Allspark Power Mudflap
Modalità veicolo: Camion Gru
Dimensioni: lunghezza: 24 cm, altezza 8 cm al punto più alto del braccio, larghezza circa 6,3 cm da ruota a ruota. Lunghezza del braccio a piena estensione 27 cm, 38 cm inclusa la lama.
Colori: giallo – carrozzeria, bianco - abitacoli, nero – ruote e segnaletica – argento: parafanghi e griglie anteriore e posteriore.
Mudflap, con le sue imponenti dimensioni, porta al suo limite la classe
Voyager: è probabile che non vedremo più
Transformers di questa stazza per molto tempo. La sua imponenza ben si coniuga con il fatto che rappresenta un camion gru da 12 ruote, tutte quante funzionanti. Il grado di dettaglio della scultura è molto elevato: ci sono i pistoni laterali per stabilizzare il mezzo sul terreno, gli abitacoli del guidatore e dell’operatore del braccio gru, i tubi e le cablature. Tale braccio è pienamente funzionante: si estende, sorretto da un pistone ingegnosamente costruito in materiale più morbido e con il cilindro formato da tre componenti, per evitare di sollecitarlo eccessivamente con l’uso; la “torretta” del braccio inoltre ruota di 360 gradi. In questo modello così dettagliato e realistico stonano un po’ la mancanza di verniciatura di alcuni dettagli meccanici e dei fari; mentre la colorazione prevalentemente gialla era stata pensata proprio per somigliare di più ad un modello reale e adeguarsi meglio alla linea di giocattoli del film.
Allo stesso modo, nuoce al realismo generale del modello la presenza di due gimmick del tipo “Cyber key” – Infatti
Mudflap è un redeco dalla serie
Cybertron – che si attivano inserendo la chiave in plastica trasparente viola con un simbolo
Decepticon argento stampato sopra o in una fessura al lato della cabina, o in una a lato del braccio della gru completamente esteso. Nel primo caso si solleva e scatta in avanti un lanciamissili, che spara con un grilletto situato a lato un proiettile trasparente (forse per intralciare di meno l’estetica del modello); nel secondo caso, esce una lama seghettata, realizzata in plastica morbida per ragioni di sicurezza.
Al di fuori di quello sulla cyber key, l’unico simbolo di fazione presente su Mudflap è ben visibile in modalità veicolo, sul motore del braccio gru.
Trasformazione
La trasformazione è il gioiello di
Mudflap, e la particolarità che gli ha fatto meritare di entrare a far parte della serie di modelli del film: anziché trasformarsi in senso longitudinale, come la maggior parte dei camion presenti tra i Transformers (l’abitacolo forma il tronco o i piedi), si trasforma in senso latitudinale, ottenendo dal fronte e dalla coda una gamba e un braccio, e il tronco dal centro. Ma andiamo nel dettaglio: per Trasformare mudflap da gru a robot, per prima cosa rimuovere la Cyber key, ed eventualmente anche il missile, per maggior spazio di manovra. Sollevare e spingere verso il alto destro del modello la cabina e l’abitacolo della gru; sollevare le due fiancate con le ruote centrali e aprire verso l’esterno le due porticine con le griglie sul lato sinistro del veicolo. Aprire verso l’esterno la metà destra del fronte del veicolo con una rotazione di 90°,allungare la sezione (rivelerà il ginocchio del robot) ruotarla in modo che mostri il parafango verso il sotto del veicolo, ruotare la griglia frontale di 90° nella stessa direzione e aprirla completamente: formerà il piede destro. Ripetere l’operazione con la coda del veicolo per formare la gamba sinistra, facendo attenzione a saldare le due metà del bacino, aprire il petto del robot (situato sotto il veicolo) per estrarre la testa, fissare le due cabine alle braccia nella posizione più esterna, ruotare di 90° le sezioni laterali del veicolo che ora si trovano dietro la schiena del robot. Posizionare le braccia a piacere.
Modalità robot
Dimensioni: altezza 17,5 cm dai piedi alla testa, 18,5 includendo lo zaino, 24 includendo la gru.
Colori: giallo – arti, spalle, testa; bianco – volto, tronco gomiti, cosce. Dettagli in bronzo (petto, spalle, braccia, mani cosce) , nero e argento.
L’imponenza di
Mudflap veicolo si traduce in un robot possente ma dotato di una linea piuttosto slanciata e di un design antropomorfo più adatto al gusto dei designer giapponesi dei cartoni animati (più precisamente la serie del 2005 Transformers Galaxy Force, da noi divenuta Cybertron) che a quello degli americani che hanno creato i personaggi del film più alieni possibile. Alla vista frontale del robot si presentano pochissimi particolari del veicolo, praticamente solo le ruote, ma tanto ingombro: sotto ogni braccio è attaccato un abitacolo del veicolo, con di nuovo la possibilità di attivare le stesse gimmick della modalità alternativa; per fargliele usare come armi, bisogna ingegnarsi un po’ a trovare la posizione giusta, visto che sono ingombranti e piuttosto sgraziate. Parimenti è voluminoso lo zaino, che aggiunge massa ma non ha funzione. Se sorvoliamo sui problemi di posizionamento derivanti dagli ingombri, la posabilità di Mudflap è proprio alta: la testa ruota, le spalle ruotano e si aprono infuori, i gomiti ruotano e si piegano in avanti, la tipica rotazione del bacino è stata ricollocata a metà del petto per ragioni di trasformazione, ma è presente, le cosce si aprono in fuori e ruotano a 360°, le ginocchia si piegano e ruotano. Nel mio esemplare, un errore di assemblaggio lo fa ritrovare con il ginocchio sinistro al contrario. L’estetica non ne risente, la posabilità sì. Non sono al corrente se si tratti di un errore frequente o meno. Il modello dispone anche di un riuscito Light piping, grazie al retro della testa in plastica trasparente bianca.
Considerazioni finali
Nel 2008 c’era bisogno di rimpolpare la serie del film con modelli provenienti da altre collezioni, e così il modello con la trasformazione più ingegnosa ed originale della serie Cybertron, Mudflap, venne riproposto con quella che, per il mio gusto personale, è stata una promozione: infatti il modello originale era penalizzato da una colorazione azzurrina poco realistica, mentre l’esigenza di amalgamarsi con i personaggi del film di Michael Bay ha spinto i designer di Hasbro, in particolare Joe Kyde, a trovargli una livrea più simile a quella dei veicoli da lavoro realmente esistenti. Tale scelta pare sia stata influenzata anche dalla volontà di citare il micromaster Erector, dimostrando ancora una volta l’attaccamento dei Transformers alla loro tradizione. Il risultato è un modello davvero ammirevole sotto tutti gli aspetti che gratificano un collezionista adulto: originalità della progettazione, ricchezza del dettaglio, elevata potabilità; ma è chiaramente un modello più adatto ai tradizionalisti che ai fan dell’ultima ora, vista la citazione che porta e l’aspetto del robot. In luce di tutte queste qualità le gimmick, che invece non sono entusiasmanti, non disturbano molto.
Curiosa infine è la sua biografia: questo Mudflap è un Decepticon riluttante, mentre il suo gemello della serie animata
Transformers Cybertron è un autobot che viene plagiato dai Decepticons facendo leva sulla sua insofferenza della condizione di profugo sul pianeta terra.