Jetfire è sicuramente uno dei più interessanti Transformers G1, tanto come personaggio (ed, in questo caso, sia nella sua versione fumettistica che nella sua controparte animata) che come giocattolo, anche se in questo caso si può davvero parlare di un modellino / action figure che di un semplice prodotto per l'infanzia. Ed è ovviamente interessante per tutta l'animazione robotica in generale, in quanto sintesi tanto della saga di Macross/Robotech che dei robots di Cybertron.
Jetfire venne infatti realizzato a partire dal modello originale della Bandai del Super Valkyrie VF-1S e "concesso" alla Hasbro in una versione realizzata con lo schema di colore degli Autobot. Anche gli adesivi sono tipici della produzione Bandai, numerosissimi (intorno alla sessantina, senza contare quelli già applicati) e su sfondo "trasparente", con la notevole eccezione del grande stemma Autobot sul classico sfondo argentato.
In forma di caccia, Jetfire si presenta come un grande caccia da combattimento, una sorta di F-14 lungo 25 cm, largo 24 cm (con le ali a geometria variabile completamente espanse) ed alto circa 10 cm.
Applicando i numerosi accessori è possibile passare da una conformazione classica, con i doppi timoni estesi, alla modalità più fantascientifica con gli statoreattori ed i serbatoi in posizione.
E' interessante notare che Jetfire può essere trasformato in modalità robot senza dover sganciare le parti extra (con la sola eccezione dei copri avambracci, la cui rimozione è necessaria per agire sullo scorrimento dei pugni).
La livrea di Jetfire è completamente bianca, ma riccamente decorata da adesivi e verniciature rosse e nere. Il numero di adesivi è strabiliante: quasi una sessantina da applicare in ogni parte del corpo principale e soprattutto degli accessori, e specialmente un inedito stemma Autobot su sfondo nero che decora i due statoreattori. Praticamente un set di decalcomanie degne di un kit di modellismo vero e proprio.
Molto belli anche i tre carrelli d'atterraggio del velivolo, realizzati in metallo, e che vengono messi in posizione con il classico sistema a molla (simile a quello dei “missili” o dei pugni in altri Transformers) schiacciando i relativi pulsanti. I due carrelli posteriori sono ancor più realistici, vista la presenza di una copertura in plastica bianca adatta ad occultare completamente le ruote una volta retratte.
Con l'eccezione della testa collocata sotto l'abitacolo il disguise è totale... tuttavia, la semplicità del volto di Jetfire (purtroppo terribilmente diversa dal corrispondente fumettistico e animato, forse l'unica pecca del modello) la fa passare in secondo piano anche grazie alla presenza delle antenne/cannoni, almeno a parere di chi scrive.
In quanto trasposizione Autobot di uno stampo originale di un'altra serie, Jetfire è capace di eseguire la trasformazione intermedia che in Macross è denominata gerwalk, estraendo le braccia, i pugni e parzialmente le gambe, suggerendo l'idea di permettere una lenta planata ed un atterraggio in verticale.
La trasformazione
Per trasformare Jetfire in modalità robot i passaggi non sono molti: è però richiesta una certa attenzione per dosare la forza necessaria ad effettuare alcuni scatti e rotazioni delle parti, specialmente dei perni metallici di braccia e gambe.
1.si ruotano le gambe di 180° gradi verso il basso ad affiancare la fusoliera e si aprono i piedi. Fate attenzione ai cannoni/antenne della testa perché hanno il vizio di mettersi sul percorso di rotazione delle gambe.
2.Si chiudono le ali e si fa scorrere verso il basso la sezione a monte della carlinga.
3.Si apre verso l'alto lo sportello bianco collocato al di sopra del montante delle ali: da qui si spingono all'infuori le spalle del robot estendendole completamente.
4.Si ribalta la sezione posteriore della fusoliera, capovolgendo al contempo la testa di Jetfire: si incastra la sezione posteriore alla schiena del robot nell'apposito foro (localizzato, in forma di caccia, dopo il carrello anteriore).
5.Si richiude lo sportello bianco e si addossa la coda del caccia alla schiena, dopo aver ripiegato i due timoni.
6.Ruotiamo la testa e le antenne verso l'alto; ruotiamo di 90° gli avambracci ed estraiamo i pugni grazie alle “levette” scorrevoli. Ecco fatto: Jetfire è pronto a combattere qualsiasi Decepticon abbia il coraggio di sfidarlo, ovviamente dopo avergli fatto impugnare il suo fucile!
Posabilità e forma robotica
In forma di robot Jetfire, con i suoi 25 cm, è uno dei Transformers più alti ed imponenti. E' ben proporzionato e decisamente antropomorfo, ma specialmente non condivide – per fortuna! - la pochezza di movimenti di altri modelli G1. Può infatti muovere perfettamente le braccia, tanto ruotandole che allargandole; gli avambracci si piegano al gomito e possono ruotare liberamente. Anche le gambe, pur non potendo essere divaricate, hanno due punti di articolazione al ginocchio ed al femore. Tradotto in italiano: un miracolo di 25 anni fa.
Tutti questi elementi conferiscono a Jetfire una libertà ed un realismo di movimenti imbattibile per la stragrande maggioranza dei suoi “coetanei” G1, cosa che non dovrebbe sorprendere più di tanto se pensiamo che, dopotutto, aveva una serie tutta sua per esprimersi!
Guida all'acquisto
Ho scritto questa recensione soprattutto per dare qualche spunto a chiunque avesse l'intenzione di arricchire la sua collezione con un bel Jetfire, e credo di poter dare qualche buon consiglio di prima mano su come effettuare al meglio l'acquisto.
Credo infatti che una riproposizione Encore di questo gioiellino sia molto molto difficile, considerando le licenze che vennero concesse al tempo dalla Bandai e la fama che Macross e Robotech continuano ad avere. Di conseguenza non resta che recuperare un bel vintage e prepararsi ad una bella spesa... Stiamo parlando di un giocattolino che se la viaggia comodamente sui 120-150$ loose.
A maggior ragione quindi ci sono parecchi particolari da controllare prima dell'acquisto: vediamone uno per uno.
Ingiallimento Jetfire è tutto bianco, ma di un bianco che più bianco non si può.
E infatti non si può: a meno di un MIB o di una conservazione stile Sindone un minimo di ingiallimento ci potrebbe sempre essere. Niente di preoccupante, ma assicuratevi che la qualità delle foto sia OTTIMA e con una buona luce. Si vedono in giro Jetfire con livree marroncine, per cui occhio!
Adesivi sono davvero tanti, e molti Jetfire in circolazione sono privi degli adesivi che riguardano gli accessori. Tenete presente che anche il fucile del robot ha due adesivi! Niente di grave comunque, su reprolabels o TFstickers potete ordinarne a prezzi ragionevoli freschi di stampa.
Sostituire gli adesivi inoltre può non essere un male. Come già scritto sopra, gli adesivi di Jetfire sono realizzati su sfondo trasparente (a differenza dei normali TF) e per quanto conservino bene il colore sono sottili e soggetti a "spellarsi" e venire via.
Accessori Jetfire ha 13 accessori: è più facile mostrarli che descriverli, per cui controllate che ci siano davvero tutti...
Verniciatura la verniciatura di Jetfire è ben fatta e solida, tranne in due punti: controllate il rosso dei timoni e soprattutto quello della punta della fusoliera (visto che spesso non rimane chiaro in fotografia). Il rosso tende spesso a sparire per l'usura soprattutto sulla punta, per cui meglio controllare.
Anche in questo caso però, colori da modellismo adatti alla plastica (ricordo i Citadel, e specialmente il Blood Red) possono essere usati anche da un non esperto per sistemare il problema con un minimo di mira pennelistica, e senza che si noti troppo.
Concludendo...
Jetfire è oggettivamente un capolavoro. Stiamo parlando di metallo pesante (in tutti i sensi), di posabilità eccelsa, di un alt mode strepitoso e di una ricchezza di dettagli impressionante. Se questo non è IL Transformers per eccellenza, non so davvero cosa possa esserlo... e se qualche soldo vi avanza, per quanto caro Jetfire li vale davvero tutti, dal primo all'ultimo!
Alla prossima, E.
