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Iscritto il: 21/06/2004
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Infiltration #4
“Infiltration” (4 di 6)
Storia: Simon Furman
Disegni e chine: E. J. Su
Colori: John Rauch
Copertine di EJ Su, James Raiz, Guido Guidi e Andy Wildman
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’aprile 2006.
La storia
Tre anni fa, ad Akron, nell’Ohio, un’assistente sociale cerca di comprendere i problemi di una bambina difficile: Verity Carlo, per quanto agisca come disprezzasse tutto e tutti, in realtà è una “ragazzina spaventata, in un mondo di dolore e sofferenza”.
Ma Verity non lo ammetterĂ mai.
Adesso, nel Nebraska nordoccidentale, Verity si sta calando, attraverso un condotto, in una base Decepticon sotterranea; Jimmy Pink e Hunter O’Nion stanno per seguirla.
All’esterno restano i due Autobot che li hanno condotti fin lì e che non osano accedere in alcun modo alla base, neppure con le loro proiezioni di olomateria, per timore di innescare qualche difesa.
A Ratchet però continua a non piacere questo fatto di usare i tre ragazzi umani per la missione.
Bumblebee sottolinea che, piccoli e organici come sono, non saranno facilmente rilevati dai sensori della base (come d’altra parte è già accaduto a un uomo che in precedenza ha esplorato la base). E in ogni caso, vista la posta in gioco, i tre ragazzi sono sacrificabili.
A Dallas, nel Texas, i membri dell’organizzazione Machination si riuniscono nel palazzo della Epsilon Holdings. I signori Dante, Drake e Jolly e la signora Svenson, grazie al lavoro del defunto Stoker, hanno ora i mezzi per riuscire ad acquisire la tecnologia dei robot alieni infiltrati sulla Terra.
Nel bunker Decepticon, i tre ragazzi si sono separati per esplorare il luogo, e restano in contatto radio.
Verity trova una struttura ad albero in cui sono impiantate numerose capsule, tutte con il portello spalancato e vuote, tranne una.
Verity la apre e vi trova il cadavere di un militare in uniforme. Per quanto ne venga traumatizzata, la ragazza rifiuta le offerte di Hunter di sospendere la missione e riprende l’esplorazione.
In superficie, Ratchet e Bumblebee vengono attaccati da due jet: sono Skywarp e Blitzwing. Il vero scopo dei due Decepticon è distruggere il bunker, ma la presenza degli Autobot è un bonus.
Ratchet ordina ai tre ragazzi di abbandonare il bunker, ma Verity ha abbandonato il ricetrasmettitore ed è scomparsa.
Bumblebee affronta Skywarp, riuscendo a precederlo in uno dei suoi balzi e a colpirlo a un’ala; quando Skywarp gli piomba addosso, Bumblebee si trasforma da robot ad automobile all’ultimo istante, evitando di essere investito.
Ratchet sfrutta le fissazioni di Blitzwing per accecarlo e farlo schiantare, ma quando deve controllare che il nemico sia fuori gioco, viene abbattuto da un colpo della modalitĂ di cannone di Blitzwing.
VeritĂ giunge in un locale del bunker dove sente una voce parlare di Cybertron. E quando scopre chi sta parlando, anche Megatron la vede.
Note
Bumblebee considera sacrificabili i tre ragazzi, in confronto a ciò che potrebbe accadere, e Ratchet sembra quasi non dissentire, adesso che i tre hanno scelto deliberatamente di farsi coinvolgere in questa guerra.
Rispetto agli impianti del bunker Decepticon, i tre ragazzi sono palesemente molto piccoli. Questa differenza di proporzioni non si è quasi mai vista nelle varie serie animate, dove i vari coprotagonisti umani hanno facilmente accesso a quadri di comando che sembrano sempre fatti su misura per loro. C’è però un precedente nei fumetti G1 Marvel, dove l’inevitabile differenza di dimensioni era evidenziata (per esempio in G1 Marvel US 38, “La prova del fuoco!”).
Stoker è il vero nome del defunto “Finklerock”.
La struttura tecnologica ad albero con le capsule che fanno da frutti è un luogo comune di molte storie di fantascienza. Al momento non è chiaro per quale scopo i Decepticon vi abbiano imprigionato degli umani: si tratta forse di una sostituzione delle figure di comando con sosia robotici?
Sembra comunque certo che si tratti di uno degli aspetti del piano di Infiltrazione Decepticon standard descritto nell’albo precedente, che prevede una manipolazione dietro le quinte della struttura geopolitica di un pianeta, per fomentare anarchie, guerre e disordini.
Come giĂ in Infiltration #3, Skywarp si sposta in modo diverso dal suo alter ego classico: invece che teleportarsi, apre varchi cui possono accedere anche altri Transformer.
Quando Bumblebee si trasforma da automobile a robot, la sua arma esce dal cofano (come se fosse il motore di un Alternator) e Bumblebee la afferra al volo al termine della trasformazione.
L’atteggiamento un po’ paranoico di Blitzwing, che lo porta a tenere tutti i sensori al massimo, è una novità rispetto al Profilo della sua controparte originale.
Ratchet sa che Blitzwing è un Triplechanger, ma viene comunque colto di sorpresa dal suo secondo attacco.
Con chi è in comunicazione Megatron e cosa significa la sua frase che si conclude con le parole “soprattutto Cybertron”? La risposta sarà data in Stormbringer #3, dove la stessa scena sarà espansa e mostrata dal punto di vista opposto.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Il primo scontro aperto tra Transformer permette finalmente a E.J. Su di sfoderare tutto il talento di un disegnatore che ha compreso a fondo le tecniche di narrazione.
Finora ci aveva colpiti soprattutto per il suo approccio accuratamente “tecnografico”, basato sul suo solido retroterra di disegnatore industriale (senza naturalmente dimenticare la benefica influenza di autori nipponici, come lo stesso Su ha confermato nelle interviste), che ha dato forma a Transformer veramente robotici e tecnologici, quasi tridimensionali nella cura meticolosa dei dettagli di pistoni, ingranaggi e altri dettagli.
Adesso, questi suoi nuovi Transformer entrano in azione in una sequenza che unisce eleganti inquadrature cinematografiche a un intenso dinamismo, di cui le vignette più rappresentative sono quella in cui Skywarp sfreccia sopra Bumblebee e quella in cui Ratchet viene investito dalla cannonata (ancora una volta, l’apporto dello stile nipponico è evidentissimo nelle linee cinetiche e nella costruzione delle onde d’urto).
A tutto ciò si aggiunge la provetta abilità di Simon Furman, che in questa stessa sequenza ha costruito una battaglia visivamente agile e spettacolare come mai se ne erano viste nei fumetti, neppure nei più felici albi della Marvel (e di certo non in quelli della Dreamwave, dove agli autori erano stati imposti uno stile grafico legnoso e statico e uno stile narrativo adeguato a forza); per certi versi, l’inventiva e l’originalità mostrata dai quattro Transformer durante lo scontro richiamano la vivacità di certi episodi della serie animata originale, dove i Transformer si trasformavano in continuazione, durante le battaglie, sfruttando questa propria caratteristica fino in fondo.
Metà della storia è poi incentrata sugli umani, ma anche qui solo in apparenza: per quanto in primo piano infatti vediamo Verity e compagnia, o i signori della Machination, ogni vignetta e ogni dialogo è realizzata sempre in funzione della presenza dei Transformer sulla Terra, che quindi è più forte che mai proprio quando essi non sono direttamente in scena.
Storia: Simon Furman
Disegni e chine: E. J. Su
Colori: John Rauch
Copertine di EJ Su, James Raiz, Guido Guidi e Andy Wildman
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’aprile 2006.
La storia
Tre anni fa, ad Akron, nell’Ohio, un’assistente sociale cerca di comprendere i problemi di una bambina difficile: Verity Carlo, per quanto agisca come disprezzasse tutto e tutti, in realtà è una “ragazzina spaventata, in un mondo di dolore e sofferenza”.
Ma Verity non lo ammetterĂ mai.
Adesso, nel Nebraska nordoccidentale, Verity si sta calando, attraverso un condotto, in una base Decepticon sotterranea; Jimmy Pink e Hunter O’Nion stanno per seguirla.
All’esterno restano i due Autobot che li hanno condotti fin lì e che non osano accedere in alcun modo alla base, neppure con le loro proiezioni di olomateria, per timore di innescare qualche difesa.
A Ratchet però continua a non piacere questo fatto di usare i tre ragazzi umani per la missione.
Bumblebee sottolinea che, piccoli e organici come sono, non saranno facilmente rilevati dai sensori della base (come d’altra parte è già accaduto a un uomo che in precedenza ha esplorato la base). E in ogni caso, vista la posta in gioco, i tre ragazzi sono sacrificabili.
A Dallas, nel Texas, i membri dell’organizzazione Machination si riuniscono nel palazzo della Epsilon Holdings. I signori Dante, Drake e Jolly e la signora Svenson, grazie al lavoro del defunto Stoker, hanno ora i mezzi per riuscire ad acquisire la tecnologia dei robot alieni infiltrati sulla Terra.
Nel bunker Decepticon, i tre ragazzi si sono separati per esplorare il luogo, e restano in contatto radio.
Verity trova una struttura ad albero in cui sono impiantate numerose capsule, tutte con il portello spalancato e vuote, tranne una.
Verity la apre e vi trova il cadavere di un militare in uniforme. Per quanto ne venga traumatizzata, la ragazza rifiuta le offerte di Hunter di sospendere la missione e riprende l’esplorazione.
In superficie, Ratchet e Bumblebee vengono attaccati da due jet: sono Skywarp e Blitzwing. Il vero scopo dei due Decepticon è distruggere il bunker, ma la presenza degli Autobot è un bonus.
Ratchet ordina ai tre ragazzi di abbandonare il bunker, ma Verity ha abbandonato il ricetrasmettitore ed è scomparsa.
Bumblebee affronta Skywarp, riuscendo a precederlo in uno dei suoi balzi e a colpirlo a un’ala; quando Skywarp gli piomba addosso, Bumblebee si trasforma da robot ad automobile all’ultimo istante, evitando di essere investito.
Ratchet sfrutta le fissazioni di Blitzwing per accecarlo e farlo schiantare, ma quando deve controllare che il nemico sia fuori gioco, viene abbattuto da un colpo della modalitĂ di cannone di Blitzwing.
VeritĂ giunge in un locale del bunker dove sente una voce parlare di Cybertron. E quando scopre chi sta parlando, anche Megatron la vede.
Note
Bumblebee considera sacrificabili i tre ragazzi, in confronto a ciò che potrebbe accadere, e Ratchet sembra quasi non dissentire, adesso che i tre hanno scelto deliberatamente di farsi coinvolgere in questa guerra.
Rispetto agli impianti del bunker Decepticon, i tre ragazzi sono palesemente molto piccoli. Questa differenza di proporzioni non si è quasi mai vista nelle varie serie animate, dove i vari coprotagonisti umani hanno facilmente accesso a quadri di comando che sembrano sempre fatti su misura per loro. C’è però un precedente nei fumetti G1 Marvel, dove l’inevitabile differenza di dimensioni era evidenziata (per esempio in G1 Marvel US 38, “La prova del fuoco!”).
Stoker è il vero nome del defunto “Finklerock”.
La struttura tecnologica ad albero con le capsule che fanno da frutti è un luogo comune di molte storie di fantascienza. Al momento non è chiaro per quale scopo i Decepticon vi abbiano imprigionato degli umani: si tratta forse di una sostituzione delle figure di comando con sosia robotici?
Sembra comunque certo che si tratti di uno degli aspetti del piano di Infiltrazione Decepticon standard descritto nell’albo precedente, che prevede una manipolazione dietro le quinte della struttura geopolitica di un pianeta, per fomentare anarchie, guerre e disordini.
Come giĂ in Infiltration #3, Skywarp si sposta in modo diverso dal suo alter ego classico: invece che teleportarsi, apre varchi cui possono accedere anche altri Transformer.
Quando Bumblebee si trasforma da automobile a robot, la sua arma esce dal cofano (come se fosse il motore di un Alternator) e Bumblebee la afferra al volo al termine della trasformazione.
L’atteggiamento un po’ paranoico di Blitzwing, che lo porta a tenere tutti i sensori al massimo, è una novità rispetto al Profilo della sua controparte originale.
Ratchet sa che Blitzwing è un Triplechanger, ma viene comunque colto di sorpresa dal suo secondo attacco.
Con chi è in comunicazione Megatron e cosa significa la sua frase che si conclude con le parole “soprattutto Cybertron”? La risposta sarà data in Stormbringer #3, dove la stessa scena sarà espansa e mostrata dal punto di vista opposto.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Il primo scontro aperto tra Transformer permette finalmente a E.J. Su di sfoderare tutto il talento di un disegnatore che ha compreso a fondo le tecniche di narrazione.
Finora ci aveva colpiti soprattutto per il suo approccio accuratamente “tecnografico”, basato sul suo solido retroterra di disegnatore industriale (senza naturalmente dimenticare la benefica influenza di autori nipponici, come lo stesso Su ha confermato nelle interviste), che ha dato forma a Transformer veramente robotici e tecnologici, quasi tridimensionali nella cura meticolosa dei dettagli di pistoni, ingranaggi e altri dettagli.
Adesso, questi suoi nuovi Transformer entrano in azione in una sequenza che unisce eleganti inquadrature cinematografiche a un intenso dinamismo, di cui le vignette più rappresentative sono quella in cui Skywarp sfreccia sopra Bumblebee e quella in cui Ratchet viene investito dalla cannonata (ancora una volta, l’apporto dello stile nipponico è evidentissimo nelle linee cinetiche e nella costruzione delle onde d’urto).
A tutto ciò si aggiunge la provetta abilità di Simon Furman, che in questa stessa sequenza ha costruito una battaglia visivamente agile e spettacolare come mai se ne erano viste nei fumetti, neppure nei più felici albi della Marvel (e di certo non in quelli della Dreamwave, dove agli autori erano stati imposti uno stile grafico legnoso e statico e uno stile narrativo adeguato a forza); per certi versi, l’inventiva e l’originalità mostrata dai quattro Transformer durante lo scontro richiamano la vivacità di certi episodi della serie animata originale, dove i Transformer si trasformavano in continuazione, durante le battaglie, sfruttando questa propria caratteristica fino in fondo.
Metà della storia è poi incentrata sugli umani, ma anche qui solo in apparenza: per quanto in primo piano infatti vediamo Verity e compagnia, o i signori della Machination, ogni vignetta e ogni dialogo è realizzata sempre in funzione della presenza dei Transformer sulla Terra, che quindi è più forte che mai proprio quando essi non sono direttamente in scena.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.









