SupremeStarscream
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#p149817 • Pubblicato il:
10 Nov 2012, 14:54 Cosa dire di questo Hot Shot della serie Cybertron? Sono passati anni dalla sua uscita ma credo che questo modello abbia ancora molto da dire.
In modalità VEICOLO Hot Shot si presenta come un’auto sportiva dalle fattezze leggermente futuristiche. La linea dell’auto è armoniosa nella parte anteriore, mentre in quella posteriore è molto squadrata. Il colore principale della carrozzeria è un azzurro sporco, quasi metallizzato, mentre ci sono parecchie parti gialle a sottolineare vari dettagli, particolari di cui il modello è pieno (come tutti gli altri della linea Cybertron).
Al centro del cofano abbiamo un piccolo simbolino Autobot rosso, al fianco del quale si trovano i due fari di plastica trasparente gialla. poco sopra si trovano due grosse prese d’aria colorate di un blu scuro tendente al grigio. L’abitacolo è quasi tutto formato da plastica trasparente gialla, dove all’interno si vedono scolpiti parecchi dettagli: due sedili, il volante il cruscotto e una sorta di pulsantiera tra le due postazioni. Sul retro troviamo una sorta di motore sporgente, colorato di nero e grigio metallizzato (servirà per attivare la gimmick) e l’alettone, colorato di giallo. Le ruote sono di plastica nera, molto men scolpite con il battistrada sagomato e i cerchioni dipinti di argento.
La gimmick viene attivata dalla cyber key fornita con il modello: infilandola nell’apposita fessura spuntano a scatto due piccoli alettoni di plastica gialla trasparente ai lati dell’auto. Nella serie animata questo serviva a far acquistare a Hot Shot più velocità , ma come vedremo hanno modo di essere sopratutto nel robot, per un fattore puramente citazionistico.
L’arma può essere collocata sul “motore” in un apposito foro. L’arma è un blaster di plastica gialla trasparente, con il pulsante rosso e la bocca di fuoco contornata di blu.
Una modalità veicolare decisamente solida e compatta, anche se il disguise non è proprio eccelso dato che ribaltando il mezzo quasi tutte le parti robotiche sono in vista, ma guardandolo da qualsiasi altra angolazione non si vede nulla di appartenente al robot.
La TRASFORMAZIONE è decisamente semplice: la parte posteriore del mezzo si allunga e si separa in due, formando le gambe. Le parti laterali dell’auto si aprono verso l’esterno, il muso si separa e le due parti vengono portate verso il basso, formando braccia e spalle. Si ruota la testa in posizione, si estraggono i piedi e si fa ruotare di 180° la parte dell’auto rimasta sulla schiena.
Il ROBOT risultante è semplice ma splendido: l’azzurro della carrozzeria ora si trova solo sulle spalle e nella parte inferiore delle gambe, mentre cosce e avambracci superiori sono di un rosso scuro, piedi, pugni e corpo sono blu scuro con molti dettagli pitturati di rosso, giallo e argento.
Sulla spalla sinistra spicca un grosso simbolo Autobot rosso, e partendo dalla testa il robot è un frullato di citazioni.
La testa è una evoluzione diretta del duo omonimo della serie Energon, seppure questa sia scolpita e colorata molto meglio con il viso argento, le guance e il casco blu, le antenne gialle e la visiera di plastica gialla trasparente.
per il resto è un’enorme citazione di Hot Rod sopratutto per quanto riguarda le portiere attaccate al braccio con scolpite le classiche tre canne, in questo caso di plastica trasparente gialla. Inoltre, inserendo la cyber key, spuntano dietro il corpo gli alettoni gialli che richiamano proprio quelli di Hot Rod.
La posabilità è buona e nella norma della serie, con ball-joint su anche e gomiti, mentre le ginocchia si possono piegare, le spalle hanno un’articolazione per muovere il braccio avanti e indietro e la testa può ruotare liberamente.
Quando è uscito il modello anni fa non avrei mai pensato di dover fare un commento sulla qualità delle plastiche, ma visti gli attuali standard della serie Prime non posso fare altro che sottolineare quanto queste plastiche siano solide e gli arti pieni. Non si ha certo l’impressione che il modello si possa rompere alla minima pressione, anzi anche le parti più sottili (i vetri dell’abitacolo o gli alettoni) sono decisamente più spessi di molte delle plastiche attuali. E, pur essendo un deluxe, è alto quasi quanto un attuale voyager (è alto esattamente quanto il voyager Breakdown Prime).
In CONCLUSIONE: a colte bisogna aspettare anni per poter apprezzare davvero un modellino. A volte si danno per scontate cose che, con l’andare del tempo, ci si accorge che erano tocchi di qualità . La colorazione, la solidità , il carisma del personaggio sono tutti punti che volgono a favore di questo Hot Shot, sopratutto se confrontato con produzioni più recenti. Nell’economia della sua serie poteva quasi passare inosservato (ci sono sicuramente modelli migliori), ora come ora mi sembra un piccolo gioiello.
Grazie a mentre83 per l'avatar!