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Iscritto il: 21/06/2004
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Stormbringer #1
“Stormbringer” (1 di 4)
Storia: Simon Furman
Disegni e chine: Don Figueroa
Colori: Josh Burcham
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel luglio 2006.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Infiltration: #7


La storia
A bordo del vascello scientifico Calabi-Yau, in orbita intorno a Cybertron, Nosecone scopre che, dopo settecento anni di inattività, sul pianeta è ricomparsa una traccia di attività energetica.
Jetfire, capo della squadra scientifica, indice una riunione da cui emerge che sul pianeta si è formata una nuova tipologia di Energon: probabilmente, una sacca di Energon mai rilevata da nessuno, interagendo con la materia trasportata sulla superficie da comete e asteroidi (dopo il collasso dell’atmosfera protettiva), ha col tempo portato alla formazione di questo nuovo ibrido.
Jetfire decide di scendere a indagare, nonostante i dubbi di Strafe.
Con lui andranno Scattershot, Lightspeed e Strafe. Nosecone e Afterburner resteranno in orbita, per guidarli.
Le condizioni di Cybertron sono tra le più ostili: solo per mantenere l’integrità dermica, gli Autobot devono costantemente ruotare le armoniche degli scudi; in più, la bassa gravità li costringe a usare le suole magnetiche. Per finire, è in arrivo una tempesta di particelle cariche.
Finalmente, i quattro giungono alla meta, che risulta essere il Passo Testa di Tuono (Thunderhead Pass), e cioè il luogo dove, molto tempo prima, si scatenò l’apocalittico inferno che inflisse a Cybertron il colpo di grazia, riducendolo al guscio vuoto e radioattivo che è adesso.
A bordo di una colossale stazione orbitale, Optimus Prime riceve da Searchlight una segnalazione proveniente dal pianeta Terra. Lì, la squadra di Prowl ha scoperto che i Decepticon sono passati alla Modalità di Assedio in largo anticipo sui tempi. Optimus ordina a Searchlight di controllare gli sviluppi, ma la sua mente è altrove: è persa nel tormentoso ricordo di un’antica battaglia combattuta su Cybertron, contro un Avversario talmente terribile e devastante da costringere gli stessi Decepticon ad allearsi con gli Autobot, per tentare di fermarlo.
Nemmeno la consapevolezza della guerra di attrito che sta conducendo nel presente riesce a distoglierlo da quei ricordi dilanianti.
Strafe vorrebbe tagliare la corda, ma Jetfire insiste per lanciare una sonda nell’enorme voragine zeppa di fumi che un tempo era il Passo Testa di Tuono.
Fingere che non vi sia nulla significherebbe commettere lo stesso letale errore di tanto tempo prima, quando gli Autobot e i Decepticon, per combattere la loro guerra, sfruttarono scelleratamente tutte le risorse del pianeta, portando infine l’ecosistema sull’orlo del collasso. Ironicamente, all’epoca fu uno scienziato Decepticon ad accorgersi che il pianeta stava morendo: e fu lui a contattare gli altri scienziati (Jetfire stesso, Soundwave, Perceptor, Swerve, Mixmaster), a prescindere dalle loro fazioni, per convincerli a unirsi a lui nel tentativo di salvare il pianeta.
Una volta lanciata la sonda, i quattro Autobot si apprestano ad andarsene, perché ormai la tempesta di particelle incombe. Ma qualcosa di spettrale li assale, abbattendoli uno a uno: si tratta di guerrieri dotati di corazze a distorsione luminosa, che li rendono parzialmente invisibili.
Jetfire e Scattershot tentano di resistere, ma facendo fuoco attirano su di loro le scariche della tempesta. Alla fine, anch’essi cadono.
Una voce ordina ai guerrieri-spettri di portare gli Autobot sconfitti ‘sotto’.
In orbita, la Calabi-Yau viene bersagliata da una raffica di missili. Nosecone e Afterburner lanciano una boa di segnalazione e si affrettano alla capsula di salvataggio. L’astronave esplode.
Optimus Prime ricorda come l’Avversario fosse un mostro inarrestabile, nato dal modo in cui i Transformer avevano criminalmente abusato del loro stesso pianeta.
Ma, paradossalmente, l’Avversario fu fermato dallo stesso Cybertron: in un ultimo atto di sacrificio, quando i Transformer erano ormai sconfitti, esso inghiottì l’Avversario, come per farsi carico dei peccati dei suoi abitanti.
Optimus, però, sa con certezza che quell’orrore non è stato cancellato del tutto: un giorno o l’altro, il suo nome tornerà a essere pronunciato e sarà udito anche nell’angolo più remoto della galassia.
Jetfire si riprende, udendo una cantilena confusa. Quando riapre gli occhi, vede un gruppo di Transformer inneggiare a una statua raffigurante uno spaventoso cybertroniano. ‘Thunderwing’ è il nome che essi ripetono in adorazione.
Note
I cinque Autobot nella squadra scientifica di Jetfire sono i Technobot.
Strafe balbetta, in accordo col nervosismo descritto nel suo Profilo Marvel originale.
Jetfire utilizza una maschera da battaglia, già vista in War Within (un accorgimento grafico di Figueroa per conciliare l’aspetto del modellino e quello delle sue versioni animate e disegnate degli anni ‘80).
Sulla stazione spaziale Autobot (prima scena) appaiono quelli che potrebbero essere Blaster e Bluestrak.
Nell’ultima scena si possono riconoscere: Pincher, Groundbreaker e Gunrunner (senza Involucro Pretender); Overdrive e Downshift degli Omnibot; Siren degli Headmaster.
I personaggi di Swerve e Mixmaster sono stati usati come scienziati grazie a Ben Yee, che li ha selezionati a causa dei loro Profili (chimico il primo, metallurgo il secondo).
I guerrieri-spettro sono i Pretender Decepticon, tra i quali è possibile riconoscere: Iguanus, Bomb-Burst, Skullgrin e Finback.
Inizialmente si è ipotizzato che gli Involucri Pretender fossero stati reinterpretati come corazze che forniscono parziale invisibilità e consentono di sopravvivere nelle condizioni ostili della superficie di Cybertron.
Gli sviluppi della storia rivelano invece che questi Transformer, pur avendo elementi corporei che richiamano l’Involucro Pretender ad essi corrispondente, sono ancora Transformer semplici.
Nel flashback dell’ultima resistenza, insieme a Optimus Prime e Megatron appaiono anche quelli che sembrano essere Omega Supreme (sarà confermato in Spotlight: Optimus Prime) e Trypticon.
La scena del risveglio di Jetfire mentre i Decepticon cantano il nome di Thunderwing è ripresa da un racconto dell’Annual Marvel UK del 1991, “Un altro tempo e un altro luogo”, dove è Grimlock a risvegliarsi al suono dei Decepticon che ripetono il nome di Megatron.
In conclusione, sembra di capire che nel passato, lo scienziato Thunderwing (che appare in forma di robot) abbia ideato un processo per sopravvivere al disastro ecologico che minacciava Cybertron; tale processo era presumibilmente quello che ha dato origine al suo Involucro Pretender, ma a quanto pare esso ha anche fatto impazzire Thunderwing, oltre ad avergli conferito un potere inarrestabile. I Transformer, per quanto unificati, non erano in grado di opporsi alla sua potenza, per cui è stato lo stesso Cybertron (alias Primus?) a intervenire per neutralizzarlo ma questo sacrificio deve aver anche accelerato il processo di collasso planetario.
Omettendo quelli riconosciuti con certezza, segue la lista ufficiale dei personaggi presenti in questo episodio (stando alla sceneggiatura):
Bluestreak
Blaster
Highbrow
Perceptor
Soundwave
Mixmaster
Swerve
Trypticon
Omega Supreme
Crosshairs
Downshift
Groundbreaker
Gunrunner
Kick-Off
Overdrive
Pincher
Siren
Materiale aggiuntivo (l’intervista è stata tradotta in italiano):
- Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima;
- Newsarama intervisa Simon Furman - maggio 2006.
Osservazioni
Il ritorno su Cybertron dei Transformer della IDW, oltre alla tanto strombazzata assenza totale di esseri umani, segna davvero un momento epocale nella storia dei Transformer, perché finalmente nella loro produzione narrativa ricompaiono storie veramente per adulti.
Come ai tempi delle migliori storie Marvel (sia G1 che G2), la lettura torna ad essere su più livelli e a trattare, contemporaneamente, sia della guerra tra Autobot e Decepticon sia di tematiche molto più attuali e concrete, che ci riguardano da vicino. In altre parole, il fumetto torna a essere metafora e riflessione, e ad avere contenuti concreti, invece che essere incentrato totalmente ed esclusivamente sugli astratti segreti delle nanomacchine di Vector Sigma o su militari impazziti che lanciano missili nucleari come se niente fosse.
Simon Furman può inoltre abbandonare lo stile Ultimate adottato in Infiltration (e da qualcuno definito una brutta imitazione di Warren Ellis) e tornare a quello denso ed elaborato che gli è più congeniale, soprattutto quando è dedicato all’introspezione e alla riflessione di personaggi come Jetfire e Optimus Prime: la tavole risultanti sono di conseguenza una sintesi trascinante e solenne di prosa epica e di dramma personale, incastonate tra loro in un’elegante e agile narrazione che si sposta senza di difficoltà tra il presente e il passato, miscelandoli senza alcuna soluzione di continuità.
Alla forza dei testi si unisce infine la sempre ottima arte di Don Figueroa, qui ulteriormente elevata dalle sue stesse chine (vale lo stesso discorso fatto per Evolutions).
Ha collaborato Jazzluca
Storia: Simon Furman
Disegni e chine: Don Figueroa
Colori: Josh Burcham
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel luglio 2006.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Infiltration: #7


La storia
A bordo del vascello scientifico Calabi-Yau, in orbita intorno a Cybertron, Nosecone scopre che, dopo settecento anni di inattività, sul pianeta è ricomparsa una traccia di attività energetica.
Jetfire, capo della squadra scientifica, indice una riunione da cui emerge che sul pianeta si è formata una nuova tipologia di Energon: probabilmente, una sacca di Energon mai rilevata da nessuno, interagendo con la materia trasportata sulla superficie da comete e asteroidi (dopo il collasso dell’atmosfera protettiva), ha col tempo portato alla formazione di questo nuovo ibrido.
Jetfire decide di scendere a indagare, nonostante i dubbi di Strafe.
Con lui andranno Scattershot, Lightspeed e Strafe. Nosecone e Afterburner resteranno in orbita, per guidarli.
Le condizioni di Cybertron sono tra le più ostili: solo per mantenere l’integrità dermica, gli Autobot devono costantemente ruotare le armoniche degli scudi; in più, la bassa gravità li costringe a usare le suole magnetiche. Per finire, è in arrivo una tempesta di particelle cariche.
Finalmente, i quattro giungono alla meta, che risulta essere il Passo Testa di Tuono (Thunderhead Pass), e cioè il luogo dove, molto tempo prima, si scatenò l’apocalittico inferno che inflisse a Cybertron il colpo di grazia, riducendolo al guscio vuoto e radioattivo che è adesso.
A bordo di una colossale stazione orbitale, Optimus Prime riceve da Searchlight una segnalazione proveniente dal pianeta Terra. Lì, la squadra di Prowl ha scoperto che i Decepticon sono passati alla Modalità di Assedio in largo anticipo sui tempi. Optimus ordina a Searchlight di controllare gli sviluppi, ma la sua mente è altrove: è persa nel tormentoso ricordo di un’antica battaglia combattuta su Cybertron, contro un Avversario talmente terribile e devastante da costringere gli stessi Decepticon ad allearsi con gli Autobot, per tentare di fermarlo.
Nemmeno la consapevolezza della guerra di attrito che sta conducendo nel presente riesce a distoglierlo da quei ricordi dilanianti.
Strafe vorrebbe tagliare la corda, ma Jetfire insiste per lanciare una sonda nell’enorme voragine zeppa di fumi che un tempo era il Passo Testa di Tuono.
Fingere che non vi sia nulla significherebbe commettere lo stesso letale errore di tanto tempo prima, quando gli Autobot e i Decepticon, per combattere la loro guerra, sfruttarono scelleratamente tutte le risorse del pianeta, portando infine l’ecosistema sull’orlo del collasso. Ironicamente, all’epoca fu uno scienziato Decepticon ad accorgersi che il pianeta stava morendo: e fu lui a contattare gli altri scienziati (Jetfire stesso, Soundwave, Perceptor, Swerve, Mixmaster), a prescindere dalle loro fazioni, per convincerli a unirsi a lui nel tentativo di salvare il pianeta.
Una volta lanciata la sonda, i quattro Autobot si apprestano ad andarsene, perché ormai la tempesta di particelle incombe. Ma qualcosa di spettrale li assale, abbattendoli uno a uno: si tratta di guerrieri dotati di corazze a distorsione luminosa, che li rendono parzialmente invisibili.
Jetfire e Scattershot tentano di resistere, ma facendo fuoco attirano su di loro le scariche della tempesta. Alla fine, anch’essi cadono.
Una voce ordina ai guerrieri-spettri di portare gli Autobot sconfitti ‘sotto’.
In orbita, la Calabi-Yau viene bersagliata da una raffica di missili. Nosecone e Afterburner lanciano una boa di segnalazione e si affrettano alla capsula di salvataggio. L’astronave esplode.
Optimus Prime ricorda come l’Avversario fosse un mostro inarrestabile, nato dal modo in cui i Transformer avevano criminalmente abusato del loro stesso pianeta.
Ma, paradossalmente, l’Avversario fu fermato dallo stesso Cybertron: in un ultimo atto di sacrificio, quando i Transformer erano ormai sconfitti, esso inghiottì l’Avversario, come per farsi carico dei peccati dei suoi abitanti.
Optimus, però, sa con certezza che quell’orrore non è stato cancellato del tutto: un giorno o l’altro, il suo nome tornerà a essere pronunciato e sarà udito anche nell’angolo più remoto della galassia.
Jetfire si riprende, udendo una cantilena confusa. Quando riapre gli occhi, vede un gruppo di Transformer inneggiare a una statua raffigurante uno spaventoso cybertroniano. ‘Thunderwing’ è il nome che essi ripetono in adorazione.
Note
I cinque Autobot nella squadra scientifica di Jetfire sono i Technobot.
Strafe balbetta, in accordo col nervosismo descritto nel suo Profilo Marvel originale.
Jetfire utilizza una maschera da battaglia, già vista in War Within (un accorgimento grafico di Figueroa per conciliare l’aspetto del modellino e quello delle sue versioni animate e disegnate degli anni ‘80).
Sulla stazione spaziale Autobot (prima scena) appaiono quelli che potrebbero essere Blaster e Bluestrak.
Nell’ultima scena si possono riconoscere: Pincher, Groundbreaker e Gunrunner (senza Involucro Pretender); Overdrive e Downshift degli Omnibot; Siren degli Headmaster.
I personaggi di Swerve e Mixmaster sono stati usati come scienziati grazie a Ben Yee, che li ha selezionati a causa dei loro Profili (chimico il primo, metallurgo il secondo).
I guerrieri-spettro sono i Pretender Decepticon, tra i quali è possibile riconoscere: Iguanus, Bomb-Burst, Skullgrin e Finback.
Inizialmente si è ipotizzato che gli Involucri Pretender fossero stati reinterpretati come corazze che forniscono parziale invisibilità e consentono di sopravvivere nelle condizioni ostili della superficie di Cybertron.
Gli sviluppi della storia rivelano invece che questi Transformer, pur avendo elementi corporei che richiamano l’Involucro Pretender ad essi corrispondente, sono ancora Transformer semplici.
Nel flashback dell’ultima resistenza, insieme a Optimus Prime e Megatron appaiono anche quelli che sembrano essere Omega Supreme (sarà confermato in Spotlight: Optimus Prime) e Trypticon.
La scena del risveglio di Jetfire mentre i Decepticon cantano il nome di Thunderwing è ripresa da un racconto dell’Annual Marvel UK del 1991, “Un altro tempo e un altro luogo”, dove è Grimlock a risvegliarsi al suono dei Decepticon che ripetono il nome di Megatron.
In conclusione, sembra di capire che nel passato, lo scienziato Thunderwing (che appare in forma di robot) abbia ideato un processo per sopravvivere al disastro ecologico che minacciava Cybertron; tale processo era presumibilmente quello che ha dato origine al suo Involucro Pretender, ma a quanto pare esso ha anche fatto impazzire Thunderwing, oltre ad avergli conferito un potere inarrestabile. I Transformer, per quanto unificati, non erano in grado di opporsi alla sua potenza, per cui è stato lo stesso Cybertron (alias Primus?) a intervenire per neutralizzarlo ma questo sacrificio deve aver anche accelerato il processo di collasso planetario.
Omettendo quelli riconosciuti con certezza, segue la lista ufficiale dei personaggi presenti in questo episodio (stando alla sceneggiatura):
Bluestreak
Blaster
Highbrow
Perceptor
Soundwave
Mixmaster
Swerve
Trypticon
Omega Supreme
Crosshairs
Downshift
Groundbreaker
Gunrunner
Kick-Off
Overdrive
Pincher
Siren
Materiale aggiuntivo (l’intervista è stata tradotta in italiano):
- Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima;
- Newsarama intervisa Simon Furman - maggio 2006.
Osservazioni
Il ritorno su Cybertron dei Transformer della IDW, oltre alla tanto strombazzata assenza totale di esseri umani, segna davvero un momento epocale nella storia dei Transformer, perché finalmente nella loro produzione narrativa ricompaiono storie veramente per adulti.
Come ai tempi delle migliori storie Marvel (sia G1 che G2), la lettura torna ad essere su più livelli e a trattare, contemporaneamente, sia della guerra tra Autobot e Decepticon sia di tematiche molto più attuali e concrete, che ci riguardano da vicino. In altre parole, il fumetto torna a essere metafora e riflessione, e ad avere contenuti concreti, invece che essere incentrato totalmente ed esclusivamente sugli astratti segreti delle nanomacchine di Vector Sigma o su militari impazziti che lanciano missili nucleari come se niente fosse.
Simon Furman può inoltre abbandonare lo stile Ultimate adottato in Infiltration (e da qualcuno definito una brutta imitazione di Warren Ellis) e tornare a quello denso ed elaborato che gli è più congeniale, soprattutto quando è dedicato all’introspezione e alla riflessione di personaggi come Jetfire e Optimus Prime: la tavole risultanti sono di conseguenza una sintesi trascinante e solenne di prosa epica e di dramma personale, incastonate tra loro in un’elegante e agile narrazione che si sposta senza di difficoltà tra il presente e il passato, miscelandoli senza alcuna soluzione di continuità.
Alla forza dei testi si unisce infine la sempre ottima arte di Don Figueroa, qui ulteriormente elevata dalle sue stesse chine (vale lo stesso discorso fatto per Evolutions).
Ha collaborato Jazzluca

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








