Transformers Armada ha segnato un netto cambiamento nello stile dei Transformers… guardando al passato. Trasformazioni elementari e robot poco articolati come ai tempi della G1, ma anche una novità: una gimmick di serie comune a tutti i modelli; ciascun robot più grande era in grado di combinarsi con un Mini-Con (un transformer piccolo come non se ne vedeva dai tempi dei Micromasters!) per attivare diverse funzioni meccaniche, e in qualche caso, elettroniche.
Questo stile orientato ai bambini più piccoli e alla giocabilità ha lasciato delusi molti fan adulti dei TF, e anche il tono smaccatamente giapponese della serie animata relativa non ha aiutato.
Ma l’appeal di questi giocattoloni ha funzionato bene sui bambini e ha lasciato soddisfatti i dirigenti di Hasbro, al punto da riproporre tre modelli di questa serie (i più rappresentativi?) all’ interno del suo seguito, Transformers Energon:
Sideways è tornato come Rapid Run,
Overload come Ultra Magnus, e
Scavenger come Treadbolt.
Scavenger VS Treadbolt
Mentre nella sua serie d’origine questo mold apparteneva ad un personaggio dalla vicenda insolita e articolata, infatti Scavenger è un ufficiale addestratore degli Autobot che sulla terra serve come agente infiltrato presso i Decepticons, la sua redeco… Non ha nemmeno una bio. Infatti pare che l’aggiunta di ristampe della serie precedente nel corso di Transformers Energon sia stata precipitosa al punto che i modelli non vennero nemmeno fotografati per le illustrazioni delle confezioni, figuriamoci stare a concepire una storia! Treadbolt fu distribuito frettolosamente in pochi esemplari (così si dice: io non so nè se il dato diffuso dai fan che ce ne sono 10000 in tutto il mondo sia reale, né se questo numero è alto o basso in assoluto), molti dei quali finirono in Inghilterra, dove si trova a prezzi stracciati. Io ho avuto la fortuna di acquistarne uno da un collezionista privato di laggiù, usato ma in condizioni pari al nuovo, perché desideravo ardentemente poter tenere fra le mie mani e valutare con i miei occhi questo mold che ha diviso i fan a metà quando è apparso la prima volta, al punto che molti lo definiscono il migliore o il peggiore della sua serie, senza vie di mezzo. Tuttavia, studiandolo e confrontandolo con le foto del suo gemello, mi sono convinto che questo è uno dei casi in cui il repaint è un miglioramento.
Cercherò di illustrarne le qualità sia in luce di questo dato, sia come modello a sé stante.
Treadbolt – Modalità veicolo: Bulldozer
Dimensioni: Lunghezza: circa 22cm dalla benna al rullo compressore,
altezza: circa 8,5cm dal suolo al tettuccio, larghezza circa 13cm da cingolo a cingolo.
Colore: giallo – corpo del veicolo. Azzurro – benna, cabina e particolari del rullo. Blu - rullo e dettagli dei cingoli. Altri dettagli in marrone, grigio, nero.
Treadbolt si presenta come un bulldozer non realistico, dotato di un massiccio rullo compressore sul retro, e di cingoli “triangolari”, alti in fondo e bassi in punta.
Sul sito del collettivo di artisti
Draxhall Jump, tale design veniva fatto risalire ad un loro vecchio concept per la serie cancellata Transtech, ma del loro progetto, una ruspa con caratteristiche da automobile coupè, restano solo i particolari della forma dei cingoli e del treno posteriore che ho descritto finora. Per il resto, Treadbolt non è un modello fantascientifico; anzi, la presenza di una marmitta verticale e di una cabina esposta al centro del veicolo ne fanno un mezzo dal design quasi antiquato.
Il livello di disguise è elevato ma non perfetto, questo anche in ragione della povertà di dettagli del robot mode, di cui parlerò più a fondo successivamente. In vehicle mode, risultano visibili le mani del robot, i piedi, la piastra pettorale capovolta e se si solleva la benna e possibile notare la testa. Nessuno di questi particolari, però, fallisce del tutto nell’integrarsi nel veicolo: disguise elevato ma non ottimo, dicevamo.
E ora veniamo a qualche commento sulla colorazione: mentre la scelta del giallo come colore principale si rivela ottima (il guru
Benson Yee ha ipotizzato si tratti di un omaggio ai Constructicons G2, tanto quanto Scavenger lo è ai G1) la scelta del colore carta da zucchero delle vecchie Fiat Panda 4x4 per la benna e la cabina risulta un po’ più casuale. Ma almeno non è monotono come Scavenger, che non solo è del solito verde fluo, ma ha meno dettagli di colore diverso.
Ma il momento in cui questo modello risale vertiginosamente la china del gradimento del collezionista adulto, arriva quando si notano le lavature che confersicono l’effetto invecchiamento al modello! La benna ha un alone grigio in tutta la sessione più bassa, e lo stesso effetto di usura e graffi è stato ottenuto con l’argento sul blu scuro (blu scuro?) delle parti meccaniche dei cingoli! Questi ultimi sono marroni e sono in gomma e funzionanti: talvolta tendono ad uscire un po’ dai loro ingranaggi, ma sono senza dubbio il tocco più fine di tutto il modello.
A proposito, cercate di farlo muovere solo su superfici pulite: i cingoli hanno l’aderenza alla polvere di un panno Swiffer.
Gimmick del vehicle mode
Armada = trionfo della gimmick! Aprendo l’abitacolo, si può alloggiare il Mini-Con in dotazione,
Rollbar, all’interno. Basta metterlo seduto perché con il suo inserimento attivi la prima gimmick elettronica del modello: il suono del motore in accensione: prima il rombo scoppiettante della partenza, poi il rumore scoppiettante del motore a regime. L’effetto sonoro dura pochi secondi.
Infatti, dove dorebbe esserci lo schienale del sedile del pilota c’è un pulsantino, che si può anche attivare a mano. E’ degno di nota il fatto che Rollbar può essere alloggiato nell’abitacolo anche in piedi, ma in questo caso la sua testa si incastra nel tettuccio in maniera ridicola, e non riesce ad attivare il suono.
La seconda gimmick elettronica e meccanica della modalità veicolo si attiva spingendo la ruspa: la benna va su e giù e si sente il rumore del motore. Il suono è innescato da un interruttore vicino al rullo, mentre il movimento della benna è causato da una rotella sul lato interno del cingolo destro. Peccato, se ci fosse stata su entrambi questo movimento sarebbe stato meno traballante.
Trasformazione
Per trasformare Treadbolt da bulldozer a robot, separare, allargare e sollevare le due metà della benna, ed estrarre i piedi del robot. Allargare verso l’esterno i cingoli, chiudere le mani del robot piegando all’infuori il pollice (interno al cingolo) e le altre dita (esterne), sollevare e spingere in avanti le spalle: anche la testa andrà in posizione. Sollevare la piastra pettorale e ruotare il busto di 180°. Aprire lateralmente i bracci della benna in modo che possa passare sul fronte del robot, rivolta verso l’interno: aprire i due fermi delle guide laterali dei bracci della benna e i due incastri grigio scuro che vanno a fissarsi sui perni laterali del rullo, in modo da consentire il movimento.
Ecco fatto.
Robot Mode
Altezza: circa 19cm dal suolo alle spalle.
Colorazione: giallo – tronco, azzurro – bacino, cosce e gambe, marrone – piastra pettorale, testa, braccia. Dettagli in grigio, blu, nero.
Piuttosto che essere un robot vero e proprio, Treadbolt sembra… la superficie di un robot. Infatti, visto dal di fronte, a tutte le sue cosine al posto giusto: due possenti braccia che terminano in mani enormi, e sono articolate al gomito e alla spalla, che può ruotare su è giù ma anche allargarsi in fuori, il petto con la piastra sporgente, la “vita” stretta e il bacino massiccio, due gambe larghe con le ginocchia sporgenti. Ma tutto il resto è sacrificato al funzionamento della sua gimmick principale, e visto da dietro o di lato ha tutto l’ingombro del rullo e della cabina sporgente, inoltre si nota che le sue gambe sono solo dei pannelli appoggiati sul fronte.
Il corpo del robot è scolpito con un mucchio di particolari che rappresentano la diversa qualità dei metalli con cui è costruito e un generico effetto hi-tech, non troppo significativo.
La sua massa non gli crea problemi di equilibrio, ma la gimmick sì: infatti per stare fermo in piedi bisogna abbassargli la punta del piede fino a terra o starà proteso in avanti, ed in ogni caso la sua posa è quella di chi sta compiendo un “grande passo”. Inoltre, visto che il movimento delle gambe è completamente integrato nella gimmick, di fatto Treadbolt ha 5 punti di articolazione in tutto: le braccia descritte prima, e la testa che ruota.
La colorazione gli consente nuovamente di brillare sul suo predecessore: infatti in Scavenger tronco e bacino erano indifferenziati, e solo la scultura restava ad evidenziarli. Inoltre, la piastra pettorale presenta di nuovo l’effetto consumato delle lavature d’argento, il volto è dipinto in due colori invece che uno (bocca e occhi blu, maschera grigia) e ha dipinto anche il particolare del puntatore sul lato sinistro. Risulta in un volto minaccioso ma abbastanza umanoide, con tratti pronunciati come una specie di mostro di Frankenstein.
Gimmick del robot mode
Treadbolt cammina! Spingendolo in avanti, grazie al meccanismo del rullo e dei bracci della benna, Treadbolt simula una camminata che sembra di più una pedalata. Il movimento riguarda solo le gambe. Se ci fosse stato anche un movimento solidale del busto il risultato sarebbe stato più realistico. Associato al movimento delle gambe c’è l’effetto sonoro del clangore dei passi.
Un rumore metallico simile ad uno schianto si attiva anche con la rotazione del busto o il sollevamento delle braccia, ma non funziona sempre; credo rappresenti il rumore che fa tirando un pugno.
Treadbolt ha tre prese minicon: una sul fianco attiva il lancio di un missile con ennesimo effetto sonoro, che sembra piuttosto un laser; peccato che la presa sia un po’ ingombrata dal meccanismo delle gambe. Le due prese delle spalle non attivano niente.
Il Mini-Con Rollbar
Vehicle mode: jeep, lunghezza 5cm, colore verde militare, dettagli in marrone e argento
Robot mode: altezza 6cm, colore verde – gambe e braccia, blu – tronco e testa, dettagli argento (volto).
In Vehicle mode, Rollbar è una Jeep scoperta con i due posti protetti da un grosso… rollbar, appunto. È abbastanza dettagliato e si possono distinguere numerosi particolari come i sedili marroni, le ruote da offroad, la fareggiatura frontale multipla e i parafanghi alti.
Di nuovo, ciò che lo fa brillare è la colorazione omaggio a G1 Hound, con tanto di stella bianca sul cofano!
Per trasformare Rollbar in robot mode, sollevare la griglia di protezione dell’abitacolo, distendere le gambe sollevando la sezione posteriore e piegare i sedili a formare i piedi. Aprire le due sezioni del cofano lateralmente e sollevare le mani per formare le braccia.
In robot mode, Rollbar non è il mini-con più carino sulla piazza. Le sue gambe lunghe articolate a coscia e ginocchio che gli consentono di stare seduto sono il suo pregio principale, peccato però che i piedi non si fissano in posizione in alcun modo. Le braccia sono larghe e corte, ma possono sollervare la mano in avanti. Il testone ruota.
Non sono un grande ammiratore né dei mini-con in generale né di questo in particolare, ma devo dire che assolve bene la sua funzione di “pilota” di Treadbolt.
Considerazioni finali
Anche se Treadbolt non è bello nel senso canonico del termine, non posso fare a meno di ammirare l’ingegnosità di questo modello, che presenta una gimmick semplice ma appagante per un bambino e curiosa per un adulto. Certamente non è stato progettato avendo a cuore i sentimenti dei collezionisti, ma comunque ha tutte le sue finezze della colorazione e della scultura che gli consentono di fare bella figura su una mensola, e poi ho sempre ritenuto che anche la forza possa ispirare un certo senso di bellezza, e Treadbolt suggerisce forza piuttosto che grazia e leggiadria.
L’unica sensazione sfavorevole che mi dà è quella di… Spazio sfruttato male. Se avessero trovato modo di neutralizzare l’ingombro della cabina in robot mode, se gli avessero dato un interruttore per disattivare i suoni a piacere, se utilizzasse pile più economiche e di più facile reperimento rispetto a quelle “a pastiglia”… Tutti rimpianti che, a colpo d’occhio, c’era posto per correggere su un corpo robot così grande e massiccio.