SupremeStarscream
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#p152203 • Pubblicato il:
17 Gen 2013, 16:14 E’ molto difficile rimanere obiettivo per me in questa recensione, dato che questo è stato, anni fa, il primo dei modelli della linea RiD che acquistai... e dato che poi acquistai tutti gli altri, si può facilmente intuire quanto questo mi piacque.
E’ anche difficile rimanere obiettivi perchè attualmente siamo in pieno periodo di “crisi” del settore, dove la plastica usata è poca, la colorazione è per la maggior parte dei casi scadente, le trasformazioni molto semplificate, le armi intrusive... insomma, recensire un modello di 10 anni fa a cui sono così affezionato potrebbe alterare i miei giudizi obiettivi... se così fosse, chiedo venia in anticipo.
Ma bando alle ciance e passiamo alla recensione di questo Super X-Brawn, un modello di classe deluxe facente parte degli Autobot.
Partiamo dalla modalità VEICOLO: il modello si presenta come un fuoristrada, contenuto nelle dimensioni essendo un classe deluxe, ma eccezionalmente ben fatto e ricco di particolari, sia scolpiti che colorati. Stare ad elencarli tutti sarebbe decisamente lungo, ma ce ne sono alcuni davvero degni di nota: ad esempio le ruote in gomma, con battistrada scolpito e la scritta “TRANSFORMERS TM” sul lato della ruota. I cerchioni sono ben scolpiti e di colore oro cromato. Gli specchietti e maniglie sono colorate di nero. Sono presenti delle barre sia laterali che di fronte al veicolo come una sorta di paraurti supplementari, tutte cromate. Grazie anche alla trasformazione, le portiere anteriori si aprono in modo realistico. Incredibilmente si apre anche il cofano, rivelando sotto un motore molto ben scolpito colorato di oro cromato. La colorazione generale richiama un po’ quella di Wheeljack G1, con il bianco a farla da padrone e decorazioni rosse e verdi accostate, come a richiamare la bandiera italiana. I vetri laterali e il lunotto anteriore sono di platica trasparente , contornati di nero a simulare le guarnizioni.
Parlando di camuffamento, attraverso i vetri si vedono varie parti del robot, tra cui anche la testa che sembra sia stata appoggiata sul sedile anteriore destro; se si escludono le parti che si intravedono però il camuffamento rasenta la perfezione, con nessuna parte del robot in vista o sporgente. Persino ribaltando il veicolo si vede solo parte del busto, semi nascosto comunque dalle barre laterali... che poi diverranno anch’esse parte integrante del robot, ma da sotto sembra facciano parte del pianale dell’auto.
Un veicolo decisamente solido e ben strutturato, con molteplici tocchi di classe sia come colorazione che come scultura.
Passiamo alla TRASFORMAZIONE, che all’inizio lascia un po’ spaesati: si staccano dal fondo del veicolo le barre laterali e quella frontale, si aprono le portiere e si dispiega la parte posteriore del mezzo. Separata in due questa parte, si ruotano verso il basso le ruote e si abbassano le due parti che “sorreggevano” la ruota di scorta, andando a formare così gambe e piedi. Si dispiega anche la parte anteriore, tirando verso l’esterno il cofano e ruotandolo verso il basso. Dall’abitacolo si estraggono e si mettono in posizione il braccio destro e la testa, dopodiché si ruota il tettuccio di 90° Per completare la trasformazione conviene mettere il robot in piedi: si nota così che il busto è ruotato di 90° rispetto all’asse delle gambe; si procede quindi a ruotarlo in posizione agganciandolo al bacino. Infine, si ruota verso l’interno del cofano la ruota anteriore destra in modo da far comparire il pugno. Per completare il tutto, si agganciano le due barre staccate in precedenza all’interno del tettuccio, a simulare una sorta di “ali”
Il ROBOT ottenuto, ad eccezione delle gambe, è totalmente asimmetrico: abbiamo il braccio destro proporzionato mentre quello sinistro è decisamente inusuale, con un gigantesco avambraccio che comprende l’intero muso dell’auto. Le ali sulla schiena (altro richiamo a Wheeljack) sono anch’esse diverse come forma e persino le sculture della testa e del petto sono asimmetriche. Questa asimmetria quasi forzata potrebbe non piacere, ma personalmente lo trovo un bel tocco che contribuisce a dare carattere al personaggio. La colorazione, oltre ad avere come colori portanti il bianco, il verde e il rosso già citati, ha anche due tonalità di grigio e del bronzo/dorato per vari dettagli. Davvero molto ben scolpito e colorato.
La posabilità è molto buona: abbiamo le gambe che ruotano all’altezza del ginocchio, il ginocchio su doppia cerniera grazie alla trasformazione, le anche sono su ball-joint così come il gomito e la spalla sinistre. La spalla destra invece ha due articolazioni cilindriche per far ruotare il braccio in avanti e allargarlo lateralmente, il gomito è su articolazione a scatti e subito sotto può ruotare sul proprio asse, mentre il pugno è su ball-joint e può alzare il pollice per impugnare una delle armi.
Parliamo appunto delle armi, che in questo modello hanno molteplici usi: sia le ali che la barra anteriore (che ha la forma di una sorta di lama) possono essere impugnate a sinistra, mentre le due ali sulla punta hanno un aggancio che è possibile inserire nel pugno destro, dove è montato un lanciamissili a molla, per cui possono fungere anche da arma sparante. Infine, se si vuole emulare il cartone. è presente un piccolo foro sulla spalla destra dove è possibile inserire una delle due ali mentre l’altra è inserita nel pugno, simulando così quella specie di grosso fucile che si vede un paio di volte nel cartone. Davvero versatile.
In CONCLUSIONE, questo robot può essere visto in molti modi differenti, sicuramente non piacerà a chi ama la simmetria e le forme ben definite nei robot, e anche le armi sono forse un po’ troppo sopra le righe. Personalmente però trovo queste de cose un pregio che come ho detto all’inizio mi fa amare questo modello che, insieme ad un veicolo davvero molto ben fatto e una trasformazione davvero fuori dal comune, mi hanno convinto a prendere anche i suoi due “fratelli”. Senza per altro rimanerne minimamente deluso, ma questa è un’altra storia.
Grazie a mentre83 per l'avatar!