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Iscritto il: 21/06/2004
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Spotlight (1): Shockwave
“Spotlight: Shockwave” (1 di 5)
Storia: Simon Furman
Disegni e chine: Nick Roche
Colori: Josh Burcham
Copertina A di Nick Roche; B di James Raiz
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel settembre 2006.


Introduzione
“E’ uno dei Decepticon più temuti e potenti, ma dove gli altri sono governati dall’avidità , dall’ambizione o da un’incontrollata brama di potere, la sua sola padrona è la fredda, chiara e spassionata logica. Stimolo più reazione equivale risultato. Questa equazione plasma e definisce i suoi pensieri e i suoi atti. Infinitamente paziente, vede la forma delle cose venture e quindi agisce di conseguenza. Il suo nome …
… E’ SHOCKWAVE.”
La storia
Seicentomila meta-cicli fa, su Cybertron, Shockwave coglie i segni del collasso che sta per colpire il pianeta, in seguito all’esaurimento delle risorse energetiche.
Ma sa anche che nessuno gli crederà , perché l’incombente guerra civile è la sola minaccia degna di nota.
Perciò, dà inizio al progetto Rigenesi (Regenesis): grandi quantità di Energon vengono raccolte e distillate in un potente catalizzatore, che, tramite testate belliche, viene poi seminato su vari pianeti scelti accuratamente in base al profilo geologico.
Ere intere trascorrono, prima che Shockwave si dia da fare, giungendo sulla Terra per regolare la reazione dell’Energon seminato, prima che vada fuori controllo. Sa che Megatron lo bollerà come traditore, ma sa anche che il controllo delle risorse energetiche sarà la chiave della guerra del futuro.
I Dynobot lo hanno seguito, a bordo di una loro astronave. Grimlock e i suoi compagni (Slag, Swoop, Sludge e Snarl) cercano vendetta: poco tempo prima, Shockwave li ha quasi uccisi, pur di impedire loro di mettere le mani su un carico di Energon; Optimus Prime voleva che la faccenda si chiudesse lì, ma i Dynobot hanno invece inseguito Shockwave nello spazio, in attesa di un’occasione opportuna.
La Terra però è loro preclusa: i campi di Energon che la avvolgono sono così intensi da mandare in Blocco Di Stasi qualsiasi Transformer non adeguatamente schermato nel giro di pochi Klik.
Mentre istalla gli Attenuatori Globali che regoleranno le reazioni geologiche, portando col tempo l’Energon a divenire inerte, Shockwave osserva l’estinzione dei mammuth e vede l’analogia con i Transformer: chi non sa adattarsi ai mutamenti della propria biosfera, è destinato a sparire.
Slag trova un metodo rapido per sopportare i campi di Energon: assumere una modalitĂ animale locale basata su un equivalente sintetico della carne di mammifero, sviluppato nelle Camere CR.
Grimlock però trova ridicole le bestie attualmente disponibili (mammuth, rinoceronti lanosi, alci e tigri dai denti a sciabola), che servirebbero solo a far morire Shockwave dal ridere.
Slag ricostruisce quindi l’aspetto presunto di certi fossili di rettile e Grimlock finalmente approva.
Shockwave tenta di contattare la propria astronave, che però non risponde. Prima che possa indagare, i cinque Dynobot sbarcano e, al grido di “Dynobot, Beast Modes!”, si trasformano e lo attaccano.
Shockwave viene sopraffatto dalla pura violenza dei cinque avversari, il cui arrivo è del tutto imprevisto e illogico. Ma mentre annaspa per cercare di trovare un significato a quello scontro, le armi incorporate dei suoi assalitori hanno la meglio e un’esplosione lo racchiude in un globo di fiamme.
Ma Shockwave non cede e cerca di evolversi, per adattarsi alla situazione: creando nuove subroutine che sono l’equivalente sintetico della rabbia, esce dalle fiamme e contrattacca, con una violenza che stende i Dynobot uno a uno. Il suo ultimo colpo, trasformato in pistola spaziale, è per Grimlock.
Finito lo scontro, Shockwave recupera a stento la propria lucidità : nell’esercizio della rabbia, ha provato sensazioni di liberazione, intossicazione e persino soddisfazione.
Ma non è finita: Grimlock, il corpo ora privo di copertura sinto-organica, si rialza e tenta di assalirlo in modalità di robot, ma le radiazioni lo mandano in Blocco di Stasi prima che vi riesca.
Shockwave resta comunque colpito dal suo sforzo così illogico, e riflette sull’elemento che ha trascurato d considerare nelle sue valutazioni: il caos.
Ma Grimlock aveva programmato le armi dell’astronave per fare fuoco sulla superficie, in caso di sconfitta. Quando ciò accade, un intero monte esplode e Shockwave viene travolto e inghiottito da un fiume di lava.
Su Cybertron, Megatron scopre l’assenza di Shockwave. Sospettando un tradimento, fa chiudere i suoi laboratori e ordina a Bludgeon di indagare.
Nel 2006, sulla Terra, due paleontologi (il professor Goring e Clive), durante alcuni scavi a Eureka, nel Nevada, portano alla luce una gigantesca mano…
Note
Shockwave prevede l’esaurimento delle risorse di Cybertron, come Thunderwing in Stormbringer, ma entrambi credono di essere gli unici a pervenire a questa scoperta.
La Terra disseminata di Energon da un’intelligenza aliena e la presenza di un campo di Energon che manda in Blocco di Stasi i Transformer non schermati sono i primi due elementi ripresi da Beast Wars.
L’esperimento di Shockwave porta alla genesi del Minerale-13 che è il fulcro di Infiltration.
La scena di Shockwave in mezzo ai mammuth rievoca la sua controparte Marvel, che nell’albo G1 US #4 affrontava i dinosauri della Terra Selvaggia.
Il nome Dynobot viene da War Within: The Dark Ages.
Grimlock parla un inglese corretto. Resta da sperare che al suo risveglio nel presente continui a farlo.
Le Camere CR (CR Chambers) vengono da Beast Wars. In questo caso, CR viene esplicitato come Cryogenic Regeneration.
Le forme bestiali assunte dai Dynobot richiamano esplicitamente quelle dei personaggi di Beast Wars. La trasformazione è quella classica dei G1 (tranne Swoop, che ora ha le braccia che diventano le zampe del dinosauro), ma produce robot che sembrano dotati delle complesse articolazioni dei modellini di Beast Wars.
Ulteriore dettaglio: la presenza di armi piĂą o meno nascoste nei corpi di dinosauro (i cannoni nelle fauci di Grimlock, i lanciarazzi sul petto di Swoop, i cannoni sulla schiena di Sludge).
Le modalitĂ di dinosauro vengono anche qui elaborate studiando i fossili e hanno un aspetto aggiornato alle recenti teorie sui sauri (per esempio, la coda del tirannosauro rex non viene trascinata, ma se sta in posizione orizzontale, per mantenere in equilibrio il resto del corpo).
Shockwave cita i Predacon come una delle unitĂ di assalto tattico di Megatron. Guarda caso, proprio questo mese in Stormbringer appare Razorclaw.
Shockwave che emerge dalle fiamme e che cade preda delle emozioni (in questo caso la rabbia) richiama G1 Marvel UK #60 (“Buster l’acchiappa-robot!”), dove si vedono due scene molto simili.
Il conflitto tra Shockwave e i Dynobot cita la loro battaglia Marvel nella preistoria della Terra Selvaggia (G1 US #4), ispirazione principale del racconto stesso.
In particolare, Shockwave sconfigge i Dynobot, ma questi ultimi sono troppo stupidi per arrendersi e finiscono col trascinarlo nella rovina insieme a loro.
Proseguendo il gioco degli scambi di ruolo già accennato: durante la lotta, Shockwave trionfa cedendo alla furia (e abbandonando la logica), mentre i Dynobot hanno l’ultima parola grazie alla strategia (dopo aver usato solo la forza bruta).
I Dynobot perdono il loro rivestimento sinto-organico durante la battaglia: presumibilmente, quando ricompariranno nel presente saranno quindi puramente tecnologici (e quindi piĂą simili ai G1).
La scomparsa di Shockwave fa supporre che i depositi di Energon disseminati sugli altri pianeti non siano stati stabilizzati. I pianeti saranno stati devastati? O avranno avuto evoluzioni imprevedibili che ricompariranno nel presente, nei vari pianeti infiltrati dai Decepticon?
Il laboratorio cybertroniano di Shockwave visto in questo albo non somiglia un po’ troppo a quello di Bludgeon visto in Stormbringer?
Il fatto che Bludgeon metta le mani sul laboratorio di Shockwave permette di azzardare un’ipotesi: il piano di Bludgeon in Stormbringer potrebbe servire per “liberare” l’Energon dei pianeti su cui Shockwave lo ha seminato in passato.
Il fatto che i Dynobot siano sepolti sulla Terra conferma le notizie del sito di Hunter O’Nion (mechatopia.com) riguardo i ritrovamenti paleontologici nel Nevada, come visto in Infiltration #1.
La mano di Shockwave che emerge dagli scavi dei paleontologi rievoca la pagina 16 di G1 Marvel US #4, dove la sonda Autobot lo riporta alla luce involontariamente, partendo proprio dalla mano.
La sequenza con Megatron e Bludgeon sarĂ sviluppata in Spotlight: Soundwave.
La scena degli scavi ad Eureka avrà un seguito a partire da Escalation #5. Le vicende dei Dynobot saranno però sviluppate direttamente solo a partire da Spotlight: Grimlock.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Finalmente, dopo anni di carestia, ricompaiono nel mondo dei Transformer le storie autoconclusive, la prova del nove di un vero scrittore.
Era dai tempi di Beast Wars (con la sola eccezione di alcuni albi di Energon della Dreamwave) che nessun autore si cimentava nell’impresa di concentrare inizio, sviluppo e fine in un solo albo, trovando anche il tempo per scrivere una storia fruibile su più livelli (la moda attuale, infatti, quella della soap-operizzazione dove non c’è mai una fine, ma solo un flusso interminabile di eventi, solitamente serve per nascondere la mediocrità di chi vi fa ricorso).
Simon Furman dimostra ancora una volta questo suo talento, riportandoci ai tempi delle migliori storie G1 della Marvel, dove anche le singole puntate di una grande saga erano fruibili a se stanti (basti pensare agli episodi intermedi di Obiettivo: 2006).
La narrazione è intensa e appagante in ogni suo aspetto.
Nella prima lettura, si impone il racconto nella prospettiva di Shockwave, che a tutti gli effetti inverte i ruoli classici e sfuma i confini tra le fazioni in guerra, fino a ribaltare i ruoli (le sue azioni sono logiche e condivisibili, e mai malvagie; quelle dei Dynobot, invece, sono intrise di vendetta e violenza, lontane dalla filosofia Autobot) e ad affascinare il lettore con il suo percorso di crescita (che lo distacca dalla versione monolitica e immutabile di Bob Budiansky).
Nella seconda lettura, è invece la riflessione sull’evoluzione a tenere campo: i Transformer si devono evolvere per sopravvivere, o affronteranno l’estinzione, come i mammuth sulla Terra: ma stiamo parlando dei personaggi, del modo di fare il loro fumetto, dei modellini, dello stile dell’autore o del concetto stesso di Transformer? Ogni risposta è valida e non a caso la storia cita Beast Wars, cioè il più importante passo evolutivo che il mondo complessivo dei Transformer abbia mai compiuto, sotto ogni aspetto (e fa riflettere anche sulla Ultimatizzazione compiuta dalla IDW e sulla possibilità di una nuova, radicale evoluzione che il Film del 2007 potrebbe portare).
Nella terza lettura, infine, emergono gli elementi di continuità che, abilmente disseminati e dissimulati dalla prima all’ultima pagina, consentono al fan hard-core di tessere numerose connessioni con il resto dell’universo narrativo IDW.
A questa perla narrativa si sposano i disegni dell’esordiente Nick Roche (finora autore di copertine per Infiltration e Generations), un giovane talento irlandese di cui è nota la passione viscerale per le saghe Marvel UK dei Transformer, con le quali è letteralmente cresciuto.
Roche, a ulteriore conferma della maggiore libertà di stile concessa dalla IDW ai disegnatori, si allontana definitivamente dalle figure massicce e ingombranti dei Transformer dello stile Dreamwave, e realizza invece robot agili e “snelli”, in cui linee rette e curve si amalgamano in un insieme incredibilmente dinamico e vigoroso, trasmettendo energia ed entusiasmo a ogni tavola.
Ha collaborato Jazzluca.
Storia: Simon Furman
Disegni e chine: Nick Roche
Colori: Josh Burcham
Copertina A di Nick Roche; B di James Raiz
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel settembre 2006.


Introduzione
“E’ uno dei Decepticon più temuti e potenti, ma dove gli altri sono governati dall’avidità , dall’ambizione o da un’incontrollata brama di potere, la sua sola padrona è la fredda, chiara e spassionata logica. Stimolo più reazione equivale risultato. Questa equazione plasma e definisce i suoi pensieri e i suoi atti. Infinitamente paziente, vede la forma delle cose venture e quindi agisce di conseguenza. Il suo nome …
… E’ SHOCKWAVE.”
La storia
Seicentomila meta-cicli fa, su Cybertron, Shockwave coglie i segni del collasso che sta per colpire il pianeta, in seguito all’esaurimento delle risorse energetiche.
Ma sa anche che nessuno gli crederà , perché l’incombente guerra civile è la sola minaccia degna di nota.
Perciò, dà inizio al progetto Rigenesi (Regenesis): grandi quantità di Energon vengono raccolte e distillate in un potente catalizzatore, che, tramite testate belliche, viene poi seminato su vari pianeti scelti accuratamente in base al profilo geologico.
Ere intere trascorrono, prima che Shockwave si dia da fare, giungendo sulla Terra per regolare la reazione dell’Energon seminato, prima che vada fuori controllo. Sa che Megatron lo bollerà come traditore, ma sa anche che il controllo delle risorse energetiche sarà la chiave della guerra del futuro.
I Dynobot lo hanno seguito, a bordo di una loro astronave. Grimlock e i suoi compagni (Slag, Swoop, Sludge e Snarl) cercano vendetta: poco tempo prima, Shockwave li ha quasi uccisi, pur di impedire loro di mettere le mani su un carico di Energon; Optimus Prime voleva che la faccenda si chiudesse lì, ma i Dynobot hanno invece inseguito Shockwave nello spazio, in attesa di un’occasione opportuna.
La Terra però è loro preclusa: i campi di Energon che la avvolgono sono così intensi da mandare in Blocco Di Stasi qualsiasi Transformer non adeguatamente schermato nel giro di pochi Klik.
Mentre istalla gli Attenuatori Globali che regoleranno le reazioni geologiche, portando col tempo l’Energon a divenire inerte, Shockwave osserva l’estinzione dei mammuth e vede l’analogia con i Transformer: chi non sa adattarsi ai mutamenti della propria biosfera, è destinato a sparire.
Slag trova un metodo rapido per sopportare i campi di Energon: assumere una modalitĂ animale locale basata su un equivalente sintetico della carne di mammifero, sviluppato nelle Camere CR.
Grimlock però trova ridicole le bestie attualmente disponibili (mammuth, rinoceronti lanosi, alci e tigri dai denti a sciabola), che servirebbero solo a far morire Shockwave dal ridere.
Slag ricostruisce quindi l’aspetto presunto di certi fossili di rettile e Grimlock finalmente approva.
Shockwave tenta di contattare la propria astronave, che però non risponde. Prima che possa indagare, i cinque Dynobot sbarcano e, al grido di “Dynobot, Beast Modes!”, si trasformano e lo attaccano.
Shockwave viene sopraffatto dalla pura violenza dei cinque avversari, il cui arrivo è del tutto imprevisto e illogico. Ma mentre annaspa per cercare di trovare un significato a quello scontro, le armi incorporate dei suoi assalitori hanno la meglio e un’esplosione lo racchiude in un globo di fiamme.
Ma Shockwave non cede e cerca di evolversi, per adattarsi alla situazione: creando nuove subroutine che sono l’equivalente sintetico della rabbia, esce dalle fiamme e contrattacca, con una violenza che stende i Dynobot uno a uno. Il suo ultimo colpo, trasformato in pistola spaziale, è per Grimlock.
Finito lo scontro, Shockwave recupera a stento la propria lucidità : nell’esercizio della rabbia, ha provato sensazioni di liberazione, intossicazione e persino soddisfazione.
Ma non è finita: Grimlock, il corpo ora privo di copertura sinto-organica, si rialza e tenta di assalirlo in modalità di robot, ma le radiazioni lo mandano in Blocco di Stasi prima che vi riesca.
Shockwave resta comunque colpito dal suo sforzo così illogico, e riflette sull’elemento che ha trascurato d considerare nelle sue valutazioni: il caos.
Ma Grimlock aveva programmato le armi dell’astronave per fare fuoco sulla superficie, in caso di sconfitta. Quando ciò accade, un intero monte esplode e Shockwave viene travolto e inghiottito da un fiume di lava.
Su Cybertron, Megatron scopre l’assenza di Shockwave. Sospettando un tradimento, fa chiudere i suoi laboratori e ordina a Bludgeon di indagare.
Nel 2006, sulla Terra, due paleontologi (il professor Goring e Clive), durante alcuni scavi a Eureka, nel Nevada, portano alla luce una gigantesca mano…
Note
Shockwave prevede l’esaurimento delle risorse di Cybertron, come Thunderwing in Stormbringer, ma entrambi credono di essere gli unici a pervenire a questa scoperta.
La Terra disseminata di Energon da un’intelligenza aliena e la presenza di un campo di Energon che manda in Blocco di Stasi i Transformer non schermati sono i primi due elementi ripresi da Beast Wars.
L’esperimento di Shockwave porta alla genesi del Minerale-13 che è il fulcro di Infiltration.
La scena di Shockwave in mezzo ai mammuth rievoca la sua controparte Marvel, che nell’albo G1 US #4 affrontava i dinosauri della Terra Selvaggia.
Il nome Dynobot viene da War Within: The Dark Ages.
Grimlock parla un inglese corretto. Resta da sperare che al suo risveglio nel presente continui a farlo.
Le Camere CR (CR Chambers) vengono da Beast Wars. In questo caso, CR viene esplicitato come Cryogenic Regeneration.
Le forme bestiali assunte dai Dynobot richiamano esplicitamente quelle dei personaggi di Beast Wars. La trasformazione è quella classica dei G1 (tranne Swoop, che ora ha le braccia che diventano le zampe del dinosauro), ma produce robot che sembrano dotati delle complesse articolazioni dei modellini di Beast Wars.
Ulteriore dettaglio: la presenza di armi piĂą o meno nascoste nei corpi di dinosauro (i cannoni nelle fauci di Grimlock, i lanciarazzi sul petto di Swoop, i cannoni sulla schiena di Sludge).
Le modalitĂ di dinosauro vengono anche qui elaborate studiando i fossili e hanno un aspetto aggiornato alle recenti teorie sui sauri (per esempio, la coda del tirannosauro rex non viene trascinata, ma se sta in posizione orizzontale, per mantenere in equilibrio il resto del corpo).
Shockwave cita i Predacon come una delle unitĂ di assalto tattico di Megatron. Guarda caso, proprio questo mese in Stormbringer appare Razorclaw.
Shockwave che emerge dalle fiamme e che cade preda delle emozioni (in questo caso la rabbia) richiama G1 Marvel UK #60 (“Buster l’acchiappa-robot!”), dove si vedono due scene molto simili.
Il conflitto tra Shockwave e i Dynobot cita la loro battaglia Marvel nella preistoria della Terra Selvaggia (G1 US #4), ispirazione principale del racconto stesso.
In particolare, Shockwave sconfigge i Dynobot, ma questi ultimi sono troppo stupidi per arrendersi e finiscono col trascinarlo nella rovina insieme a loro.
Proseguendo il gioco degli scambi di ruolo già accennato: durante la lotta, Shockwave trionfa cedendo alla furia (e abbandonando la logica), mentre i Dynobot hanno l’ultima parola grazie alla strategia (dopo aver usato solo la forza bruta).
I Dynobot perdono il loro rivestimento sinto-organico durante la battaglia: presumibilmente, quando ricompariranno nel presente saranno quindi puramente tecnologici (e quindi piĂą simili ai G1).
La scomparsa di Shockwave fa supporre che i depositi di Energon disseminati sugli altri pianeti non siano stati stabilizzati. I pianeti saranno stati devastati? O avranno avuto evoluzioni imprevedibili che ricompariranno nel presente, nei vari pianeti infiltrati dai Decepticon?
Il laboratorio cybertroniano di Shockwave visto in questo albo non somiglia un po’ troppo a quello di Bludgeon visto in Stormbringer?
Il fatto che Bludgeon metta le mani sul laboratorio di Shockwave permette di azzardare un’ipotesi: il piano di Bludgeon in Stormbringer potrebbe servire per “liberare” l’Energon dei pianeti su cui Shockwave lo ha seminato in passato.
Il fatto che i Dynobot siano sepolti sulla Terra conferma le notizie del sito di Hunter O’Nion (mechatopia.com) riguardo i ritrovamenti paleontologici nel Nevada, come visto in Infiltration #1.
La mano di Shockwave che emerge dagli scavi dei paleontologi rievoca la pagina 16 di G1 Marvel US #4, dove la sonda Autobot lo riporta alla luce involontariamente, partendo proprio dalla mano.
La sequenza con Megatron e Bludgeon sarĂ sviluppata in Spotlight: Soundwave.
La scena degli scavi ad Eureka avrà un seguito a partire da Escalation #5. Le vicende dei Dynobot saranno però sviluppate direttamente solo a partire da Spotlight: Grimlock.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Finalmente, dopo anni di carestia, ricompaiono nel mondo dei Transformer le storie autoconclusive, la prova del nove di un vero scrittore.
Era dai tempi di Beast Wars (con la sola eccezione di alcuni albi di Energon della Dreamwave) che nessun autore si cimentava nell’impresa di concentrare inizio, sviluppo e fine in un solo albo, trovando anche il tempo per scrivere una storia fruibile su più livelli (la moda attuale, infatti, quella della soap-operizzazione dove non c’è mai una fine, ma solo un flusso interminabile di eventi, solitamente serve per nascondere la mediocrità di chi vi fa ricorso).
Simon Furman dimostra ancora una volta questo suo talento, riportandoci ai tempi delle migliori storie G1 della Marvel, dove anche le singole puntate di una grande saga erano fruibili a se stanti (basti pensare agli episodi intermedi di Obiettivo: 2006).
La narrazione è intensa e appagante in ogni suo aspetto.
Nella prima lettura, si impone il racconto nella prospettiva di Shockwave, che a tutti gli effetti inverte i ruoli classici e sfuma i confini tra le fazioni in guerra, fino a ribaltare i ruoli (le sue azioni sono logiche e condivisibili, e mai malvagie; quelle dei Dynobot, invece, sono intrise di vendetta e violenza, lontane dalla filosofia Autobot) e ad affascinare il lettore con il suo percorso di crescita (che lo distacca dalla versione monolitica e immutabile di Bob Budiansky).
Nella seconda lettura, è invece la riflessione sull’evoluzione a tenere campo: i Transformer si devono evolvere per sopravvivere, o affronteranno l’estinzione, come i mammuth sulla Terra: ma stiamo parlando dei personaggi, del modo di fare il loro fumetto, dei modellini, dello stile dell’autore o del concetto stesso di Transformer? Ogni risposta è valida e non a caso la storia cita Beast Wars, cioè il più importante passo evolutivo che il mondo complessivo dei Transformer abbia mai compiuto, sotto ogni aspetto (e fa riflettere anche sulla Ultimatizzazione compiuta dalla IDW e sulla possibilità di una nuova, radicale evoluzione che il Film del 2007 potrebbe portare).
Nella terza lettura, infine, emergono gli elementi di continuità che, abilmente disseminati e dissimulati dalla prima all’ultima pagina, consentono al fan hard-core di tessere numerose connessioni con il resto dell’universo narrativo IDW.
A questa perla narrativa si sposano i disegni dell’esordiente Nick Roche (finora autore di copertine per Infiltration e Generations), un giovane talento irlandese di cui è nota la passione viscerale per le saghe Marvel UK dei Transformer, con le quali è letteralmente cresciuto.
Roche, a ulteriore conferma della maggiore libertà di stile concessa dalla IDW ai disegnatori, si allontana definitivamente dalle figure massicce e ingombranti dei Transformer dello stile Dreamwave, e realizza invece robot agili e “snelli”, in cui linee rette e curve si amalgamano in un insieme incredibilmente dinamico e vigoroso, trasmettendo energia ed entusiasmo a ogni tavola.
Ha collaborato Jazzluca.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.











