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Iscritto il: 21/06/2004
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Hearts Of Steel 2
“Evolutions: Hearts Of Steel” (2 di 4)
Storia: Chuck Dixon
Disegni: Guido Guidi
Chine: Aaron Leach
Colori: Jay Fotos
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel luglio 2006 (uscita effettiva slittata ad agosto).
[img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/6188-2/Evolutions_001_HoS_02_aaaTFHOS02CVRA.jpg[/img2][img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/5728-2/Evolutions_001_HoS_02_atfev1mock.jpg[/img2]
La storia
Lungo la ferrovia Denver-Cheyenne, Bumblebee, camuffato da locomotiva, usa i suoi talenti per mettere in posa i binari. Tutti lavoratori, che lo credono un prodigio della tecnica umana, ne sono sbalorditi, tranne John Henry, che non vede di buon occhio quest’automazione che toglie il lavoro all’uomo.
Il responsabile dei lavori, Vanflint, cerca di scoprire da dove provenga questo “martello a vapore”, per ottenerne altri.
Sotto le acque del Pacifico, Shockwave trasporta nel proprio torace Tobias Muldoon, per mostrargli i Decepticon al lavoro sul fondale, sbalordendolo ulteriormente quando rivela che la sua razza proviene da un altro pianeta, Cybertron.
Starscream apprende che Muldoon è un ingegnere e gli offre di far parte dei suoi piani: insieme, umani e Decepticon potranno condurre la Terra in una nuova epoca di meraviglie tecnologiche.
Muldoon obietta che servirĂ molto denaro e Starscream chiede spiegazioni su questo concetto.
Di notte, John Henry scopre la vera identità di Bumblebee, che si rivela a lui e gli spiega di voler solo aiutare l’umanità a raggiungere nuove vette scientifiche. Henry cambia parere su di lui: chiunque voglia lavorare, merita il suo rispetto (anche se, sentendo la frase “vengo a molto lontano”, crede che Bumblebee sia francese).
Su un’altra linea ferroviaria, un convoglio che trasporta un carico di denaro contante, sorvegliato dai soldati, viene distrutto da un treno che si rivela essere la forma combinata degli Insecticon. Bombshell, Kickback e Shrapnel, per quanto perplessi, rubano la cartamoneta, come da ordini, senza ben capire a cosa serva.
Viaggiando sottoterra, la trasportano poi in una remota zona desertica, dove Muldoon e i Decepticon stanno progettando di costruire la loro base ad alta tecnologia.
Con quel denaro, di cui Muldoon si chiede invano la provenienza, posso acquistare tutta la materia prima necessaria.
Muldoon progetta anche le nuove modalità alternative per i Decepticon: aerei, locomotive a trivella, navi per “ogni terreno”.
La notizia del furto arriva, su un rozzo giornale, anche a John Henry.
Bumblebee avverte Prowl e Ratchet, che decidono di sorvegliare la cosa, ma senza riattivare Optimus Prime.
Quando la grande base Decepticon è finalmente pronta, Starscream e Skywarp assumono le loro nuove forme di biplano. Certi di essere soli, progettano la conquista di New York, tramite l’astrotreno.
Ma Muldoon ascolta non visto e, comprendendo di essere stato ingannato, fugge a San Francisco.
Raggiunti i suoi ex-finanziatori, il signor Stanford e la figlia Kitty, chiede loro aiuto, ma solo Mark Twain sembra davvero interessato alla sua fantastica storia.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Note
Tra i Decepticon ancora con modalitĂ di bestie appaiono anche Octane, Soundwave, un Conehead, Frenzy e Rumble.
Blitzwing appare giĂ nella forma ottocentesca, con un cannone in stile 'bombarda' sulla schiena e il classico fucile del modellino rielaborato con tanto di baionetta.
Il solo Autobot che non era ancora stato visto pare essere Tracks.
'Astrotreno' (Astrotrain) viene usato con l’articolo, come se fosse un nome generico, e non il nome proprio del personaggio G1.
La colorazione di Starscream e Skywarp, nelle pagine finali, è stata per errore invertita.
Osservazioni
Quando fu presentata, la linea Evolutions sembrava promettere un approccio completamente diverso al mondo dei Transformer. Hearts Of Steel però fa il contrario e recupera, dai primissimi albi Marvel, il senso di meraviglia e di scoperta nell’interazione tra umani e robot. Esemplare è, in questo senso, la perplessità degli Insecticon davanti a quei foglietti colorati e decorati chiamati cartamoneta. Anche l’industriosità dei Decepticon è un recupero dei primi tempi: da quanto non li si vedeva darsi così tanto da fare? E, per finire, c’è la curiosità di Bumblebee verso gli esseri umani, il suo desiderio di comprenderli e di aiutarli a migliorare.
La storia, che ha davvero il sapore di un episodio inedito della serie animata G1, è fresca e scorrevole; si evolve con ritmo molto sostenuto ed è anche ricca d’azione.
La parte grafica, che contiene a sua volta un omaggio allo stile della serie animata storica, risente purtroppo del cambiamento dell’inchiostratore: Leach fa di sicuro del suo meglio, ma dà l’impressione di attenersi esclusivamente a quanto presente nella tavola a matita, vivendo “di rendita” per tutti i chiaroscuri, i tratteggi e i dettagli che erano già stati definiti, ma senza aggiungere nulla di suo dove Guido Guidi aveva solamente delineato le linee generali. Un esempio di questa incertezza sono certi robot a figura intera: la struttura è tutta perfettamente delineata, ma non ci sono né ombre né tratteggi né linee per l’effetto metallo (per così dire). Certo, così lo stile della serie animata è ancora più sentito, ma in un fumetto ciò stona un poco, specialmente se si fa un confronto con le tavole del #1, molto più riccamente inchiostrate.
La colorazione mantiene ancora quella sfumatura seppia che dovrebbe dare l’idea dell’epoca ottocentesca, ma non è più buia come nel #1; in un certo senso, anche questo è stato un errore, perché con chine leggere come quelle di Leach, forse sarebbero serviti colori più marcati per compensare.
Se a ciò si sommano gli errori di colorazione, viene il sospetto che la IDW abbia impiegato per questa miniserie un paio di persone che devono ancora farsi le ossa nel loro mestiere…
Storia: Chuck Dixon
Disegni: Guido Guidi
Chine: Aaron Leach
Colori: Jay Fotos
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel luglio 2006 (uscita effettiva slittata ad agosto).
[img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/6188-2/Evolutions_001_HoS_02_aaaTFHOS02CVRA.jpg[/img2][img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/5728-2/Evolutions_001_HoS_02_atfev1mock.jpg[/img2]
La storia
Lungo la ferrovia Denver-Cheyenne, Bumblebee, camuffato da locomotiva, usa i suoi talenti per mettere in posa i binari. Tutti lavoratori, che lo credono un prodigio della tecnica umana, ne sono sbalorditi, tranne John Henry, che non vede di buon occhio quest’automazione che toglie il lavoro all’uomo.
Il responsabile dei lavori, Vanflint, cerca di scoprire da dove provenga questo “martello a vapore”, per ottenerne altri.
Sotto le acque del Pacifico, Shockwave trasporta nel proprio torace Tobias Muldoon, per mostrargli i Decepticon al lavoro sul fondale, sbalordendolo ulteriormente quando rivela che la sua razza proviene da un altro pianeta, Cybertron.
Starscream apprende che Muldoon è un ingegnere e gli offre di far parte dei suoi piani: insieme, umani e Decepticon potranno condurre la Terra in una nuova epoca di meraviglie tecnologiche.
Muldoon obietta che servirĂ molto denaro e Starscream chiede spiegazioni su questo concetto.
Di notte, John Henry scopre la vera identità di Bumblebee, che si rivela a lui e gli spiega di voler solo aiutare l’umanità a raggiungere nuove vette scientifiche. Henry cambia parere su di lui: chiunque voglia lavorare, merita il suo rispetto (anche se, sentendo la frase “vengo a molto lontano”, crede che Bumblebee sia francese).
Su un’altra linea ferroviaria, un convoglio che trasporta un carico di denaro contante, sorvegliato dai soldati, viene distrutto da un treno che si rivela essere la forma combinata degli Insecticon. Bombshell, Kickback e Shrapnel, per quanto perplessi, rubano la cartamoneta, come da ordini, senza ben capire a cosa serva.
Viaggiando sottoterra, la trasportano poi in una remota zona desertica, dove Muldoon e i Decepticon stanno progettando di costruire la loro base ad alta tecnologia.
Con quel denaro, di cui Muldoon si chiede invano la provenienza, posso acquistare tutta la materia prima necessaria.
Muldoon progetta anche le nuove modalità alternative per i Decepticon: aerei, locomotive a trivella, navi per “ogni terreno”.
La notizia del furto arriva, su un rozzo giornale, anche a John Henry.
Bumblebee avverte Prowl e Ratchet, che decidono di sorvegliare la cosa, ma senza riattivare Optimus Prime.
Quando la grande base Decepticon è finalmente pronta, Starscream e Skywarp assumono le loro nuove forme di biplano. Certi di essere soli, progettano la conquista di New York, tramite l’astrotreno.
Ma Muldoon ascolta non visto e, comprendendo di essere stato ingannato, fugge a San Francisco.
Raggiunti i suoi ex-finanziatori, il signor Stanford e la figlia Kitty, chiede loro aiuto, ma solo Mark Twain sembra davvero interessato alla sua fantastica storia.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Note
Tra i Decepticon ancora con modalitĂ di bestie appaiono anche Octane, Soundwave, un Conehead, Frenzy e Rumble.
Blitzwing appare giĂ nella forma ottocentesca, con un cannone in stile 'bombarda' sulla schiena e il classico fucile del modellino rielaborato con tanto di baionetta.
Il solo Autobot che non era ancora stato visto pare essere Tracks.
'Astrotreno' (Astrotrain) viene usato con l’articolo, come se fosse un nome generico, e non il nome proprio del personaggio G1.
La colorazione di Starscream e Skywarp, nelle pagine finali, è stata per errore invertita.
Osservazioni
Quando fu presentata, la linea Evolutions sembrava promettere un approccio completamente diverso al mondo dei Transformer. Hearts Of Steel però fa il contrario e recupera, dai primissimi albi Marvel, il senso di meraviglia e di scoperta nell’interazione tra umani e robot. Esemplare è, in questo senso, la perplessità degli Insecticon davanti a quei foglietti colorati e decorati chiamati cartamoneta. Anche l’industriosità dei Decepticon è un recupero dei primi tempi: da quanto non li si vedeva darsi così tanto da fare? E, per finire, c’è la curiosità di Bumblebee verso gli esseri umani, il suo desiderio di comprenderli e di aiutarli a migliorare.
La storia, che ha davvero il sapore di un episodio inedito della serie animata G1, è fresca e scorrevole; si evolve con ritmo molto sostenuto ed è anche ricca d’azione.
La parte grafica, che contiene a sua volta un omaggio allo stile della serie animata storica, risente purtroppo del cambiamento dell’inchiostratore: Leach fa di sicuro del suo meglio, ma dà l’impressione di attenersi esclusivamente a quanto presente nella tavola a matita, vivendo “di rendita” per tutti i chiaroscuri, i tratteggi e i dettagli che erano già stati definiti, ma senza aggiungere nulla di suo dove Guido Guidi aveva solamente delineato le linee generali. Un esempio di questa incertezza sono certi robot a figura intera: la struttura è tutta perfettamente delineata, ma non ci sono né ombre né tratteggi né linee per l’effetto metallo (per così dire). Certo, così lo stile della serie animata è ancora più sentito, ma in un fumetto ciò stona un poco, specialmente se si fa un confronto con le tavole del #1, molto più riccamente inchiostrate.
La colorazione mantiene ancora quella sfumatura seppia che dovrebbe dare l’idea dell’epoca ottocentesca, ma non è più buia come nel #1; in un certo senso, anche questo è stato un errore, perché con chine leggere come quelle di Leach, forse sarebbero serviti colori più marcati per compensare.
Se a ciò si sommano gli errori di colorazione, viene il sospetto che la IDW abbia impiegato per questa miniserie un paio di persone che devono ancora farsi le ossa nel loro mestiere…

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








