Alzi la mano chi non ha sentito parlare di almeno una volta di Roadbuster, un prodotto licenziato dalla Hasbro ma che non ha mai trovato spazio in una delle continuity della serie animata.
Bene, dopo la gran fatica fatta a procurarmelo – comprensivo di tutti gli accessori - ho l’onore di parlarvi appunto, di questo meraviglioso giocattolo, e l’aggettivo che gli ho donato se lo merita davvero; ma per credere a ciò occorre averlo dinanzi agli occhi, e spero vivamente di riuscire a farvelo immaginare con questa recensione.
Roadbuster nella sua forma terrestre, è una jeep 4 × 4 militare, robusta e con i “fianchi larghi”, per dirla con un termine utilizzato in riviste d’automobili e a prima vista, il Combacticon Swindle non è altro che una copia del nostro eroe in scala ridotta; la cosa che più balza all’occhio, se avrete la fortuna come me di trovarne uno completo, è la straordinaria quantità di accessori che lo accompagna come dote; si tratta di complementi perlopiù per la versione robot e che servono a arricchire la parte bellica, a ma senza le quali perde significativamente valore. Gli accessori sono:
- Mitraglia
- Mirino (piccolissimo!)
- Zaino
- Missili (Ă— 5)
- Fucile
- Copri gomme (Ă— 4)
- Maniglie (Ă— 2)
Ad eccezione dei primi due, appartenenti esclusivamente all’alt mode, tutto il resto della dotazione è dedicato esclusivamente al robot. Un simile equipaggiamento è anche sinonimo di disperazione per molti collezionisti, poiché il rischio di perderli è elevato. A ulteriore decoro della sezione bellica sono presenti sui fianchi, una serie di missili e una mitragliatrice aggiuntiva, oggetti che però sono aderenti e non staccabili. Il veicolo presenterebbe un ottimo disguise se, sollevandolo, non s’intravedesse la testa del robot e i pugni (purtroppo non retrattili) sulla parte posteriore, fra le due ruote; i colori predominanti sono il verde militare - per circa il 70%, - mentre l’arancione è circoscritto al cofano e nei passaruota e il marrone, riscontrabile sui fianchi e sul sedile di guida. Le ruote sono piccole e paiono forse non proporzionate con il resto del veicolo ma nel complesso ben disegnate nel dare l’aspetto da fuoristrada. Un vero peccato però, che le stesse siano in plastica e non gomma.
La trasformazione è piuttosto complessa, e richiede un po’ di pratica, se non altro per un passaggio particolare nelle gambe:
- Rimuovere la mitragliatrice, piegare il sedile e il parabrezza all’interno dell’abitacolo e far scivolare in avanti la parte posteriore dietro al sedile;
- Posizionare le gambe (erano ai lati del veicolo) e sistemarle, tramite l’apposito perno, leggermente più in alto ed esattamente nella loro posizione naturale;
- Posizionare le braccia e sistemare le gambe – allungandole e definendole bene - e i piedi, comprensivi anche del tacco posteriore;
- Far scivolare verso il petto il cofano, che rivela così la testa del robot;
- Sistemare il robot con tutti gli accessori in dotazione.
Anche se un pò difficile – ricorda vagamente quella di Jetfire – la trasformazione, qui riportata nei punti salienti, rivela un robot che dire sbalorditivo è poco; per il suo essere straordinariamente antropomorfo e ben proporzionato, nelle gambe, nelle braccia, nei pugni, nella testa; il viso è un po’ anonimo, con quell’unico visore verde un po’ corrucciato e minaccioso ma forse caratterizzato dallo spirito bellico del personaggio. Inoltre, gli oggetti di arricchimento sopracitati non solo non appesantiscono la figura, ma tendono addirittura a contribuire al disguise di Roadbuster – parlo dei copriruota, chi mai li aveva visti prima??? - e rendendolo, perciò unico. A dispetto di una certa posabilità , ma pazienza.
Anche in questo caso, come nell’alt mode, i colori sono gli stessi, solo che in questo caso l’arancione è più contemplato a colpo d’occhio, essendo presente nella testa sotto forma di antenne ma anche sulle cosce e sul cofano, mentre marrone e verde militare sono equamente divisi fra testa, braccia, spalle e stinchi, pugni bacino e piedi, rispettivamente. Il verde è compreso anche nel cannoncino (non funzionante) posto sulla spalla destra del robot e attaccato al relativo copriruota.
Roadbuster (Blindo, in terra nostrana) non ha conosciuto molta fama non essendo proprio mai comparso nella serie animata ed ha avuto una fugace apparizione nella serie Marvel U.K., come membro dei Wreckers ma morendo subito durante un’esplosione (Time wars, ep 202); questo modello non è farina del sacco della Hasbro, ma assieme al collega diretto Whirl fu preso in prestito dalla Bandai che all’epoca deteneva i diritti per una serie animata, la Special Armored Battalion Dorvack, di cui in nostro eroe, sotto il nome di VV-54 Mugen Calibur, fece il suo debutto.
Un’operazione già vista per altri modelli, ad esempio lo stesso Jetfire, che forse altri non è che un cugino di Roadbuster e Whirl.
Concludendo, nell’attesa di vedere questo modello nell’incarnazione versione Nascar nel nuovo film, vi esorto il più possibile a procurarvelo, anche se la spesa è eccessiva, anche se forse è considerato un personaggio minore, ma fatelo, e non ve ne pentirete.