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Iscritto il: 21/06/2004
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Shattered Glass (BotCon 2008)
“Shattered Glass” (Timelines #3)
Storia: Pete Sinclair e Benson Yee
Testi: Benson Yee
Arte: Don Figueroa
Colori: Espen Grundetjern
Copertina di Dan Khanna
Pubblicato dalla casa editrice Fun Publications il 24 Aprile 2008 (BotCon 2008).
Introduzione
“Shattered Glass” (Vetro Infranto) è il nome dell’universo narrativo e della linea di modellini concepiti per l’evento di BotCon 2008. Si tratta di un universo parallelo “a specchio”, dove i buoni sono malvagi e viceversa (e tutti hanno uno schema cromatico nuovo).
La storia
Emergendo da un portale dimensionale, Cliffjumper si ritrova con stupore su Cybertron. Le cose diventano sempre piĂą strane quando incappa in un Triggercon, Ruckus, con un inusuale schema cromatico. Ruckus, terrorizzato da Cliffjumper, tenta di fuggire, ma viene ucciso a sangue freddo da Rodimus.
Anche Rodimus è stupito di rivedere Cliffjumper vivo. E anche lui ha caratteristiche insolite: schema cromatico viola e decorazione facciale simile a un paio di baffi.
Rodimuss conduce Cliffjumper a Iacon, dove Optimus Prime è felicissimo di rivedere Cliffjumper, uno dei suoi meccanoidi più fidati. Optimus gli mostra i resti dei Decepticon esposti nel corridoio d’ingresso e, mentre parla dei successi dell’Impero Autobot, lo conduce alla Vasca di Fusione.
Qui, Goldbug (insieme a Jazz, Ricochet, Blurr e Grimlock) sta per procedere a giustiziare il prigioniero Rumble.
Sempre piĂą a disagio, Cliffjumper trova infine la forza per reagire, opponendosi a questa brutalitĂ che tradisce gli ideali Autobot.
Contrariato, Optimus Prime gli spara, riducendolo in fin di vita. Sceglie però di non ucciderlo e, fingendo (?) di chiedere consiglio ai cadaveri Decepticon che penzolano dal soffitto, lo fa gettare nella Zona Radioattiva. Chissà , magari Cliffjumper ritornerà in sé.
Nella Zona Radioattiva, un Cliffjumper privo di sensi viene recuperato da Scrapper e Long Haul, colorati come se fossero due Protectobot.
Cliffjumper si risveglia in una sala operatoria, con Hook e Scrapper al lavoro su di lui.
Terrorizzato, tenta di fuggire, solo per incappare in un gentile Megatron e in un bizzarro Sideswipe che sfoggia un simbolo Autobot tagliato in due.
Sideswipe chiede di parlare da solo con Cliffjumper e finalmente riesce a determinare che quello che ha davanti non è il Cliffjumper che tutti loro conoscevano (anche perché Sideswipe è uno dei pochi che sa che quel Cliffjumper è stato ucciso durante un’imboscata).
Stabilito che Cliffjumper viene da un’altra realtà , Sideswipe gli racconta la storia di questo universo.
In passato, quando Cybertron prosperava e i suoi abitanti cercavano solo conoscenza e armonia, un archivista di nome Optronix voleva di più. Tramite il tradimento, ottenne di divenire uno dei membri più influenti della società e cominciò a predicare l’intolleranza verso lo stile di vita pacifico di Cybertron, attirando altri meccaniodi insoddisfatti come lui.
Col tempo, Optronix dichiarò la propria congrega come Autonoma rispetto a Cybertron, prendendo il nome di Autobot. Passò poi al potenziamento di tutti loro, tenendo per sé le modifiche più potenti e ribattezzandosi Optimus Prime.
Gli Autobot iniziarono il loro regno del terrore, distruggendo chiunque rifiutarsi di unirsi alla loro fazione. La sete di conoscenza di Optimus crebbe fino a un punto in cui la sua sanità mentale andò in frantumi, in seguito a una scoperta terribile, nota solo a lui.
Altri Cybertroniani cercarono di opporsi al massacro causato dagli Autobot, ma senza un capo a guidarli, i loro sforzi furono inconclusivi.
Finché da Polyhex non emerse Megatron, che diede forma all’esercito della Resistenza. Megatron, equivalente a Optimus sul campo di battaglia, aveva inoltre la capacità di trasformarsi: questo talento di nascondersi in piena luce valse alla sua fazione il nome di Decepticon.
Ma Optimus era un genio: in brve, riuscì a replicare il talento di trasformazione e fornirlo agli Autobot.
Le vittorie Decepticon si assottigliarono e il morale cominciò ad andare a fondo.
Sideswipe stesso, un tempo era un Autobot. Ma quando smise di credere nella causa di Optimus, fu vittima di un’imboscata da parte dei suoi stessi compagni e dato per morto. Ora, si è unito ai Decepticon perché vuole la vendetta.
Non del tutto convinto, Cliffjumper decide comunque di restare per il momento con i Decepticon.
A Iacon, mentre Optimus si addestra con droni olografici, Blurr fa rapporto sullo stato dell’Arca e sulla scarsa stabilità della piattaforma di supporto. Optimuis ignora le sue preoccupazioni e attende con ansia un attacco dei Decepticon.
A Polyhex, Starscream fa rapporto sull’Arca, mentre Megatron ascolta con preoccupazione. Cliffjumper apprende da loro che Optimus progetta di invadere altri mondi e, sconvolto, menziona Primus.
Alla reazione confusa dei presenti, Cliffjumper espone rapidamente le origini dei Transformer, dando a Megatron un motivo di speranza sull’esistenza della loro razza.
Finalmente Starscream ha l’idea vincente per fermare l’Arca: usare il “gas vetroso” dell’arma di Cliffjumper per danneggiare i serbatoi dell’Energon e far esplodere la piattaforma.
Al tramonto, Razorclaw e Rampage eliminano le guardie del sito di lancio a Iacon, mentre dai cieli planano Starscream, Divebomb e Whisper, che bombardano il bersaglio con gas vetroso, ma senza ottenere il risultato voluto.
Scoppia quindi un violento scontro tra le due fazioni, durante il quale Optimus scorge un indeciso Cliffjumper militare tra le fila dei Decepticon e tenta di eliminarlo.
Non vi riesce, perché Megatron si frappone e riceve il colpo in pieno petto. Questo atto di altruismo è ci che serviva a Cliffjumper per accettare questa realtà così assurda. Usando il suo zaino jet, si getta all’assalto della piattaforma, completando il lavoro e facendola esplodere.
I Decepticon si ritirano, ma non prima che Megatron sferri un ultimo colpo di commiato a Optimus.
Per oggi, la vittoria va ai Decepticon. E finalmente Cliffjumper accetta di unirsi alla resistenza.
Note
Questa storia sfrutta il classico elemento fantascientifico dell’universo alternativo malvagio, reso assai familiare nella serie di Star Trek, dove è chiamato Universo Specchio, e nei fumetti della DC Comics, dove è la cosiddetta Terra-Tre.
Immancabilmente, c’è un personaggio del “nostro” mondo che piomba in quell’universo; e le versioni malvagie dei buoni hanno barba o baffi.
Questa storia è collegata direttamente al fumetto Crossing Over Part 6 del TransformersClub. Nell’universo Classics, ribattezzato Classicverse, Cliffjumper si era introdotto in un portale dimensionale insieme a Landquake, Skyfall e Breakaway (le esclusive del Club), solo per non giungere a destinazione insieme a loro.
La colorazione di Cliffjumper non è quella del modellino Classic: mancano le decorazioni argentate.
Questo è il primo lavoro illustrato di Don Figueroa, dopo l’inizio del suo periodo di distacco dai Transformer.
A pagina 3, Rodimus parla del massacro di Darkmount, con riferimento alla fortezza Decepticon vista negli albi #17-18 della serie G1 Marvel US.
Darkmount regnava sopra Polyhex, cioè la città che in questo universo è la base della Resistenza Decepticon.
Gli Autobot hanno invece sede nella classica Iacon, resa celebre dai fumetti G1 Marvel.
La Vasca di Fusione proviene dagli stessi albi, ma la scena del processo sommario in cui essa appare è invece ripresa da The Animated Movie del 1986 (con gli Autobot in vece dei Quintesson).
Lo Shattered Perceptor di pagina 4 è in realtà la versione Microman del personaggio.
La Zona Radioattiva di pagina 8 proviene dagli albi #77-80 della serie G1 Marvel US.
A pagina 9, il Drone Diagnostico che assiste Hook e Scrapper viene direttamente da Beast Machines. E indossa una cuffietta da infermiera.
La storia di Shattered Cybertron riflette specularmente la primissima storia delle origini dei Transformer, narrata nell’albo #1 della serie G1 Marvel US. La frase di Optimus (“Strike, my Autobots!…”) riprende esattamente quella pronunciata da Megatron in quell’albo.
Il nome Optronix deriva da The War Within della Dreamwave, dove però non viene mai usato ufficialmente.
La genesi del nome Autobot (Autonomous Bot) richiama quella di TFTM07.
A pagina 14, Sideswipe rivela che Shattered Straxus è un poeta.
A pagina 14, la frase di Cliffjumper, “Ponderous, slaggin' ponderous.” , è un elaborato riferimento al doppiatore del suo personaggio nella serie animata G1. Durante una registrazione, Casey Kasem si lasciò andare a una frase analoga, ma contenente imprecazioni ben più forti.
A pagina 16, Goldbug allude al precedente consigliere di Optimus, senza farne il nome. Optimus lo liquida affermando che ora è un altro pianeta a doversi preoccupare di lui. Che si tratti di Fortress Maximus e di Nebulos?
Il modello del personaggio di Reflector è basato su Syp Shot 6, della sottolinea Real Gear di TFTM07. Entrambi si trasformano in fotocamere.
A pagina 17, il capovolgimento prosegue, quando Megatron esclama “Starscream, you’re a genius!” in tono di sincera lode.
Lo Shattered Cyclonus che fa capolino a Polyhex è divenuto improvvisamente un candidato per il set del 2010, dato che nel 2009 è previsto un Universe Cyclonus per le celebrazioni del venticinquennale del marchio Transformers.
A pagina 18, la frase “Sector Seven is clear.” è un riferimento al Settore Sette di TFTM07.
A pagina 19, come “carne da cannone”, compare un personaggio identico all’eroico Go-Bot Leader-1 della Tonka, con lo schema cromatico del suo avversario Cy-Kill.
Tra le mani levate a supporto di Opimus, nel flashback storico, compare anche quella di Cy-Kill.
Inevitabilmente, l’Arca è colorata di viola.
A pagina 20, Megatron dichiara “It isn’t over yet, Prime.”, capovolgendo la sua storica battuta “It’s over, Prime.” di The Animated Movie del 1986.
Al sito dell’Arca compare brevemente Shattered Nightbeat, che è stato l’oggetto del Corso di Personalizzazione di BotCon 2008 (quello in cui si insegna a ricolorare i modellini).
Shattered Soundwave è ispirato al modellino giapponese “Sonic White”, che funziona come lettore di MP3.
Shattered Jazz esclama “I ain't gettin' bombed by no plane!”, citando la frase “I ain't gettin' on no plane!” tipica di B.A. Barackus del telefilm A-Team.
Il set principale di Shattered Glass è costituito da Optimus Prime, Grimlock, Goldbug, Jazz, Starscream e Razorclaw.
Il modellino aggiuntivo per i soli partecipanti alla Convention è Ricochet.
Due confezioni di Souvenir contemplano la “A”, con Megatron, Rodimus e Divebomb; la “B”, con Blurr, Sideswipe e Whisper, Rampage.
Immagine della Confezione Shattered Glass.
Bio e immagini dei personaggi Shattered: Megatron, Optimus Prime (recensione), Starscream, Grimlock, Jazz, Rodimus, Sideswipe (con Whisper) , Goldbug, Ricochet, Divebomb, Rampage, Razorclaw, Blurr.
Da notare che la Bio di Megatron è un omaggio ai concetti della Psicostoria di Isaac Asimov, mente quella di Jazz rivela che uno dei pianeti presi di mira da Optimus è la Terra stessa.
Anteprima del vero fumetto: Tavola 1, Tavola 2, Tavola 3.
A Novembre 2008, l’albo viene distribuito anche sul mercato normale, in una nuova edizione e con una copertina inedita.
Aspettative Infrante
Nell’Aprile 2008, la Fun Publications diffuse tre pagine di anteprima di Shattered Glass, che però erano in realtà un pesce d’Aprile concepito da Pete Sinclair, Greg Sepelak e Trent Troop.
In queste tre tavole, il concetto abbastanza leggero di universo parallelo malvagio veniva trattato in modo assai kitsch, presentando gag come un Grimlock raffinato e ingegnoso, un Jazz che parlava come Mister T e Furmanismi invertiti.
Le illustrazioni erano realizzate nello stile G2 di Derek Yaniger e Manny Galan, mentre la colorazione era quella tipicamente piatta del 1992.
La reazione dei fan in rete fu assolutamente inattesa e inedita: il fumetto fu infatti quasi unanimente adorato (e non solo apprezzato).
Ironicamente, la cosa piĂą popolare che la Fun Publications avesse mai realizzato non era nemmeno vera.
Le tre finte tavole: Tavola 1, Tavola 2, Tavola 3.
Citazioni di queste tavole:
- i "buoni" Decepticon appartengono alla Federazione Quintesson;
- la classica Mayhem Attack Squad dei Decepticon (G1 Marvel UK) diventa ora una Mayhem Suppression Squad;
- appaiono gli Involucri di alcuni Pretender mai andati oltre lo stadio di prototipi (ma presentati a BotCon);
- si ipotizza che un raggio riduttore abbia miniaturizzato i Predacon, spiegando così le loro dimensioni Mini-Con;
- compare il colonnello Deathsaurus, che è un omaggio a BotCon 2005;
- Bugbite (qui divenuto uno stereotipo britannico) cita il set di BotCon 2007;
- appare un Action Master Thundercracker.
Presentando la vera anteprima, il Club ha accennato alla forte probabilitĂ che altro materiale kitsch di questo genere possa venire davvero prodotto.
Osservazioni
Come noto, i fumetti delle Convention solitamente non brillano per qualitĂ , in quanto costretti a concentrarsi su un certo gruppo di personaggi e a narrare una storia il piĂą possibile autoconclusiva, spesso per opera di autori che sono piĂą dilettanti che altro.
Questa volta, per fortuna, le cose vanno diversamente. Certo, i promotori di BotCon 2008 potrebbero avere qualcosa da ridire sul fatto che la storia ruoti intorno a Cliffjumper, che non fa parte del set di modellini da pubblicizzare, ma per noi lettori il discorso cambia: Cliffjumper funge da punto focale della narrazione, giustificando e connettendo in una narrazione consistente quello che altrimenti sarebbe solo un alternarsi meccanico di numerosi personaggi che devono raccontare la loro storia.
Come se ciò non bastasse, non solo Cliffjumper è il filo conduttore che tiene insieme tutta la vicenda, ma riesce anche a trovare spazio in questa vasta saga per raccontarci il proprio dilemma personale e la sua risoluzione finale, quasi come se gli autori avessero in parte deciso di ispirarsi allo stile Spotlight.
Lo scambio di ruoli tra Optimus e Megatron funziona discretamente, anche se forse è più convincente per il secondo, dato che la psicosi di Optimus è decisamente esagerata (anche G1 Megatron era pazzo, ma lo dava meno a vedere). Probabilmente ciò che più convince di questa storia è il senso di (ri)scoperta che si prova man mano che l’universo infranto si dispiega e il lettore riconosce gli elementi capovolti della mitologia originale, in una sorta di divertente caccia al tesoro.
Gli elementi irrisolti promettono un seguito che attendiamo con un certo interesse, felici che finalmente il TransformersClub sia riuscito a gettare le basi per una propria continuitĂ con il potenziale per durare a lungo.
Il difetto maggiore di questo albo è sicuramente costituito dal lettering: se i testi esageratamente verbosi sono un male inevitabile, per una storia autoconclusiva, la loro disposizione grossolana, in ballon smisurati che coprono inutilmente dettagli importanti dell’arte, non lo è affatto; gli stessi testi avrebbero potuto infatti essere scomposti e distribuiti meglio nelle vignette, sfruttando con più accortezza gli spazi liberi lasciati dal disegnatore; il testo stesso dei singoli ballon avrebbe potuto essere incasellato molto meglio di come è stato fatto.
Storia: Pete Sinclair e Benson Yee
Testi: Benson Yee
Arte: Don Figueroa
Colori: Espen Grundetjern
Copertina di Dan Khanna
Pubblicato dalla casa editrice Fun Publications il 24 Aprile 2008 (BotCon 2008).
Introduzione
“Shattered Glass” (Vetro Infranto) è il nome dell’universo narrativo e della linea di modellini concepiti per l’evento di BotCon 2008. Si tratta di un universo parallelo “a specchio”, dove i buoni sono malvagi e viceversa (e tutti hanno uno schema cromatico nuovo).
La storia
Emergendo da un portale dimensionale, Cliffjumper si ritrova con stupore su Cybertron. Le cose diventano sempre piĂą strane quando incappa in un Triggercon, Ruckus, con un inusuale schema cromatico. Ruckus, terrorizzato da Cliffjumper, tenta di fuggire, ma viene ucciso a sangue freddo da Rodimus.
Anche Rodimus è stupito di rivedere Cliffjumper vivo. E anche lui ha caratteristiche insolite: schema cromatico viola e decorazione facciale simile a un paio di baffi.
Rodimuss conduce Cliffjumper a Iacon, dove Optimus Prime è felicissimo di rivedere Cliffjumper, uno dei suoi meccanoidi più fidati. Optimus gli mostra i resti dei Decepticon esposti nel corridoio d’ingresso e, mentre parla dei successi dell’Impero Autobot, lo conduce alla Vasca di Fusione.
Qui, Goldbug (insieme a Jazz, Ricochet, Blurr e Grimlock) sta per procedere a giustiziare il prigioniero Rumble.
Sempre piĂą a disagio, Cliffjumper trova infine la forza per reagire, opponendosi a questa brutalitĂ che tradisce gli ideali Autobot.
Contrariato, Optimus Prime gli spara, riducendolo in fin di vita. Sceglie però di non ucciderlo e, fingendo (?) di chiedere consiglio ai cadaveri Decepticon che penzolano dal soffitto, lo fa gettare nella Zona Radioattiva. Chissà , magari Cliffjumper ritornerà in sé.
Nella Zona Radioattiva, un Cliffjumper privo di sensi viene recuperato da Scrapper e Long Haul, colorati come se fossero due Protectobot.
Cliffjumper si risveglia in una sala operatoria, con Hook e Scrapper al lavoro su di lui.
Terrorizzato, tenta di fuggire, solo per incappare in un gentile Megatron e in un bizzarro Sideswipe che sfoggia un simbolo Autobot tagliato in due.
Sideswipe chiede di parlare da solo con Cliffjumper e finalmente riesce a determinare che quello che ha davanti non è il Cliffjumper che tutti loro conoscevano (anche perché Sideswipe è uno dei pochi che sa che quel Cliffjumper è stato ucciso durante un’imboscata).
Stabilito che Cliffjumper viene da un’altra realtà , Sideswipe gli racconta la storia di questo universo.
In passato, quando Cybertron prosperava e i suoi abitanti cercavano solo conoscenza e armonia, un archivista di nome Optronix voleva di più. Tramite il tradimento, ottenne di divenire uno dei membri più influenti della società e cominciò a predicare l’intolleranza verso lo stile di vita pacifico di Cybertron, attirando altri meccaniodi insoddisfatti come lui.
Col tempo, Optronix dichiarò la propria congrega come Autonoma rispetto a Cybertron, prendendo il nome di Autobot. Passò poi al potenziamento di tutti loro, tenendo per sé le modifiche più potenti e ribattezzandosi Optimus Prime.
Gli Autobot iniziarono il loro regno del terrore, distruggendo chiunque rifiutarsi di unirsi alla loro fazione. La sete di conoscenza di Optimus crebbe fino a un punto in cui la sua sanità mentale andò in frantumi, in seguito a una scoperta terribile, nota solo a lui.
Altri Cybertroniani cercarono di opporsi al massacro causato dagli Autobot, ma senza un capo a guidarli, i loro sforzi furono inconclusivi.
Finché da Polyhex non emerse Megatron, che diede forma all’esercito della Resistenza. Megatron, equivalente a Optimus sul campo di battaglia, aveva inoltre la capacità di trasformarsi: questo talento di nascondersi in piena luce valse alla sua fazione il nome di Decepticon.
Ma Optimus era un genio: in brve, riuscì a replicare il talento di trasformazione e fornirlo agli Autobot.
Le vittorie Decepticon si assottigliarono e il morale cominciò ad andare a fondo.
Sideswipe stesso, un tempo era un Autobot. Ma quando smise di credere nella causa di Optimus, fu vittima di un’imboscata da parte dei suoi stessi compagni e dato per morto. Ora, si è unito ai Decepticon perché vuole la vendetta.
Non del tutto convinto, Cliffjumper decide comunque di restare per il momento con i Decepticon.
A Iacon, mentre Optimus si addestra con droni olografici, Blurr fa rapporto sullo stato dell’Arca e sulla scarsa stabilità della piattaforma di supporto. Optimuis ignora le sue preoccupazioni e attende con ansia un attacco dei Decepticon.
A Polyhex, Starscream fa rapporto sull’Arca, mentre Megatron ascolta con preoccupazione. Cliffjumper apprende da loro che Optimus progetta di invadere altri mondi e, sconvolto, menziona Primus.
Alla reazione confusa dei presenti, Cliffjumper espone rapidamente le origini dei Transformer, dando a Megatron un motivo di speranza sull’esistenza della loro razza.
Finalmente Starscream ha l’idea vincente per fermare l’Arca: usare il “gas vetroso” dell’arma di Cliffjumper per danneggiare i serbatoi dell’Energon e far esplodere la piattaforma.
Al tramonto, Razorclaw e Rampage eliminano le guardie del sito di lancio a Iacon, mentre dai cieli planano Starscream, Divebomb e Whisper, che bombardano il bersaglio con gas vetroso, ma senza ottenere il risultato voluto.
Scoppia quindi un violento scontro tra le due fazioni, durante il quale Optimus scorge un indeciso Cliffjumper militare tra le fila dei Decepticon e tenta di eliminarlo.
Non vi riesce, perché Megatron si frappone e riceve il colpo in pieno petto. Questo atto di altruismo è ci che serviva a Cliffjumper per accettare questa realtà così assurda. Usando il suo zaino jet, si getta all’assalto della piattaforma, completando il lavoro e facendola esplodere.
I Decepticon si ritirano, ma non prima che Megatron sferri un ultimo colpo di commiato a Optimus.
Per oggi, la vittoria va ai Decepticon. E finalmente Cliffjumper accetta di unirsi alla resistenza.
Note
Questa storia sfrutta il classico elemento fantascientifico dell’universo alternativo malvagio, reso assai familiare nella serie di Star Trek, dove è chiamato Universo Specchio, e nei fumetti della DC Comics, dove è la cosiddetta Terra-Tre.
Immancabilmente, c’è un personaggio del “nostro” mondo che piomba in quell’universo; e le versioni malvagie dei buoni hanno barba o baffi.
Questa storia è collegata direttamente al fumetto Crossing Over Part 6 del TransformersClub. Nell’universo Classics, ribattezzato Classicverse, Cliffjumper si era introdotto in un portale dimensionale insieme a Landquake, Skyfall e Breakaway (le esclusive del Club), solo per non giungere a destinazione insieme a loro.
La colorazione di Cliffjumper non è quella del modellino Classic: mancano le decorazioni argentate.
Questo è il primo lavoro illustrato di Don Figueroa, dopo l’inizio del suo periodo di distacco dai Transformer.
A pagina 3, Rodimus parla del massacro di Darkmount, con riferimento alla fortezza Decepticon vista negli albi #17-18 della serie G1 Marvel US.
Darkmount regnava sopra Polyhex, cioè la città che in questo universo è la base della Resistenza Decepticon.
Gli Autobot hanno invece sede nella classica Iacon, resa celebre dai fumetti G1 Marvel.
La Vasca di Fusione proviene dagli stessi albi, ma la scena del processo sommario in cui essa appare è invece ripresa da The Animated Movie del 1986 (con gli Autobot in vece dei Quintesson).
Lo Shattered Perceptor di pagina 4 è in realtà la versione Microman del personaggio.
La Zona Radioattiva di pagina 8 proviene dagli albi #77-80 della serie G1 Marvel US.
A pagina 9, il Drone Diagnostico che assiste Hook e Scrapper viene direttamente da Beast Machines. E indossa una cuffietta da infermiera.
La storia di Shattered Cybertron riflette specularmente la primissima storia delle origini dei Transformer, narrata nell’albo #1 della serie G1 Marvel US. La frase di Optimus (“Strike, my Autobots!…”) riprende esattamente quella pronunciata da Megatron in quell’albo.
Il nome Optronix deriva da The War Within della Dreamwave, dove però non viene mai usato ufficialmente.
La genesi del nome Autobot (Autonomous Bot) richiama quella di TFTM07.
A pagina 14, Sideswipe rivela che Shattered Straxus è un poeta.
A pagina 14, la frase di Cliffjumper, “Ponderous, slaggin' ponderous.” , è un elaborato riferimento al doppiatore del suo personaggio nella serie animata G1. Durante una registrazione, Casey Kasem si lasciò andare a una frase analoga, ma contenente imprecazioni ben più forti.
A pagina 16, Goldbug allude al precedente consigliere di Optimus, senza farne il nome. Optimus lo liquida affermando che ora è un altro pianeta a doversi preoccupare di lui. Che si tratti di Fortress Maximus e di Nebulos?
Il modello del personaggio di Reflector è basato su Syp Shot 6, della sottolinea Real Gear di TFTM07. Entrambi si trasformano in fotocamere.
A pagina 17, il capovolgimento prosegue, quando Megatron esclama “Starscream, you’re a genius!” in tono di sincera lode.
Lo Shattered Cyclonus che fa capolino a Polyhex è divenuto improvvisamente un candidato per il set del 2010, dato che nel 2009 è previsto un Universe Cyclonus per le celebrazioni del venticinquennale del marchio Transformers.
A pagina 18, la frase “Sector Seven is clear.” è un riferimento al Settore Sette di TFTM07.
A pagina 19, come “carne da cannone”, compare un personaggio identico all’eroico Go-Bot Leader-1 della Tonka, con lo schema cromatico del suo avversario Cy-Kill.
Tra le mani levate a supporto di Opimus, nel flashback storico, compare anche quella di Cy-Kill.
Inevitabilmente, l’Arca è colorata di viola.
A pagina 20, Megatron dichiara “It isn’t over yet, Prime.”, capovolgendo la sua storica battuta “It’s over, Prime.” di The Animated Movie del 1986.
Al sito dell’Arca compare brevemente Shattered Nightbeat, che è stato l’oggetto del Corso di Personalizzazione di BotCon 2008 (quello in cui si insegna a ricolorare i modellini).
Shattered Soundwave è ispirato al modellino giapponese “Sonic White”, che funziona come lettore di MP3.
Shattered Jazz esclama “I ain't gettin' bombed by no plane!”, citando la frase “I ain't gettin' on no plane!” tipica di B.A. Barackus del telefilm A-Team.
Il set principale di Shattered Glass è costituito da Optimus Prime, Grimlock, Goldbug, Jazz, Starscream e Razorclaw.
Il modellino aggiuntivo per i soli partecipanti alla Convention è Ricochet.
Due confezioni di Souvenir contemplano la “A”, con Megatron, Rodimus e Divebomb; la “B”, con Blurr, Sideswipe e Whisper, Rampage.
Immagine della Confezione Shattered Glass.
Bio e immagini dei personaggi Shattered: Megatron, Optimus Prime (recensione), Starscream, Grimlock, Jazz, Rodimus, Sideswipe (con Whisper) , Goldbug, Ricochet, Divebomb, Rampage, Razorclaw, Blurr.
Da notare che la Bio di Megatron è un omaggio ai concetti della Psicostoria di Isaac Asimov, mente quella di Jazz rivela che uno dei pianeti presi di mira da Optimus è la Terra stessa.
Anteprima del vero fumetto: Tavola 1, Tavola 2, Tavola 3.
A Novembre 2008, l’albo viene distribuito anche sul mercato normale, in una nuova edizione e con una copertina inedita.
Aspettative Infrante
Nell’Aprile 2008, la Fun Publications diffuse tre pagine di anteprima di Shattered Glass, che però erano in realtà un pesce d’Aprile concepito da Pete Sinclair, Greg Sepelak e Trent Troop.
In queste tre tavole, il concetto abbastanza leggero di universo parallelo malvagio veniva trattato in modo assai kitsch, presentando gag come un Grimlock raffinato e ingegnoso, un Jazz che parlava come Mister T e Furmanismi invertiti.
Le illustrazioni erano realizzate nello stile G2 di Derek Yaniger e Manny Galan, mentre la colorazione era quella tipicamente piatta del 1992.
La reazione dei fan in rete fu assolutamente inattesa e inedita: il fumetto fu infatti quasi unanimente adorato (e non solo apprezzato).
Ironicamente, la cosa piĂą popolare che la Fun Publications avesse mai realizzato non era nemmeno vera.
Le tre finte tavole: Tavola 1, Tavola 2, Tavola 3.
Citazioni di queste tavole:
- i "buoni" Decepticon appartengono alla Federazione Quintesson;
- la classica Mayhem Attack Squad dei Decepticon (G1 Marvel UK) diventa ora una Mayhem Suppression Squad;
- appaiono gli Involucri di alcuni Pretender mai andati oltre lo stadio di prototipi (ma presentati a BotCon);
- si ipotizza che un raggio riduttore abbia miniaturizzato i Predacon, spiegando così le loro dimensioni Mini-Con;
- compare il colonnello Deathsaurus, che è un omaggio a BotCon 2005;
- Bugbite (qui divenuto uno stereotipo britannico) cita il set di BotCon 2007;
- appare un Action Master Thundercracker.
Presentando la vera anteprima, il Club ha accennato alla forte probabilitĂ che altro materiale kitsch di questo genere possa venire davvero prodotto.
Osservazioni
Come noto, i fumetti delle Convention solitamente non brillano per qualitĂ , in quanto costretti a concentrarsi su un certo gruppo di personaggi e a narrare una storia il piĂą possibile autoconclusiva, spesso per opera di autori che sono piĂą dilettanti che altro.
Questa volta, per fortuna, le cose vanno diversamente. Certo, i promotori di BotCon 2008 potrebbero avere qualcosa da ridire sul fatto che la storia ruoti intorno a Cliffjumper, che non fa parte del set di modellini da pubblicizzare, ma per noi lettori il discorso cambia: Cliffjumper funge da punto focale della narrazione, giustificando e connettendo in una narrazione consistente quello che altrimenti sarebbe solo un alternarsi meccanico di numerosi personaggi che devono raccontare la loro storia.
Come se ciò non bastasse, non solo Cliffjumper è il filo conduttore che tiene insieme tutta la vicenda, ma riesce anche a trovare spazio in questa vasta saga per raccontarci il proprio dilemma personale e la sua risoluzione finale, quasi come se gli autori avessero in parte deciso di ispirarsi allo stile Spotlight.
Lo scambio di ruoli tra Optimus e Megatron funziona discretamente, anche se forse è più convincente per il secondo, dato che la psicosi di Optimus è decisamente esagerata (anche G1 Megatron era pazzo, ma lo dava meno a vedere). Probabilmente ciò che più convince di questa storia è il senso di (ri)scoperta che si prova man mano che l’universo infranto si dispiega e il lettore riconosce gli elementi capovolti della mitologia originale, in una sorta di divertente caccia al tesoro.
Gli elementi irrisolti promettono un seguito che attendiamo con un certo interesse, felici che finalmente il TransformersClub sia riuscito a gettare le basi per una propria continuitĂ con il potenziale per durare a lungo.
Il difetto maggiore di questo albo è sicuramente costituito dal lettering: se i testi esageratamente verbosi sono un male inevitabile, per una storia autoconclusiva, la loro disposizione grossolana, in ballon smisurati che coprono inutilmente dettagli importanti dell’arte, non lo è affatto; gli stessi testi avrebbero potuto infatti essere scomposti e distribuiti meglio nelle vignette, sfruttando con più accortezza gli spazi liberi lasciati dal disegnatore; il testo stesso dei singoli ballon avrebbe potuto essere incasellato molto meglio di come è stato fatto.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








