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Iscritto il: 21/06/2004
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The Ascending 2
“Beast Wars: The Ascending” (2 di 4)
Storia: Simon Furman
Arte: Don Figueroa
Colori: Josh Burcham (ma attribuiti per errore a Mark Bristol), con Andrew Elder e Jeong Joo park
Copertine: Don Figueroa e Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel settembre 2007 (uscita effettiva slittata a metà ottobre).
La storia
Su Cybertron, qualcuno (Shokaract?) è divenuto consapevole di un elemento sbandato del flusso temporale che minaccia il piano di resurrezione di Unicron.
Per questo motivo, invia Ratorata nel passato, all’epoca della Guerra delle Bestie, a uccidere chiunque sia una minaccia.
Nel contempo, Drancron ed Elephorca dovranno impegnarsi a recuperare altre capsule di Angolmois.
Sulla Terra del passato, lo scontro tra gli eserciti Predacon e Maximal divampa come non mai. La superiorità aerea dei Predacon dà loro un enorme vantaggio.
Wolfang e Bonecrusher prevedono un’imminente sconfitta, se i Maximal non trovano un modo per riprendere fiato. Anche il devastante intervento di Grimlock non riesce a cambiare gli equilibri del conflitto in modo definitivo.
Snarl è costretto a convocare sul campo il comandante Maximal, Razorbeast. Questo però significa lasciare incustodito il loro prigioniero più recente, Ravage.
Razorbeast è convinto di averlo immobilizzato a dovere, ma si sbaglia; Ravage riesce a liberarsi e a mettere le zampe su un facilitatori di crono-fase, che gli permetterà di interagire con i superstiti del conflitto originale della Guerra delle Bestie.
Ma le cose non vanno come previsto: Ravage viene bloccato nel cronospazio da Magmatron, che è prigioniero in questa fessura fra i tempo.
Magmatron affida a Ravage un incarico che lascia quest’ultimo sbalordito: dichiarare una tregua, per garantire la salvezza del futuro di Cybertron.
Su Cybertron, il consiglio governativo Autobot costituito da Prowl, Silverbolt e Ironhide deve prendere atto dei crescenti disordini che stanno compromettendo l’equilibrio dell’intera struttura sociale planetaria. Qualcuno o qualcosa sta agitando la popolazione, riaccendendo vecchi conflitti e minacciando l’inizio di una nuova guerra civile.
Big Convoy, insieme a Tasmania Kid e a Ikard, scopre le cause di questa situazione, quando trova i resti di una capsula di Angolmois e di un Transformer distrutto: Big Convoy ne deduce che, non appena il poveretto ha cercato di assumerne una dose, un’intera folla di Cybertroniani si è riversata sul posto e lo ha fatto a brandelli, per avere la propria parte.
Impossibile sapere quanta di quella sostanza sia già in circolazione.
Altrove, Shokaract esige sempre maggiori quantità di Angolmois per la mutazione a cui si sta sottoponendo.
Drancron ed Elephorca hanno inviato agenti in tutta la galassia, alla ricerca di altre capsule.
L’incrociatore a transdistorsione del Branco, comandato da Lio Convoy, giunge sulla Terra del passato. Tutti i guerrieri del gruppo sono stati riformattati con modalità alternative animali. Lio Convoy è un leone; Stampy un coniglio; Longrack una giraffa; Drill Nuts un antonomo, Mach Kick un cavallo; Break un pinguino.
Il Branco interviene nel conflitto tra Maximal e Predacon, cambiandone potenzialmente le sorti.
Ravage, ora temporalmente sfasato, osserva in silenzio e a lungo.
Alla fine, decide di intervenire, rivelandosi a Razorbeast e a Lio Convoy.
Ma, proprio mentre spiega ai due cosa sta veramente accadendo su Cybertron e quale minaccia planetaria incomba, Rartorata compare nella sua forma ibrida di calabrone e pesce leone. Col pungiglione grondante di Angolmois, trafigge Razorbeast, che subisce una orrenda mutazione.
Infettato dall’Angolmois, Razorbeast diventa un cinghiale colossale e fumante, in cui del Maximal non resta più nulla: al suo posto, adesso c’è solo Furia (Rage).
Note
E’ veramente Shokaract colui che dà gli ordini al trio di Elephorca, Rartorata e Drancron, all’inizio della storia?
Si è visto che il terzetto è al suo servizio sin da The Ascending #1, ma si sa anche che Shokaract è un’ignara pedina di qualcun altro.
Prowl, Silverbolt e Ironhide sono i personaggi del modellino Magnaboss, ma anche i loro omonimi G1, come confermato da Simon Furman.
Sulle modalità alternative Cybertroniane è difficile dire qualcosa, ma si può presumere che Don Figueroa le abbia progettate per conciliare i passati veicoli dei G1 e le future bestie del Magnaboss.
Mentre Lio Convoy e suoi guerrieri sono tratti da Beast Wars 2, Big Convoy e i suoi provengono invece da Beast Wars Neo.
La struttura corporea Cybertroniana di Big Convoy sembra mostrare elementi di una modalità alternativa veicolare.
Non sono presenti elementi di una modalità alternativa bestiale simil-Transmetal, a differenza di quella di Lio Convoy.
L’Angolmois (cioè l’essenza dello sconfitto Unicron) ha l’effetto di una sorta di droga per i Cybertroniani (di qualunque fazione), ed ha almeno due tipi di azione sui loro corpi: alterarne la modalità alternativa e scatenarne gli istinti più feroci e primitivi.
E’ proprio questo Angolmois ad essere alla radice del conflitto globale che distruggerà Cybertron nel remoto futuro osservato da Magmatron in The Ascending #1.
Non è chiaro perché il Branco abbia assunto modalità alternative di bestia, nel tornare sulla Terra. I motivi originali ormai non sono più validi.
Lo stesso discorso vale per Rartorata, che per di più è pure un Fuzor.
La resa della mostruosa modalità alternativa di Rartorata, esasperata dall’infezione di Angolmois, è molto suggestiva: insieme alla trasformazione contaminata di Razorbeast, è forse la parte più interessante della storia.
Rage è da prendere alla lettera come sostantivo generico oppure è il nome proprio del Razorbeast contaminato?
Galleria di copertine e tavole in anteprima.
Osservazioni
E noioso ripetere cose già dette nella prima recensione, ma la comparsa di Big Convoy e della sua cricca esaspera l’effetto di sovraffollamento già lamentato per The Ascending #1.
E’ vero che certe allusioni di Simon Furman fanno pensare che questi poveracci siano destinati a una brutta fine nell’albo successivo; è vero che la copertina A di The Ascending #3 suggerisce che il Branco debba tornare su Cybertron, magari proprio per compensare la scomparsa degli altri; ma comunque resta il fatto che, ancora una volta, la presenza di nuovi personaggi ruba la scena al presunto nucleo originale introdotto in The Gathering.
Col termine ‘presunto’ si sottolinea il fatto che questa nostra aspettativa non corrisponde ai progetti dell’autore (o degli autori, dato che la prima miniserie fu un riciclo delle idee di James McDonough e Adam Patyk, mentre in questa sembra esserci anche la mano di Ben Yee e di Don Figueroa).
Resta il problema che la storia continua a vertere su eventi colossali ed epici, come se fosse una specie di nuova Iliade; ha quindi senso mettere in scena vasti eserciti e continuare ad alzare la posta introducendo nuove pedine nella scacchiera, ma lo spazio di cui essa dispone (una miniserie di quattro soli numeri) è talmente contratto che è inevitabile che la stragrande maggioranza dei personaggi cada in un triste anonimato.
A peggiorare le cose, c’è l’entrata in scena di Repaint che sono pressoché identici all’originale: il Repaint Apache del Branco è infatti dotato dello stesso schema di colori del suo modellino originale, B’Boom.
Ha un bel dire, Ben Yee, che i due hanno una sfumatura di azzurro diversa, considerando i macroscopici errori di colorazione che sono stati rilevati su personaggi ben più univoci e conosciuti!
E poi, se i due non compaiono affiancati, come può il lettore riuscire a distinguerli in base a una gradazione di colore?
Anche il fatto che Don Figueroa li abbia caratterizzati con dettagli diversi aiuta poco, a meno che il lettore non conosca in modo fotografico le caratteristiche dei due modellini.
Da segnalare la bizzarria di certe modalità alternative del Branco: un cavallo, una giraffa, un coniglio, un pinguino. Quanto possono davvero contribuire a una battaglia campale?
Come già detto nelle note, la sequenza più felice è probabilmente quella della contaminazione di Razorclaw (mentre le scene di battaglia sono tanto inutili quanto dimenticabili, purtroppo: anche il contributo di Grimlock serve più a fare numero che non a determinare eventi importanti), cui va aggiunto il divertente capovolgimento di ruolo di Ravage, che si trova a dover agire in favore della pace perché costretto da cause di forza maggiori e, per di più, senza esserne minimamente convinto.
Storia: Simon Furman
Arte: Don Figueroa
Colori: Josh Burcham (ma attribuiti per errore a Mark Bristol), con Andrew Elder e Jeong Joo park
Copertine: Don Figueroa e Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel settembre 2007 (uscita effettiva slittata a metà ottobre).
La storia
Su Cybertron, qualcuno (Shokaract?) è divenuto consapevole di un elemento sbandato del flusso temporale che minaccia il piano di resurrezione di Unicron.
Per questo motivo, invia Ratorata nel passato, all’epoca della Guerra delle Bestie, a uccidere chiunque sia una minaccia.
Nel contempo, Drancron ed Elephorca dovranno impegnarsi a recuperare altre capsule di Angolmois.
Sulla Terra del passato, lo scontro tra gli eserciti Predacon e Maximal divampa come non mai. La superiorità aerea dei Predacon dà loro un enorme vantaggio.
Wolfang e Bonecrusher prevedono un’imminente sconfitta, se i Maximal non trovano un modo per riprendere fiato. Anche il devastante intervento di Grimlock non riesce a cambiare gli equilibri del conflitto in modo definitivo.
Snarl è costretto a convocare sul campo il comandante Maximal, Razorbeast. Questo però significa lasciare incustodito il loro prigioniero più recente, Ravage.
Razorbeast è convinto di averlo immobilizzato a dovere, ma si sbaglia; Ravage riesce a liberarsi e a mettere le zampe su un facilitatori di crono-fase, che gli permetterà di interagire con i superstiti del conflitto originale della Guerra delle Bestie.
Ma le cose non vanno come previsto: Ravage viene bloccato nel cronospazio da Magmatron, che è prigioniero in questa fessura fra i tempo.
Magmatron affida a Ravage un incarico che lascia quest’ultimo sbalordito: dichiarare una tregua, per garantire la salvezza del futuro di Cybertron.
Su Cybertron, il consiglio governativo Autobot costituito da Prowl, Silverbolt e Ironhide deve prendere atto dei crescenti disordini che stanno compromettendo l’equilibrio dell’intera struttura sociale planetaria. Qualcuno o qualcosa sta agitando la popolazione, riaccendendo vecchi conflitti e minacciando l’inizio di una nuova guerra civile.
Big Convoy, insieme a Tasmania Kid e a Ikard, scopre le cause di questa situazione, quando trova i resti di una capsula di Angolmois e di un Transformer distrutto: Big Convoy ne deduce che, non appena il poveretto ha cercato di assumerne una dose, un’intera folla di Cybertroniani si è riversata sul posto e lo ha fatto a brandelli, per avere la propria parte.
Impossibile sapere quanta di quella sostanza sia già in circolazione.
Altrove, Shokaract esige sempre maggiori quantità di Angolmois per la mutazione a cui si sta sottoponendo.
Drancron ed Elephorca hanno inviato agenti in tutta la galassia, alla ricerca di altre capsule.
L’incrociatore a transdistorsione del Branco, comandato da Lio Convoy, giunge sulla Terra del passato. Tutti i guerrieri del gruppo sono stati riformattati con modalità alternative animali. Lio Convoy è un leone; Stampy un coniglio; Longrack una giraffa; Drill Nuts un antonomo, Mach Kick un cavallo; Break un pinguino.
Il Branco interviene nel conflitto tra Maximal e Predacon, cambiandone potenzialmente le sorti.
Ravage, ora temporalmente sfasato, osserva in silenzio e a lungo.
Alla fine, decide di intervenire, rivelandosi a Razorbeast e a Lio Convoy.
Ma, proprio mentre spiega ai due cosa sta veramente accadendo su Cybertron e quale minaccia planetaria incomba, Rartorata compare nella sua forma ibrida di calabrone e pesce leone. Col pungiglione grondante di Angolmois, trafigge Razorbeast, che subisce una orrenda mutazione.
Infettato dall’Angolmois, Razorbeast diventa un cinghiale colossale e fumante, in cui del Maximal non resta più nulla: al suo posto, adesso c’è solo Furia (Rage).
Note
E’ veramente Shokaract colui che dà gli ordini al trio di Elephorca, Rartorata e Drancron, all’inizio della storia?
Si è visto che il terzetto è al suo servizio sin da The Ascending #1, ma si sa anche che Shokaract è un’ignara pedina di qualcun altro.
Prowl, Silverbolt e Ironhide sono i personaggi del modellino Magnaboss, ma anche i loro omonimi G1, come confermato da Simon Furman.
Sulle modalità alternative Cybertroniane è difficile dire qualcosa, ma si può presumere che Don Figueroa le abbia progettate per conciliare i passati veicoli dei G1 e le future bestie del Magnaboss.
Mentre Lio Convoy e suoi guerrieri sono tratti da Beast Wars 2, Big Convoy e i suoi provengono invece da Beast Wars Neo.
La struttura corporea Cybertroniana di Big Convoy sembra mostrare elementi di una modalità alternativa veicolare.
Non sono presenti elementi di una modalità alternativa bestiale simil-Transmetal, a differenza di quella di Lio Convoy.
L’Angolmois (cioè l’essenza dello sconfitto Unicron) ha l’effetto di una sorta di droga per i Cybertroniani (di qualunque fazione), ed ha almeno due tipi di azione sui loro corpi: alterarne la modalità alternativa e scatenarne gli istinti più feroci e primitivi.
E’ proprio questo Angolmois ad essere alla radice del conflitto globale che distruggerà Cybertron nel remoto futuro osservato da Magmatron in The Ascending #1.
Non è chiaro perché il Branco abbia assunto modalità alternative di bestia, nel tornare sulla Terra. I motivi originali ormai non sono più validi.
Lo stesso discorso vale per Rartorata, che per di più è pure un Fuzor.
La resa della mostruosa modalità alternativa di Rartorata, esasperata dall’infezione di Angolmois, è molto suggestiva: insieme alla trasformazione contaminata di Razorbeast, è forse la parte più interessante della storia.
Rage è da prendere alla lettera come sostantivo generico oppure è il nome proprio del Razorbeast contaminato?
Galleria di copertine e tavole in anteprima.
Osservazioni
E noioso ripetere cose già dette nella prima recensione, ma la comparsa di Big Convoy e della sua cricca esaspera l’effetto di sovraffollamento già lamentato per The Ascending #1.
E’ vero che certe allusioni di Simon Furman fanno pensare che questi poveracci siano destinati a una brutta fine nell’albo successivo; è vero che la copertina A di The Ascending #3 suggerisce che il Branco debba tornare su Cybertron, magari proprio per compensare la scomparsa degli altri; ma comunque resta il fatto che, ancora una volta, la presenza di nuovi personaggi ruba la scena al presunto nucleo originale introdotto in The Gathering.
Col termine ‘presunto’ si sottolinea il fatto che questa nostra aspettativa non corrisponde ai progetti dell’autore (o degli autori, dato che la prima miniserie fu un riciclo delle idee di James McDonough e Adam Patyk, mentre in questa sembra esserci anche la mano di Ben Yee e di Don Figueroa).
Resta il problema che la storia continua a vertere su eventi colossali ed epici, come se fosse una specie di nuova Iliade; ha quindi senso mettere in scena vasti eserciti e continuare ad alzare la posta introducendo nuove pedine nella scacchiera, ma lo spazio di cui essa dispone (una miniserie di quattro soli numeri) è talmente contratto che è inevitabile che la stragrande maggioranza dei personaggi cada in un triste anonimato.
A peggiorare le cose, c’è l’entrata in scena di Repaint che sono pressoché identici all’originale: il Repaint Apache del Branco è infatti dotato dello stesso schema di colori del suo modellino originale, B’Boom.
Ha un bel dire, Ben Yee, che i due hanno una sfumatura di azzurro diversa, considerando i macroscopici errori di colorazione che sono stati rilevati su personaggi ben più univoci e conosciuti!
E poi, se i due non compaiono affiancati, come può il lettore riuscire a distinguerli in base a una gradazione di colore?
Anche il fatto che Don Figueroa li abbia caratterizzati con dettagli diversi aiuta poco, a meno che il lettore non conosca in modo fotografico le caratteristiche dei due modellini.
Da segnalare la bizzarria di certe modalità alternative del Branco: un cavallo, una giraffa, un coniglio, un pinguino. Quanto possono davvero contribuire a una battaglia campale?
Come già detto nelle note, la sequenza più felice è probabilmente quella della contaminazione di Razorclaw (mentre le scene di battaglia sono tanto inutili quanto dimenticabili, purtroppo: anche il contributo di Grimlock serve più a fare numero che non a determinare eventi importanti), cui va aggiunto il divertente capovolgimento di ruolo di Ravage, che si trova a dover agire in favore della pace perché costretto da cause di forza maggiori e, per di più, senza esserne minimamente convinto.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.











