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Iscritto il: 21/06/2004
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War Within - The Dark Ages #6
Pubblicato dalla casa editrice Dreamwave nel Marzo 2004
Storia: Simon Furman
Arte: Andy Wildman
Chine: Erik Sander & Rob Armstrong
Colori: Alan Wang
Copertina di Don Figueroa
Sinossi
Nello stato di Protihex, Shockwave ha finalmente raggiunto il Trio della Scienza Oscura (Bludgeon, Mindwipe e Bugly) e li attacca alla guida di un nutrito gruppo di guerrieri (tra cui Shrapnel, Kickback, Bombshell, Trypticon, Soundwave, Ravage).
Shockwave ha compreso che è Bludgeon la mente del gruppo, ma ancora non sa che il terzetto è più potente che mai, grazie all'aumento di poteri concesso loro dal Caduto.
Non sa neanche cos'è che i tre stiano difendendo con tanto accanimento: si tratta dell'ingresso alla Fonte di Tutte le Scintille, un luogo sotterraneo dove il loro capo, il Caduto, sta portando avanti il rito dello Scioglimento.
Usando i potenziali genetici unici delle Scintille di Grimlock, Hot Spot, Jetfire e Blitzwing, il Caduto intende infrangere il Sigillo di Primus.
Il Caduto a notare che la sua liberazione dalla prigione interdimensionale è avvenuta proprio quando i Transformer (in particolare Megatron) si sono messi a pasticciare con l'iperspazio.
Jetfire e Grimlock sono coscienti, ma non comprendono nulla delle sue criptiche parole.
In compenso, Jetfire intuisce che sta per accadere qualcosa di catastrofico, ma di natura è troppo metafisica perché uno scienziato come lui l'accetti.
Tenta quindi di liberarsi dalle morse ricorrendo all'alta tecnologia, ma è Grimlock a riuscirci, usando semplicemente la forza bruta (cosa che, secondo la teoria di Jetfire, non sarebbe stata sufficiente).
Nei cieli, Swoop filma la battaglia e la ritrasmette agli Autobot di Prowl.
Alla ricerca del motivo del conflitto, Bumblebee rileva le incredibili energie celate nel sottosuolo.
In superficie anche le forze della Lightning Strike Coalition e degli Autobot cominciano a convergere a Protihex, ma Shockwave e i suoi hanno già sconfitto Bugly e Mindwipe.
Bludgeon è fuggito nei sotterranei, ma Shockwave gli ha mandato appresso Skywarp, che, teleportandosi, lo precede e lo neutralizza.
La temporanea alleanza di Autobot e Decepticon entra quindi nei sotterranei.
Grimlock, ormai libero, vorrebbe fare a modo suo e usare la forza contro il Caduto.
Jetfire però lo dissuade e Grimlock, vincendo la sfiducia e l'odio che prova per Jetfire, decide finalmente di fidarsi di lui.
Grimlock se ne va, portando con sé i corpi di Hot Spot e di Blitzwing.
L'alleanza Autobot/Decepticon si trova la via sbarrata da un portale impenetrabile, su cui compaiono scritte indecifrabili (che secondo Swoop significano "non disturbare").
Trypticon abbatte il portale, ma dall'altra parte il Caduto dichiara che ormai è troppo tardi: lo Scioglimento è compiuto e il Sigillo si è aperto.
Jetfire, rimasto sul posto, si è collegato con l'Autobase, da dove Bumblebee riesce a generare intorno all'apertura della Fonte un campo di contenimento temporaneo.
Le energie che emergono dalla Fonte vengono così bloccate.
Il Caduto, convinto che il campo debba bloccare lui, si avventa su Jetfire, ma è troppo tardi: dal Sigillo infranto emerge una mano di luce, il cui glorioso dito indica il Caduto stesso. Questi esplode in una vampata di energia e viene poi risucchiato nella Fonte.
Il Sigillo si richiude spontaneamente, riportando tutto alla normalità.
L'alleanza Autobot/Decepticon giunge finalmente sul posto.
Di comune accordo, Shockave e Jetfire decidono di far sigillare in modo totale quella zona, per evitare che qualcun altro giochi con le terribili energie che contiene. Il Sigillo dovrà essere aperto solo quando tutti i Cybertroniani saranno uniti.
Grimlock si scusa a modo suo con Jetfire, che avverte qualcosa di terribile che si addensa all'orizzonte.
Note
Non viene detto esplicitamente, ma ormai è chiaro e noto a tutti: il Caduto, uno dei primi Tredici Transformer creati da Primus, è un traditore passato al servizio di Unicron (e per questo, nel remoto passato, era stato esiliato in una prigione interdimensionale).
Il suo scopo è infrangere il Sigillo di Primus, che si è nascosto negli abissi di Cybertron, e svelarne così la posizione a Unicron.
Il piano del Caduto richiama gli eventi dell'albo G1 Marvel US 61, dove il risveglio accidentale di Primus attira l'attenzione di Unicron.
A pagina 12, l'estremità del fucile di Soundwave è blue.
A pagina 13, Slag prende a pugni un personaggio che dovrebbe essere uno Shrapnel colorato erratamente.
La presenza di Trypticon non può non ricordare una situazione simile vista negli albi G1 Marvel Uk #164-169 (la saga de "La città della paura!”).
C'è anche una citazione esplicita: quando, la strada è bloccata da un portale che resiste al fuoco di tutti i Transformer, solo Trypticon può risolvere l'empasse.
Trypticon è molto più piccolo di quanto fosse negli albi precedenti.
Lo schema cromatico di Hot Spot è sbagliato. Le mani di Blitzwing sono bianche.
Jetfire menziona una specie di incidente con una cerebrocapsula, che è alla base dell'ostilità di Grimlock nei suoi confronti.
Lo stesso incidente potrebbe essere la causa dei problemi grammaticali di Grimlock.
Per concludere una frase di Jetfire, Shockwave dichiara "Till All Are One", riprendendo il motto nato con The Animated Movie del 1986 e riallacciandolo alla leggenda conseguente intessuta in G1 Marvel US, che prevede che l'unità dei Transformer sarà sufficiente per sconfiggere Unicron.
E in effetti è questa stessa situazione, ottenuta da Jetfire e Shockwave (l'alleanza tra Autobot e Decepticon), a porre un freno alla minaccia del Caduto.
Nello sfondo della vignetta finale, mentre Jetfire parla di una minaccia incombente, è visibile la piccola sagoma della forma planetaria di Unicron.
L’albo consiste di 23 tavole: una in più delle solite 22.
Le vicende del Caduto non si sarebbero interrotte qui, se la Dreamwave avesse retto ancora qualche mese, prima della bancarotta: nel 2010, Simon Furman ha infatti rivelato i suoi piani per riportare il Caduto in azione nel presente, con la trama del mai pubblicato G1 #14: The Enemy Within.
Un finale tra le righe
Sembra insolito che Shockwave sia stato così accondiscendente da accettare di sigillare il Pozzo senza neanche sapere cosa vi sia accaduto davvero.
E non si capisce in che modo Jetfire abbia intuito così tante cose e sia riuscito a prendere le decisioni giuste senza avere tutti gli elementi necessari.
Questi due elementi, presi singolarmente, farebbero subito pensare a un escamotage di Simon Furman per concludere la storia senza tirarla troppo per le lunghe.
Forse basterebbero le loro esperienze soprannaturali col Caduto, negli episodi precedenti, a giustificare ogni cosa. Ma non è tutto.
Ci sono anche la frase di Shockwave e Jetfire, "Till All Are One", e il comportamento di Grimlock (che incredibilmente salva anche Blitzwing, un nemico) a non quadrare.
Due elementi a tutti gli effetti inutili per concludere la storia in fretta e furia, ma che l’autore ha voluto inserire. Perché?
Forse perché sono la chiave per spiegare tutto: Grimlock si comporta in modo migliore di quanto gli accada di solito, in modo quasi idealizzato, mentre Shockwave cita nientemeno che il più grande degli ideali dei Transformer, e cioè riunificare la loro intera specie.
In altre parole, questi due Transformer sono molto più vicini che mai ad essere ciò che il loro creatore aveva in mente quando diede loro la vita.
E dove accade questo cambiamento in meglio?
Guarda caso, a due passi dall'accesso al luogo dove dorme Primus. e dove, quindi, la sua influenza latente è infinitamente più forte che in tutto il resto del pianeta.
E, d'altra parte, è proprio Primus ad annientare il Caduto, alla fine.
E’ quindi certo che Simon Furman abbia giocato su una serie di elementi che ha saputo mantenere abilmente impliciti: i fan più documentati avranno riconosciuto la mano di Primus in tutto ciò che è accaduto alla fine, mentre i novizi saranno rimasti un po' spiazzati.
Osservazioni
Un'ottima conclusione, che richiede di essere riletta più volte, per essere compresa e apprezzata pienamente. Come abbiamo già ripetuto fino alla nausea, la qualità dei lavori di Simon Furman è superiore a quella di molti altri proprio per via della presenza di molteplici livelli di lettura, degni di una fantascienza veramente adulta.
La raffinatezza di quest'opera sta soprattutto nel sapiente uso sottinteso degli elementi della mitologia classica, che riescono paradossalmente a essere pienamente presenti pur senza venire nominati direttamente.
La questione Unicron/Primus, che è alla radice di ogni cosa, è impiegata in modo elegantemente prudente, con cose che restano non viste e non menzionate. Il pregio maggiore di questa gestione consiste nel fatto che il lettore non riceve il trattamento sguaiato riservato al pubblico adolescenziale (in altre parole, non gli vengono sbattuti brutalmente in faccia indizi grossolani del tipo "indovina cosa accadrà della prossima miniserie!"), ma viene invece coinvolto attivamente nel processo di costruzione della storia e comprensione degli eventi. Il lettore deve, in sostanza, usare il proprio intelletto.
L’uso di concetti impliciti serve anche per intensificare e potenziare l’atmosfera mistica e metafisica dell’intera faccenda, mescolandosi con le elaborate reazioni dei personaggi, che scivolano dagli abituali reami della razionalità a quelli più indefiniti dell’intuito e dell’istinto.
In questo capitolo finale, siamo più lontani che mai dai lavori grossolani e ingenui di autori che credono che caratterizzare un Transformer significhi fargli recitare brani dei suo profilo o incollargli addosso le caratteristiche più appariscenti della vecchia serie animata.
A questa costante ricerca affannosa di una realtà irraggiungibile, celata oltre un velo che si percepisce senza poterlo spezzare, si unisce un ritmo narrativo incalzante e vivace, che mescola con grande efficacia scene di azione e momenti di indagine cognitiva.
La caratterizzazione mantiene la solidità abituale e, come da marchio di fabbrica di Simon Furman, utilizza queste fondamenta per dirigersi verso terreni inesplorati: molti dei cosiddetti personaggi secondari realizzano in poche battute il loro potenziale, che attendeva inespresso da anni.
Jetfire, Grimlock, Shockwave, Swoop sono i quattro esempi più eclatanti di questa saga (ma non sono certo gli unici): con la scomparsa dei capi storici delle due fazioni, il loro potenziale esplode e, di conseguenza, la saga dei Transformer diventa complessa, ramificata, epica e fascinosa come raramente lo è stata. Idee ingenue come quella che gli Autobot o i Decepticon, privati di Optimus o Megatron, diventino totalmente inetti, come un gruppo di infanti senza la guida di un adulto, vengono definitivamente lasciate alle spalle e consegnate alla storia delle produzioni più naif e bambinesche dell’universo dei Transformer.
Su questa stessa nota, anche un’ulteriore trappola, da molti paventata, viene accortamente evitata: la vicenda infatti NON si conclude con il trionfale (e spaventosamente scontato) ritorno di Optimus Prime e Megatron a salvare capra e cavoli. Applicando la più banale delle logiche narrative, Simon Furman tratta TUTTI i Transformer come personaggi adulti e maturi, perfettamente capaci di badare a loro stessi.
La stessa visione dei Transformer (se possibile anche più sfaccettata) viene poi riproposta da Simon Furman anche nei principali cicli da lui scritti per la IDW; in particolare, nella saga Revelation e nella sua conclusione (Spotlight: Sideswipe).
La colorazione più luminosa di Alan Wang e l'arte nuovamente consistente di Andy Wildman restituiscono vigore alla componente grafica, cambiando però anche l'atmosfera cupa che era stata una costante dei cinque capitoli precedenti: a posteriori, si può pensare che questo mutamento simboleggi la conclusione dei Secoli Bui con l'intervento illuminante di Primus.
In definitiva: una serie superba.
Fonti: TfArchive.com - TfWiki.net.
Storia: Simon Furman
Arte: Andy Wildman
Chine: Erik Sander & Rob Armstrong
Colori: Alan Wang
Copertina di Don Figueroa
Sinossi
Nello stato di Protihex, Shockwave ha finalmente raggiunto il Trio della Scienza Oscura (Bludgeon, Mindwipe e Bugly) e li attacca alla guida di un nutrito gruppo di guerrieri (tra cui Shrapnel, Kickback, Bombshell, Trypticon, Soundwave, Ravage).
Shockwave ha compreso che è Bludgeon la mente del gruppo, ma ancora non sa che il terzetto è più potente che mai, grazie all'aumento di poteri concesso loro dal Caduto.
Non sa neanche cos'è che i tre stiano difendendo con tanto accanimento: si tratta dell'ingresso alla Fonte di Tutte le Scintille, un luogo sotterraneo dove il loro capo, il Caduto, sta portando avanti il rito dello Scioglimento.
Usando i potenziali genetici unici delle Scintille di Grimlock, Hot Spot, Jetfire e Blitzwing, il Caduto intende infrangere il Sigillo di Primus.
Il Caduto a notare che la sua liberazione dalla prigione interdimensionale è avvenuta proprio quando i Transformer (in particolare Megatron) si sono messi a pasticciare con l'iperspazio.
Jetfire e Grimlock sono coscienti, ma non comprendono nulla delle sue criptiche parole.
In compenso, Jetfire intuisce che sta per accadere qualcosa di catastrofico, ma di natura è troppo metafisica perché uno scienziato come lui l'accetti.
Tenta quindi di liberarsi dalle morse ricorrendo all'alta tecnologia, ma è Grimlock a riuscirci, usando semplicemente la forza bruta (cosa che, secondo la teoria di Jetfire, non sarebbe stata sufficiente).
Nei cieli, Swoop filma la battaglia e la ritrasmette agli Autobot di Prowl.
Alla ricerca del motivo del conflitto, Bumblebee rileva le incredibili energie celate nel sottosuolo.
In superficie anche le forze della Lightning Strike Coalition e degli Autobot cominciano a convergere a Protihex, ma Shockwave e i suoi hanno già sconfitto Bugly e Mindwipe.
Bludgeon è fuggito nei sotterranei, ma Shockwave gli ha mandato appresso Skywarp, che, teleportandosi, lo precede e lo neutralizza.
La temporanea alleanza di Autobot e Decepticon entra quindi nei sotterranei.
Grimlock, ormai libero, vorrebbe fare a modo suo e usare la forza contro il Caduto.
Jetfire però lo dissuade e Grimlock, vincendo la sfiducia e l'odio che prova per Jetfire, decide finalmente di fidarsi di lui.
Grimlock se ne va, portando con sé i corpi di Hot Spot e di Blitzwing.
L'alleanza Autobot/Decepticon si trova la via sbarrata da un portale impenetrabile, su cui compaiono scritte indecifrabili (che secondo Swoop significano "non disturbare").
Trypticon abbatte il portale, ma dall'altra parte il Caduto dichiara che ormai è troppo tardi: lo Scioglimento è compiuto e il Sigillo si è aperto.
Jetfire, rimasto sul posto, si è collegato con l'Autobase, da dove Bumblebee riesce a generare intorno all'apertura della Fonte un campo di contenimento temporaneo.
Le energie che emergono dalla Fonte vengono così bloccate.
Il Caduto, convinto che il campo debba bloccare lui, si avventa su Jetfire, ma è troppo tardi: dal Sigillo infranto emerge una mano di luce, il cui glorioso dito indica il Caduto stesso. Questi esplode in una vampata di energia e viene poi risucchiato nella Fonte.
Il Sigillo si richiude spontaneamente, riportando tutto alla normalità.
L'alleanza Autobot/Decepticon giunge finalmente sul posto.
Di comune accordo, Shockave e Jetfire decidono di far sigillare in modo totale quella zona, per evitare che qualcun altro giochi con le terribili energie che contiene. Il Sigillo dovrà essere aperto solo quando tutti i Cybertroniani saranno uniti.
Grimlock si scusa a modo suo con Jetfire, che avverte qualcosa di terribile che si addensa all'orizzonte.
Note
Non viene detto esplicitamente, ma ormai è chiaro e noto a tutti: il Caduto, uno dei primi Tredici Transformer creati da Primus, è un traditore passato al servizio di Unicron (e per questo, nel remoto passato, era stato esiliato in una prigione interdimensionale).
Il suo scopo è infrangere il Sigillo di Primus, che si è nascosto negli abissi di Cybertron, e svelarne così la posizione a Unicron.
Il piano del Caduto richiama gli eventi dell'albo G1 Marvel US 61, dove il risveglio accidentale di Primus attira l'attenzione di Unicron.
A pagina 12, l'estremità del fucile di Soundwave è blue.
A pagina 13, Slag prende a pugni un personaggio che dovrebbe essere uno Shrapnel colorato erratamente.
La presenza di Trypticon non può non ricordare una situazione simile vista negli albi G1 Marvel Uk #164-169 (la saga de "La città della paura!”).
C'è anche una citazione esplicita: quando, la strada è bloccata da un portale che resiste al fuoco di tutti i Transformer, solo Trypticon può risolvere l'empasse.
Trypticon è molto più piccolo di quanto fosse negli albi precedenti.
Lo schema cromatico di Hot Spot è sbagliato. Le mani di Blitzwing sono bianche.
Jetfire menziona una specie di incidente con una cerebrocapsula, che è alla base dell'ostilità di Grimlock nei suoi confronti.
Lo stesso incidente potrebbe essere la causa dei problemi grammaticali di Grimlock.
Per concludere una frase di Jetfire, Shockwave dichiara "Till All Are One", riprendendo il motto nato con The Animated Movie del 1986 e riallacciandolo alla leggenda conseguente intessuta in G1 Marvel US, che prevede che l'unità dei Transformer sarà sufficiente per sconfiggere Unicron.
E in effetti è questa stessa situazione, ottenuta da Jetfire e Shockwave (l'alleanza tra Autobot e Decepticon), a porre un freno alla minaccia del Caduto.
Nello sfondo della vignetta finale, mentre Jetfire parla di una minaccia incombente, è visibile la piccola sagoma della forma planetaria di Unicron.
L’albo consiste di 23 tavole: una in più delle solite 22.
Le vicende del Caduto non si sarebbero interrotte qui, se la Dreamwave avesse retto ancora qualche mese, prima della bancarotta: nel 2010, Simon Furman ha infatti rivelato i suoi piani per riportare il Caduto in azione nel presente, con la trama del mai pubblicato G1 #14: The Enemy Within.
Un finale tra le righe
Sembra insolito che Shockwave sia stato così accondiscendente da accettare di sigillare il Pozzo senza neanche sapere cosa vi sia accaduto davvero.
E non si capisce in che modo Jetfire abbia intuito così tante cose e sia riuscito a prendere le decisioni giuste senza avere tutti gli elementi necessari.
Questi due elementi, presi singolarmente, farebbero subito pensare a un escamotage di Simon Furman per concludere la storia senza tirarla troppo per le lunghe.
Forse basterebbero le loro esperienze soprannaturali col Caduto, negli episodi precedenti, a giustificare ogni cosa. Ma non è tutto.
Ci sono anche la frase di Shockwave e Jetfire, "Till All Are One", e il comportamento di Grimlock (che incredibilmente salva anche Blitzwing, un nemico) a non quadrare.
Due elementi a tutti gli effetti inutili per concludere la storia in fretta e furia, ma che l’autore ha voluto inserire. Perché?
Forse perché sono la chiave per spiegare tutto: Grimlock si comporta in modo migliore di quanto gli accada di solito, in modo quasi idealizzato, mentre Shockwave cita nientemeno che il più grande degli ideali dei Transformer, e cioè riunificare la loro intera specie.
In altre parole, questi due Transformer sono molto più vicini che mai ad essere ciò che il loro creatore aveva in mente quando diede loro la vita.
E dove accade questo cambiamento in meglio?
Guarda caso, a due passi dall'accesso al luogo dove dorme Primus. e dove, quindi, la sua influenza latente è infinitamente più forte che in tutto il resto del pianeta.
E, d'altra parte, è proprio Primus ad annientare il Caduto, alla fine.
E’ quindi certo che Simon Furman abbia giocato su una serie di elementi che ha saputo mantenere abilmente impliciti: i fan più documentati avranno riconosciuto la mano di Primus in tutto ciò che è accaduto alla fine, mentre i novizi saranno rimasti un po' spiazzati.
Osservazioni
Un'ottima conclusione, che richiede di essere riletta più volte, per essere compresa e apprezzata pienamente. Come abbiamo già ripetuto fino alla nausea, la qualità dei lavori di Simon Furman è superiore a quella di molti altri proprio per via della presenza di molteplici livelli di lettura, degni di una fantascienza veramente adulta.
La raffinatezza di quest'opera sta soprattutto nel sapiente uso sottinteso degli elementi della mitologia classica, che riescono paradossalmente a essere pienamente presenti pur senza venire nominati direttamente.
La questione Unicron/Primus, che è alla radice di ogni cosa, è impiegata in modo elegantemente prudente, con cose che restano non viste e non menzionate. Il pregio maggiore di questa gestione consiste nel fatto che il lettore non riceve il trattamento sguaiato riservato al pubblico adolescenziale (in altre parole, non gli vengono sbattuti brutalmente in faccia indizi grossolani del tipo "indovina cosa accadrà della prossima miniserie!"), ma viene invece coinvolto attivamente nel processo di costruzione della storia e comprensione degli eventi. Il lettore deve, in sostanza, usare il proprio intelletto.
L’uso di concetti impliciti serve anche per intensificare e potenziare l’atmosfera mistica e metafisica dell’intera faccenda, mescolandosi con le elaborate reazioni dei personaggi, che scivolano dagli abituali reami della razionalità a quelli più indefiniti dell’intuito e dell’istinto.
In questo capitolo finale, siamo più lontani che mai dai lavori grossolani e ingenui di autori che credono che caratterizzare un Transformer significhi fargli recitare brani dei suo profilo o incollargli addosso le caratteristiche più appariscenti della vecchia serie animata.
A questa costante ricerca affannosa di una realtà irraggiungibile, celata oltre un velo che si percepisce senza poterlo spezzare, si unisce un ritmo narrativo incalzante e vivace, che mescola con grande efficacia scene di azione e momenti di indagine cognitiva.
La caratterizzazione mantiene la solidità abituale e, come da marchio di fabbrica di Simon Furman, utilizza queste fondamenta per dirigersi verso terreni inesplorati: molti dei cosiddetti personaggi secondari realizzano in poche battute il loro potenziale, che attendeva inespresso da anni.
Jetfire, Grimlock, Shockwave, Swoop sono i quattro esempi più eclatanti di questa saga (ma non sono certo gli unici): con la scomparsa dei capi storici delle due fazioni, il loro potenziale esplode e, di conseguenza, la saga dei Transformer diventa complessa, ramificata, epica e fascinosa come raramente lo è stata. Idee ingenue come quella che gli Autobot o i Decepticon, privati di Optimus o Megatron, diventino totalmente inetti, come un gruppo di infanti senza la guida di un adulto, vengono definitivamente lasciate alle spalle e consegnate alla storia delle produzioni più naif e bambinesche dell’universo dei Transformer.
Su questa stessa nota, anche un’ulteriore trappola, da molti paventata, viene accortamente evitata: la vicenda infatti NON si conclude con il trionfale (e spaventosamente scontato) ritorno di Optimus Prime e Megatron a salvare capra e cavoli. Applicando la più banale delle logiche narrative, Simon Furman tratta TUTTI i Transformer come personaggi adulti e maturi, perfettamente capaci di badare a loro stessi.
La stessa visione dei Transformer (se possibile anche più sfaccettata) viene poi riproposta da Simon Furman anche nei principali cicli da lui scritti per la IDW; in particolare, nella saga Revelation e nella sua conclusione (Spotlight: Sideswipe).
La colorazione più luminosa di Alan Wang e l'arte nuovamente consistente di Andy Wildman restituiscono vigore alla componente grafica, cambiando però anche l'atmosfera cupa che era stata una costante dei cinque capitoli precedenti: a posteriori, si può pensare che questo mutamento simboleggi la conclusione dei Secoli Bui con l'intervento illuminante di Primus.
In definitiva: una serie superba.
Fonti: TfArchive.com - TfWiki.net.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








