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Iscritto il: 21/06/2004
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War Within - The Dark Ages #3
Pubblicato dalla casa editrice Dreamwave nel Dicembre 2003
Storia: Simon Furman
Arte: Andy Wildman
Chine: Erik Sander
Colori: Espen Grundetjern, Ramil Sunga & Rob Ruffolo
Copertina di Don Figueroa
Sinossi
Alle Alture Tagan, nel quadrante industriale, Defensor e Devastator stanno combattendo e distruggendo acri e acri di impianti industriali.
Ratbat affronta Springer, capo dei Wrecker, che gli rinfaccia la violazione dell'accordo sui Combiner; Ratbat ribatte che i Wrecker sono i primi a interpretare regolamenti e leggi a proprio piacere e lo scontro prosegue tra pugni e accuse.
Fra le altre cose, Springer fa notare che le Alture Tagan sono una vera e propria polveriera, con un potenziale tale che, se esplodessero, potrebbero scaraventare Cybertron fuori dall'orbita.
Sotto le rovine del Foro della Virtù di Iacon, nell'Autobase, Jetfire sospetta che gli scontri tra le varie fazioni siano stati alimentati ad arte, ma nessuno degli Autobot presenti (Trailbreaker e Bluestreak) gli dà minimamente ascolto.
Lo stesso freddo trattamento gli viene riservato quando cerca di scoprire dove siano finiti Prowl e il suo gruppo.
Quando scopre che Prowl è andato a indagare sulla nuova base mobile Decepticon, Jetfire, che aveva fatto rapporto sul prototipo di questa base, si chiede perché non ne sia stato informato.
Nelle Regioni di Confine, il gruppo di Prowl (Jazz, Sideswipe, Skids, Cliffjumper e Gears) attraversa le località di Predigeon Arch, Tygun Span e Nova Cromium.
In queste zone devastate dalla guerra non c'è più niente e nessuno: solo la desolazione accompagna gli Autobot, che, nella zona detta Pretorius Dwarf, finalmente trova ciò che cercava.
Sotto le loro ruote, infatti, il terreno comincia a tremare e a muoversi, capovolgendoli tutti.
E infine, la base mobile Decepticon, Trypticon, incombe sopra di loro in modalità di bestia, felice di avere dei volontari per fare un po' di esercizio.
Alle Alture Tagan, lo scontro tra Devastator e Defensor minaccia sempre più la stabilità ella zona.
Il resto dei Wrecker, separato da Springer e ora bloccato da incendi ed esplosioni, non può che battere in ritirata andando verso il basso: trasformatosi in trivella, Twin Twist scava un tunnel nel terreno e i compagni lo seguono.
All'Autobase, Jetfire, rimasto solo, esamina i dati sui vari scontri, appena raccolti: intuisce qualcosa che sta alla base di tutto, ma capisce anche di non potercela fare da solo.
E conclude di dover collaborare con un'intelligenza adeguata, che fornisca un diverso punto di vista.
Contatta quindi Shockwave dei Decepticon e, dopo aver faticato non poco per convincerlo, gli dà appuntamento entro 5 Breem nelle Regioni Neutrali.
Springer riesce a far ragionare Devastator, ma questi abbassa la guardia e Devastator lo abbatte, facendolo scomporre nei Protectobot.
Devastator attacca Springer, ma i Protectobot eseguono un'azione combinata di squadra perfettamente coordinata (e più efficace della forza bruta di Defensor), collegando una gamba di Devastator a un generatore elettrico.
L'energia sovraccarica le interconnessioni di Devastator e il Gestalt attiva un protocollo di separazione, che fa cadere a terra privi di sensi i sei Constructicon.
Anche Springer, ancora in mano al Gestalt, subisce la scossa, ma First Aid è pronto a prestargli assistenza medica e a scusarsi per il metodo brutale adottato.
Devastator è stato fermato, gli Ultracon si sono ritirati e i Protectobot hanno scoperto un limite di Defensor. Ma questo è solo all'inizio.
Nella base della Lighting Strike Coalition, Grimlock intercetta parte della comunicazione tra Jetfire e Shockwave e scopre così il loro accordo.
Note
Gli Autobot sono ostili a Jetfire, per motivi che saranno spiegati in Dark Ages #4.
Sebbene sembri un elemento inedito, si tratta invece di un altro approfondimento di un elemento classico: già nell'albo G1 Marvel UK #49, Ironhide dichiarava di non fidarsi di Jetfire, che era tecnicamente un ex Decepticon.
Lo scambio di battute con Shockwave a fine episodio indica che, anche in The War Within, Jetfire ha militato per qualche tempo dei Decepticon.
L'accenno al prototipo di base mobile Decepticon serve per spiegare la comparsa di Trypticon nella prima miniserie di The War Within.
Springer accenna alla possibilità che l’esplosione delle Alture Tagan possa generare una forza sufficiente per scagliare Cybertron fuori dalla sua stessa orbita. In questo nuovo universo narrativo si tratta solo di un’ipotesi, ma nella realtà originale la guerra civile condusse davvero Cybertron a subire questo destino.
Torna un elemento ricorrente di questa miniserie, e che Simon Furman ha poi sviluppato anche nell'universo Transformer della IDW (Revelation).
Gli Autobot, pur ritrovandosi senza la figura di capo assoluto che è Optimus Prime, sono un esercito strutturato e dotato di altre figure capaci di assumere il ruolo del comando: qui vediamo Springer, Jetfire, Grimlock e Hot Spot. In Revelation, abbiamo Ultra Magnus e Jetfire, ma anche Springer e Fortress Maximus fanno valere il loro peso.
E' un ulteriore tocco di realismo e profondità, che differenza queste produzioni a fumetti dagli ingenui prodotti animati originali.
Il Trypticon di Dark Ages non è ripreso da quello ottuso e comico della serie animata G1, ma dalla versione decisamente più sveglia delineata nei fumetti Marvel e nel suo Profilo originale.
Più scaltro e abile, è dotato della giusta dose di arroganza e sarcasmo che una creatura così grande e potente dovrebbe sfoggiare nei confronti di esseri "inferiori".
Il rapporto di non belligeranza tra Jetfire e Shockwave richiama vagamente un elemento della serie animata G1, dove Jetfire un tempo era amico di Starscream e per un po' è stato anche un Decepticon, prima di aprire gli occhi e passare agli Autobot ("Fire In The Sky").
Nei già citati fumetti Marvel, invece, a situazione è diversa: Jetfire nasce come corpo Decepticon, ma quando riceve la vita dalla Matrice è già un Autobot e non sembra aver fatto nessuna libera scelta per la fazione cui appartenere.
In appendice a questo albo, la pagina di anteprima di Dark Ages #4 preannuncia che per Grimlock la comunicazione tra Jetfire e Shockwave basta per confermare i suoi sospetti: Jetfire è un traditore e va eliminato.
Osservazioni
Anche in un capitolo pesantemente concentrato sull’azione come questo, Simon Furman trova sempre e comunque lo spazio per inserire in ogni scena almeno due diversi livelli di lettura. Il quadro generale della storia di Cybertron ne risulta quindi grandemente arricchito, sotto numerosi aspetti.
Il conflitto tra gli Ultracon e i Wrecker rivela che, anche nella guerra totale in cui è sprofondato il pianeta, esistono accordi tra le fazioni che hanno lo scopo di evitare che il conflitto sfugga al controllo. Questo concetto, che sarà in seguito recuperato per dare vita alla brillante versione di Ultra Magnus della IDW (Spotlight: Ultra Magnus), è tanto semplice quanto logico, per una specie razionale e antica come quella dei Transformer, con caratteristiche di base così diverse da quelle della specie umana. E’ anche un utile elemento narrativo per spiegare retroattivamente come il Cybertron della G1 sia potuto sopravvivere a quattro milioni di anni di guerra senza sosta.
Infine, esso è esemplare nel rivelare il vero talento di uno scrittore: invece che ripiegare su facili scappatoie da dilettanti (come trasformare i Cybertroniani in brutte copie di militari umani, forzando su di essi la psicologia umana), Furman sviluppa invece in maniera consequenziale le premesse di base della civiltà Cybertroniana (popolazione ridotta, durata della vita misurabile in milioni di anni, vastissime conoscenze scientifiche e tecnologiche) e, nel pieno rispetto della tradizione fantascientifica adulta, delinea una società e una guerra con regole e dinamiche ben diverse da quelle della Terra (ma non per questo meno realistiche).
Lo scontro tra i Combiner, più che nella violenza della battaglia stessa, brilla per l’analisi della storia e degli effetti collaterali di questa nuova tecnologia bellica. Furman sceglie saggiamente di non narrare la genesi dei Gestalt, evitando la ripetizione di situazioni e vicende già narrate negli universi G1 classici, e porta invece i riflettori sugli sviluppi della loro introduzione nella guerra (una situazione diversa si avrà nell’universo IDW, dove il concetto di Combiner ha un’origine e uno sviluppo tragicamente diverso, come si vedrà in Spotlight: Optimus Prime). In parallelo, i dialoghi forniscono anche informazioni sugli eventi intercorsi tra la fine della prima miniserie e l’inizio della seconda, aggiungendo così un terzo livello di lettura a queste scene.
La sottotrama di Jetfire è quella più ambiziosa, data la complessità di sfumature che essa aggiunge alla visione globale della saga: Jetfire si affianca infatti a Grimlock nella lista dei Cybertroniani che avevano inizialmente aderito all’ideologia Decepticon, per poi respingerla e scegliere l’alleanza Autobot; come se non bastasse, tra questi personaggi con caratterizzazione “grigia” (che si allontana dall’ingenua visione in bianco e nero di buoni e cattivi) trova incredibilmente spazio persino Shockwave, la cui fedeltà alla logica trascende qualsiasi alleanza. In questo ultimo elemento, che separa idealmente Shockwave dal resto dei Decepticon, si trova probabilmente il seme da cui germinerà la versione IDW il personaggio (Spotlight: Shockwave).
Nel complesso intreccio della storia trova spazio anche una certa ironia (che ha ampiamente irritato i fan più prosaici): l’idea che Devastator abbia una certa presa su una gamba che consenta ai Protectobot di fulminarlo, infatti, ci riporta ai tempi G1 Marvel UK in cui Galvatron, giungendo quasi a infrangere il “quarto muro”, derideva il concetto stesso alla base dei Seacon e dei Piranacon.
L’arte di Andrew Wildman continua a dare prestazioni oscillanti: i primi piani e le espressioni facciali sono ottimi quanto invece risultano poco convincenti e povere di dettaglio le inquadrature più panoramiche.
Fonti: TfArchive.com - TfWiki.net.
Storia: Simon Furman
Arte: Andy Wildman
Chine: Erik Sander
Colori: Espen Grundetjern, Ramil Sunga & Rob Ruffolo
Copertina di Don Figueroa
Sinossi
Alle Alture Tagan, nel quadrante industriale, Defensor e Devastator stanno combattendo e distruggendo acri e acri di impianti industriali.
Ratbat affronta Springer, capo dei Wrecker, che gli rinfaccia la violazione dell'accordo sui Combiner; Ratbat ribatte che i Wrecker sono i primi a interpretare regolamenti e leggi a proprio piacere e lo scontro prosegue tra pugni e accuse.
Fra le altre cose, Springer fa notare che le Alture Tagan sono una vera e propria polveriera, con un potenziale tale che, se esplodessero, potrebbero scaraventare Cybertron fuori dall'orbita.
Sotto le rovine del Foro della Virtù di Iacon, nell'Autobase, Jetfire sospetta che gli scontri tra le varie fazioni siano stati alimentati ad arte, ma nessuno degli Autobot presenti (Trailbreaker e Bluestreak) gli dà minimamente ascolto.
Lo stesso freddo trattamento gli viene riservato quando cerca di scoprire dove siano finiti Prowl e il suo gruppo.
Quando scopre che Prowl è andato a indagare sulla nuova base mobile Decepticon, Jetfire, che aveva fatto rapporto sul prototipo di questa base, si chiede perché non ne sia stato informato.
Nelle Regioni di Confine, il gruppo di Prowl (Jazz, Sideswipe, Skids, Cliffjumper e Gears) attraversa le località di Predigeon Arch, Tygun Span e Nova Cromium.
In queste zone devastate dalla guerra non c'è più niente e nessuno: solo la desolazione accompagna gli Autobot, che, nella zona detta Pretorius Dwarf, finalmente trova ciò che cercava.
Sotto le loro ruote, infatti, il terreno comincia a tremare e a muoversi, capovolgendoli tutti.
E infine, la base mobile Decepticon, Trypticon, incombe sopra di loro in modalità di bestia, felice di avere dei volontari per fare un po' di esercizio.
Alle Alture Tagan, lo scontro tra Devastator e Defensor minaccia sempre più la stabilità ella zona.
Il resto dei Wrecker, separato da Springer e ora bloccato da incendi ed esplosioni, non può che battere in ritirata andando verso il basso: trasformatosi in trivella, Twin Twist scava un tunnel nel terreno e i compagni lo seguono.
All'Autobase, Jetfire, rimasto solo, esamina i dati sui vari scontri, appena raccolti: intuisce qualcosa che sta alla base di tutto, ma capisce anche di non potercela fare da solo.
E conclude di dover collaborare con un'intelligenza adeguata, che fornisca un diverso punto di vista.
Contatta quindi Shockwave dei Decepticon e, dopo aver faticato non poco per convincerlo, gli dà appuntamento entro 5 Breem nelle Regioni Neutrali.
Springer riesce a far ragionare Devastator, ma questi abbassa la guardia e Devastator lo abbatte, facendolo scomporre nei Protectobot.
Devastator attacca Springer, ma i Protectobot eseguono un'azione combinata di squadra perfettamente coordinata (e più efficace della forza bruta di Defensor), collegando una gamba di Devastator a un generatore elettrico.
L'energia sovraccarica le interconnessioni di Devastator e il Gestalt attiva un protocollo di separazione, che fa cadere a terra privi di sensi i sei Constructicon.
Anche Springer, ancora in mano al Gestalt, subisce la scossa, ma First Aid è pronto a prestargli assistenza medica e a scusarsi per il metodo brutale adottato.
Devastator è stato fermato, gli Ultracon si sono ritirati e i Protectobot hanno scoperto un limite di Defensor. Ma questo è solo all'inizio.
Nella base della Lighting Strike Coalition, Grimlock intercetta parte della comunicazione tra Jetfire e Shockwave e scopre così il loro accordo.
Note
Gli Autobot sono ostili a Jetfire, per motivi che saranno spiegati in Dark Ages #4.
Sebbene sembri un elemento inedito, si tratta invece di un altro approfondimento di un elemento classico: già nell'albo G1 Marvel UK #49, Ironhide dichiarava di non fidarsi di Jetfire, che era tecnicamente un ex Decepticon.
Lo scambio di battute con Shockwave a fine episodio indica che, anche in The War Within, Jetfire ha militato per qualche tempo dei Decepticon.
L'accenno al prototipo di base mobile Decepticon serve per spiegare la comparsa di Trypticon nella prima miniserie di The War Within.
Springer accenna alla possibilità che l’esplosione delle Alture Tagan possa generare una forza sufficiente per scagliare Cybertron fuori dalla sua stessa orbita. In questo nuovo universo narrativo si tratta solo di un’ipotesi, ma nella realtà originale la guerra civile condusse davvero Cybertron a subire questo destino.
Torna un elemento ricorrente di questa miniserie, e che Simon Furman ha poi sviluppato anche nell'universo Transformer della IDW (Revelation).
Gli Autobot, pur ritrovandosi senza la figura di capo assoluto che è Optimus Prime, sono un esercito strutturato e dotato di altre figure capaci di assumere il ruolo del comando: qui vediamo Springer, Jetfire, Grimlock e Hot Spot. In Revelation, abbiamo Ultra Magnus e Jetfire, ma anche Springer e Fortress Maximus fanno valere il loro peso.
E' un ulteriore tocco di realismo e profondità, che differenza queste produzioni a fumetti dagli ingenui prodotti animati originali.
Il Trypticon di Dark Ages non è ripreso da quello ottuso e comico della serie animata G1, ma dalla versione decisamente più sveglia delineata nei fumetti Marvel e nel suo Profilo originale.
Più scaltro e abile, è dotato della giusta dose di arroganza e sarcasmo che una creatura così grande e potente dovrebbe sfoggiare nei confronti di esseri "inferiori".
Il rapporto di non belligeranza tra Jetfire e Shockwave richiama vagamente un elemento della serie animata G1, dove Jetfire un tempo era amico di Starscream e per un po' è stato anche un Decepticon, prima di aprire gli occhi e passare agli Autobot ("Fire In The Sky").
Nei già citati fumetti Marvel, invece, a situazione è diversa: Jetfire nasce come corpo Decepticon, ma quando riceve la vita dalla Matrice è già un Autobot e non sembra aver fatto nessuna libera scelta per la fazione cui appartenere.
In appendice a questo albo, la pagina di anteprima di Dark Ages #4 preannuncia che per Grimlock la comunicazione tra Jetfire e Shockwave basta per confermare i suoi sospetti: Jetfire è un traditore e va eliminato.
Osservazioni
Anche in un capitolo pesantemente concentrato sull’azione come questo, Simon Furman trova sempre e comunque lo spazio per inserire in ogni scena almeno due diversi livelli di lettura. Il quadro generale della storia di Cybertron ne risulta quindi grandemente arricchito, sotto numerosi aspetti.
Il conflitto tra gli Ultracon e i Wrecker rivela che, anche nella guerra totale in cui è sprofondato il pianeta, esistono accordi tra le fazioni che hanno lo scopo di evitare che il conflitto sfugga al controllo. Questo concetto, che sarà in seguito recuperato per dare vita alla brillante versione di Ultra Magnus della IDW (Spotlight: Ultra Magnus), è tanto semplice quanto logico, per una specie razionale e antica come quella dei Transformer, con caratteristiche di base così diverse da quelle della specie umana. E’ anche un utile elemento narrativo per spiegare retroattivamente come il Cybertron della G1 sia potuto sopravvivere a quattro milioni di anni di guerra senza sosta.
Infine, esso è esemplare nel rivelare il vero talento di uno scrittore: invece che ripiegare su facili scappatoie da dilettanti (come trasformare i Cybertroniani in brutte copie di militari umani, forzando su di essi la psicologia umana), Furman sviluppa invece in maniera consequenziale le premesse di base della civiltà Cybertroniana (popolazione ridotta, durata della vita misurabile in milioni di anni, vastissime conoscenze scientifiche e tecnologiche) e, nel pieno rispetto della tradizione fantascientifica adulta, delinea una società e una guerra con regole e dinamiche ben diverse da quelle della Terra (ma non per questo meno realistiche).
Lo scontro tra i Combiner, più che nella violenza della battaglia stessa, brilla per l’analisi della storia e degli effetti collaterali di questa nuova tecnologia bellica. Furman sceglie saggiamente di non narrare la genesi dei Gestalt, evitando la ripetizione di situazioni e vicende già narrate negli universi G1 classici, e porta invece i riflettori sugli sviluppi della loro introduzione nella guerra (una situazione diversa si avrà nell’universo IDW, dove il concetto di Combiner ha un’origine e uno sviluppo tragicamente diverso, come si vedrà in Spotlight: Optimus Prime). In parallelo, i dialoghi forniscono anche informazioni sugli eventi intercorsi tra la fine della prima miniserie e l’inizio della seconda, aggiungendo così un terzo livello di lettura a queste scene.
La sottotrama di Jetfire è quella più ambiziosa, data la complessità di sfumature che essa aggiunge alla visione globale della saga: Jetfire si affianca infatti a Grimlock nella lista dei Cybertroniani che avevano inizialmente aderito all’ideologia Decepticon, per poi respingerla e scegliere l’alleanza Autobot; come se non bastasse, tra questi personaggi con caratterizzazione “grigia” (che si allontana dall’ingenua visione in bianco e nero di buoni e cattivi) trova incredibilmente spazio persino Shockwave, la cui fedeltà alla logica trascende qualsiasi alleanza. In questo ultimo elemento, che separa idealmente Shockwave dal resto dei Decepticon, si trova probabilmente il seme da cui germinerà la versione IDW il personaggio (Spotlight: Shockwave).
Nel complesso intreccio della storia trova spazio anche una certa ironia (che ha ampiamente irritato i fan più prosaici): l’idea che Devastator abbia una certa presa su una gamba che consenta ai Protectobot di fulminarlo, infatti, ci riporta ai tempi G1 Marvel UK in cui Galvatron, giungendo quasi a infrangere il “quarto muro”, derideva il concetto stesso alla base dei Seacon e dei Piranacon.
L’arte di Andrew Wildman continua a dare prestazioni oscillanti: i primi piani e le espressioni facciali sono ottimi quanto invece risultano poco convincenti e povere di dettaglio le inquadrature più panoramiche.
Fonti: TfArchive.com - TfWiki.net.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








