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Iscritto il: 21/06/2004
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War Within - The Dark Ages #1
Pubblicato dalla casa editrice Dreamwave nell'Ottobre 2003
Storia: Simon Furman
Arte: Andy Wildman
Chine: Erik Sander
Colori: Espen Grundetjern, Rob Ruffolo & Ramil Sunga
Copertina A Don Figueroa e B di Pat Lee
Sinossi
Allo Stato Polare: Kaon, per fermare Megatron, Optimus Prime lo trascina eroicamente con sé all'interno del varco di un Ponte Spaziale sperimentale, che collassa su se stesso, esiliandoli dalla realtà, sotto lo sguardo sconvolto di alcuni Autobot.
Qualche tempo dopo, nel luogo dello scontro ormai abbandonato, si apre un varco iperspaziale da cui fuoriesce un robot avvolto dalle fiamme e dall'aspetto tenebrosamente minaccioso: si tratta del Caduto (The Fallen), che torna finalmente su Cybertron.
Allo spazioporto della Luna Alpha, Kup si sta interrogando su quale sia il vero significato dell'esistenza e su quale scopo abbiano davvero gli Autobot: tutte le cose che da sempre il Consiglio degli Anziani va ripetendo non lo convincono più; deve esserci qualcosa da fare, per gli Autobot, oltre i confini di Cybertron, nel resto dell'universo.
Kup sta arrivando a dire che quasi riesce a capire le pulsioni di conquista ed esplorazione di Megatron.
Con lui c'è Grimlock, che dà segno di essere stanco dei suoi discorsi. Per sua fortuna, però, arriva in volo Swoop, con un rapporto su un carico di Energon che Grimlock vuole rubare.
Tra le macerie di Iacon, ex capitale centrale degli Autobot, alcuni Transformer accedono alla base sotterranea segreta chiamata Autobase: Mirage, Tracks, Huffer e Hound.
Nell'Autobase, incontrano Prowl, che dirige le operazioni, in assenza di Optimus.
Prowl è preoccupato per le attività di ben tre gruppi ostili: gli Ultracon, i Predacon e infine i Decepticon.
Hound aggiunge un quarto tipo di problema: i Decep stanno sviluppando un nuovo tipo di base d'assalto mobile che sarà presto attiva.
Jazz intanto tenta invano di contattare altri gruppi di ex-Autobot, come i Wrecker o la LSC, in cerca di ogni rinforzo disponibile.
Nella zona pesantemente industrializzata delle Alture di Tagan (che fa parte dello Stato del Toroide Orbitale: Kalis), tre Decepticon sono intenti a compiere una sorta di rito pseudo-occulto, col quale, tramite le "scienze oscure", hanno evocato certi meccanodi insettiformi ("agenti di vendetta") trattenuti in una sfera di energia verde.
I tre Decepticon sono: Mindwipe, Bugly e Bludgeon.
Ai tre si presenta il Caduto, che dimostra di avere un potere occulto assai superiore al loro e spazza via i loro miseri "agenti di vendetta"; il Caduto ordina ai tre di mettersi al suo servizio, offrendo in cambio una vera conoscenza proibita, perdute da secoli.
Il Caduto spiega di voler trovare "quattro angoli nella geometria della dissoluzione", che dovranno essere "isolati, destabilizzati e resi mutevoli", pronti per "l'annullamento del legame" (o lo "lo scioglimento del sigillo").
Sulla Luna Alpha, due velivoli che trasportano Energon grezzo. Sono guidati da Starscream e dai suoi Predacon.
Il carico è destinato al resto della loro fazione, ma sul luogo dell'atterraggio non c'è nessuno.
Starscream invoca alcuni nomi, ma invano: Stormbringer, Pulse e Hardcase non gli rispondono.
Poi sul posto piomba qualcosa che rimbalza al suolo e fa reagire i Decepticon come se si trattasse di una bomba.
Invece è la testa di Hardcase, che annuncia un attacco della LCS (Lightning Strike Coalition), guidata da Grimlock e composta tra gli altri, da Slag, Sludge, Snarl, Swoop, Kup e Ironhide.
Subito divampa uno scontro, ma alla fine la LCS riesce a fuggire con i carichi di Energon, e Starscream resta stato beffato.
Il Caduto conduce i suoi tre alleati in un luogo abbandonato, nelle profondità di Cybertron. E intanto descrive uno degli "angoli" di cui vuole impossessarsi: si riferisce a Grimlock.
Superando una barriera olografica, accedono a una vasta sala il cui pavimento ha forma concava; il fondo sembra essere chiuso da una sorta di tombino circolare, su cui troneggia una scritta in Cybertroniano: Fonte di Tutte le Scintille (Well Of Allspark).
Il Caduto descrive quel luogo come "l'inizio e la fine" e comincia a discendervi.
Note
Il ponte spaziale in cui scompaiono Optimus e Megatron è una struttura circolare verticale, che può vagamente ricordare, come idea, il ponte omonimo dei cartoni animati G1, in versione molto più piccola e snella.
L’aspetto da gladiatore tecnologico del Caduto (opera di Pat Lee), con tanto di gonnellino, spada appesa al fianco e griglia fumante sulla bocca, ricorda una delle tante recenti reinterpretazioni del Mazinger di Go Nagai.
La pulsione di Kup a esplorare strani nuovi mondi ricorda i fumetti Marvel della Generation 2, in cui la Second Generation dei Decepticon lasciò in massa Cybertron per espandersi nella galassia e colonizzare innumerevoli nuovi pianeti.
Grimlock sbaglia il nome di Swoop e lo chiama "Dive...".
E' un riferimento ai fumetti G1 UK Marvel, dove si racconta che Swoop, su Cybertron, inizialmente portava il nome di Divebomb, poi rubatogli dall'omonimo Predacon (UK #46, Annual UK 1987 e UK #135-136).
La città di Kalis compare per la prima volta nell’albo G1Marvel UK #166.
I tre Transformer dediti alle pratiche occulte tecnologiche sono Mindwipe (futuro Headmaster), Bugly e Bludgeon (futuri Pretender); la scelta non è casuale: le originali specifiche tecniche e i profili Marvel di questi personaggi segnalavano già un loro interesse per l'occulto o lo spirituale.
Bludgeon e Bugly non indossano ancora i loro involucri Pretender.
La sequenza in cui gli Autobot entrano nell'Autobase ricorda due scene analoghe delle serie classiche degli anni ‘80, una in G1Marvel US #17 e l’altra in G1Marvel UK #79.
Gli Ultracon citati da Prowl sono una fazione completamente nuova. I Predacon sono un gruppo che si estende oltre i cinque della G1 (Razorclaw, Tantrum, Divebomb, Rampage e Headstrong): si tratta presumibilmente degli "antenati" dei Predacon di Beast Wars.
Il volo della testa di Hardcase, scambiata per una bomba, sembra ripreso da G1 UK Marvel #133-134, dove il cyborg Testa di Morte gioca a Rodimus Prime lo stesso scherzo, usando la testa di un soldato Autobot.
Il nome Lightning Strike Coalition del gruppo di Grimlock rievoca il motto Lightning Strike del cartone animato di Jayce and the Wheeled Warriors.
La Fonte di Tutte le Scintille (Well Of Allspark) ricorda molto vagamente la cavità in cui Spike e Carly cadono durante la seconda parte di ”Desertion Of The Dinobot - Part 2”, nei cartoni G1 della Stagione 2, con la differenza che quella era una sezione interna del computer dei Decepticon che controllava il ponte spaziale.
Apparizioni.
All'Autobase: Tracks, Huffer, Mirage, Perceptor, Skids.
Sugli schermi: Brawl, Cliffjumper, Gears, Sideswipe.
Forze Predacon: Motormaster, Astrotrain, Hardcase, Krok, Horri-Bull, Flywheels, Skullgrin, Hun-Grr.
La fazione che comprende tra le sue fila Prowl, Skids, Perceptor, Hound, Blaster, Tracks, Jazz, Huffer, Cliffjumper, Gears e Sideswipe non ha nome, ma sembra ragionevole che si tratti degli Autobot.
La LSC include Grimlock, Swoop, Slag, Sludge, Snarl, Ironhide, Wheeljack e Kup.
Anche in questo caso, alcuni dei progetti dei personaggi (come Jetfire) sono poi stati realizzati come modellini nella linea Titanium Series.
In particolare, il Caduto è uno dei rari casi di personaggio ideato esclusivamente per i fumetti che ha l’onore di diventare un modellino effettivo,
Di Cliffjumper, che avrebbe dovuto essere una rielaborazione di Bumblebee, è stato mostrato un prototipo senza colori a BotCon 2006.
Le modalità robotiche dei Dyno-bot (sebbene qui non usino quel nome) sono state poi riutilizzate con variazioni minime in Spotlight: Shockwave della IDW.
Osservazioni
Esauritosi l’effetto del primo volume, dove la componente grafica si imponeva con forza grazie alla novità delle progettazioni di massa dei personaggi in stile Cybertroniano, la storia prende una piega molto più colta e meditata.
Il tema della saga è quello dell’approfondimento e della motivazione dei personaggi e delle fazioni, oltre che delle dinamiche del conflitto.
Non tutti i lettori lo capiscono, ma è abbastanza ovvio che nella vicenda non è concesso introdurre incredibili colpi di scena o inediti eventi epocali: non solo perché la conclusione (temporanea) del conflitto Cybertroniano è già nota, ma anche perché i personaggi devono tutti in qualche modo sopravvivere fino all’epoca moderna, per comparire nella saga G1 del presente. Come se tutto ciò non bastasse, Simon Furman subisce anche il vincolo della continuità con le storie della serie scritta da Jams “Brad Mick” McDonough e Adam Patyk.
Il vero valore di questa miniserie non è da cercarsi nel racconto di un evento memorabile, ma nella grande perizia con cui essa sa delineare una fase della guerra civile dei Transformer, esplorandone con bravura e intelligenza tutti gli aspetti, anche i più reconditi, senza mai annoiare il lettore.
Un altro aspetto molto importante è la caratterizzazione psicologica di ogni singolo Transformer, che Simon Furman cesella e definisce con grande attenzione, attraverso dialoghi molto curati sia nella forma sia nel contenuto.
I Transformer di Furman non sono semplici macchine con un’Intelligenza Artificiale: sono invece esseri viventi completi e complessi, che godono di una vastissima durata di vita e si interrogano sulle grandi questioni dell’esistenza.
Sono personaggi che hanno avuto letteralmente secoli e secoli per comprendere se stessi e, di conseguenza, si relazionano tra loro con uno stile maturo che si differenzia in modo abissale dalle scene di “scazzottamenti per la supremazia sul gruppo tra maschi alfa” così ricorrenti nelle dozzinali storie d’azione di altri autori.
Magari questi Transformer di Furman non trovano una risposta alle loro domande, ma dimostrando di avere consapevolezza di se stessi e di ciò che li circonda, a differenza dei personaggi caratterizzati da altri autori, che risultano freddi e ottusi oltre misura, tanto sono annegati e cristallizzati negli angusti limiti un po’ infantili dei loro profili caratteriali.
Sempre a livello di dialoghi, Furman utilizza la terminologia tipica del suo stile, coniando definizioni pseudoscientifiche note ai fan come "furmanismi": in questo albo è da segnalare la dark science (scienza oscura), che è l'equivalente tecnologico della nostra magia nera.
Passando al lato grafico, risulta evidente che il disegnatore, Andy Wildman, fatica abbastanza nell'adattare il suo stile, molto classico, sobrio e compatto, al nuovo stile grafico della Dreamwave, che consiste soprattutto di un barocco insieme di ridondanze, esagerazioni ed esasperazioni.
A ciò va aggiunto che l'inchiostratore affiancato a Wildman non è dei migliori e il risultato, destinato a migliorare comunque sensibilmente nei prossimi albi, può essere un po' deludente.
Wildman resta comunque molto abile nella narrazione visiva (lo storytelling) e nella disposizione delle vignette (il layout), oltre che nel saper interpretare graficamente la sceneggiatura, raccontandola in modo complementare alle immagini: tre lezioni di cui certi esordienti della Dreamwave avrebbero dovuto fare tesoro.
La suggestiva colorazione pittorica contribuisce a valorizzare l’arte molto lineare e spoglia di Wildman, ma eccede negli effetti di oscurità, rendendo a volte le vignette così buie che è impossibile riconoscere i personaggi o comprendere cosa stia accadendo.
Fonti: TfArchive.com - TfWiki.net.
Storia: Simon Furman
Arte: Andy Wildman
Chine: Erik Sander
Colori: Espen Grundetjern, Rob Ruffolo & Ramil Sunga
Copertina A Don Figueroa e B di Pat Lee
Sinossi
Allo Stato Polare: Kaon, per fermare Megatron, Optimus Prime lo trascina eroicamente con sé all'interno del varco di un Ponte Spaziale sperimentale, che collassa su se stesso, esiliandoli dalla realtà, sotto lo sguardo sconvolto di alcuni Autobot.
Qualche tempo dopo, nel luogo dello scontro ormai abbandonato, si apre un varco iperspaziale da cui fuoriesce un robot avvolto dalle fiamme e dall'aspetto tenebrosamente minaccioso: si tratta del Caduto (The Fallen), che torna finalmente su Cybertron.
Allo spazioporto della Luna Alpha, Kup si sta interrogando su quale sia il vero significato dell'esistenza e su quale scopo abbiano davvero gli Autobot: tutte le cose che da sempre il Consiglio degli Anziani va ripetendo non lo convincono più; deve esserci qualcosa da fare, per gli Autobot, oltre i confini di Cybertron, nel resto dell'universo.
Kup sta arrivando a dire che quasi riesce a capire le pulsioni di conquista ed esplorazione di Megatron.
Con lui c'è Grimlock, che dà segno di essere stanco dei suoi discorsi. Per sua fortuna, però, arriva in volo Swoop, con un rapporto su un carico di Energon che Grimlock vuole rubare.
Tra le macerie di Iacon, ex capitale centrale degli Autobot, alcuni Transformer accedono alla base sotterranea segreta chiamata Autobase: Mirage, Tracks, Huffer e Hound.
Nell'Autobase, incontrano Prowl, che dirige le operazioni, in assenza di Optimus.
Prowl è preoccupato per le attività di ben tre gruppi ostili: gli Ultracon, i Predacon e infine i Decepticon.
Hound aggiunge un quarto tipo di problema: i Decep stanno sviluppando un nuovo tipo di base d'assalto mobile che sarà presto attiva.
Jazz intanto tenta invano di contattare altri gruppi di ex-Autobot, come i Wrecker o la LSC, in cerca di ogni rinforzo disponibile.
Nella zona pesantemente industrializzata delle Alture di Tagan (che fa parte dello Stato del Toroide Orbitale: Kalis), tre Decepticon sono intenti a compiere una sorta di rito pseudo-occulto, col quale, tramite le "scienze oscure", hanno evocato certi meccanodi insettiformi ("agenti di vendetta") trattenuti in una sfera di energia verde.
I tre Decepticon sono: Mindwipe, Bugly e Bludgeon.
Ai tre si presenta il Caduto, che dimostra di avere un potere occulto assai superiore al loro e spazza via i loro miseri "agenti di vendetta"; il Caduto ordina ai tre di mettersi al suo servizio, offrendo in cambio una vera conoscenza proibita, perdute da secoli.
Il Caduto spiega di voler trovare "quattro angoli nella geometria della dissoluzione", che dovranno essere "isolati, destabilizzati e resi mutevoli", pronti per "l'annullamento del legame" (o lo "lo scioglimento del sigillo").
Sulla Luna Alpha, due velivoli che trasportano Energon grezzo. Sono guidati da Starscream e dai suoi Predacon.
Il carico è destinato al resto della loro fazione, ma sul luogo dell'atterraggio non c'è nessuno.
Starscream invoca alcuni nomi, ma invano: Stormbringer, Pulse e Hardcase non gli rispondono.
Poi sul posto piomba qualcosa che rimbalza al suolo e fa reagire i Decepticon come se si trattasse di una bomba.
Invece è la testa di Hardcase, che annuncia un attacco della LCS (Lightning Strike Coalition), guidata da Grimlock e composta tra gli altri, da Slag, Sludge, Snarl, Swoop, Kup e Ironhide.
Subito divampa uno scontro, ma alla fine la LCS riesce a fuggire con i carichi di Energon, e Starscream resta stato beffato.
Il Caduto conduce i suoi tre alleati in un luogo abbandonato, nelle profondità di Cybertron. E intanto descrive uno degli "angoli" di cui vuole impossessarsi: si riferisce a Grimlock.
Superando una barriera olografica, accedono a una vasta sala il cui pavimento ha forma concava; il fondo sembra essere chiuso da una sorta di tombino circolare, su cui troneggia una scritta in Cybertroniano: Fonte di Tutte le Scintille (Well Of Allspark).
Il Caduto descrive quel luogo come "l'inizio e la fine" e comincia a discendervi.
Note
Il ponte spaziale in cui scompaiono Optimus e Megatron è una struttura circolare verticale, che può vagamente ricordare, come idea, il ponte omonimo dei cartoni animati G1, in versione molto più piccola e snella.
L’aspetto da gladiatore tecnologico del Caduto (opera di Pat Lee), con tanto di gonnellino, spada appesa al fianco e griglia fumante sulla bocca, ricorda una delle tante recenti reinterpretazioni del Mazinger di Go Nagai.
La pulsione di Kup a esplorare strani nuovi mondi ricorda i fumetti Marvel della Generation 2, in cui la Second Generation dei Decepticon lasciò in massa Cybertron per espandersi nella galassia e colonizzare innumerevoli nuovi pianeti.
Grimlock sbaglia il nome di Swoop e lo chiama "Dive...".
E' un riferimento ai fumetti G1 UK Marvel, dove si racconta che Swoop, su Cybertron, inizialmente portava il nome di Divebomb, poi rubatogli dall'omonimo Predacon (UK #46, Annual UK 1987 e UK #135-136).
La città di Kalis compare per la prima volta nell’albo G1Marvel UK #166.
I tre Transformer dediti alle pratiche occulte tecnologiche sono Mindwipe (futuro Headmaster), Bugly e Bludgeon (futuri Pretender); la scelta non è casuale: le originali specifiche tecniche e i profili Marvel di questi personaggi segnalavano già un loro interesse per l'occulto o lo spirituale.
Bludgeon e Bugly non indossano ancora i loro involucri Pretender.
La sequenza in cui gli Autobot entrano nell'Autobase ricorda due scene analoghe delle serie classiche degli anni ‘80, una in G1Marvel US #17 e l’altra in G1Marvel UK #79.
Gli Ultracon citati da Prowl sono una fazione completamente nuova. I Predacon sono un gruppo che si estende oltre i cinque della G1 (Razorclaw, Tantrum, Divebomb, Rampage e Headstrong): si tratta presumibilmente degli "antenati" dei Predacon di Beast Wars.
Il volo della testa di Hardcase, scambiata per una bomba, sembra ripreso da G1 UK Marvel #133-134, dove il cyborg Testa di Morte gioca a Rodimus Prime lo stesso scherzo, usando la testa di un soldato Autobot.
Il nome Lightning Strike Coalition del gruppo di Grimlock rievoca il motto Lightning Strike del cartone animato di Jayce and the Wheeled Warriors.
La Fonte di Tutte le Scintille (Well Of Allspark) ricorda molto vagamente la cavità in cui Spike e Carly cadono durante la seconda parte di ”Desertion Of The Dinobot - Part 2”, nei cartoni G1 della Stagione 2, con la differenza che quella era una sezione interna del computer dei Decepticon che controllava il ponte spaziale.
Apparizioni.
All'Autobase: Tracks, Huffer, Mirage, Perceptor, Skids.
Sugli schermi: Brawl, Cliffjumper, Gears, Sideswipe.
Forze Predacon: Motormaster, Astrotrain, Hardcase, Krok, Horri-Bull, Flywheels, Skullgrin, Hun-Grr.
La fazione che comprende tra le sue fila Prowl, Skids, Perceptor, Hound, Blaster, Tracks, Jazz, Huffer, Cliffjumper, Gears e Sideswipe non ha nome, ma sembra ragionevole che si tratti degli Autobot.
La LSC include Grimlock, Swoop, Slag, Sludge, Snarl, Ironhide, Wheeljack e Kup.
Anche in questo caso, alcuni dei progetti dei personaggi (come Jetfire) sono poi stati realizzati come modellini nella linea Titanium Series.
In particolare, il Caduto è uno dei rari casi di personaggio ideato esclusivamente per i fumetti che ha l’onore di diventare un modellino effettivo,
Di Cliffjumper, che avrebbe dovuto essere una rielaborazione di Bumblebee, è stato mostrato un prototipo senza colori a BotCon 2006.
Le modalità robotiche dei Dyno-bot (sebbene qui non usino quel nome) sono state poi riutilizzate con variazioni minime in Spotlight: Shockwave della IDW.
Osservazioni
Esauritosi l’effetto del primo volume, dove la componente grafica si imponeva con forza grazie alla novità delle progettazioni di massa dei personaggi in stile Cybertroniano, la storia prende una piega molto più colta e meditata.
Il tema della saga è quello dell’approfondimento e della motivazione dei personaggi e delle fazioni, oltre che delle dinamiche del conflitto.
Non tutti i lettori lo capiscono, ma è abbastanza ovvio che nella vicenda non è concesso introdurre incredibili colpi di scena o inediti eventi epocali: non solo perché la conclusione (temporanea) del conflitto Cybertroniano è già nota, ma anche perché i personaggi devono tutti in qualche modo sopravvivere fino all’epoca moderna, per comparire nella saga G1 del presente. Come se tutto ciò non bastasse, Simon Furman subisce anche il vincolo della continuità con le storie della serie scritta da Jams “Brad Mick” McDonough e Adam Patyk.
Il vero valore di questa miniserie non è da cercarsi nel racconto di un evento memorabile, ma nella grande perizia con cui essa sa delineare una fase della guerra civile dei Transformer, esplorandone con bravura e intelligenza tutti gli aspetti, anche i più reconditi, senza mai annoiare il lettore.
Un altro aspetto molto importante è la caratterizzazione psicologica di ogni singolo Transformer, che Simon Furman cesella e definisce con grande attenzione, attraverso dialoghi molto curati sia nella forma sia nel contenuto.
I Transformer di Furman non sono semplici macchine con un’Intelligenza Artificiale: sono invece esseri viventi completi e complessi, che godono di una vastissima durata di vita e si interrogano sulle grandi questioni dell’esistenza.
Sono personaggi che hanno avuto letteralmente secoli e secoli per comprendere se stessi e, di conseguenza, si relazionano tra loro con uno stile maturo che si differenzia in modo abissale dalle scene di “scazzottamenti per la supremazia sul gruppo tra maschi alfa” così ricorrenti nelle dozzinali storie d’azione di altri autori.
Magari questi Transformer di Furman non trovano una risposta alle loro domande, ma dimostrando di avere consapevolezza di se stessi e di ciò che li circonda, a differenza dei personaggi caratterizzati da altri autori, che risultano freddi e ottusi oltre misura, tanto sono annegati e cristallizzati negli angusti limiti un po’ infantili dei loro profili caratteriali.
Sempre a livello di dialoghi, Furman utilizza la terminologia tipica del suo stile, coniando definizioni pseudoscientifiche note ai fan come "furmanismi": in questo albo è da segnalare la dark science (scienza oscura), che è l'equivalente tecnologico della nostra magia nera.
Passando al lato grafico, risulta evidente che il disegnatore, Andy Wildman, fatica abbastanza nell'adattare il suo stile, molto classico, sobrio e compatto, al nuovo stile grafico della Dreamwave, che consiste soprattutto di un barocco insieme di ridondanze, esagerazioni ed esasperazioni.
A ciò va aggiunto che l'inchiostratore affiancato a Wildman non è dei migliori e il risultato, destinato a migliorare comunque sensibilmente nei prossimi albi, può essere un po' deludente.
Wildman resta comunque molto abile nella narrazione visiva (lo storytelling) e nella disposizione delle vignette (il layout), oltre che nel saper interpretare graficamente la sceneggiatura, raccontandola in modo complementare alle immagini: tre lezioni di cui certi esordienti della Dreamwave avrebbero dovuto fare tesoro.
La suggestiva colorazione pittorica contribuisce a valorizzare l’arte molto lineare e spoglia di Wildman, ma eccede negli effetti di oscurità, rendendo a volte le vignette così buie che è impossibile riconoscere i personaggi o comprendere cosa stia accadendo.
Fonti: TfArchive.com - TfWiki.net.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








