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Iscritto il: 21/06/2004
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Devastation #2
“Devastation” (2 di 6)
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Zac Atkinson
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’ottobre 2007.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Escalation: #18
La storia
Sull’autostrada che lo conduce alla discarica dove Ironhide è destinato a essere pressato in un cubo, Hot Rod ripensa brevemente alla chiamata che poco prima, a bordo dell’Arca-19, ha ricevuto dal suo amico e compagno d’azione Dealer. Dealer vorrebbe farsi trasferire sulla Terra, per tornare a lavorare con lui. Ma Hot Rod non ha molta influenza, lì: si tratta infatti del territorio di Prowl, che non lo vede di buon occhio.
Wheeljack incita Hot Rod ad attivare il suo autista di Olomateria, proprio quando gli agenti della Machination (capitanati da Drake) a bordo di un camper attivano le loro pedine.
Cinque automobili, identiche a Sunstreaker, circondano i due Autobot. E attaccano con i lanciamissili posteriori, dimostrando che la somiglianza con Sunstreaker non è solo superficiale, ma strutturale.
Hot Rod vuole contrattaccare, ma Wheeljack ritiene necessario distanziare quei cinque veicoli e riflettere sulla situazione: infatti, come è possibile essere certi che uno di essi non sia il vero Sunstreaker stesso?
L’Arca-19 sta precipitando. Tutti i sistemi sono saltati e Bumblebee segnala che la vicina base aerea di Robins l’ha rilevata ed è ora in allerta.
Optimus Prime ordina a Ratchet l’attivazione dei propulsori di manovra, che, essendo indipendenti dai sistemi principali, sono ancora funzionanti. Ciò non impedisce all’Arca 19 di schiantarsi, ma le fa sollevare il muso, spostandola in direzione della costa.
Se l’Arca-19 riuscirà a restare in aria per le duecento miglia che, secondi Nightbeat, la separano dall’oceano, si potrà evitare una strage.
Ma non basta: Optimus Prime ordina anche che tutta la base dati venga trasferita sull’Arca-32 e, soprattutto, istruisce Prowl perché dell’Arca-19 non resti nulla che gli umani possano riutilizzare.
L’evento non è passato inosservato.
La voce di questo avvistamento di un oggetto volante non identificato ha giĂ raggiunto i media terrestri.
L’aviazione USA sta mettendo in campo i suoi jet.
Ratchet prende con sé Verity Carlo e Jimmy Pink e abbandona l’Arca-19 tramite una capsula di salvataggio.
Optimus Prime ordina a Nightbeat di raggiungere l’area di carico, insieme agli altri, mentre Prowl si appresta ad attivare la sequenza di autodistruzione.
L’Arca-19 piomba nell’oceano e, pochi secondi dopo, le acque vengono sconvolte da un’esplosione.
Sixshot, che ha assistito alla scena, riferisce via radio a Megatron che il vascello Autobot è stato distrutto e non vi sono superstiti, eccetto quelli a bordo di una capsula di salvataggio.
Megatron gli ordina di rintracciarli ed eliminarli. Poi non perde l’occasione di liquidare in malo modo Astrotrain, il cui malcontento è già al punto di rottura.
Blitzwing sceglie proprio quel momento per informare Astrotrain che il mezzo per la loro ribellione, Starscream, si è finalmente risvegliato.
A Tampa, in Florida, gli uomini della Machination hanno terminato di sottoporre Hunter O’Nion a due trattamenti: il primo, fisico, per ingabbiarlo in un elaborato esoscheletro ad alta tecnologia; il secondo, mentale, per sottoporlo a un lavaggio del cervello e asservirlo alla loro volontà .
Ma il signor Dante è ansioso di vedere il proprio esocarapace e Hunter viene lasciato solo.
Hot Rod e Wheeljack non riescono a distanziare i cinque Sunstreaker, che dimostrano di saper reggere il ritmo e di non avere remore nell’attaccarli apertamente con missili esplosivi.
Wheeljack propone allora di spiazzarli con manovre veramente azzardate (tipo tagliare la strada a un TIR).
Hot Rod accetta con entusiasmo e si dichiara ammirato: aveva sempre ritenuto Wheeljack un tipo molto cauto e moderato; ora scopre invece che c’è qualcosa che li accomuna.
I due Autobot abbandonano l’autostrada e raggiungono un impianto industriale isolato, una sorta di raffineria.
Nell’ampio spiazzo antistante, si trasformano in robot: vogliono vedere in che modo i cinque Sunstreaker reagiranno a ciò.
A Tampa, Hunter O’Nion si riprende dall’ipnosi, cui ha resistito recitando una serie di mantra personali; vagando nei corridoi dell’edificio in cui è tenuto prigioniero, incappa nei tecnici di poco prima, che stanno assistendo con entusiasmo all’esito di qualcosa.
Hunter cerca di vedere cosa, ma subito dopo scopre che, nel locale buio in cui si è introdotto, non è solo.
Davanti agli esterrefatti Hot Rod e Wheeljack, uno dei doppioni di Suntreaker si trasforma a sua volta in robot, mostrando un volto simile a quello del loro amico, ma leggermente diverso.
Con le mani, il robot stacca e depone a terra la propria testa, che si trasforma a sua volta in un cyborg umanoide e si presenta come Headmaster, “il gradino successivo in termini evolutivi”.
Hunter si ritrova davanti alla testa originale di Sunstreaker, parzialmente disassemblata e connessa a vari cavi, che lo supplica di ucciderlo.
Note
(Double) Dealer ricompare qui dopo il suo esordio in Spotlight: Hot Rod.
Ancora una volta, il Simulacro di Olomateria rivela il carattere del suo proprietario: quello di Hot Rod è un giovane tamarro con coda di cavallo, occhiali scuri e camicia sbottonata.
A pagina 9, su un giornale che svolazza è possibile leggere la scritta Iceman Project, un riferimento a TFTM07 (e in particolare alla miniserie Movie Prequel della stessa IDW).
La sequenza dell’Arca-19 che precipita, mentre Optimus Prime ordina a Prowl di attivare l’autodistruzione, è un omaggio alla storica sequenza del primo fumetto in assoluto dei Transformer, il #1 della serie G1 della Marvel US.
Hunter O’Nion non ha difficoltà a resistere all’ipnosi: da teorico della cospirazione qual è, non poteva non conoscere certi metodi.
L’Headmaster stacca e depone la testa al suolo con le mani, come facevano anche gli Headmaster originali della omonima miniserie G1 Marvel US.
La scena di Hunter che si ritrova davanti alla testa di Sunstreaker richiama una situazione analoga della serie G1 Marvel US, dove Buster Witwicky si trovava davanti alla testa di Optimus Prime.
Con le rivelazioni di questo albo, viene spontaneo pensare che, oltre al signor Dante, anche i signori Drake e Jolly e la signora Svenson, visti in Infiltration #4, siano destinati a divenire Headmaster (sempre che non lo siano giĂ ).
Nei prossimi due numeri, l’arte non sarà di E.J. Su, ma solo perché la gravidanza di sua moglie lo ha impegnato altrimenti; sarà sostituito prima da Nick Roche e poi da Robby Musso, per tornare infine a illustrare i due capitoli finali della saga.
Osservazioni
Molti fan avevano intuito dove sarebbe andata a parare la faccenda del rapimento di Sunstreaker e di Hunter O’Nion sin da Escalation #1.
Ma Simon Furman non si limita a rimescolare le carte per rilanciare, in modo originale, un amatissimo elemento chiave della mitologia dei Transformer come gli Headmaster.
No, perché sebbene questa di per sé sia già un’impresa non da poco (come dimostrano i recenti fallimenti di altri autori che hanno tentato analoghe operazioni di riscrittura), Furman fa anche di più.
Nella stessa storia, infatti, torna un’infinità di altri elementi che sono chiaramente attinti con attenzione dalla serie classica, ma che, nello stesso tempo, sono stati trasformati (è il caso di dirlo) in qualcosa di nuovo.
Il risultato è tra i migliori della sua produzione: una storia in cui l’atmosfera delle storie Marvel continua a farsi sentire (aiutata anche dai dialoghi, divenuti molto più arguti e verbosi), ma, nello stesso tempo la vicenda risulta essere completamente inedita.
Qualche esempio? C’è un Headmaster che stacca la testa con le mani, per esempio, ma quell’Headmaster è un personaggio del 1984. C’è una testa Autobot prigioniera e disassemblata, ma non è Optimus Prime. C’è un’Arca che precipita, ma a bordo non ci sono i Decepticon. E così via.
Tutto ciò, in una storia in cui in apparenza non sembra accadere nulla di nuovo, ma che, alla sua conclusione, ha distrutto o sconvolto tutto ciò su cui si basava la serie (la distruzione del vascello Autobot, un personaggio senza modellino Headmaster che diviene tale, i Decepticon che vanno a cercare Starscream per ribellarsi a Megatron). E, soprattutto, fa rimpiangere il lettore di dover attendere un altro mese per conoscerne il seguito.
L’arte di E.J. Su è più limpida e dinamica che mai, soprattutto nelle sequenze dell'inseguimento sull’autostrada e del catastrofico e apocalittico passaggio dell’Arca-19 sopra il centro abitato di Knoxville, dove Su da decisamente il meglio di sé.
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Zac Atkinson
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’ottobre 2007.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Escalation: #18
La storia
Sull’autostrada che lo conduce alla discarica dove Ironhide è destinato a essere pressato in un cubo, Hot Rod ripensa brevemente alla chiamata che poco prima, a bordo dell’Arca-19, ha ricevuto dal suo amico e compagno d’azione Dealer. Dealer vorrebbe farsi trasferire sulla Terra, per tornare a lavorare con lui. Ma Hot Rod non ha molta influenza, lì: si tratta infatti del territorio di Prowl, che non lo vede di buon occhio.
Wheeljack incita Hot Rod ad attivare il suo autista di Olomateria, proprio quando gli agenti della Machination (capitanati da Drake) a bordo di un camper attivano le loro pedine.
Cinque automobili, identiche a Sunstreaker, circondano i due Autobot. E attaccano con i lanciamissili posteriori, dimostrando che la somiglianza con Sunstreaker non è solo superficiale, ma strutturale.
Hot Rod vuole contrattaccare, ma Wheeljack ritiene necessario distanziare quei cinque veicoli e riflettere sulla situazione: infatti, come è possibile essere certi che uno di essi non sia il vero Sunstreaker stesso?
L’Arca-19 sta precipitando. Tutti i sistemi sono saltati e Bumblebee segnala che la vicina base aerea di Robins l’ha rilevata ed è ora in allerta.
Optimus Prime ordina a Ratchet l’attivazione dei propulsori di manovra, che, essendo indipendenti dai sistemi principali, sono ancora funzionanti. Ciò non impedisce all’Arca 19 di schiantarsi, ma le fa sollevare il muso, spostandola in direzione della costa.
Se l’Arca-19 riuscirà a restare in aria per le duecento miglia che, secondi Nightbeat, la separano dall’oceano, si potrà evitare una strage.
Ma non basta: Optimus Prime ordina anche che tutta la base dati venga trasferita sull’Arca-32 e, soprattutto, istruisce Prowl perché dell’Arca-19 non resti nulla che gli umani possano riutilizzare.
L’evento non è passato inosservato.
La voce di questo avvistamento di un oggetto volante non identificato ha giĂ raggiunto i media terrestri.
L’aviazione USA sta mettendo in campo i suoi jet.
Ratchet prende con sé Verity Carlo e Jimmy Pink e abbandona l’Arca-19 tramite una capsula di salvataggio.
Optimus Prime ordina a Nightbeat di raggiungere l’area di carico, insieme agli altri, mentre Prowl si appresta ad attivare la sequenza di autodistruzione.
L’Arca-19 piomba nell’oceano e, pochi secondi dopo, le acque vengono sconvolte da un’esplosione.
Sixshot, che ha assistito alla scena, riferisce via radio a Megatron che il vascello Autobot è stato distrutto e non vi sono superstiti, eccetto quelli a bordo di una capsula di salvataggio.
Megatron gli ordina di rintracciarli ed eliminarli. Poi non perde l’occasione di liquidare in malo modo Astrotrain, il cui malcontento è già al punto di rottura.
Blitzwing sceglie proprio quel momento per informare Astrotrain che il mezzo per la loro ribellione, Starscream, si è finalmente risvegliato.
A Tampa, in Florida, gli uomini della Machination hanno terminato di sottoporre Hunter O’Nion a due trattamenti: il primo, fisico, per ingabbiarlo in un elaborato esoscheletro ad alta tecnologia; il secondo, mentale, per sottoporlo a un lavaggio del cervello e asservirlo alla loro volontà .
Ma il signor Dante è ansioso di vedere il proprio esocarapace e Hunter viene lasciato solo.
Hot Rod e Wheeljack non riescono a distanziare i cinque Sunstreaker, che dimostrano di saper reggere il ritmo e di non avere remore nell’attaccarli apertamente con missili esplosivi.
Wheeljack propone allora di spiazzarli con manovre veramente azzardate (tipo tagliare la strada a un TIR).
Hot Rod accetta con entusiasmo e si dichiara ammirato: aveva sempre ritenuto Wheeljack un tipo molto cauto e moderato; ora scopre invece che c’è qualcosa che li accomuna.
I due Autobot abbandonano l’autostrada e raggiungono un impianto industriale isolato, una sorta di raffineria.
Nell’ampio spiazzo antistante, si trasformano in robot: vogliono vedere in che modo i cinque Sunstreaker reagiranno a ciò.
A Tampa, Hunter O’Nion si riprende dall’ipnosi, cui ha resistito recitando una serie di mantra personali; vagando nei corridoi dell’edificio in cui è tenuto prigioniero, incappa nei tecnici di poco prima, che stanno assistendo con entusiasmo all’esito di qualcosa.
Hunter cerca di vedere cosa, ma subito dopo scopre che, nel locale buio in cui si è introdotto, non è solo.
Davanti agli esterrefatti Hot Rod e Wheeljack, uno dei doppioni di Suntreaker si trasforma a sua volta in robot, mostrando un volto simile a quello del loro amico, ma leggermente diverso.
Con le mani, il robot stacca e depone a terra la propria testa, che si trasforma a sua volta in un cyborg umanoide e si presenta come Headmaster, “il gradino successivo in termini evolutivi”.
Hunter si ritrova davanti alla testa originale di Sunstreaker, parzialmente disassemblata e connessa a vari cavi, che lo supplica di ucciderlo.
Note
(Double) Dealer ricompare qui dopo il suo esordio in Spotlight: Hot Rod.
Ancora una volta, il Simulacro di Olomateria rivela il carattere del suo proprietario: quello di Hot Rod è un giovane tamarro con coda di cavallo, occhiali scuri e camicia sbottonata.
A pagina 9, su un giornale che svolazza è possibile leggere la scritta Iceman Project, un riferimento a TFTM07 (e in particolare alla miniserie Movie Prequel della stessa IDW).
La sequenza dell’Arca-19 che precipita, mentre Optimus Prime ordina a Prowl di attivare l’autodistruzione, è un omaggio alla storica sequenza del primo fumetto in assoluto dei Transformer, il #1 della serie G1 della Marvel US.
Hunter O’Nion non ha difficoltà a resistere all’ipnosi: da teorico della cospirazione qual è, non poteva non conoscere certi metodi.
L’Headmaster stacca e depone la testa al suolo con le mani, come facevano anche gli Headmaster originali della omonima miniserie G1 Marvel US.
La scena di Hunter che si ritrova davanti alla testa di Sunstreaker richiama una situazione analoga della serie G1 Marvel US, dove Buster Witwicky si trovava davanti alla testa di Optimus Prime.
Con le rivelazioni di questo albo, viene spontaneo pensare che, oltre al signor Dante, anche i signori Drake e Jolly e la signora Svenson, visti in Infiltration #4, siano destinati a divenire Headmaster (sempre che non lo siano giĂ ).
Nei prossimi due numeri, l’arte non sarà di E.J. Su, ma solo perché la gravidanza di sua moglie lo ha impegnato altrimenti; sarà sostituito prima da Nick Roche e poi da Robby Musso, per tornare infine a illustrare i due capitoli finali della saga.
Osservazioni
Molti fan avevano intuito dove sarebbe andata a parare la faccenda del rapimento di Sunstreaker e di Hunter O’Nion sin da Escalation #1.
Ma Simon Furman non si limita a rimescolare le carte per rilanciare, in modo originale, un amatissimo elemento chiave della mitologia dei Transformer come gli Headmaster.
No, perché sebbene questa di per sé sia già un’impresa non da poco (come dimostrano i recenti fallimenti di altri autori che hanno tentato analoghe operazioni di riscrittura), Furman fa anche di più.
Nella stessa storia, infatti, torna un’infinità di altri elementi che sono chiaramente attinti con attenzione dalla serie classica, ma che, nello stesso tempo, sono stati trasformati (è il caso di dirlo) in qualcosa di nuovo.
Il risultato è tra i migliori della sua produzione: una storia in cui l’atmosfera delle storie Marvel continua a farsi sentire (aiutata anche dai dialoghi, divenuti molto più arguti e verbosi), ma, nello stesso tempo la vicenda risulta essere completamente inedita.
Qualche esempio? C’è un Headmaster che stacca la testa con le mani, per esempio, ma quell’Headmaster è un personaggio del 1984. C’è una testa Autobot prigioniera e disassemblata, ma non è Optimus Prime. C’è un’Arca che precipita, ma a bordo non ci sono i Decepticon. E così via.
Tutto ciò, in una storia in cui in apparenza non sembra accadere nulla di nuovo, ma che, alla sua conclusione, ha distrutto o sconvolto tutto ciò su cui si basava la serie (la distruzione del vascello Autobot, un personaggio senza modellino Headmaster che diviene tale, i Decepticon che vanno a cercare Starscream per ribellarsi a Megatron). E, soprattutto, fa rimpiangere il lettore di dover attendere un altro mese per conoscerne il seguito.
L’arte di E.J. Su è più limpida e dinamica che mai, soprattutto nelle sequenze dell'inseguimento sull’autostrada e del catastrofico e apocalittico passaggio dell’Arca-19 sopra il centro abitato di Knoxville, dove Su da decisamente il meglio di sé.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








