Admin

Messaggi: 9.356
Iscritto il: 21/06/2004
Iscritto il: 21/06/2004
Spotlight (6): Soundwave
“Spotlight: Soundwave”
Storia: Simon Furman
Arte: Marcelo Matere
Colori: Rob Ruffalo (sic)
Copertina A di Nick Roche; copertina B di Marcelo Matere
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel marzo 2007.
Nel conteggio generale della collana Spotlight, questo albo è il 6.
Nel Volume in corso (2), è l’1.
Introduzione
“Non si fida di nessuno, e nessuno si fida di lui. Sembra essere al servizio della causa Decepticon, ma in realtà serve prima e soprattutto se stesso. Incaricato di sorvegliare le pompe e i processori dei suoi compagni Decepticon, lo fa con zelo. Per lui, la conoscenza è potere, e sa tutto ciò che c’è da sapere su chiunque… tranne, forse, lui stesso! Il suo nome…
… E’ SOUNDWAVE.”
La storia
Pianeta Terra, Eden nel Texas, 1984.
Soundwave, in forma di walkman, sta controllando tutto ciò che accade in un cantiere di scavo esplorativo. Negli ultimi cinque giorni, il contatto con i disgustosi umani (e la familiarità forzata che lo ha portato a conoscere più aspetti della loro psicologia di quanto avrebbe desiderato) ha fatto crescere in lui la voglia di sterminarli, ma ha dovuto trattenersi per svolgere il suo compito: sorvegliare i direttori del cantiere, Fleming e Markham, che sono in realtà due Facsimili.
Soundwave sta svolgendo una missione per conto di Megatron: sin da quando, su Cybertron, a Bludgeon è stato assegnato l’incarico di esaminare tutti i progetti in corso e archiviati dello scomparso Shockwave, Soundwave ha avuto l’incarico di tenerlo d’occhio.
Bludgeon scoprì il progetto Rigenesi (Regenesis), ma si guardò bene dal comunicarlo a Megatron. Soundwave scelse di fare altrettanto.
Col suo gruppetto di alleati (Finback, Bomb-Burst, Skullgrin e Iguanus), Bludgeon ampliò il laboratorio sotterraneo di Shockwave, recuperò dagli abissi di Cybertron qualcosa che venne poi custodito gelosamente e, infine, partì per un viaggio sulla Terra insieme a Bomb-Burst e Iguanus.
Soundwave li seguì.
Ora i due Facsimili hanno la conferma che il Minerale estratto dallo scavo esplorativo è Ultra Energon, e devono tornare a fare rapporto al loro capo.
Soundwave viene raccolto e portato via da un operaio, Hiro, che lo crede un semplice oggetto.
Spetta quindi a Ravage seguire Fleming e Markham: quando i due incontrano Bomb-Burst in modalità di jet e vi salgono a bordo, volando via, Laserbeak subentra nell’inseguimento.
Bomb-Burst porta i due Facsimili all’interno del Monte St. Helens, in Oregon, dove si trova la base temporanea di Bludgeon. Laserbeak li segue inosservato.
Bludgeon incarica i due umani di un ultimo compito, prima di decommissionarli: distruggere il sito dello scavo con cariche a densità di plasma (plasma-density charges), dopodiché lui e i suoi Decepticon raccoglieranno l’Ultra Energon necessario e lasceranno il pianeta.
Soundwave decide di intervenire.
Laserbeak sopraggiunge ai dormitori degli operai del sito di scavo, per prelevarlo dalle mani di Hiro, proprio mentre questi si appresta a fare una doccia di primo mattino, mentre il resto degli operai ancora dorme. Soundwave ha scelto di non mostrarsi in forma di robot per evitare gravi ripercussioni, ed è certo che Hiro non parlerà di Laserbeak (né crederà di averlo davvero visto).
Il sito di scavo viene distrutto e Bludgeon, insieme a Iguanus e Bomb-Burst, fa razzia di Ultra Energon.
Quando rientrano tramite Rimbalzo Orbitale, Soundwave è lì ad attenderli.
Bludgeon, che si aspetta una battaglia, scopre invece che Soundwave vuole far parte della faccenda e ricevere una fetta della torta.
Ma Bludgeon deve deluderlo. Sebbene all’inizio l’avidità fosse la molla delle sue azioni, adesso lo scopo del suo gruppo è molto più ambizioso e fanatico: risvegliare Thunderwing, perché possa portare il giudizio su tutti loro.
Soundwave, sconvolto da questa rivelazione, si rende conto di dover impedire che quel mostro che ha quasi distrutto i Transformer si scateni di nuovo. Per una volta, deve agire per il bene maggiore, invece che per il proprio interesse.
Scatenando Laserbeak e Ravage, dà inizio alla lotta.
Ravage atterra Iguanus, mentre Soundwave abbatte Bomb-Burst.
Ma Bludgeon abbatte prima Laserbeak e poi Ravage.
Soundwave si rende conto di poter fermare quel gruppo di folli solo facendo esplodere il carico di Ultra Energon, ma la prospettiva del suicidio lo fa esitare un istante di troppo: Iguanus lo colpisce con un’arma sperimentale trovata nei magazzini di Shockwave, che ha l’effetto di invertire la trasformazione e bloccare nella modalità alternativa.
E per Soundwave, divenire un walkman significa essere impotente.
Trionfante, Bludgeon prepara un’altra carica esplosiva, per poi andarsene insieme a Iguanus e Bomb-Burst.
L’esplosione spazza via la base e innesca l’eruzione del Monte St. Helens, e la voce narrante di Soundwave si spegne.
Epilogo 1. Nel 1985, l’ente Skywatch, guidato da Joshua Red, riporta alla luce i resti di Laserbeak. Ciò dovrebbe garantire all’ente i fondi necessari per andare avanti.
Epilogo 2. Nel 2007, in una negozio di Portland, nell’Oregon, un ragazzino compra un pezzo di tecnologia classica: un walkman.
Note
Con questo albo, si apre ufficialmente il Vol. 2 degli Spotlight, destinato ancora una volta a essere composto di cinque capitoli. Seguiranno: Spotlight: Kup, Spotlight: Galvatron, Spotlight: Optimus Prime e Spotlight: Ramjet.
La canzone riprodotta da Soundwave a pagina 1 è una parodia della musica degli anni ’80, con tanto di citazione mista (“Gotta roll out”).
L’inizio del flashback con Megatron e Bludgeon riprende e amplia il primo epilogo della tavola finale di Spotlight: Shockwave.
Il resto del flashback, invece, racconta numerosi retroscena relativi alla saga di Stormbringer, con l’allestimento del laboratorio per la creazione di nuovi Involucri Pretender (con tanto di presenza degli stessi cilindri di crescita visti in Stormbringer) e il recupero del corpo di Thunderwing.
La sequenza del recupero del corpo di Thunderwing non viene mostrata, ma solo accennata nelle didascalie: una simile “discesa negli inferi cybertroniani” potrebbe essere materiale per uno Spotlight: Bludgeon in chiave horror.
Il Monte St. Helens, la data e gli eventi di questa storia sono già stati citati in Infiltration #1: fanno parte delle informazioni raccolte da Hunter O’Nion e presentate sul suo sito.
Come Georgi Kuska in Escalation #3, anche qui i due Facsimile accolgono senza battere ciglio la notizia che presto saranno eliminati, perché la loro utilità si è conclusa.
Bludgeon e Bomb-Burst appaiono per la prima volta nelle loro modalità veicolari (mentre Iguanus era già apparso in modalità di moto in Stormbringer #4).
Torna il Rimbalzo Orbitale già visto in Infiltration #6 ed Escalation #3. Anche qui, sembra implicita la presenza di un’astronave, per eseguirlo.
La trasformazione di Soundwave mescola la manifestazione energetica che caratterizza la Dislocazione di Massa (Mass Displacement) anche una serie di evoluzioni quasi acrobatiche del robot, in un’interpretazione molto personale e insolita del disegnatore Marcelo Matere.
Seppur brevemente, Ravage parla, come nei fumetti G1 Marvel.
Viene citato l’Ingranaggio di Trasformazione (Transformation Cog), visto per la prima volta in Five Faces Of Darkness della Stagione 3 della serie animata G1.
L’Energon cybertroniano che in Stormbringer dà inizio alla vicenda sembra provenire dalla Terra (ed essere il prodotto degli esperimenti di Shockwave): non sarebbe, quindi, un Energon cybertroniano modificatosi autonomamente (come invece teorizzato dalla squadra scientifica Autobot di Jetfire).
Skywatch è forse l’organizzazione che evolverà nella Machination? Gli eventi di Escalation #5 sembrano smentire questa ipotesi.
Gli eventi di questa storia fanno pensare che la misteriosa testa di Transformer vista in Escalation #5 non sia quella di Soundwave.
Portland, nell’Oregon, è la città natale della famiglia Witwicky, che nei fumetti G1 Marvel ha avuto spesso a che fare con i Transformer.
Statisticamente, questo è il secondo albo IDW dedicato solo ed esclusivamente ai Decepticon (il primo è stato Spotlight: Sixshot).
In appendice, l’albo presenta 6 pagine di “anteprima” di Movie Prequel #1, uscito il mese precedente: tra le tavole vi è anche la #5, nella versione corretta (vedi recensione di Movie Prequel #1), in una sorta di ammenda della IDW per tutti gli acquirenti delle copie difettose dell’albo.
Con l’aumento della continuità nota (cioè pubblicata in albi specifici) e l’addensarsi delle trame, i supervisori cominciano a farsi sentire nelle note. In questo albo compare una nota di rimando a Stormbringer, forse la prima nota di rimando in assoluto di tutta la nuova saga G1 della IDW.
La struttura della storia, sostanzialmente un flashback in cui il protagonista fa una brutta fine nel passato della Terra e viene ritrovato nel presente, richiama pesantemente quella di Spotlight: Shockwave.
Ma il comune destino di Shockwave e Soundwave era già stato annunciato: prima, più sottilmente, nell’associazione delle notizie del sito di Hunter in Infiltration #1, e poi, più esplicitamente, in Escalation #1.
Dopo alcuni accenni nelle saghe della serie ‘regolare’, la sottotrama relativa alla Skywatch avrà uno sviluppo diretto in Spotlight: Grimlock.
Galleria delle tavole di anteprima (5 + altre 2) e delle copertine.
Osservazioni
La collana Spotlight ritorna dopo un mese di assenza: per il 2007, la IDW ha annunciato che questa serie sarà pubblicata aperiodicamente, quando si presenterà l’occasione e la necessità di approfondire certi personaggi.
Ancora una volta, Spotlight è fedelissima al suo manifesto programmatico e presenta una storia che svela nuovi retroscena dell’universo IDW e, nel contempo, mostra in una nuova luce un personaggio storico.
In particolare, risalta la congruenza tra gli eventi di quest’albo e quelli accennati en passant all’inizio dell’avventura IDW, avvenuta quindici mesi fa, trasformandoli da un apparente omaggio a un elemento narrativo portante: è l’ennesima prova della cura e della preparazione con cui Simon Furman e i suoi colleghi hanno affrontato questa raffinata e ambiziosa rielaborazione della serie G1.
Il Soundwave di questa storia è fedelissimo al Profilo G1 Marvel e alle storie G1 Marvel UK: non c’è traccia del robot “automa” della serie animata classica, che non avrebbe funzionato molto bene in uno Spotlight, dove il protagonista di turno deve raccontare se stesso, insieme alla vicenda.
E ancora una volta, Furman escogita un contesto in cui il personaggio, senza venirne snaturato, è costretto a svelare aspetti inediti della sua personalità. La scena in cui Soundwave decide, per una volta, di fare la cosa giusta e combattere nell’interesse di tutti gode di una scansione grafica e narrativa che ha un tocco veramente epico, pur restando perfettamente logica e coerente dal punto di vista caratteriale.
Marcelo Matere, come già altri prima di lui, illustra l’albo con una libertà che in precedenza sulla serie Energon della Dreamwave non gli era stata concessa (sempre per la solita esigenza di attenersi allo “stile della casa”). Il risultato, anche grazie alle sue stesse chine, è estremamente piacevole. Lo stile di Matere si rifà in parte a quello della serie animata, ma rendendolo più elaborato e dettagliato, più o meno come fa anche Guido Guidi. Il risultato, combinato con gli omaggi narrativi agli anni 1980 (la musica, la citazione dell’ingranaggio, la modalità alternativa storica di Soundwave, il suo utilizzo di Ravage e Laserbeak), crea un’atmosfera che rievoca, paradossalmente, le atmosfere della serie animata G1, pur proponendo l’approccio ben più maturo dei fumetti Marvel.
Le scene più felici sono sicuramente la dinamica sequenza “acrobatica” della trasformazione di Soundwave e le concitate ma nitide vignette della battaglia tra Decepticon, con particolare attenzione alla resa di Bludgeon, che abbina la potenza cinetica delle sue mosse alla complessità tecnologica del robot ridisegnato da Don Figueroa.
Resta comunque qualche incertezza nelle prospettive e nelle proporzioni: a volte (come nella modalità veicolare di Bomb-Burst), Matere si lascia prendere la mano e realizza porzioni di robot piuttosto “pastose”, in una specie di retaggio latente dello stile di Pat Lee.
Sarebbe facile liquidare la storia come irrilevante, dato che l’esito è scontato, ma in realtà l’emozione della lettura non viene minimamente compromessa dalla consapevolezza che la vittoria di Bludgeon è scontata: la suspence viene infatti costruita sulla voglia di sapere in che modo Soundwave sarà sconfitto e che fine faranno lui e le sue cassette. E, sino all’ultima vignetta, è praticamente impossibile intuire quali sorprese siano in attesa.
Come se non bastasse, la storia offre anche una generosissima espansione degli eventi di numerosi albi precedenti, fungendo da cemento per disparati mattoni narrativi come Stormbringer, Infiltration e Spotlight: Shockwave, aggiungendo grandezza a un universo che non sembra mai finire di svelare nuovi e sorprendenti volti.
Ha collaborato Jazzluca
Storia: Simon Furman
Arte: Marcelo Matere
Colori: Rob Ruffalo (sic)
Copertina A di Nick Roche; copertina B di Marcelo Matere
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel marzo 2007.
Nel conteggio generale della collana Spotlight, questo albo è il 6.
Nel Volume in corso (2), è l’1.
Introduzione
“Non si fida di nessuno, e nessuno si fida di lui. Sembra essere al servizio della causa Decepticon, ma in realtà serve prima e soprattutto se stesso. Incaricato di sorvegliare le pompe e i processori dei suoi compagni Decepticon, lo fa con zelo. Per lui, la conoscenza è potere, e sa tutto ciò che c’è da sapere su chiunque… tranne, forse, lui stesso! Il suo nome…
… E’ SOUNDWAVE.”
La storia
Pianeta Terra, Eden nel Texas, 1984.
Soundwave, in forma di walkman, sta controllando tutto ciò che accade in un cantiere di scavo esplorativo. Negli ultimi cinque giorni, il contatto con i disgustosi umani (e la familiarità forzata che lo ha portato a conoscere più aspetti della loro psicologia di quanto avrebbe desiderato) ha fatto crescere in lui la voglia di sterminarli, ma ha dovuto trattenersi per svolgere il suo compito: sorvegliare i direttori del cantiere, Fleming e Markham, che sono in realtà due Facsimili.
Soundwave sta svolgendo una missione per conto di Megatron: sin da quando, su Cybertron, a Bludgeon è stato assegnato l’incarico di esaminare tutti i progetti in corso e archiviati dello scomparso Shockwave, Soundwave ha avuto l’incarico di tenerlo d’occhio.
Bludgeon scoprì il progetto Rigenesi (Regenesis), ma si guardò bene dal comunicarlo a Megatron. Soundwave scelse di fare altrettanto.
Col suo gruppetto di alleati (Finback, Bomb-Burst, Skullgrin e Iguanus), Bludgeon ampliò il laboratorio sotterraneo di Shockwave, recuperò dagli abissi di Cybertron qualcosa che venne poi custodito gelosamente e, infine, partì per un viaggio sulla Terra insieme a Bomb-Burst e Iguanus.
Soundwave li seguì.
Ora i due Facsimili hanno la conferma che il Minerale estratto dallo scavo esplorativo è Ultra Energon, e devono tornare a fare rapporto al loro capo.
Soundwave viene raccolto e portato via da un operaio, Hiro, che lo crede un semplice oggetto.
Spetta quindi a Ravage seguire Fleming e Markham: quando i due incontrano Bomb-Burst in modalità di jet e vi salgono a bordo, volando via, Laserbeak subentra nell’inseguimento.
Bomb-Burst porta i due Facsimili all’interno del Monte St. Helens, in Oregon, dove si trova la base temporanea di Bludgeon. Laserbeak li segue inosservato.
Bludgeon incarica i due umani di un ultimo compito, prima di decommissionarli: distruggere il sito dello scavo con cariche a densità di plasma (plasma-density charges), dopodiché lui e i suoi Decepticon raccoglieranno l’Ultra Energon necessario e lasceranno il pianeta.
Soundwave decide di intervenire.
Laserbeak sopraggiunge ai dormitori degli operai del sito di scavo, per prelevarlo dalle mani di Hiro, proprio mentre questi si appresta a fare una doccia di primo mattino, mentre il resto degli operai ancora dorme. Soundwave ha scelto di non mostrarsi in forma di robot per evitare gravi ripercussioni, ed è certo che Hiro non parlerà di Laserbeak (né crederà di averlo davvero visto).
Il sito di scavo viene distrutto e Bludgeon, insieme a Iguanus e Bomb-Burst, fa razzia di Ultra Energon.
Quando rientrano tramite Rimbalzo Orbitale, Soundwave è lì ad attenderli.
Bludgeon, che si aspetta una battaglia, scopre invece che Soundwave vuole far parte della faccenda e ricevere una fetta della torta.
Ma Bludgeon deve deluderlo. Sebbene all’inizio l’avidità fosse la molla delle sue azioni, adesso lo scopo del suo gruppo è molto più ambizioso e fanatico: risvegliare Thunderwing, perché possa portare il giudizio su tutti loro.
Soundwave, sconvolto da questa rivelazione, si rende conto di dover impedire che quel mostro che ha quasi distrutto i Transformer si scateni di nuovo. Per una volta, deve agire per il bene maggiore, invece che per il proprio interesse.
Scatenando Laserbeak e Ravage, dà inizio alla lotta.
Ravage atterra Iguanus, mentre Soundwave abbatte Bomb-Burst.
Ma Bludgeon abbatte prima Laserbeak e poi Ravage.
Soundwave si rende conto di poter fermare quel gruppo di folli solo facendo esplodere il carico di Ultra Energon, ma la prospettiva del suicidio lo fa esitare un istante di troppo: Iguanus lo colpisce con un’arma sperimentale trovata nei magazzini di Shockwave, che ha l’effetto di invertire la trasformazione e bloccare nella modalità alternativa.
E per Soundwave, divenire un walkman significa essere impotente.
Trionfante, Bludgeon prepara un’altra carica esplosiva, per poi andarsene insieme a Iguanus e Bomb-Burst.
L’esplosione spazza via la base e innesca l’eruzione del Monte St. Helens, e la voce narrante di Soundwave si spegne.
Epilogo 1. Nel 1985, l’ente Skywatch, guidato da Joshua Red, riporta alla luce i resti di Laserbeak. Ciò dovrebbe garantire all’ente i fondi necessari per andare avanti.
Epilogo 2. Nel 2007, in una negozio di Portland, nell’Oregon, un ragazzino compra un pezzo di tecnologia classica: un walkman.
Note
Con questo albo, si apre ufficialmente il Vol. 2 degli Spotlight, destinato ancora una volta a essere composto di cinque capitoli. Seguiranno: Spotlight: Kup, Spotlight: Galvatron, Spotlight: Optimus Prime e Spotlight: Ramjet.
La canzone riprodotta da Soundwave a pagina 1 è una parodia della musica degli anni ’80, con tanto di citazione mista (“Gotta roll out”).
L’inizio del flashback con Megatron e Bludgeon riprende e amplia il primo epilogo della tavola finale di Spotlight: Shockwave.
Il resto del flashback, invece, racconta numerosi retroscena relativi alla saga di Stormbringer, con l’allestimento del laboratorio per la creazione di nuovi Involucri Pretender (con tanto di presenza degli stessi cilindri di crescita visti in Stormbringer) e il recupero del corpo di Thunderwing.
La sequenza del recupero del corpo di Thunderwing non viene mostrata, ma solo accennata nelle didascalie: una simile “discesa negli inferi cybertroniani” potrebbe essere materiale per uno Spotlight: Bludgeon in chiave horror.
Il Monte St. Helens, la data e gli eventi di questa storia sono già stati citati in Infiltration #1: fanno parte delle informazioni raccolte da Hunter O’Nion e presentate sul suo sito.
Come Georgi Kuska in Escalation #3, anche qui i due Facsimile accolgono senza battere ciglio la notizia che presto saranno eliminati, perché la loro utilità si è conclusa.
Bludgeon e Bomb-Burst appaiono per la prima volta nelle loro modalità veicolari (mentre Iguanus era già apparso in modalità di moto in Stormbringer #4).
Torna il Rimbalzo Orbitale già visto in Infiltration #6 ed Escalation #3. Anche qui, sembra implicita la presenza di un’astronave, per eseguirlo.
La trasformazione di Soundwave mescola la manifestazione energetica che caratterizza la Dislocazione di Massa (Mass Displacement) anche una serie di evoluzioni quasi acrobatiche del robot, in un’interpretazione molto personale e insolita del disegnatore Marcelo Matere.
Seppur brevemente, Ravage parla, come nei fumetti G1 Marvel.
Viene citato l’Ingranaggio di Trasformazione (Transformation Cog), visto per la prima volta in Five Faces Of Darkness della Stagione 3 della serie animata G1.
L’Energon cybertroniano che in Stormbringer dà inizio alla vicenda sembra provenire dalla Terra (ed essere il prodotto degli esperimenti di Shockwave): non sarebbe, quindi, un Energon cybertroniano modificatosi autonomamente (come invece teorizzato dalla squadra scientifica Autobot di Jetfire).
Skywatch è forse l’organizzazione che evolverà nella Machination? Gli eventi di Escalation #5 sembrano smentire questa ipotesi.
Gli eventi di questa storia fanno pensare che la misteriosa testa di Transformer vista in Escalation #5 non sia quella di Soundwave.
Portland, nell’Oregon, è la città natale della famiglia Witwicky, che nei fumetti G1 Marvel ha avuto spesso a che fare con i Transformer.
Statisticamente, questo è il secondo albo IDW dedicato solo ed esclusivamente ai Decepticon (il primo è stato Spotlight: Sixshot).
In appendice, l’albo presenta 6 pagine di “anteprima” di Movie Prequel #1, uscito il mese precedente: tra le tavole vi è anche la #5, nella versione corretta (vedi recensione di Movie Prequel #1), in una sorta di ammenda della IDW per tutti gli acquirenti delle copie difettose dell’albo.
Con l’aumento della continuità nota (cioè pubblicata in albi specifici) e l’addensarsi delle trame, i supervisori cominciano a farsi sentire nelle note. In questo albo compare una nota di rimando a Stormbringer, forse la prima nota di rimando in assoluto di tutta la nuova saga G1 della IDW.
La struttura della storia, sostanzialmente un flashback in cui il protagonista fa una brutta fine nel passato della Terra e viene ritrovato nel presente, richiama pesantemente quella di Spotlight: Shockwave.
Ma il comune destino di Shockwave e Soundwave era già stato annunciato: prima, più sottilmente, nell’associazione delle notizie del sito di Hunter in Infiltration #1, e poi, più esplicitamente, in Escalation #1.
Dopo alcuni accenni nelle saghe della serie ‘regolare’, la sottotrama relativa alla Skywatch avrà uno sviluppo diretto in Spotlight: Grimlock.
Galleria delle tavole di anteprima (5 + altre 2) e delle copertine.
Osservazioni
La collana Spotlight ritorna dopo un mese di assenza: per il 2007, la IDW ha annunciato che questa serie sarà pubblicata aperiodicamente, quando si presenterà l’occasione e la necessità di approfondire certi personaggi.
Ancora una volta, Spotlight è fedelissima al suo manifesto programmatico e presenta una storia che svela nuovi retroscena dell’universo IDW e, nel contempo, mostra in una nuova luce un personaggio storico.
In particolare, risalta la congruenza tra gli eventi di quest’albo e quelli accennati en passant all’inizio dell’avventura IDW, avvenuta quindici mesi fa, trasformandoli da un apparente omaggio a un elemento narrativo portante: è l’ennesima prova della cura e della preparazione con cui Simon Furman e i suoi colleghi hanno affrontato questa raffinata e ambiziosa rielaborazione della serie G1.
Il Soundwave di questa storia è fedelissimo al Profilo G1 Marvel e alle storie G1 Marvel UK: non c’è traccia del robot “automa” della serie animata classica, che non avrebbe funzionato molto bene in uno Spotlight, dove il protagonista di turno deve raccontare se stesso, insieme alla vicenda.
E ancora una volta, Furman escogita un contesto in cui il personaggio, senza venirne snaturato, è costretto a svelare aspetti inediti della sua personalità. La scena in cui Soundwave decide, per una volta, di fare la cosa giusta e combattere nell’interesse di tutti gode di una scansione grafica e narrativa che ha un tocco veramente epico, pur restando perfettamente logica e coerente dal punto di vista caratteriale.
Marcelo Matere, come già altri prima di lui, illustra l’albo con una libertà che in precedenza sulla serie Energon della Dreamwave non gli era stata concessa (sempre per la solita esigenza di attenersi allo “stile della casa”). Il risultato, anche grazie alle sue stesse chine, è estremamente piacevole. Lo stile di Matere si rifà in parte a quello della serie animata, ma rendendolo più elaborato e dettagliato, più o meno come fa anche Guido Guidi. Il risultato, combinato con gli omaggi narrativi agli anni 1980 (la musica, la citazione dell’ingranaggio, la modalità alternativa storica di Soundwave, il suo utilizzo di Ravage e Laserbeak), crea un’atmosfera che rievoca, paradossalmente, le atmosfere della serie animata G1, pur proponendo l’approccio ben più maturo dei fumetti Marvel.
Le scene più felici sono sicuramente la dinamica sequenza “acrobatica” della trasformazione di Soundwave e le concitate ma nitide vignette della battaglia tra Decepticon, con particolare attenzione alla resa di Bludgeon, che abbina la potenza cinetica delle sue mosse alla complessità tecnologica del robot ridisegnato da Don Figueroa.
Resta comunque qualche incertezza nelle prospettive e nelle proporzioni: a volte (come nella modalità veicolare di Bomb-Burst), Matere si lascia prendere la mano e realizza porzioni di robot piuttosto “pastose”, in una specie di retaggio latente dello stile di Pat Lee.
Sarebbe facile liquidare la storia come irrilevante, dato che l’esito è scontato, ma in realtà l’emozione della lettura non viene minimamente compromessa dalla consapevolezza che la vittoria di Bludgeon è scontata: la suspence viene infatti costruita sulla voglia di sapere in che modo Soundwave sarà sconfitto e che fine faranno lui e le sue cassette. E, sino all’ultima vignetta, è praticamente impossibile intuire quali sorprese siano in attesa.
Come se non bastasse, la storia offre anche una generosissima espansione degli eventi di numerosi albi precedenti, fungendo da cemento per disparati mattoni narrativi come Stormbringer, Infiltration e Spotlight: Shockwave, aggiungendo grandezza a un universo che non sembra mai finire di svelare nuovi e sorprendenti volti.
Ha collaborato Jazzluca

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








