimus Prime, intanto, attiva un intero plotone di Droni Centurion e li scaglia contro Thunderwing. I Droni riescono a danneggiarlo e a metterlo in difficoltà, ma Thunderwing reagisce assumendo un’ultra modalità secondaria (Secondary Ultra Mode) e spazzandoli via.
Razorclaw ordina la ritirata dei Decepticon e si prepara al termine del conto alla rovescia che innescherà il bombardamento e la distruzione del pianeta.
Optimus Prime scene in campo affrontando personalmente Thunderwing, impegnando tutta la potenza delle armi di cui si è munito nelle ultime ore. Intanto, ad alta voce, ripercorre la vicenda che ha portato alla trasformazione di Thunderwing. Riconosce le proprie colpe, come il non aver saputo vedere che Cybertron stava morendo (ma, d’altra parte, Thunderwing peggiorò solo la situazione, impiegando una tecnologia mai collaudata), e ammette che il relitto di Cybertron è un sinistro ricordo della futilità della guerra, dove non ci sono né vinti né vincitori; ma, soprattutto, affronta la sua più grande paura, la propria fallibilità: questa volta non ci sarà ritirata, questa volta affronterà l’avversario fino in fondo.
E infine Thunderwing consuma tutto l’Ultra Energon e si spegne.
Razorclaw fa sospendere il conto alla rovescia e Cybertron viene risparmiato.
Intorno al corpo inerte di Thunderwing, gli Autobot fanno il punto della situazione.
Quali danni avrà causato Thunderwing, quando Bludgeon l’aveva inviato nello spazio? E dove?
Da dove giungeva l’Ultra Energon?
Le prime risposte arrivano quando Optimus Prime è in viaggio sull’Arca-27.
Su Cybertron, Jetfire e la sua squadra hanno scoperto che Bludgeon aveva accesso ai dati relativi a un certo progetto RiGenesi (Regenesis), che aveva a che fare con la “semina” di certi pianeti. I dati sono incompleti, ma la traccia porta dritta al pianeta Terra.
Proprio il luogo dove il distaccamento di Prowl ha segnalato che l’unità di Infiltrazione Decepticon è balzata improvvisamente in Modalità di Assedio.
Optimus Prime, che non crede nelle coincidenze, ordina di impostare una rotta per quel pianeta.
Note
I flashback sulle origini di Thunderwing indicano forse che la sua mente non è stata annientata in modo totale, come invece credeva Bludgeon?
Thunderwing usava ‘tessuto vivente’ per creare il carapace simbiota: dalle parole di Bludgeon dei numeri precedenti, sembra plausibile che questo tessuto fosse ‘pelle’ di Transformer o un equivalente coltivato in laboratorio.
La battaglia totale che costringe gli Autobot e i Decepticon ad allearsi per affrontare un nemico potentissimo e inarrestabile cita, prima ancora della saga di Sunstorm nella G1 Dreamwave, la saga ‘Guerre Temporali’ della Marvel UK (nei numeri da 199 a 205 della serie).
Sandstorm ha una modalità di velivolo che è praticamente la modalità veicolare dotata di ali (come Springer, il cui velivolo è il veicolo con l’elica).
Razorclaw mostra qui un certo attaccamento al proprio pianeta natale: i Decepticon di questa realtà non sono semplici pazzi sanguinari con caratterizzazione totalmente negativa.
Nella squadra aera dei Decepticon: Blast Off, Divebomb, Triggerhappy, Windsweeper e Spinister.
Nella squadra di terra: Tantrum, Carnivac , Barrage, Headstrong e Quake.
Dal loro aspetto, si desume che Carnivac ha una modalità alternativa dotata di ruote; i Predacon invece sono tutti cingolati, tranne Divebomb, che è un jet (in modo analogo ai Dynobot di The War Within).
Headstrong e Tantrum portano sulla schiena i cannoni che fungono da piedi per Predaking: nei modellini classici G1, però, questi cannoni possono essere agganciati solo ai fianchi.
Nella modalità di veicolo d’assalto, Headstrong presenta nella parte anteriore una sporgenza con due ‘corna’ che anticipano quelle della sua modalità di rinoceronte.
Lo scontro tra Optimus e Thunderwing, con Optimus che fa auto-analisi a voce alta, ricorda lo scontro tra Optimus e l’unità Guardian impazzita in G1 Marvel US 60, “Gli eroi di ieri!”.
La pagina finale si riallaccia a Infiltration (il distaccamento di Prowl e la Modalità di Assedio Decepticon sulla Terra) e a Spotlight: Shockwave (i dati segreti di Bludgeon sull’inseminazione planetaria).
Oltre alle domande ribadite nella conclusione, un’altra resta senza risposta: perché gli Involucri Pretender conferiscono un potere così vasto a chi li indossa? E qual è la natura di questo potere?
Alcuni retroscena di Stormbringer saranno narrati in Spotlight: Soundwave, albo che fornirà risposte a molte domande.
Gli sviluppi saranno invece presentati a partire da Spotlight: Galvatron.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
La saga si chiude col classicissimo scontro finale dove la totalità delle forze dei buoni non può contrastare il malvagio e, anzi, ne viene spazzata via.
Simon Furman aggiunge a questa auto-citazione dei suoi lavori Marvel anche altri due elementi classici del suo repertorio e molto graditi dai fan: l’alleanza di interesse tra Autobot e Decepticon (senza che nessuno dei due rinunci alle proprie caratteristiche) contro un nemico comune e l’introspezione con illuminazione finale di Optimus Prime.
L’intensità narrativa è leggermente più bassa, soprattutto per il riconfluire dei vari piani narrativi in quello principale (tutti i personaggi arrivano su Cybertron e combattono), ma questa semplificazione viene compensata dal ritmo incalzante degli eventi e dalle numerose trovate che si susseguono.
La battaglia si chiude in modo fulmineo, ma con un crescendo ben gestito (che termina nelle due pagine dedicate a Optimus) e l’epilogo promette che tutte le questioni rimaste appena accennate saranno risolte (sembra quasi anticipare uno Spotlight dedicato a Bludgeon o a Thunderwing).
Ha collaborato Jazzluca

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








