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Iscritto il: 21/06/2004
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War Within #2
Pubblicato dalla casa editrice Dreamwave nel Novembre 2002
Storia: Simon Furman
Arte: Don Figueroa
Chine: Elaine To
Colori: Rob Ruffolo
Copertine: Don Figueroa
Sinossi
Nella fortezza di Kolkular, Megatron rievoca come sia stato necessario corrompere il decapitato Emirate Xeon perché ignorasse lo sviluppo del movimento sotterraneo dei Decepticon. Starscream esamina un filmato dell'ultima ricognizione di Laserbeak, in cui gli Autobot si stanno preparando per abbandonare Cybertron. Megatron non se ne preoccupa; sebbene sia notevole la decisione di Optimus Prime, gli Autobot non andranno da nessuna parte.
A Iacon, Gli Autobot continuano a preparare l'Arca, discutendo sulla bontà della decisione del nuovo Prime. Grimlock ne è particolarmente infastidito, tanto che si distrae sul lavoro... catastroficamente.
Inviato Starscream in una missione marginale, Megatron scende negli abissi di Cybertron insieme a Soundwave, raggiungendo antiche caverne in cui i Constructicon stanno reingegnerizzando una turbina planetaria per dirigere i suoi scarichi di plasma sulla superficie di Cybertron.
Prowl e Optimus, nella Torre di Pion, discutono della reazione della popolazione all'ordine di esodo planetario. Prowl stesso ne è a disagio, tanto da tentare di spiegare che certe decisioni vanno prese con la Scintilla.
La discussione non va oltre: un inferno di plasma incenerisce il Foro dell'Illuminazione.
Da lontano, Grimlock osserva la catastrofe e, con indifferenza, continua ad avanzare nel territorio Decepticon.
Optimus guida una squadra di Autobot a esplorare le rovine dell'area incenerita, senza trovare un solo superstite.
Ricordando il messaggio di Umbra, Prime sospetta che Megatron abbia devastato la città solo per convocare il nuovo capo Autobot.
Optimus sceglie quindi di discendere da solo nelle profondità di quella zona, ma scopre la follia di questa scelta, quando viene attaccato dai futuri Insecticon.
Al Decagono, gli Autobot continuano a discutere sulla bontà della nuova decisione del Prime, quando Shockwave e un esercito di Decepticon attaccano.
Note
La tavola di apertura, oltre a riprendere il "tema della mano", è anche una citazione dell'Amleto di Shakespeare, autore assai caro a Simon Furman. In particolare, la parafrasi di "Ahimé, povero Yorick", che qui vede la testa di Xeon al posto del teschio, era stata usata anche per la testa di Bludgeon nella copertina dell'albo G2 Marvel #5.
Su una delle piattaforme dell'area di carico dell'Arca compare la scritta FIRRIB (Frenzy Is Red, Rumble Is Blue).
Il contenitore sollevato da Brawn porta la scritta Dinosaur Robo in giapponese. Era il nome Diaclone dei modellini che infine sarebbero divenuti i Dinobot.
La "trivella" con cui Megatron e Soundwave discendono nel sottosuolo somiglia a sufficienza alla torre di lancio (capovolta) usata dai Decepticon nella serie animata G1 per emergere dalla loro base sottomarina.
Le turbine planetarie di Cybertron sono un elemento storico che risale al #1 della serie G1 Marvel US, oltre che fungere da fulcro per il ciclo degli albi #164-169 della serie G1 Marvel UK.
Nella conversazione con Optimus, Prowl dimostra di non essere completamente schiavo della logica e della razionalità: in situazioni davvero estreme, in lui emergono lati più emotivi (ma sempre in modo pacato e sobrio, com'è suo stile).
Umbra è il nome (mai ufficializzato) di uno dei tre assassini Decepticon visti nel #1.
Ravage è progettato per trasformarsi in una cassetta arrotondata, come Laserbeak.
Brevi apparizioni: il robot lucchetto di Microchange; Cy-Kill (colorato in modo errato), il Watch Robo di Microchange, un Pre-Eggbot, Marlboro Wheeljack di Diaclone, il Triple Changer elicottero-jet di Diaclone (tutti nei flashback dell'arena); Blitzwing e Trypticon sugli schermi; Grapple, Powerglide, Outback, Hoist, Huffer (durante il carico dell'Arca); Mixmaster (con gli altri Constructicon); Multiforce 14 di Diaclone (dopo l'esplosione); Springer (che vola sopra il Prime); Brawl, Astrotrain, Octane, Blast Off (soldati di Shockwave); Ratchet e Red Alert nella squadra di Optimus.
L'apparizione di Trypticon diventa un quasie-errore di continuità, dato che il suo esordio effettivo avviene in War Within: The Dark Ages, dove i dialoghi parleranno di "prototipo" per compensare l'incongruenza.
Shockwave non è stato riprogettato.
Il braccio di Skids è stato riparato, dopo il danno subito nel #1.
Osservazioni
In quella che è forse la prima volta della sua storia, Megatron sembra sapere cosa diavolo stia facendo.
Battute scontate a parte, il fascino della saga dei Transformer ha molti aspetti in comune con quello esercitato dalla mitologia dell'antica Grecia: come gli dei, i Transformer sono creature talmente longeve da sembrare immortali, attraversano con la loro esistenza intere epoche storiche, sono esseri dotati di poteri e caratteristiche caratteriali nette e uniche, interagiscono tra loro con meccaniche tanto variegate quanto lineari e, infine, possono permettersi di protrarre i loro conflitti in eterno, rinnovandoli in continuazione.
Il valore di autori come Simon Furman (o come del nuovo arrivato Chris Mowry, per sottolineare che il Furman-centrismo dipende solo dal fatto che finora di alternative valide non se ne erano viste) sta anche nel sapere cogliere quest'essenza grandiosa e trasporla in una narrazione adeguata: non basta pensare che i Transformer siano "cool"; bisogna anche saper scrivere, per dare sostanza e consistenza a questa visione.
Il secondo capitolo di The War Within, dove gli eventi veramente cruciali sono pochi, svolge proprio questo compito di raffigurazione della grandiosità del pantheon mitologico che sono i Transformer e del loro personale Olimpo, il pianeta Cybertron. Il ritmo della narrazione rallenta e si sofferma sui dettagli, espandendo alcuni degli elementi presentati nel #1: la suggestiva geografia aliena del pianeta, l'interazione tra le caratterizzazioni e il volto segreto della società (dove l'utopia si trasforma in distopia).
In contrapposizione al #1, focalizzato soprattutto sulla figura di Optronix/Optimus, questo #2 svolge invece il delicatissimo compito di delinare un Megatron che risulti credibile e degno del suo ruolo di comandante dei Decepticon.
Come al solito, Simon Furman non sbaglia un colpo e riesce immediatamente nel suo scopo, raffigurando un condottiero intelligente, calcolatore, sottile, spietato ed efficace: un Megatron solenne e plausibile, in possesso di doti che ci fanno credere che (questa volta) potrebbe davvero ottenere la vittoria sugli Autobot. E' necessario, da questo punto di vista, notare come Megatron appaia terribile, malvagio e spaventoso nonostante non compia nessuna azione violenta o spettacolare: la perizia e l'eleganza stilistica di Furman stanno infatti nel raccontare il personaggio del despota veramente malvagio senza ricorrere a espendienti narrativi pacchiani e adolescenziali.
Siamo molto lontani da qualunque stereotipo ci sia stato fornito sinora, ma, per certi versi, siamo anche davanti a un personaggio saldamente radicato alle sue origini: questo Megatron sembra infatti una versione più matura del personaggio della serie G2 Marvel, quasi come se in questi anni esso avesse subito un'evoluzione nota solo a Furman, della quale possiamo ora cogliere i frutti in The War Within.
A conferma che non si tratta di un caso, questa multiforme e raffinata caratterizzazione del personaggio è stata riproposta da Furman anche nelle sue storie realizzate per la IDW: Megatron, come anche Grimlock, segue davvero un percorso di crescita costante, nella mente come nelle opere di questo autore.
L'arte di Don Figueroa, mozzafiato come sempre, continua a produrre progetti innovativi per i personaggi storici, oltre ad affascinanti panorami plasmati dalla potenza suggestiva della tecnologia futuristica di Cybertron.
Fonti: TfArchive.com - TfWiki.net.
Storia: Simon Furman
Arte: Don Figueroa
Chine: Elaine To
Colori: Rob Ruffolo
Copertine: Don Figueroa
Sinossi
Nella fortezza di Kolkular, Megatron rievoca come sia stato necessario corrompere il decapitato Emirate Xeon perché ignorasse lo sviluppo del movimento sotterraneo dei Decepticon. Starscream esamina un filmato dell'ultima ricognizione di Laserbeak, in cui gli Autobot si stanno preparando per abbandonare Cybertron. Megatron non se ne preoccupa; sebbene sia notevole la decisione di Optimus Prime, gli Autobot non andranno da nessuna parte.
A Iacon, Gli Autobot continuano a preparare l'Arca, discutendo sulla bontà della decisione del nuovo Prime. Grimlock ne è particolarmente infastidito, tanto che si distrae sul lavoro... catastroficamente.
Inviato Starscream in una missione marginale, Megatron scende negli abissi di Cybertron insieme a Soundwave, raggiungendo antiche caverne in cui i Constructicon stanno reingegnerizzando una turbina planetaria per dirigere i suoi scarichi di plasma sulla superficie di Cybertron.
Prowl e Optimus, nella Torre di Pion, discutono della reazione della popolazione all'ordine di esodo planetario. Prowl stesso ne è a disagio, tanto da tentare di spiegare che certe decisioni vanno prese con la Scintilla.
La discussione non va oltre: un inferno di plasma incenerisce il Foro dell'Illuminazione.
Da lontano, Grimlock osserva la catastrofe e, con indifferenza, continua ad avanzare nel territorio Decepticon.
Optimus guida una squadra di Autobot a esplorare le rovine dell'area incenerita, senza trovare un solo superstite.
Ricordando il messaggio di Umbra, Prime sospetta che Megatron abbia devastato la città solo per convocare il nuovo capo Autobot.
Optimus sceglie quindi di discendere da solo nelle profondità di quella zona, ma scopre la follia di questa scelta, quando viene attaccato dai futuri Insecticon.
Al Decagono, gli Autobot continuano a discutere sulla bontà della nuova decisione del Prime, quando Shockwave e un esercito di Decepticon attaccano.
Note
La tavola di apertura, oltre a riprendere il "tema della mano", è anche una citazione dell'Amleto di Shakespeare, autore assai caro a Simon Furman. In particolare, la parafrasi di "Ahimé, povero Yorick", che qui vede la testa di Xeon al posto del teschio, era stata usata anche per la testa di Bludgeon nella copertina dell'albo G2 Marvel #5.
Su una delle piattaforme dell'area di carico dell'Arca compare la scritta FIRRIB (Frenzy Is Red, Rumble Is Blue).
Il contenitore sollevato da Brawn porta la scritta Dinosaur Robo in giapponese. Era il nome Diaclone dei modellini che infine sarebbero divenuti i Dinobot.
La "trivella" con cui Megatron e Soundwave discendono nel sottosuolo somiglia a sufficienza alla torre di lancio (capovolta) usata dai Decepticon nella serie animata G1 per emergere dalla loro base sottomarina.
Le turbine planetarie di Cybertron sono un elemento storico che risale al #1 della serie G1 Marvel US, oltre che fungere da fulcro per il ciclo degli albi #164-169 della serie G1 Marvel UK.
Nella conversazione con Optimus, Prowl dimostra di non essere completamente schiavo della logica e della razionalità: in situazioni davvero estreme, in lui emergono lati più emotivi (ma sempre in modo pacato e sobrio, com'è suo stile).
Umbra è il nome (mai ufficializzato) di uno dei tre assassini Decepticon visti nel #1.
Ravage è progettato per trasformarsi in una cassetta arrotondata, come Laserbeak.
Brevi apparizioni: il robot lucchetto di Microchange; Cy-Kill (colorato in modo errato), il Watch Robo di Microchange, un Pre-Eggbot, Marlboro Wheeljack di Diaclone, il Triple Changer elicottero-jet di Diaclone (tutti nei flashback dell'arena); Blitzwing e Trypticon sugli schermi; Grapple, Powerglide, Outback, Hoist, Huffer (durante il carico dell'Arca); Mixmaster (con gli altri Constructicon); Multiforce 14 di Diaclone (dopo l'esplosione); Springer (che vola sopra il Prime); Brawl, Astrotrain, Octane, Blast Off (soldati di Shockwave); Ratchet e Red Alert nella squadra di Optimus.
L'apparizione di Trypticon diventa un quasie-errore di continuità, dato che il suo esordio effettivo avviene in War Within: The Dark Ages, dove i dialoghi parleranno di "prototipo" per compensare l'incongruenza.
Shockwave non è stato riprogettato.
Il braccio di Skids è stato riparato, dopo il danno subito nel #1.
Osservazioni
In quella che è forse la prima volta della sua storia, Megatron sembra sapere cosa diavolo stia facendo.
Battute scontate a parte, il fascino della saga dei Transformer ha molti aspetti in comune con quello esercitato dalla mitologia dell'antica Grecia: come gli dei, i Transformer sono creature talmente longeve da sembrare immortali, attraversano con la loro esistenza intere epoche storiche, sono esseri dotati di poteri e caratteristiche caratteriali nette e uniche, interagiscono tra loro con meccaniche tanto variegate quanto lineari e, infine, possono permettersi di protrarre i loro conflitti in eterno, rinnovandoli in continuazione.
Il valore di autori come Simon Furman (o come del nuovo arrivato Chris Mowry, per sottolineare che il Furman-centrismo dipende solo dal fatto che finora di alternative valide non se ne erano viste) sta anche nel sapere cogliere quest'essenza grandiosa e trasporla in una narrazione adeguata: non basta pensare che i Transformer siano "cool"; bisogna anche saper scrivere, per dare sostanza e consistenza a questa visione.
Il secondo capitolo di The War Within, dove gli eventi veramente cruciali sono pochi, svolge proprio questo compito di raffigurazione della grandiosità del pantheon mitologico che sono i Transformer e del loro personale Olimpo, il pianeta Cybertron. Il ritmo della narrazione rallenta e si sofferma sui dettagli, espandendo alcuni degli elementi presentati nel #1: la suggestiva geografia aliena del pianeta, l'interazione tra le caratterizzazioni e il volto segreto della società (dove l'utopia si trasforma in distopia).
In contrapposizione al #1, focalizzato soprattutto sulla figura di Optronix/Optimus, questo #2 svolge invece il delicatissimo compito di delinare un Megatron che risulti credibile e degno del suo ruolo di comandante dei Decepticon.
Come al solito, Simon Furman non sbaglia un colpo e riesce immediatamente nel suo scopo, raffigurando un condottiero intelligente, calcolatore, sottile, spietato ed efficace: un Megatron solenne e plausibile, in possesso di doti che ci fanno credere che (questa volta) potrebbe davvero ottenere la vittoria sugli Autobot. E' necessario, da questo punto di vista, notare come Megatron appaia terribile, malvagio e spaventoso nonostante non compia nessuna azione violenta o spettacolare: la perizia e l'eleganza stilistica di Furman stanno infatti nel raccontare il personaggio del despota veramente malvagio senza ricorrere a espendienti narrativi pacchiani e adolescenziali.
Siamo molto lontani da qualunque stereotipo ci sia stato fornito sinora, ma, per certi versi, siamo anche davanti a un personaggio saldamente radicato alle sue origini: questo Megatron sembra infatti una versione più matura del personaggio della serie G2 Marvel, quasi come se in questi anni esso avesse subito un'evoluzione nota solo a Furman, della quale possiamo ora cogliere i frutti in The War Within.
A conferma che non si tratta di un caso, questa multiforme e raffinata caratterizzazione del personaggio è stata riproposta da Furman anche nelle sue storie realizzate per la IDW: Megatron, come anche Grimlock, segue davvero un percorso di crescita costante, nella mente come nelle opere di questo autore.
L'arte di Don Figueroa, mozzafiato come sempre, continua a produrre progetti innovativi per i personaggi storici, oltre ad affascinanti panorami plasmati dalla potenza suggestiva della tecnologia futuristica di Cybertron.
Fonti: TfArchive.com - TfWiki.net.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.









