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Iscritto il: 21/06/2004
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Escalation #6
“Escalation” (6 di 6)
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Zak Atkinson
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Klaus Scherwinski
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’aprile 2007 (uscita effettiva slittata a inizio maggio).
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Stormbringer: #16
La storia
Brasnya, ex stato della Russia.
Megatron annuncia la morte di Optimus Prime, calpestandone il corpo, e ordina agli Autobot la resa.
Hardhead è il primo ad attaccarlo, seguito da Jazz e da Wheeljack: ma i tre sanno bene che, contro un Megatron alimentato dal Minerale-13, non hanno speranze.
Poco lontano, Prowl si prepara a unirsi a loro, ma non senza aver prima ordinato a Hot Rod di provvedere a trasportare al sicuro il Facsimile Decepticon Georgi Koska.
Ovviamente Hot Rod vorrebbe unirsi alla lotta, ma Prowl, sebbene il suo grado non superi quello di Hot Rod, impone la propria autorità , perché il comando delle operazioni sulla Terra è stato assegnato a lui..
Optimus Prime ha solo simulato la propria morte. Grazie al breve intermezzo concessogli da Roller, ha scaricato le proprie funzioni superiori nei sistemi del rimorchio, facendo credere a Megatron di essere deceduto.
In questa fase di trasferimento, la sua coscienza fluttua nell’Infraspazio di Transizione (Transitional Infraspace), dove una presenza inattesa lo sta osservando. E’ una presenza agghiacciante, che sembra studiare l’intero universo come se fosse un cadavere sezionato. E, peggio ancora, la presenza conosce Prime, così come anche Prime la conosce.
Fort Wayne, nell’Indiana.
Ratchet si appresta a perforare la pavimentazione stradale, per raggiungere la camera sotterranea in cui Verity Carlo e Jimmy Pink giacciono narcotizzati.
Il Simulacro di Olomateria di Ironhide è con loro, mentre Ironhide stesso è all’interno del negozio che fa da paravento per la Machination. E’ costretto a restare lì, perché il suo emettitore di olomateria ha un raggio limitato e perché ciò che si appresta a fare richiederà la massima saturazione.
Il conto alla rovescia che annuncia l’autodistruzione del locale è sceso sotto i due minuti e le forze di polizia del posto sono in arrivo.
Prowl raggiunge i compagni Autobot e li fa arretrare, per attaccare da lontano: Megatron è privo di armi a lunga gittata e la sua modalità alternativa è inutile, senza qualcuno a impugnarla.
Optimus Prime si collega via radio ai quattro Autobot, rivelando di essere sopravvissuto e, soprattutto, rivelando che se il Minerale-13 corrisponde all’Ultra Energon ritrovato su Cybertron, allora ha un punto debole. Gli Autobot devono “soltanto” continuare a tenere impegnato Megatron con un fuoco continuo.
Questo, sottolinea Prowl, sempre che Starscream non abbia rimosso dal Minerale-13 il difetto in questione.
A bordo dell’Arca-32, un incredulo Nightbeat si prepara a eseguire il Rimbalzo Orbitale che riporterà a bordo Hot Rod e la sua preda.
Ma Skywarp ritorna in quel momento in Brasnya, con il rinforzo di Thundercracker, e attacca.
Hot Rod fa scudo a Koska col proprio corpo, ma subisce comunque gravi danni, mentre il Rimbalzo Orbitale si attiva.
Ratchet termina di perforare la strada. Il Simulacro di Ironhide aumenta le proprie dimensioni fino a raggiungere il soffitto della stanza sotterranea e solleva i corpi di Verity e Jimmy , passandoli a Ratchet attraverso il foro nel soffitto.
A quel punto, Ironhide può allontanarsi dal negozio, ma l’esplosione lo travolge, insieme alle auto della polizia sopraggiunte in quel momento.
Unico superstite, Ratchet si chiede a chi toccherĂ , dopo Sunstreaker e Ironhide. In piĂą, non sa come agire, adesso, in questa faccenda che non ha portato a nulla di utile.
Per il momento, non nota il biglietto da visita della Machination in mano a Verity.
Megatron avanza inarrestabile sotto il fuoco della pattuglia Autobot di Prowl. Sembra che nulla gli faccia effetto.
Quando è ormai giunto a distanza ravvicinata, Optimus Prime compare alle sue spalle e gli sferra un colpo di fucile in pieno volto.
Megatron cade, ma ancora una vola si rialza, dichiarando che neppure questo è stato sufficiente.
Eppure, questa volta le gambe lo tradiscono, sbalordendolo abbastanza da chiedere ad alta voce cosa gli stia accadendo.
Optimus Prime glielo spiega in poche parole. Poi, insieme agli Autobot, si appresta a finirlo.
Megatron convoca Skywarp e ordina la ritirata. Trasformandosi in pistola, balza nella cabina del jet e i Decepticon si allontanano.
Optimus Prime è gravemente danneggiato (Megatron ha quasi distrutto la sua custodia della Scintilla) e avrà bisogno di qualche tempo di C.R. (Cryogenic Regeneration).
Dall’Arca-32 in orbita, Nightbeat comunica che anche Hot Rod è in una Camera C.R., perché ha subito danni per mano dei Decepticon, e lo stesso vale per il Facsimile, che è andato distrutto.
A Tampa, in Florida, nella sede della Machination, Hunter O’Nion viene portato al cospetto della misteriosa Testa Decepticon: Hunter è reduce da un intervento chirurgico di potenziamento che non ha portato ad alcun rigetto.
La Testa, compiaciuta, ordina l’inizio della produzione in massa.
Hunter scopre di essere una cavia che ha esaurito la sua utilitĂ , anche se Dante pensa che, ricondizionato mentalmente, potrebbe ancora fare la sua parte nel nuovo ordine mondiale della Machination.
Alle sue spalle, Hunter trova una fila di robot acefali, modellati sul corpo di Sunstreaker, che sembrano essere usciti da una catena di montaggio.
A Washington D.C., gli uomini dell’agenzia governativa Skywatch ricevono dal loro contatto russo, il maggiore Arkurin, la segnalazione della battaglia tra Transformer in Brasnya.
Siccome gli scavi a Eureka, gestiti dall’agente Indaco (Indigo), sono ancora lontani dal concludersi, l’agente Rosso (Red) decide che la Skywatch per ora può impiegare attivamente solo altri due robot suoi prigionieri, tenuti incatenati sul fondo di una sorta di cella a pozzo: Laserbeak e Ravage.
Al Bunker di Comando Decepticon in Oregon, Megatron riemerge dalla Camera C.R. completamente riparato. Oltraggiato dagli eventi e dalla scelta di Prime di mettere in campo rinforzi, ordina ad Astrotrain di convocare Sixshot.
Astrotrain ne è sconvolto: mai e poi mai l’Arma Vivente dei Decepticon è stata attivata in una fase così iniziale della conquista di un mondo. Ma non ha altra scelta che obbedire.
Sixshot decolla immediatamente dalla base spaziale Decepticon dove staziona solitamente.
Su Mumu-Obscura, i Reaper pregustano ciò che accadrà : dopo che Sixshot avrà devastato la Terra, saranno loro a mietere ciò che ne sarà rimasto.
Note
Ecco spiegato perché Simon Furman abbia scelto Hardhead per il cast di questa miniserie: solo una simile testa calda poteva avere l’avventatezza di attaccare direttamente un Megatron superpotenziato.
Il grado di Prowl non è superiore a quello di Hot Rod.
Chi raffigura la testa robotica presente nell’ Infraspazio di Transizione? Le caratteristiche del volto ricordano quelle di un Prime (e soprattutto quelle di Big Convoy della serie Beast Wars Neo).
Sembra comunque certo che questo sia l’effettivo collegamento alla saga di Galvatron (che si svilupperà in Spotlight: Galvatron e Devastation, per culminare in Revelation) che Simon Furman aveva annunciato in un’intervista (confondendo Escalation #6 con Escalation #5).
Tornano le classiche “esperienze sciamaniche” di Optimus Prime, un vero leitmotiv nella gestione di Simon Furman. Basti citare le analoghe situazioni in Generation 2 della Marvel e in Energon della Dreamwave.
Gli emettitori di olomateria risultano avere un limite: il Simulacro da essi prodotto esiste solo entro un certo raggio e ha un diverso livello di saturazione in base alla distanza a cui si trova. Pare che l’emettitore di Ultra Magnus in Spotlight: Ultra Magnus fosse più potente di quello di Ironhide.
Optimus Prime ha scoperto il difetto dell’Ultra Energon in Stormbringer #4. Che l’Ultra Energon corrisponda al Minerale-13 è stato confermato solo in Spotlight: Soundwave.
Il Simulacro di Ironhide, che a qualcuno ricordava il Generale Ross (nemico dell’incredibile Hulk) si esibisce qui in un numero di “ingigantimento” che può ricordare, più che la trasformazione di Hulk, quella di Giant-Man!
La caduta di Megatron, tradito dalla sua stessa fonte di energia, ricorda quella analoga di G1 Marvel US #4 “L’ultima resistenza!”, dove i Decepticon trionfanti venivano abbattuti dal veleno nel loro carburante.
Ancora una differenza tra questo Optimus Prime e la sua controparte classica, quando dà l’ordine di eliminare a sangue freddo (più o meno) un nemico ormai impotente.
La sequenza in cui Megatron su trasforma in pistola per farsi trasportare nella cabina di Skywarp è ripresa dai fumetti G1 Marvel US, dove sin dal #1 i Decepticon privi di modalità alternativa volante ricorrevano a questo espediente per farsi trasportare.
Dalla scena in cui Hot Rod subisce il Rimbalzo Orbitale, non sembra che i colpi del nemico lo abbiano raggiunto.
La sequenza in cui arriva sull’Arca-32, però, non ci viene mostrata: sono solamente le parole di Nightbeat a spiegare che Hot Rod è stato danneggiato e che il Facsimile è stato distrutto per mano dei Decepticon.
Ma Nightbeat sta dicendo la verità ? Il finale di Spotlight: Nightbeat ha già stabilito che il personaggio è un involontario traditore potenziale…
Sulle strumentazioni di Nightbeat compare la scritta AllSpark (“OmniScintilla”), un omaggio all’omonima comunità di fan dei Transformer sulla rete.
A quanto pare, Hunter non è stato trasformato in Headmaster, ma solo usato come cavia per stabilire la fattibilità di un progetto. Chi sia la Testa Decepticon è stato ipotizzato nelle Note a Escalation #5.
Il maggiore Arkurin era stato nominato in Escalation #4.
Gli scavi a Eureka sono quelli visti in Escalation #5 e in Spotlight: Shockwave.
Gli agenti dell’organizzazione governativa Skywatch sono identificati da nomi in codice basati sui colori: in questo albo entra in scena l’agente Rosso e viene svelato che l’operazione di Eureka è gestita dall’agente Indaco.
Per i retroscena di Sixshot, Mumu-Obscura e i Reaper si veda Spotlight: Sixshot.
Parlando di Sixshot, Megatron dice “Lascia che giunga la Devastazione”, confermando così le ipotesi di chi aveva già da tempo intuito che Sixshot fosse un’arma usata dai Decepticon nella fase di Devastazione del loro abituale metodo di conquista di un mondo.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Una storia semplicemente favolosa, che ha solo due difetti.
Il primo è che tanta ricchezza narrativa è stata condensata in un solo albo, lasciando un po’ a secco alcuni dei precedenti (beh, in realtà solo Escalation #4).
Il secondo è che, per conoscerne gli sviluppi, bisognerà attendere cinque mesi. Sotto questa luce, la mini estiva di Megatron: Origin parte piuttosto svantaggiata, perché, a differenza di Stormbringer, è un flashback che non promette di svelare nuovi aspetti per le vicende in corso.
Ma a parte queste considerazioni a freddo slegate dall’albo vero e proprio, la lettura di questo capitolo finale di Escalation riesce a essere avvincente e trascinante a ogni rilettura: tenere traccia degli eventi che si accumulano comincia a diventare una vera impresa, soprattutto perché non si tratta semplicemente di sottotrame parallele, ma di eventi che si intrecciano sempre più fittamente (o che svelano di essere collegati già da tempo, solo che il lettore ancora non se ne è reso conto).
Per certi versi, è come essere tornati ai tempi del ciclo più popolare e ambizioso della G1 Marvel US di Furman (i numeri 68-75), dove appunto si sviluppavano numerosissime sottotrame dominate sempre da un tema portante (basti pensare a Grimlock alla ricerca del Nucleo, alla resurrezione di Megatron-Ratchet, al risveglio di Primus, alla guerra civile Decepticon, alla battaglia tra Shockwave e Scorponok, all’avvento di Unicron).
Come allora, anche adesso Simon Furman cura di porre la vicenda della battaglia in Brasnya come perno portante, intorno a cui ruota tutto il resto, riuscendo così a dare all’albo una sua specifica fisionomia, un’identità che lo rende immediatamente identificabile (in altre parole, i fan possono dire: “è la storia in cui Megatron crolla dopo aver consumato l’Ultra Energon”).
Lo sviluppo della trama va di pari passo con quello della caratterizzazione dei personaggi, di cui si scoprono nuove sfaccettature (è il caso di Optimus e di Megatron) o che interagiscono tra loro in modo inedito (Prowl e Hot Rod).
La presa di E.J. Su sulla componente grafica è ormai totale: inutile ripetere per l’ennesima volta quanto siano dinamiche le sue scene di battaglia, quanto siano accurati i dettagli tecnici delle parti scoperte dei corpi robotici e quanta potenza evochino le masse rigorosamente geometriche dei Transformer in ogni loro posizione.
Si può però aggiungere che Su riesce a gestire con grande sicurezza il gruppo sempre in aumento di personaggi, assimilando con facilità lo stile dell’Hot Rod di Nick Roche e della coppia Ravage & Laserbeak di Marcelo Matere.
Prossimamente
La serie “regolare” G1 della IDW fa una pausa di quattro mesi, durante la quale al centro dell’attenzione ci saranno il Film del 2007 e le due miniserie a fumetti a esso dedicate.
A esse si affiancheranno due miniserie retrospettive:
- la prima, che inizia in Megatron: Origin #1, verterà sull’origine dei Decepticon;
- la seconda, che inizia in New Avengers/Transformers #1, sarĂ prodotta dalla Marvel e narrerĂ un incontro tra Transformer e Nuovi Vendicatori, avvenuto prima degli eventi di Escalation.
La saga G1 IDW proseguirĂ invece direttamente negli albi estivi di Spotlight:Galvatron e Spotlight: Optimus Prime, che fungeranno da ponte narrativo diretto con Devastation #1.
Ha collaborato Jazzluca.
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Zak Atkinson
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Klaus Scherwinski
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’aprile 2007 (uscita effettiva slittata a inizio maggio).
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Stormbringer: #16
La storia
Brasnya, ex stato della Russia.
Megatron annuncia la morte di Optimus Prime, calpestandone il corpo, e ordina agli Autobot la resa.
Hardhead è il primo ad attaccarlo, seguito da Jazz e da Wheeljack: ma i tre sanno bene che, contro un Megatron alimentato dal Minerale-13, non hanno speranze.
Poco lontano, Prowl si prepara a unirsi a loro, ma non senza aver prima ordinato a Hot Rod di provvedere a trasportare al sicuro il Facsimile Decepticon Georgi Koska.
Ovviamente Hot Rod vorrebbe unirsi alla lotta, ma Prowl, sebbene il suo grado non superi quello di Hot Rod, impone la propria autorità , perché il comando delle operazioni sulla Terra è stato assegnato a lui..
Optimus Prime ha solo simulato la propria morte. Grazie al breve intermezzo concessogli da Roller, ha scaricato le proprie funzioni superiori nei sistemi del rimorchio, facendo credere a Megatron di essere deceduto.
In questa fase di trasferimento, la sua coscienza fluttua nell’Infraspazio di Transizione (Transitional Infraspace), dove una presenza inattesa lo sta osservando. E’ una presenza agghiacciante, che sembra studiare l’intero universo come se fosse un cadavere sezionato. E, peggio ancora, la presenza conosce Prime, così come anche Prime la conosce.
Fort Wayne, nell’Indiana.
Ratchet si appresta a perforare la pavimentazione stradale, per raggiungere la camera sotterranea in cui Verity Carlo e Jimmy Pink giacciono narcotizzati.
Il Simulacro di Olomateria di Ironhide è con loro, mentre Ironhide stesso è all’interno del negozio che fa da paravento per la Machination. E’ costretto a restare lì, perché il suo emettitore di olomateria ha un raggio limitato e perché ciò che si appresta a fare richiederà la massima saturazione.
Il conto alla rovescia che annuncia l’autodistruzione del locale è sceso sotto i due minuti e le forze di polizia del posto sono in arrivo.
Prowl raggiunge i compagni Autobot e li fa arretrare, per attaccare da lontano: Megatron è privo di armi a lunga gittata e la sua modalità alternativa è inutile, senza qualcuno a impugnarla.
Optimus Prime si collega via radio ai quattro Autobot, rivelando di essere sopravvissuto e, soprattutto, rivelando che se il Minerale-13 corrisponde all’Ultra Energon ritrovato su Cybertron, allora ha un punto debole. Gli Autobot devono “soltanto” continuare a tenere impegnato Megatron con un fuoco continuo.
Questo, sottolinea Prowl, sempre che Starscream non abbia rimosso dal Minerale-13 il difetto in questione.
A bordo dell’Arca-32, un incredulo Nightbeat si prepara a eseguire il Rimbalzo Orbitale che riporterà a bordo Hot Rod e la sua preda.
Ma Skywarp ritorna in quel momento in Brasnya, con il rinforzo di Thundercracker, e attacca.
Hot Rod fa scudo a Koska col proprio corpo, ma subisce comunque gravi danni, mentre il Rimbalzo Orbitale si attiva.
Ratchet termina di perforare la strada. Il Simulacro di Ironhide aumenta le proprie dimensioni fino a raggiungere il soffitto della stanza sotterranea e solleva i corpi di Verity e Jimmy , passandoli a Ratchet attraverso il foro nel soffitto.
A quel punto, Ironhide può allontanarsi dal negozio, ma l’esplosione lo travolge, insieme alle auto della polizia sopraggiunte in quel momento.
Unico superstite, Ratchet si chiede a chi toccherĂ , dopo Sunstreaker e Ironhide. In piĂą, non sa come agire, adesso, in questa faccenda che non ha portato a nulla di utile.
Per il momento, non nota il biglietto da visita della Machination in mano a Verity.
Megatron avanza inarrestabile sotto il fuoco della pattuglia Autobot di Prowl. Sembra che nulla gli faccia effetto.
Quando è ormai giunto a distanza ravvicinata, Optimus Prime compare alle sue spalle e gli sferra un colpo di fucile in pieno volto.
Megatron cade, ma ancora una vola si rialza, dichiarando che neppure questo è stato sufficiente.
Eppure, questa volta le gambe lo tradiscono, sbalordendolo abbastanza da chiedere ad alta voce cosa gli stia accadendo.
Optimus Prime glielo spiega in poche parole. Poi, insieme agli Autobot, si appresta a finirlo.
Megatron convoca Skywarp e ordina la ritirata. Trasformandosi in pistola, balza nella cabina del jet e i Decepticon si allontanano.
Optimus Prime è gravemente danneggiato (Megatron ha quasi distrutto la sua custodia della Scintilla) e avrà bisogno di qualche tempo di C.R. (Cryogenic Regeneration).
Dall’Arca-32 in orbita, Nightbeat comunica che anche Hot Rod è in una Camera C.R., perché ha subito danni per mano dei Decepticon, e lo stesso vale per il Facsimile, che è andato distrutto.
A Tampa, in Florida, nella sede della Machination, Hunter O’Nion viene portato al cospetto della misteriosa Testa Decepticon: Hunter è reduce da un intervento chirurgico di potenziamento che non ha portato ad alcun rigetto.
La Testa, compiaciuta, ordina l’inizio della produzione in massa.
Hunter scopre di essere una cavia che ha esaurito la sua utilitĂ , anche se Dante pensa che, ricondizionato mentalmente, potrebbe ancora fare la sua parte nel nuovo ordine mondiale della Machination.
Alle sue spalle, Hunter trova una fila di robot acefali, modellati sul corpo di Sunstreaker, che sembrano essere usciti da una catena di montaggio.
A Washington D.C., gli uomini dell’agenzia governativa Skywatch ricevono dal loro contatto russo, il maggiore Arkurin, la segnalazione della battaglia tra Transformer in Brasnya.
Siccome gli scavi a Eureka, gestiti dall’agente Indaco (Indigo), sono ancora lontani dal concludersi, l’agente Rosso (Red) decide che la Skywatch per ora può impiegare attivamente solo altri due robot suoi prigionieri, tenuti incatenati sul fondo di una sorta di cella a pozzo: Laserbeak e Ravage.
Al Bunker di Comando Decepticon in Oregon, Megatron riemerge dalla Camera C.R. completamente riparato. Oltraggiato dagli eventi e dalla scelta di Prime di mettere in campo rinforzi, ordina ad Astrotrain di convocare Sixshot.
Astrotrain ne è sconvolto: mai e poi mai l’Arma Vivente dei Decepticon è stata attivata in una fase così iniziale della conquista di un mondo. Ma non ha altra scelta che obbedire.
Sixshot decolla immediatamente dalla base spaziale Decepticon dove staziona solitamente.
Su Mumu-Obscura, i Reaper pregustano ciò che accadrà : dopo che Sixshot avrà devastato la Terra, saranno loro a mietere ciò che ne sarà rimasto.
Note
Ecco spiegato perché Simon Furman abbia scelto Hardhead per il cast di questa miniserie: solo una simile testa calda poteva avere l’avventatezza di attaccare direttamente un Megatron superpotenziato.
Il grado di Prowl non è superiore a quello di Hot Rod.
Chi raffigura la testa robotica presente nell’ Infraspazio di Transizione? Le caratteristiche del volto ricordano quelle di un Prime (e soprattutto quelle di Big Convoy della serie Beast Wars Neo).
Sembra comunque certo che questo sia l’effettivo collegamento alla saga di Galvatron (che si svilupperà in Spotlight: Galvatron e Devastation, per culminare in Revelation) che Simon Furman aveva annunciato in un’intervista (confondendo Escalation #6 con Escalation #5).
Tornano le classiche “esperienze sciamaniche” di Optimus Prime, un vero leitmotiv nella gestione di Simon Furman. Basti citare le analoghe situazioni in Generation 2 della Marvel e in Energon della Dreamwave.
Gli emettitori di olomateria risultano avere un limite: il Simulacro da essi prodotto esiste solo entro un certo raggio e ha un diverso livello di saturazione in base alla distanza a cui si trova. Pare che l’emettitore di Ultra Magnus in Spotlight: Ultra Magnus fosse più potente di quello di Ironhide.
Optimus Prime ha scoperto il difetto dell’Ultra Energon in Stormbringer #4. Che l’Ultra Energon corrisponda al Minerale-13 è stato confermato solo in Spotlight: Soundwave.
Il Simulacro di Ironhide, che a qualcuno ricordava il Generale Ross (nemico dell’incredibile Hulk) si esibisce qui in un numero di “ingigantimento” che può ricordare, più che la trasformazione di Hulk, quella di Giant-Man!
La caduta di Megatron, tradito dalla sua stessa fonte di energia, ricorda quella analoga di G1 Marvel US #4 “L’ultima resistenza!”, dove i Decepticon trionfanti venivano abbattuti dal veleno nel loro carburante.
Ancora una differenza tra questo Optimus Prime e la sua controparte classica, quando dà l’ordine di eliminare a sangue freddo (più o meno) un nemico ormai impotente.
La sequenza in cui Megatron su trasforma in pistola per farsi trasportare nella cabina di Skywarp è ripresa dai fumetti G1 Marvel US, dove sin dal #1 i Decepticon privi di modalità alternativa volante ricorrevano a questo espediente per farsi trasportare.
Dalla scena in cui Hot Rod subisce il Rimbalzo Orbitale, non sembra che i colpi del nemico lo abbiano raggiunto.
La sequenza in cui arriva sull’Arca-32, però, non ci viene mostrata: sono solamente le parole di Nightbeat a spiegare che Hot Rod è stato danneggiato e che il Facsimile è stato distrutto per mano dei Decepticon.
Ma Nightbeat sta dicendo la verità ? Il finale di Spotlight: Nightbeat ha già stabilito che il personaggio è un involontario traditore potenziale…
Sulle strumentazioni di Nightbeat compare la scritta AllSpark (“OmniScintilla”), un omaggio all’omonima comunità di fan dei Transformer sulla rete.
A quanto pare, Hunter non è stato trasformato in Headmaster, ma solo usato come cavia per stabilire la fattibilità di un progetto. Chi sia la Testa Decepticon è stato ipotizzato nelle Note a Escalation #5.
Il maggiore Arkurin era stato nominato in Escalation #4.
Gli scavi a Eureka sono quelli visti in Escalation #5 e in Spotlight: Shockwave.
Gli agenti dell’organizzazione governativa Skywatch sono identificati da nomi in codice basati sui colori: in questo albo entra in scena l’agente Rosso e viene svelato che l’operazione di Eureka è gestita dall’agente Indaco.
Per i retroscena di Sixshot, Mumu-Obscura e i Reaper si veda Spotlight: Sixshot.
Parlando di Sixshot, Megatron dice “Lascia che giunga la Devastazione”, confermando così le ipotesi di chi aveva già da tempo intuito che Sixshot fosse un’arma usata dai Decepticon nella fase di Devastazione del loro abituale metodo di conquista di un mondo.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Una storia semplicemente favolosa, che ha solo due difetti.
Il primo è che tanta ricchezza narrativa è stata condensata in un solo albo, lasciando un po’ a secco alcuni dei precedenti (beh, in realtà solo Escalation #4).
Il secondo è che, per conoscerne gli sviluppi, bisognerà attendere cinque mesi. Sotto questa luce, la mini estiva di Megatron: Origin parte piuttosto svantaggiata, perché, a differenza di Stormbringer, è un flashback che non promette di svelare nuovi aspetti per le vicende in corso.
Ma a parte queste considerazioni a freddo slegate dall’albo vero e proprio, la lettura di questo capitolo finale di Escalation riesce a essere avvincente e trascinante a ogni rilettura: tenere traccia degli eventi che si accumulano comincia a diventare una vera impresa, soprattutto perché non si tratta semplicemente di sottotrame parallele, ma di eventi che si intrecciano sempre più fittamente (o che svelano di essere collegati già da tempo, solo che il lettore ancora non se ne è reso conto).
Per certi versi, è come essere tornati ai tempi del ciclo più popolare e ambizioso della G1 Marvel US di Furman (i numeri 68-75), dove appunto si sviluppavano numerosissime sottotrame dominate sempre da un tema portante (basti pensare a Grimlock alla ricerca del Nucleo, alla resurrezione di Megatron-Ratchet, al risveglio di Primus, alla guerra civile Decepticon, alla battaglia tra Shockwave e Scorponok, all’avvento di Unicron).
Come allora, anche adesso Simon Furman cura di porre la vicenda della battaglia in Brasnya come perno portante, intorno a cui ruota tutto il resto, riuscendo così a dare all’albo una sua specifica fisionomia, un’identità che lo rende immediatamente identificabile (in altre parole, i fan possono dire: “è la storia in cui Megatron crolla dopo aver consumato l’Ultra Energon”).
Lo sviluppo della trama va di pari passo con quello della caratterizzazione dei personaggi, di cui si scoprono nuove sfaccettature (è il caso di Optimus e di Megatron) o che interagiscono tra loro in modo inedito (Prowl e Hot Rod).
La presa di E.J. Su sulla componente grafica è ormai totale: inutile ripetere per l’ennesima volta quanto siano dinamiche le sue scene di battaglia, quanto siano accurati i dettagli tecnici delle parti scoperte dei corpi robotici e quanta potenza evochino le masse rigorosamente geometriche dei Transformer in ogni loro posizione.
Si può però aggiungere che Su riesce a gestire con grande sicurezza il gruppo sempre in aumento di personaggi, assimilando con facilità lo stile dell’Hot Rod di Nick Roche e della coppia Ravage & Laserbeak di Marcelo Matere.
Prossimamente
La serie “regolare” G1 della IDW fa una pausa di quattro mesi, durante la quale al centro dell’attenzione ci saranno il Film del 2007 e le due miniserie a fumetti a esso dedicate.
A esse si affiancheranno due miniserie retrospettive:
- la prima, che inizia in Megatron: Origin #1, verterà sull’origine dei Decepticon;
- la seconda, che inizia in New Avengers/Transformers #1, sarĂ prodotta dalla Marvel e narrerĂ un incontro tra Transformer e Nuovi Vendicatori, avvenuto prima degli eventi di Escalation.
La saga G1 IDW proseguirĂ invece direttamente negli albi estivi di Spotlight:Galvatron e Spotlight: Optimus Prime, che fungeranno da ponte narrativo diretto con Devastation #1.
Ha collaborato Jazzluca.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








