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Iscritto il: 11/10/2007
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Prowl [Pantera]

Nome: Prowl
Alleanza: Autobot
Funzione: Stratega e analista militare
"La logica è l’arma definitiva."
Prowl svolge le proprie missioni per il tempo che esse richiedono. Si sforza di trovare ragione e logica in ogni cosa. Un ascoltatore, non un conversatore. Ha il piĂą sofisticato centro logico di tutti gli Autobot. Capace di analizzare e le complesse situazioni di battaglia quasi istantaneamente e consigliarne le soluzioni migliori. Spara missili filo-guidati e proiettili di acido altamente corrosivo. Situazioni inaspettate possono a volte ingarbugliargli i circuti.
Forza = 7
Intelligenza = 9
VelocitĂ = 7
Resistenza = 9
Rango = 9
Coraggio = 9
Potenza di Fuoco = 4
AbilitĂ = 9
Profilo Marvel Universe
Prima Apparizione: : TRANSFORMERS # 1
Profilo:
E’ silenzioso, competente e molto fedele, ma forse il suo aspetto più prezioso è la sua pazienza quasi infinita. Una volta che gli è stato assegnato un compito, Prowl vi si dedicherà finché non è completato. Lavora con dati di fatto, non con l’immaginazione o le supposizioni. Se ha un dubbio qualsiasi, contatta via radio Optimus Prime, il suo comandante, prima di procedere. Odia i dubbi in ogni forma, e si impegna per rendere tutto ciò che incontra ragionevole e logico. Ci crede solo quando lo può spiegare. A livello personale, è amichevole, ma non molto socievole. E’ un ascoltatore, non un conversatore, a meno che qualcuno non dica qualcosa di irragionevole. In quel caso, Prowl chiede spiegazioni.
AbilitĂ :
Prowl possiede il centro logico più raffinato di tutti gli Autobot, cosa che gli dà la capacità di analizzare qualsiasi situazione di combattimento quasi istantaneamente e poi suggerire il corso d’azione ottimale. Per esempio, Prowl può osservare 800 oggetti in movimento, calcolarne il loro possibile percorso e spostamento e determinare l’adeguata contromossa in 0,05 secondi. Dai suoi cannoni sulle spalle può sparare missili incendiari guidati via cavo, che raggiungono all’esplosione la temperatura di 12.000 gradi Centigradi. Usa anche un fucile semi-automatico che spara proiettili riempiti con un acido altamente corrosivo Ha una portata di 300 iarde.
Debolezze:
La sua dedizione alla logica e alla ragione rende Prowl particolarmente vulnerabile alle cosa inattese. Situazioni irrazionali e inesplicabili possono davvero sconvolgergli i circuiti, a volte fino alla disattivazione totale del suo centro della meccano-corteccia, lasciandolo temporaneamente non funzionante.
Recensione di Judas
Un’altra lacrimuccia da versare, un altro ricordo della mia fanciullezza, un altro piccolo capolavoro partorito da quei geni incommensurabili della Takara: il mitico Prowl!
In Italia conosciuto col nome di “Pantera”, Prowl è caratterizzato da un look poliziesco che gli dona una forte aura di giustizia e una decisa connotazione di paladino del bene.
In alt mode Prowl ha le fattezze di una delle tante Nissan Fairlady che affollano le fila degli Autobot (e, ancora di più, dei Padri Fondatori Diaclone); insieme a Smokescreen (dal look più sportivo e dalla splendida livrea rossa e blu) risulta decisamente la più affascinante e carismatica, per via della elegante colorazione bianca e nera e per i particolari delle sirene sul tettuccio dell’automobile, oltre che per le portiere ed il lunotto apribili (esigenze di trasformazione, in questo caso decisamente azzeccate).
Ragazzi, il metallo presente in questo mold è tanto! Praticamente quasi tutta la carrozzeria dell’auto è in metallo e la cosa a distanza di 2 decenni mi lascia ancora esterrefatto, soprattutto alla luce dei più recenti, plasticosissimi (per quanto belli, sia chiaro) Transformer…
La trasformazione pure è un qualcosa di sconvolgente, di sicuro ancora oggi attualissima: al riguardo basti pensare che la Takara e la Hasbro ne hanno ereditato i tratti salienti, opportunamente aggiornati ed incasinati, per una valanga di mold e repaint della pur gloriosa serie Binaltech/Alternators (Silverstreak, Smokescreen, Jazz, Zoom Zoom, Laserwave…)
1) la porzione posteriore dell’auto si allunga e si ruota verso il basso di 90° a formare gli arti inferiori, in modo tale che il muso dell’auto diventi il busto di Prowl;
2) si sblocca un perno sul bacino e si effettua una rotazione di 180° dello stesso;
3) si ruotano i piedi di 90° e si divaricano leggermente le due gambe;
4) si aprono le portiere dell’auto (diventano due ali), mentre le braccia fuoriescono da sotto il muso dell’auto e si mettono in posizione;
5) il tettuccio viene ruotato all’indietro di 90° a formare la schiena e a rivelare la testa.
Bello. Il robot è decisamente bello! Più basso di statura di molti suoi colleghi Autobot (si allinea bene o male con Mirage, dunque è piccolino), ma decisamente ben proporzionato e con una serie di peculiarità estetiche che lo rendono senza ombra di dubbio uno dei modelli più riusciti della G1.
Innanzitutto le braccia, non essendo ricavate da alcuna parte dell’automobile, sono scolpite benissimo e proporzionate in maniera magistrale rispetto al resto del corpo; punto secondo l’aspetto generale del robot è molto antropomorfo e si distinguono perfettamente torace e bacino, cosa che per parecchi modelli G1 era fattibile solo con un enorme sforzo di fantasia…
Il robot, inoltre, è piacevole alla vista da ogni lato lo si guardi, anche di spalle con il tettuccio e il tergicristallo che nascondono discretamente bene i vuoti strutturali interni.
Infine la testa del robot, forse un po’ piccolina ma con tutti i dettagli (tanti) al posto giusto.
Prowl in robot mode è equipaggiato con un bel fucilone cromato e due grossi lanciamissili sparanti che si agganciano in appositi forellini ricavati ai due lati della testa e che gli donano un aspetto decisamente combattivo!
Insomma, tantissimi pregi e zero difetti rilevanti per un grandissimo Autobot che, a distanza di più di vent’anni, risulta ancora essere una fonte incondizionata di idee geniali da cui i designer Takara/Hasbro attingono a piene mani per le serie attuali di transformers.
Ergo, ACCATTATEVILLO, perché la vita del collezionista (o aspirante tale, almeno per quel che mi riguarda) è fatta di priorità .
E Prowl G1 è, appunto, una priorità .
Revisione di MeGrimlock
In Italia conosciuto col nome di “Pantera”, Prowl è caratterizzato da un look poliziesco che gli dona una forte aura di giustizia e una decisa connotazione di paladino del bene.
In alt mode Prowl ha le fattezze di una delle tante Nissan Fairlady che affollano le fila degli Autobot (e, ancora di più, dei Padri Fondatori Diaclone); insieme a Smokescreen (dal look più sportivo e dalla splendida livrea rossa e blu) risulta decisamente la più affascinante e carismatica, per via della elegante colorazione bianca e nera e per i particolari delle sirene sul tettuccio dell’automobile, oltre che per le portiere ed il lunotto apribili (esigenze di trasformazione, in questo caso decisamente azzeccate).
Ragazzi, il metallo presente in questo mold è tanto! Praticamente quasi tutta la carrozzeria dell’auto è in metallo e la cosa a distanza di 2 decenni mi lascia ancora esterrefatto, soprattutto alla luce dei più recenti, plasticosissimi (per quanto belli, sia chiaro) Transformer…
La trasformazione pure è un qualcosa di sconvolgente, di sicuro ancora oggi attualissima: al riguardo basti pensare che la Takara e la Hasbro ne hanno ereditato i tratti salienti, opportunamente aggiornati ed incasinati, per una valanga di mold e repaint della pur gloriosa serie Binaltech/Alternators (Silverstreak, Smokescreen, Jazz, Zoom Zoom, Laserwave…)
1) la porzione posteriore dell’auto si allunga e si ruota verso il basso di 90° a formare gli arti inferiori, in modo tale che il muso dell’auto diventi il busto di Prowl;
2) si sblocca un perno sul bacino e si effettua una rotazione di 180° dello stesso;
3) si ruotano i piedi di 90° e si divaricano leggermente le due gambe;
4) si aprono le portiere dell’auto (diventano due ali), mentre le braccia fuoriescono da sotto il muso dell’auto e si mettono in posizione;
5) il tettuccio viene ruotato all’indietro di 90° a formare la schiena e a rivelare la testa.
Bello. Il robot è decisamente bello! Più basso di statura di molti suoi colleghi Autobot (si allinea bene o male con Mirage, dunque è piccolino), ma decisamente ben proporzionato e con una serie di peculiarità estetiche che lo rendono senza ombra di dubbio uno dei modelli più riusciti della G1.
Innanzitutto le braccia, non essendo ricavate da alcuna parte dell’automobile, sono scolpite benissimo e proporzionate in maniera magistrale rispetto al resto del corpo; punto secondo l’aspetto generale del robot è molto antropomorfo e si distinguono perfettamente torace e bacino, cosa che per parecchi modelli G1 era fattibile solo con un enorme sforzo di fantasia…
Il robot, inoltre, è piacevole alla vista da ogni lato lo si guardi, anche di spalle con il tettuccio e il tergicristallo che nascondono discretamente bene i vuoti strutturali interni.
Infine la testa del robot, forse un po’ piccolina ma con tutti i dettagli (tanti) al posto giusto.
Prowl in robot mode è equipaggiato con un bel fucilone cromato e due grossi lanciamissili sparanti che si agganciano in appositi forellini ricavati ai due lati della testa e che gli donano un aspetto decisamente combattivo!
Insomma, tantissimi pregi e zero difetti rilevanti per un grandissimo Autobot che, a distanza di più di vent’anni, risulta ancora essere una fonte incondizionata di idee geniali da cui i designer Takara/Hasbro attingono a piene mani per le serie attuali di transformers.
Ergo, ACCATTATEVILLO, perché la vita del collezionista (o aspirante tale, almeno per quel che mi riguarda) è fatta di priorità .
E Prowl G1 è, appunto, una priorità .
Revisione di MeGrimlock








