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Iscritto il: 21/06/2004
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The Ascending 1
“Beast Wars: The Ascending” (1 di 4)
Storia: Simon Furman
Arte: Don Figueroa
Colori: Mark Bristow
Copertine: Don Figueroa e Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’agosto 2007 (uscita effettiva slittata a inizio ottobre).
La storia
Magmatron dei Predacon si trova alla deriva nel flusso temporale, prigioniero in uno stato etereo, sin da quando Razorbeast dei Maximal ha danneggiato la sua derivazione di transdistorsione (transwarp shunt).
In questo stato, Magmatron può osservare ogni singolo istante, tra cui quello catastrofico della fine di Cybertron, un’orgia sfrenata di violenza in cui tutti combattono contro tutti, dominati da una furia primordiale che ha riportato l’intera razza dei Transformer ai livelli più bestiali.
Magmatron può solo guardare, senza interferire; per questo cerca rifugio in un tempo più remoto e rassicurante.
La Terra del 70.000 avanti cristo.
Razorbeast è ormai certo che i soccorsi da Cybertron non arriveranno mai e che il segnale di transdistorsione che la sua squadra ha inviato con tanta fatica non sia giunto a Lio Convoy e al suo Branco (The Pack).
TM2 Prowl cerca qualche motivo per non abbandonare le speranze, mentre Wolfang sottolinea i gradi risultati ottenuti sconfiggendo i Predacon e si dichiara pronto a restare sulla Terra a combattere, se questo è il loro destino.
Razorbeast, però, sente che qualcosa di più grande lo attende là fuori, da qualche parte.
Poco lontano, Manterror, Retrax e Snapper dei Predacon stanno preparando un attacco alla base dei Maximal, quando incappano in Grimlock.
Retrax riesce a innescare le mine sotterranee, che sconvolgono la zona dove è stata scavata la base dei Maximal.
Il resto dei Predacon attacca in massa e i Maximal non possono che rispondere in modo analogo.
Ma Razorbeast nota che c’è qualcosa di diverso: questa volta, i Predacon sembrano giocarsi il tutto per tutto, eppure il loro comandante Ravage non è presente.
Razorbeast intuisce l’inganno e scopre che Ravage si è introdotto nella base Maximal, per impadronirsi dei tre facilitatori di crono-fase (chronal phase facilitators) in loro possesso. Ma Ravage mette le mani solo su doppioni olografici creati per ingannarlo e Razorbeast lo scopre.
Tra i due nasce uno scontro che si conclude con la sconfitta di Ravage, grazie all’intervento di Snarl, che con il suo talento di invisibilità riesce a distrarlo nel momento cruciale.
Ravage avrebbe voluto usare un facilitatore per entrare in sintonia temporale con l’altra Guerra delle Bestie, che si è appena conclusa: i Maximal di Optimal Optimus hanno vinto e si apprestano a tornare su Cybertron con una vecchia navetta di emergenza Autobot, con Megatron loro prigioniero.
Magmatron decide di tentare il tutto per tutto, facendo sì che il segnale di transdistorsione inviato dalla squadra di Razorbeast, invece che degradarsi nello spazio, riesca a raggiungere il pianeta Cybertron dell’epoca futura da cui tutti loro provengono.
Qui, il segnale è raccolto dal Branco: Longrack, Break, Mach Kick, Drillnuts e altri ancora. Il loro comandante, Lio Convoy, dà ordine perché venga subito allestito un incrociatore a transdistorsione (transwarp cruiser).
In un altro luogo su Cybertron, dedicato da sempre a morte e sgomento, un tiranno si appresta a raggiungere uno stato semi-divino: è Shokaract.
Magmatron osserva anche lui, che sarà la causa della feroce fine di Cybertron nel futuro, e dichiara che Shokaract, insieme all’Angolmois e a Unicron, forma una vera e propria Trinità del Caos.
Note
A differenza di quanto ipotizzato alla fine di The Gathering #4, il destino di Magmatron non si è riagganciato alle specifiche del suo modellino in Beast Machines.
Tra i guerrieri Predacon della Terra appare anche Manta Ray, un modellino degli Happy Meal di McDonald del 1996.
E’ un effetto dell’accorpamento di tutti i modellini di tutti gli spin off di i esistenti attuato da Ben Yee e Simon Furman per il BW Sourcebook della IDW.
Ravage fa riferimento all’episodio finale della serie animata di Beast Wars, “The Nemesis - Part 2”, della Stagione 3.
Longrack, personaggio che negli spinoff giapponesi di Beast Wars si trasforma in una giraffa, ha una modalità Cybertroniana di veicolo che è quella di Armada Hoist.
Questo modellino, opportunamente ricolorato, fu presentato anche nella linea Cybertron, con il nome di Longrack.
Si può dire che Don Figueroa ha così chiuso il cerchio.
Shokaract è un Repaint del modellino di BW Rampage. Il personaggio era un’esclusiva di BotCon 2000.
Tiranno di un futuro non troppo remoto, aveva ottenuto il potere creando la Matrice della Conquista Decepticon, sfruttando l’Essenza Oscura di Unicron.
L’Angolmois è, nelle negli spinoff giapponesi di Beast Wars, l’essenza stessa di Unicron.
Il nome Trinità del Caos compare già in War Within: The Dark Ages #1, dove è oggetto della Scienza Oscura di Bludgeon e dei suoi accoliti.
Al servizio di Shokaract compaiono tre guerrieri Cybertroniani (per ora senza modalitĂ alternativa di bestia) che fanno ancora una volta parte di una linea degli spinoff giapponesi: Drancron, Elephorca e Rartorarta.
Galleria di copertine e tavole in anteprima.
Osservazioni
E’ difficile non considerare questa miniserie una grande delusione, almeno in questo primo capitolo.
Per dieci anni, i fan di Beast Wars hanno desiderato contro ogni speranza di vedere storie ufficiali incentrate sui numerosi personaggi della linea di giocattoli che, per via dei costi dell’epoca, non avevano avuto l’onore di apparire nella storica e osannata serie animata in CGI.
Con The Gathering, sembrava che questo sogno avesse iniziato a realizzarsi. Con The Ascending, sembra essere morto.
Tutto ciò a causa dell’infelice scelta di voler a tutti i costi tirare in ballo anche la miriade di personaggi degli spinoff giapponesi, contenenti una pletora di inutili Repaint (che confondono ulteriormente le idee) e di robot con modalità veicolari (che negano il concetto di Beast del nome della serie originale).
Possiamo capire le esclusive USA Di BotCon, possiamo quasi capire i modellini degli Happy Meal, ma che senso ha voler fare spazio anche ai numerosissimi (e totalmente oscuri) personaggi giapponesi, in una miniserie che è limitata a soli quattro numeri?
Il risultato, inevitabilmente, è quello di far regredire tutto il cast dei personaggi USA a pura e semplice carta da parati: da Wolfang a Buzzsaw, passando per Torca e Sky Shadow, tutto ciò che ci resta è un branco di soldati anonimi che combattono battaglie già dimenticate.
Ciò rende particolarmente impietosi e aspri anche i giudizi sulla trama: ci troviamo infatti davanti, ancora una volta, a un avversario quasi-mistico, che sta per assurgere a un livello divino (come il Leige Maximo della G2, insomma).
Non possiamo non cadere nella tentazione di puntare il dito contro il consulente di questa serie, Ben Yee: un vero appassionato, dotato di cultura enciclopedica e sterminata nell’ambito Transformer, ma davvero incapace di frenare l’entusiasmo per mantenere l’obiettività e la sobrietà che il ruolo di autore professionista di fumetti richiederebbe.
In tutto ciò, non mancano comunque momenti molto gradevoli, guarda caso tutti ambientati sulla Terra e molto vicini allo spirito delle Beast Wars originali: la conversazione tra Prowl, Wolfang e Razorbeast; lo scambio di salaci battute tra Manterror e Retrax, lo scontro tra Razorbeast e Ravage. Tutti elementi che avrebbero potuto servire da base per sviluppare un’altra Guerra delle Bestie esclusivamente terrestre e che, invece, ancora una volta, ci spingono a desiderare ciò che non avremo mai. Proprio come facciamo da più di dieci anni.
Ha collaborato Jazzluca
Storia: Simon Furman
Arte: Don Figueroa
Colori: Mark Bristow
Copertine: Don Figueroa e Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’agosto 2007 (uscita effettiva slittata a inizio ottobre).
La storia
Magmatron dei Predacon si trova alla deriva nel flusso temporale, prigioniero in uno stato etereo, sin da quando Razorbeast dei Maximal ha danneggiato la sua derivazione di transdistorsione (transwarp shunt).
In questo stato, Magmatron può osservare ogni singolo istante, tra cui quello catastrofico della fine di Cybertron, un’orgia sfrenata di violenza in cui tutti combattono contro tutti, dominati da una furia primordiale che ha riportato l’intera razza dei Transformer ai livelli più bestiali.
Magmatron può solo guardare, senza interferire; per questo cerca rifugio in un tempo più remoto e rassicurante.
La Terra del 70.000 avanti cristo.
Razorbeast è ormai certo che i soccorsi da Cybertron non arriveranno mai e che il segnale di transdistorsione che la sua squadra ha inviato con tanta fatica non sia giunto a Lio Convoy e al suo Branco (The Pack).
TM2 Prowl cerca qualche motivo per non abbandonare le speranze, mentre Wolfang sottolinea i gradi risultati ottenuti sconfiggendo i Predacon e si dichiara pronto a restare sulla Terra a combattere, se questo è il loro destino.
Razorbeast, però, sente che qualcosa di più grande lo attende là fuori, da qualche parte.
Poco lontano, Manterror, Retrax e Snapper dei Predacon stanno preparando un attacco alla base dei Maximal, quando incappano in Grimlock.
Retrax riesce a innescare le mine sotterranee, che sconvolgono la zona dove è stata scavata la base dei Maximal.
Il resto dei Predacon attacca in massa e i Maximal non possono che rispondere in modo analogo.
Ma Razorbeast nota che c’è qualcosa di diverso: questa volta, i Predacon sembrano giocarsi il tutto per tutto, eppure il loro comandante Ravage non è presente.
Razorbeast intuisce l’inganno e scopre che Ravage si è introdotto nella base Maximal, per impadronirsi dei tre facilitatori di crono-fase (chronal phase facilitators) in loro possesso. Ma Ravage mette le mani solo su doppioni olografici creati per ingannarlo e Razorbeast lo scopre.
Tra i due nasce uno scontro che si conclude con la sconfitta di Ravage, grazie all’intervento di Snarl, che con il suo talento di invisibilità riesce a distrarlo nel momento cruciale.
Ravage avrebbe voluto usare un facilitatore per entrare in sintonia temporale con l’altra Guerra delle Bestie, che si è appena conclusa: i Maximal di Optimal Optimus hanno vinto e si apprestano a tornare su Cybertron con una vecchia navetta di emergenza Autobot, con Megatron loro prigioniero.
Magmatron decide di tentare il tutto per tutto, facendo sì che il segnale di transdistorsione inviato dalla squadra di Razorbeast, invece che degradarsi nello spazio, riesca a raggiungere il pianeta Cybertron dell’epoca futura da cui tutti loro provengono.
Qui, il segnale è raccolto dal Branco: Longrack, Break, Mach Kick, Drillnuts e altri ancora. Il loro comandante, Lio Convoy, dà ordine perché venga subito allestito un incrociatore a transdistorsione (transwarp cruiser).
In un altro luogo su Cybertron, dedicato da sempre a morte e sgomento, un tiranno si appresta a raggiungere uno stato semi-divino: è Shokaract.
Magmatron osserva anche lui, che sarà la causa della feroce fine di Cybertron nel futuro, e dichiara che Shokaract, insieme all’Angolmois e a Unicron, forma una vera e propria Trinità del Caos.
Note
A differenza di quanto ipotizzato alla fine di The Gathering #4, il destino di Magmatron non si è riagganciato alle specifiche del suo modellino in Beast Machines.
Tra i guerrieri Predacon della Terra appare anche Manta Ray, un modellino degli Happy Meal di McDonald del 1996.
E’ un effetto dell’accorpamento di tutti i modellini di tutti gli spin off di i esistenti attuato da Ben Yee e Simon Furman per il BW Sourcebook della IDW.
Ravage fa riferimento all’episodio finale della serie animata di Beast Wars, “The Nemesis - Part 2”, della Stagione 3.
Longrack, personaggio che negli spinoff giapponesi di Beast Wars si trasforma in una giraffa, ha una modalità Cybertroniana di veicolo che è quella di Armada Hoist.
Questo modellino, opportunamente ricolorato, fu presentato anche nella linea Cybertron, con il nome di Longrack.
Si può dire che Don Figueroa ha così chiuso il cerchio.
Shokaract è un Repaint del modellino di BW Rampage. Il personaggio era un’esclusiva di BotCon 2000.
Tiranno di un futuro non troppo remoto, aveva ottenuto il potere creando la Matrice della Conquista Decepticon, sfruttando l’Essenza Oscura di Unicron.
L’Angolmois è, nelle negli spinoff giapponesi di Beast Wars, l’essenza stessa di Unicron.
Il nome Trinità del Caos compare già in War Within: The Dark Ages #1, dove è oggetto della Scienza Oscura di Bludgeon e dei suoi accoliti.
Al servizio di Shokaract compaiono tre guerrieri Cybertroniani (per ora senza modalitĂ alternativa di bestia) che fanno ancora una volta parte di una linea degli spinoff giapponesi: Drancron, Elephorca e Rartorarta.
Galleria di copertine e tavole in anteprima.
Osservazioni
E’ difficile non considerare questa miniserie una grande delusione, almeno in questo primo capitolo.
Per dieci anni, i fan di Beast Wars hanno desiderato contro ogni speranza di vedere storie ufficiali incentrate sui numerosi personaggi della linea di giocattoli che, per via dei costi dell’epoca, non avevano avuto l’onore di apparire nella storica e osannata serie animata in CGI.
Con The Gathering, sembrava che questo sogno avesse iniziato a realizzarsi. Con The Ascending, sembra essere morto.
Tutto ciò a causa dell’infelice scelta di voler a tutti i costi tirare in ballo anche la miriade di personaggi degli spinoff giapponesi, contenenti una pletora di inutili Repaint (che confondono ulteriormente le idee) e di robot con modalità veicolari (che negano il concetto di Beast del nome della serie originale).
Possiamo capire le esclusive USA Di BotCon, possiamo quasi capire i modellini degli Happy Meal, ma che senso ha voler fare spazio anche ai numerosissimi (e totalmente oscuri) personaggi giapponesi, in una miniserie che è limitata a soli quattro numeri?
Il risultato, inevitabilmente, è quello di far regredire tutto il cast dei personaggi USA a pura e semplice carta da parati: da Wolfang a Buzzsaw, passando per Torca e Sky Shadow, tutto ciò che ci resta è un branco di soldati anonimi che combattono battaglie già dimenticate.
Ciò rende particolarmente impietosi e aspri anche i giudizi sulla trama: ci troviamo infatti davanti, ancora una volta, a un avversario quasi-mistico, che sta per assurgere a un livello divino (come il Leige Maximo della G2, insomma).
Non possiamo non cadere nella tentazione di puntare il dito contro il consulente di questa serie, Ben Yee: un vero appassionato, dotato di cultura enciclopedica e sterminata nell’ambito Transformer, ma davvero incapace di frenare l’entusiasmo per mantenere l’obiettività e la sobrietà che il ruolo di autore professionista di fumetti richiederebbe.
In tutto ciò, non mancano comunque momenti molto gradevoli, guarda caso tutti ambientati sulla Terra e molto vicini allo spirito delle Beast Wars originali: la conversazione tra Prowl, Wolfang e Razorbeast; lo scambio di salaci battute tra Manterror e Retrax, lo scontro tra Razorbeast e Ravage. Tutti elementi che avrebbero potuto servire da base per sviluppare un’altra Guerra delle Bestie esclusivamente terrestre e che, invece, ancora una volta, ci spingono a desiderare ciò che non avremo mai. Proprio come facciamo da più di dieci anni.
Ha collaborato Jazzluca

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








