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#p154785 • Pubblicato il:
28 Mar 2013, 08:58 Nota preliminare: quando ai corsi di formazione di Takara spiegavano il concetto di disguise, chiunque abbia progettato questo mold era fuori a fumare. Un paio delle soluzioni adottate nella trasformazione mi fa pensare che non fosse tabacco.
Forse non tutti sanno che l'epoca di massima notorietà dei Transformers che stiamo vivendo trae origine da Armada, che nonostante la scarsa qualità dei modelli fu un tale successo di vendite da costringere Hasbro a riciclare spudoratamente mold precedenti per soddisfare la richiesta.
Colti alla sprovvista, lavorando al sequel Hasbro/Takara abbandonarono la loro politica di "sfornate i giocattoli chissene come sono" per dedicarsi ad una prima opera di recupero dei personaggi iconici G1: Energon è, se vogliamo, una serie Classic in nuce - basta pensare a Galvatron, a Rodimus, a Inferno o a questo Laserwave (in America Shockblast, perchè Hasbro si era persa i diritti sul nome giusto).
La sua modalità veicolo è il robot di profilo, con il braccio cannone rivolto frontalmente e l'altro che copre la testa come uno scudo (mentre questa guarda dentro la spallina).
Le gambe sono stese in avanti con i piedi uniti a formare una sorta di cuneo. Il tutto si regge su quattro cingoli, due sulle cosce e due sotto il busto. Tra i due cingoli posteriori c'è un'ampia zona cava, anch'essa parecchio brutta.
La "torretta" del tank può ruotare ed il cannone alzarsi, ma qualunque movimento compromette l'integrità del veicolo che si basa quasi esclusivamente sulla resistenza degli snodi. Il cannone ha anche una gimmick che illustrerò dopo.
Per fortuna Shockblast ha anche un'altra modalità, che si ottiene ruotando la torretta di 180º, facendo scorrere i cingoli su appositi binari e ruotandoli verso l'esterno di 90º, e infine separando le gambe e attaccandole dietro i pannelli dei cingoli utilizzando le prese sulle ginocchia. Oh, e sollevando lo scudo sopra la testa del robot. Si può inoltre abbassare un piccolo piolo per mantenere sollevato il cannone.
Ciò che si ottiene così ricorda più che altro la modalità base di alcuni trailer di Optimus, ma se si attiva la hyper mode (gimmick titolare per i Decepticon della linea) si capisce finalmente cosa vorrebbe essere: aprendo i pannelli dietro i cingoli e sulle gambe infatti, che rivelano pannelli solari e batterie di missili scolpiti, si ottiene un satellite militare. D'aiuto per il look c'è la bella gimmick del cannone, che spostando avanti una leva (fino a metà binario) "fiorisce" rivelando altri pannelli solari ed un aspetto più minaccioso. Tirandola completamente, poi, si spara il missile, ed ai due stadi corrispondono due diversi effetti sonori, anche abbastanza azzeccati.
La gimmick però è un po' capricciosa, con i diversi componenti mobili che talvolta si disallineano e vanno rimessi a posto con pazienza e senza forzare nulla.
Shockblast ha una cura nella colorazione nella media della serie, con l'unicum delle cromature dorate usate per i pannelli solari (eccetto quello sotto lo scudo, che è solo colorato).
Notevole anche l'uso della plastica verde trasparente, usata per i pannelli sul cannone, per la punta del missile (con un effetto notevole) e per i pannelli sul petto (entrambi con un dettaglio viola sopra, per fortuna, anche se uno solo formerà il petto del robot).
Non si capisce però perchè si sia scelto di fare il cannone verde militare, visto che tutto il resto del robot è in toni di viola e grigio. Il disguise rimane nullo.
La trasformazione in robot consiste nel ripiegare i cingoli posteriori sulla schiena a formare uno zaino, unire busto e bacino e ruotare il primo in posizione, ruotare la testa e le braccia in posizione, separare le gambe ed aprire i piedi, che hanno un tacco all'interno.
Si ottiene così un robot decisamente somigliante allo Shockwave G1, ispirato ma indipendente (si vedano ad esempio le forme dell'occhio e del petto, pentagonali e non esagonali).
È un classico caso di modello i cui alt mode sono semplicemente costruiti intorno al robot mode ( vedi ROTF Fallen)... Ma una serie di scelte discutibili compromette un po'il risultato.
Per esempio il braccio destro, fornito di doppia articolazione al gomito ed in generale di ottima mobilità, termina in una pinza apribile abbastanza gratuita laddove sarebbe stata meglio una più classica mano universale (come si vede nell'artwork del modello). Il braccio ha in compenso due cannoni sopra lo scudo ed una porta minicon sotto di esso.
Di riflesso, anche la punta del braccio cannone, rimuovendo il missile, potrebbe essere una mano a pinza con tre dita. Questo è tanto lungo da dover sempre essere tenuto inclinato, vista anche la mancanza di articolazione totale, fuorchè alla spalla, causata dalla gimmick meccanica e sonora, dato che all'interno c'è sia l'elettronica che il vano batterie.
Tra l'altro, è talmente pesante che il robot non può tenerlo sollevato davanti a sè: questo a causa dello snodo di trasformazione che unisce busto e bacino facendolo piegare in avanti. Può essere che in un modello nuovo (io l'ho preso usato) questo snodo fosse abbastanza resistente da sostenere il peso del cannone, ma onestamente ne dubito.
È una delle due colossali sviste nella progettazione della trasformazione (l'altra sono i binari entro cui scorrono i cingoli, formati da plastica parecchio sottile intorno ad uno snodo di metallo, che fanno sudare freddo ogni volta che li si tocca).
Se volete una posa col cannone puntato, potete scegliere se metterlo lateralmente oppure cercare di mettere il braccio destro in una posizione che blocchi il movimento dello snodo sul petto. In ogni caso, anche in una posizione naturale in piedi, il busto pende un po' dal lato del cannone.
Per il resto l'articolazione è buona, anche molto buona in proporzione alla sua serie: la testa ruota e si alza ed abbassa, seppur in maniera non proprio naturale, le gambe hanno tutti gli snodi di un Transformer moderno, inclusa la possibilità di inclinare la caviglia (che si cominciò a vedere con una certa frequenza solo a partire dagli Animated, e nemmeno in tutti) e una rotazione del bacino inserita appositamente per il robot (cosa che molti modelli oggi non hanno).
Il robot ha una presa per la stella Energon sulla spalla sinistra e prese per armi Energon sui due lati del cannone (e sulle caviglie ma internamente, chiaramente pensate per il veicolo). L'occhio ha lightpiping verde, con la finestrella sulla testa che richiama un dettaglio scolpito del modello G1. Ha anche una Hyper mode consistente nell'estendere il cannone e dispiegare i pannelli solari sopra la testa (tutte le batterie di missili purtroppo sono inaccessibili in questa modalità).
Ultimo piccolo trivia: volendo si può anche ruotare il petto allo snodo della torretta del tank, usando così il cannone come braccio destro (se ad esempio avete anche Sixshot e volete differenziare i due), seppur sacrificando il simbolo Decepticon sulla spalla e mostrando alcune viti.
Pur non essendo poi così terribile, per i prezzi che raggiunge oggi su ebay Shockblast non è un modello che consiglierei di prendere: non ha in effetti nulla di interessante da dire, ormai, e rimane più che altro uno sfizio, o come rarità essendo forse l'unico Energon cromato oppure per la somiglianza con Shockwave (il personaggio dell'anime comunque non c'entra nulla con l'illustre predecessore) - quindi o come materiale per custom o per completismo.
Notevole comunque come questo mold sia il modello di base per alcune versioni moderne di Shockwave: per esempio l'illustrazione per Transformers Legends di Shockwave è de facto un remold di Shockblast (o, ad essere onesti, una copia di un custom di Saotome), ed i dettagli sul petto di Kreon Shockwave sono basati su di lui.
Anche il modo in cui sono posizionati i cingoli di Beast Hunters Shockwave sulla schiena ricorda molto Shockblast.
Loves Daikyojin (Kingstar di Calendar Man)