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Iscritto il: 11/10/2007
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Hoist [Bufalo] [Hasbro Commemorative Reissue]

Nome: Hoist
Alleanza: Autobot
Funzione: Manutenzione
"Si deve poter funzionare, prima di poter combattere."
"Nessuna eccezione!" Tutti gli Autobot devono sottomersi al suo programma di manutenzione... sa che essi devono funzionare al massimo dell'efficienza durante la battaglia. Gioviale, gli piace il suo lavoro e lo fa bene... troverà ogni problema, da un motore da revisionare alla più piccola perdita di una guarnizione. Come camion da rimorchio, traina 40000 libbre. Come robot è molto forte ... lancia missili a ricerca di calore dalle aperture dei suoi polsi. Il multi-sensore a spettro completo dietro la sua testa può determinare la composizone, densità, forza elastica, proprietà energetiche di un oggetto.
"Nessuna eccezione!" Tutti gli Autobot devono sottomersi al suo programma di manutenzione... sa che essi devono funzionare al massimo dell'efficienza durante la battaglia. Gioviale, gli piace il suo lavoro e lo fa bene... troverà ogni problema, da un motore da revisionare alla più piccola perdita di una guarnizione. Come camion da rimorchio, traina 40000 libbre. Come robot è molto forte ... lancia missili a ricerca di calore dalle aperture dei suoi polsi. Il multi-sensore a spettro completo dietro la sua testa può determinare la composizone, densità, forza elastica, proprietà energetiche di un oggetto.
Forza: 8
Intelligenza: 6
Velocità: 3
Resistenza: 7
Rango: 4
Coraggio: 8
Potenza di Fuoco: 6
Abilità: 9
Vedi: G1 Trailbreaker
Profilo Marvel Universe
Prima Apparizione: TRANSFORMERS # 14
Profilo:
Tutti devono sottomettersi al suo programma di manutenzione, anche Optimus Prime, e nessuna scusa è mai buona abbastanza per Hoist. E ha un buon motivo per essere così rigido: anche se il suo lavoro solitamente lo tiene lontano dalle linee del fronte, sa quanto sia importante che tutti i guerrieri Autobot funzionino alla massima efficienza, quando si impegnano in battaglia. Si diverte sinceramente nel proprio lavoro, come indicano i modi gioviali con cui lo svolge. Ed è anche bravo; che il problema sia una completa revisione di un motore o la più piccola perdita di una guarnizione, i suoi compagni sono fiduciosi che Hoist riuscirà a trovarlo.
Abilità:
Come camion da rimorchio, Hoist può trainare fino a 400.000 libbre. In modalità di robot, è uno degli Autobot più forti. Dalle aperture dei suoi polsi può lanciare missili a ricerca di calore fino a 4,5 miglia. Il modulo multisensoriale a spettro completo che porta dietro la testa può determinare la composizione, la densità, la forza elastica e le proprietà energetiche di un oggetto e spesso anche le sue funzioni, con una semplice passata dei suoi tre fasci. I fasci hanno una portata operativa di 1.200 iarde, il che rende Hoist un efficace e stimato esploratore, a volte.
Debolezze:
La dedizione di Hoist al proprio lavoro a volte lo rende cieco alla precedenza che il conflitto armato spesso ha su di esso. Manca di velocità in modalità veicolare e ha un alto tasso di consumo di carburante.
Recensione di Judas
Per la mia prima recensione ho oculatamente scelto uno degli Autobot al quale sono più affezionato in assoluto: Hoist G1, che ricordo di avere posseduto un millennio fa in versione Diaclone… ah, bei tempi quelli, tantissimi Diaclone che mi regalava la mamma o le zie ad ogni occasione di festa (a possederli ancora oggi avrei avuto una mezza fortuna, me maledetto, ma questa è un’altra storia…)
A distanza di più di venti anni mi sono procurato questa spettacolare Commemorative Reissue a cura della Hasbro.
La confezione ripropone per certi versi quelle realizzate dalla Takara per la Reissue denominata “Transformers Collection”, mantenendo l’idea dell’apertura a libro (spettacolare la rappresentazione di Hoist in copertina!!), ma senza booklet dietro la copertina e con il bubble in bella vista a mostrare il robot e gli accessori contenuti al suo interno.
Ma passiamo alla parte veramente importante, ovvero lo splendido Hoist.
L’alt mode è un bellissimo pick up Toyota Hylux (se non vado errato) di colore verde smeraldo, allestito a carro attrezzi, con una intelaiatura di colore arancio sistemata sul cassone del mezzo e il carrello di traino appoggiato sopra, ribaltabile all’indietro per il traino di un Autobot in alt mode.
La riproduzione è fedelissima al G1 originale, perfetta in ogni minimo particolare, la quantità di metallo utilizzata per il mold è la stessa di allora ed è… TANTA. Così che Hoist, per quanto più grosso in alt mode rispetto ai suoi colleghi Autobot (sempre nella logica dei G1, ovvero mediamente 12-15 cm di lunghezza), risulta pesante come un macigno, possente e maestoso!
La trasformazione è qualcosa di geniale per l’epoca e ancora oggi mi trasmette le stesse emozioni e la stessa soddisfazione nell’esecuzione; le gambe, alloggiate nella porzione inferiore del pick-up, si fanno ruotare di 180°, dopo di chè si ruotano in avanti i piedi di 90°.
Le fiancate dell’auto si sbloccano e si fanno ruotare intorno a due perni (che in realtà sono nascosti nei finestrini laterali dell’abitacolo!!) fino a costituire le braccia e le spalle del robot: si sollevano gli avambracci cromati e si mettono in posizione.
Il tetto e il parabrezza ruotano insieme all’indietro di 90° rispetto al cofano del fuoristrada a formare il busto di Hoist e la testa (appoggiata all’interno del cassone del pick-up, immediatamente dietro l’abitacolo, discretamente nascosta dal telaio per il rimorchio) si solleva e si posiziona sul busto.
Il suddetto telaio ruota anch’esso di 90° a formare la schiena del robot.
Si procede ad alloggiare i pugni (oppure i missili singoli o doppi) nei fori degli avambracci, due piccole ali di colore arancio vanno applicate sulla schiena del robot (tipo quelle di G1 Wheeljack) e infine si posiziona un bel radar ad incastro dietro la testa di Hoist.
Il risultato finale è spettacolare, il robot è un po’ tarchiatello, ma proporzionato benissimo e trasmette una fortissima impressione di potenza e solidità.
Mai nome italiano fu più azzeccato di quello che la GIG affibbiò al mitico Hoist: “Bufalo”! E in effetti la stazza, le proporzioni, il look generale richiamano alla mente proprio il bove in questione!
Bellissimo anche il design del viso, terribilmente accattivante e carismatico, vagamente ispirato a Optimus G1; il colore predominante del robot è il verde smeraldo, ma le cromature degli arti (gambe e avambracci), il radar cromato e i dettagli arancioni sulle ginocchia e sulla schiena del robot, nonché i particolari vetri dell’auto, realizzati in plastica traslucida di colore azzurro scuro, forniscono un quadro cromatico d’insieme particolarmente piacevole alla vista.
In più debbo aggiungere una piacevolissima sorpresa: i meccanismi di sparo dei pugni o dei missili sono funzionanti, proprio come l’originale! Questo particolare mi ha lasciato decisamente di stucco dal momento che ero straconvinto che le Reissue Hasbro fossero “censurate” da questo punto di vista da una legge vigente negli USA, come ha chiarito il buon Shima nella sua pregevolissima recensione di Skids Commemorative Reissue…
Non posso che concludere questa mia recensione consigliando caldamente l’acquisto di Hoist a chiunque, essendo questo un modello dotato di fortissima personalità, una trasformazione geniale e un look generale decisamente bello esteticamente ed originale, sia in robot mode che in alt mode. Che riusciate a procurarvi un vintage o questa eccellente Reissue non importa (sappiate che ne esiste pure una versione E-Hobby), è una questione di quanto siete disposti a spendere, il risultato finale è praticamente lo stesso.
In alternativa esiste anche un Remold di Hoist, forse più raro, dal momento che non è stato mai ristampato: si tratta di TRAILBREAKER, in sostanza lo stesso mezzo, ma in versione fuoristrada e non pick up, di colore nero (naturalmente ho volutamente omesso le colorazioni delle precedenti versioni Diaclone sia di Hoist che di Trailbreaker) con una differente scultura della testa. Bello lo stesso, ma a mio modesto avviso, meno affascinante e un pelino meno carismatico.
Revisione di MeGrimlock
A distanza di più di venti anni mi sono procurato questa spettacolare Commemorative Reissue a cura della Hasbro.
La confezione ripropone per certi versi quelle realizzate dalla Takara per la Reissue denominata “Transformers Collection”, mantenendo l’idea dell’apertura a libro (spettacolare la rappresentazione di Hoist in copertina!!), ma senza booklet dietro la copertina e con il bubble in bella vista a mostrare il robot e gli accessori contenuti al suo interno.
Ma passiamo alla parte veramente importante, ovvero lo splendido Hoist.
L’alt mode è un bellissimo pick up Toyota Hylux (se non vado errato) di colore verde smeraldo, allestito a carro attrezzi, con una intelaiatura di colore arancio sistemata sul cassone del mezzo e il carrello di traino appoggiato sopra, ribaltabile all’indietro per il traino di un Autobot in alt mode.
La riproduzione è fedelissima al G1 originale, perfetta in ogni minimo particolare, la quantità di metallo utilizzata per il mold è la stessa di allora ed è… TANTA. Così che Hoist, per quanto più grosso in alt mode rispetto ai suoi colleghi Autobot (sempre nella logica dei G1, ovvero mediamente 12-15 cm di lunghezza), risulta pesante come un macigno, possente e maestoso!
La trasformazione è qualcosa di geniale per l’epoca e ancora oggi mi trasmette le stesse emozioni e la stessa soddisfazione nell’esecuzione; le gambe, alloggiate nella porzione inferiore del pick-up, si fanno ruotare di 180°, dopo di chè si ruotano in avanti i piedi di 90°.
Le fiancate dell’auto si sbloccano e si fanno ruotare intorno a due perni (che in realtà sono nascosti nei finestrini laterali dell’abitacolo!!) fino a costituire le braccia e le spalle del robot: si sollevano gli avambracci cromati e si mettono in posizione.
Il tetto e il parabrezza ruotano insieme all’indietro di 90° rispetto al cofano del fuoristrada a formare il busto di Hoist e la testa (appoggiata all’interno del cassone del pick-up, immediatamente dietro l’abitacolo, discretamente nascosta dal telaio per il rimorchio) si solleva e si posiziona sul busto.
Il suddetto telaio ruota anch’esso di 90° a formare la schiena del robot.
Si procede ad alloggiare i pugni (oppure i missili singoli o doppi) nei fori degli avambracci, due piccole ali di colore arancio vanno applicate sulla schiena del robot (tipo quelle di G1 Wheeljack) e infine si posiziona un bel radar ad incastro dietro la testa di Hoist.
Il risultato finale è spettacolare, il robot è un po’ tarchiatello, ma proporzionato benissimo e trasmette una fortissima impressione di potenza e solidità.
Mai nome italiano fu più azzeccato di quello che la GIG affibbiò al mitico Hoist: “Bufalo”! E in effetti la stazza, le proporzioni, il look generale richiamano alla mente proprio il bove in questione!
Bellissimo anche il design del viso, terribilmente accattivante e carismatico, vagamente ispirato a Optimus G1; il colore predominante del robot è il verde smeraldo, ma le cromature degli arti (gambe e avambracci), il radar cromato e i dettagli arancioni sulle ginocchia e sulla schiena del robot, nonché i particolari vetri dell’auto, realizzati in plastica traslucida di colore azzurro scuro, forniscono un quadro cromatico d’insieme particolarmente piacevole alla vista.
In più debbo aggiungere una piacevolissima sorpresa: i meccanismi di sparo dei pugni o dei missili sono funzionanti, proprio come l’originale! Questo particolare mi ha lasciato decisamente di stucco dal momento che ero straconvinto che le Reissue Hasbro fossero “censurate” da questo punto di vista da una legge vigente negli USA, come ha chiarito il buon Shima nella sua pregevolissima recensione di Skids Commemorative Reissue…
Non posso che concludere questa mia recensione consigliando caldamente l’acquisto di Hoist a chiunque, essendo questo un modello dotato di fortissima personalità, una trasformazione geniale e un look generale decisamente bello esteticamente ed originale, sia in robot mode che in alt mode. Che riusciate a procurarvi un vintage o questa eccellente Reissue non importa (sappiate che ne esiste pure una versione E-Hobby), è una questione di quanto siete disposti a spendere, il risultato finale è praticamente lo stesso.
In alternativa esiste anche un Remold di Hoist, forse più raro, dal momento che non è stato mai ristampato: si tratta di TRAILBREAKER, in sostanza lo stesso mezzo, ma in versione fuoristrada e non pick up, di colore nero (naturalmente ho volutamente omesso le colorazioni delle precedenti versioni Diaclone sia di Hoist che di Trailbreaker) con una differente scultura della testa. Bello lo stesso, ma a mio modesto avviso, meno affascinante e un pelino meno carismatico.
Revisione di MeGrimlock













