Global Moderator

Messaggi: 6.149
Iscritto il: 31/03/2007
LocalitĂ : Canegrate (MI)
Iscritto il: 31/03/2007
LocalitĂ : Canegrate (MI)
Unicron (Deluxe)
Nome: Unicron
Alleanza: Decepticon
Chiave Planetaria: Pianeta X
Trasformazione: Carro armato
Codice: dgt3
Molti TRANSFORMER, ancora adesso, si gettano una manciatina di monete Energon dietro una spalla, quando il suo nome viene pronunciato, perché la parola stessa significa caos e distruzione.
Un tempo onnipotente divoratore di pianeti, fu distrutto decenni fa dagli AUTOBOT.
Fin troppo a lungo rimase intrappolato nella carcassa che si arrugginiva del suo vecchio corpo.
Adesso, risorto e riprogettato in forma di inarrestabile carro armato distruttore, non è ancora a piena potenza, ma presto tutto l’Universo lo conoscerà .
E tremerĂ .
Forza ?
Intelligenza 10.0
VelocitĂ oo
Resistenza oo
Rango ?
Coraggio ?
Potenza di fuoco 10.0
AbilitĂ 10.0
Contenuti segreti codice Planet Key
La più malvagia entità della galassia è tornata.
Mentre il buco nero vicino alla Terra e a Cybertron diveniva sempre più forte, l’oscura forza vitale dell’uccisore di pianeti Unicron stava guadagnando sempre più forza.
Dopo la loro partenza da Gigantion, Soundwave e Sideways volarono nel profondo dell’occhio tempestoso del buco nero con una nuova forma per l’antico distruttore.
Trovando una debole pulsazione della sua Scintilla, i due forgiarono una difficile alleanza con il potente titano, dando a Unicron un nuovo corpo e la possibilità di distruggere l’universo ancora una volta!
Recensione di SupremeStarscream
Unicron è un Decepticon (?) di classe Deluxe della serie Cybertron, la sue Cyber Key è arancione e grigia con lo stemma Decepticon (peraltro è l’unico segno della sua alleanza, in quanto il modellino non ha altri simboli)
Come modalità alternativa si presenta come un mezzo decisamente non terrestre: alla prima occhiata sembra un incrocio tra un disco volante (per la forma complessiva del corpo) e un mezzo semi-cingolato (per la presenza di una coppia di cingoli sulla parte anteriore e delle grosse ruote su quella anteriore). Lo schema di colori è decisamente classico: a farla da padrone è il giallo (tendente all’arancione), con particolari in grigio, marrone e viola, impreziosito da alcune plastiche trasparenti arancioni. Sebbene ottimamente scolpito e ricco di particolari, purtroppo questi non vengono sufficientemente messi in risalto dalla colorazione, soprattutto sugli scudi laterali del veicolo.
I richiami alla sua controparte planetoide sono molteplici: innanzitutto la forma arrotondata, le appendici sui lati del veicolo (che richiamano l’anello–ali attorno al pianeta), la presenza di un pannello circolare apribile appena sopra la cabina (che richiama la “bocca” del pianeta), e le due grosse corna sul davanti del mezzo.
Il mezzo si presenta molto aggressivo al primo impatto, con le corna sul davanti e le appendici appuntite sui lati, la cabina corazzata, una mitraglietta e un lungo cannone (sparante) sul retro del veicolo. In piĂą, attivando la Cyber Key, dal portello circolare posto sopra la cabina spunta una ulteriore mitraglia a tre canne.
Il disguise è ben fatto, l’unica cosa intuibile (non ribaltandolo) è la testa del robot, anche se è parzialmente camuffata da radar. Guardando da sotto però sono chiaramente visibili le braccia e le gambe del robot, anche qui parzialmente camuffate.
La trasformazione è tutt’altro che banale, tenterò di spiegarla più chiaramente possibile: si tolgono le appendici dai fianchi del mezzo, i quali si separano e si piegano verso il basso diventando le gambe del robot, il bacino si estrae da sotto e ruota di 180°. La cabina si stacca dai due cingoli che ruotano lateralmente, con un gioco di cerniere cilindriche la parte che li collega al corpo principale ruota verso l’alto e si richiude sui fianchi, formando così le spalle e le braccia del robot. Il bacino si sposta in avanti e si incastra sotto il corpo principale del robot, mentre la cabina si ripiega su se stessa andando a formare la piastra inferiore del petto. Si raddrizzano i piedi e fuoriescono i talloni, dalle braccia le corna si abbassano e, aprendo un pannello, si possono estrarre i pugni ruotandoli verso l’esterno. Infine, la testa si abbassa andando in posizione e ruota di 180°. In aggiunta, le appendici precedentemente rimosse dai fianchi del veicolo possono essere impugnate a mò di tenaglia.
Il robot risultante non lascia spazio a dubbi: è decisamente una macchina assassina! In questa modalità l’unico richiamo alla forma rotondeggiante del veicolo sono gli scudi posti ai lati delle gambe, mentre il corpo è pieno di spigoli e angoli acuti, in particolare i piedi e le ginocchia.
La schiena è un po’ ingombrata dal retro del veicolo, che contiene il meccanismo per azionare la Cyber Key, i motori del mezzo e le grosse ruote posteriori. Nel complesso devo dire che è molto bilanciato nonostante la presenza dello “zainetto”, le proporzioni sono buone ed è bello da vedere.
Lo schema di colori si incupisce: il giallo iniziale è presente solo sul petto, sulla testa e sui pannelli ai lati delle gambe, mentre gambe, braccia e bacino sono grigi e marroni.
La testa merita un’osservazione particolare: la forma è quella classica, che richiama un elmo da samurai (giallo) con delle corna vichinghe (grigie), mentre il viso è diverso dal solito Unicron: sembra sia scavato, scheletrico, con i denti in bella vista come se fosse un teschio… dà molto l’idea di essere un non-morto. Sul retro della testa è presente la classica finestrella per far illuminare gli occhi di arancione: in questo modo Unicron assume un’aria ancora più malvagia e demoniaca.
Le armi da fuoco sono rimaste quelle della modalitĂ veicolo: la mitraglietta e il grosso lanciarazzi ai lati della testa piĂą la mitraglia a tre canne (attivabile tramite Cyber Key) che spunta dal petto.
Inoltre, come accennato prima, nelle mani è possibile fargli stringere le sue appendici che diventano una sorta di gigantesche chele, o in alternativa possono venire riposte sugli scudi ai lati delle gambe.
La posabilità è ottima: ci sono articolazioni sulle cosce, sulle ginocchia, il bacino ruota, tre articolazioni sulle braccia e la testa può ruotare completamente.
Purtroppo il personaggio non è mai apparso nella serie animata, sarei stato ben curioso di vedere cosa avrebbe potuto combinare, magari al fianco di Sideways e Soundwave. Anche per questo motivo, Unicron rimane un po’ anonimo, anzi stravolge completamente il suo concetto di robot gigantesco e planetoide divoratore di mondi.
Personalmente però lo trovo molto bello, bilanciato, posabile e con una trasformazione molto appagante. Non può mancare nella collezione di chi cerca appunto trasformazioni complicate (come me), agli appassionati delle serie Cybertron e ai fan di Unicron in generale. Potrebbe non piacere a chi cerca degli Alt Mode realistici o terrestri, o ai fan più sfegatati di Unicron in quanto “gigantesco divoratore di mondi”.
Bio:
Molti Transformers gettano per scaramanzia una piccola moneta di energon ogni volta che viene pronunciato il suo nome, che per il mondo intero significa caos e distruzione. Una volta potente divoratore di interi pianeti, è stato distrutto decadi fa dagli Autobot. Per troppo tempo è rimasto intrappolato nella carcassa arrugginita del suo corpo. Ora, ritornato in vita e riconfigurato come un inarrestabile e distruttivo carro armato, non è ancora alla sua massima potenza, ma presto tutto l'universo lo conoscerà , e tremerà .
La galleria la si trova qui: gallery2.php?g2_itemId=30259
Come modalità alternativa si presenta come un mezzo decisamente non terrestre: alla prima occhiata sembra un incrocio tra un disco volante (per la forma complessiva del corpo) e un mezzo semi-cingolato (per la presenza di una coppia di cingoli sulla parte anteriore e delle grosse ruote su quella anteriore). Lo schema di colori è decisamente classico: a farla da padrone è il giallo (tendente all’arancione), con particolari in grigio, marrone e viola, impreziosito da alcune plastiche trasparenti arancioni. Sebbene ottimamente scolpito e ricco di particolari, purtroppo questi non vengono sufficientemente messi in risalto dalla colorazione, soprattutto sugli scudi laterali del veicolo.
I richiami alla sua controparte planetoide sono molteplici: innanzitutto la forma arrotondata, le appendici sui lati del veicolo (che richiamano l’anello–ali attorno al pianeta), la presenza di un pannello circolare apribile appena sopra la cabina (che richiama la “bocca” del pianeta), e le due grosse corna sul davanti del mezzo.
Il mezzo si presenta molto aggressivo al primo impatto, con le corna sul davanti e le appendici appuntite sui lati, la cabina corazzata, una mitraglietta e un lungo cannone (sparante) sul retro del veicolo. In piĂą, attivando la Cyber Key, dal portello circolare posto sopra la cabina spunta una ulteriore mitraglia a tre canne.
Il disguise è ben fatto, l’unica cosa intuibile (non ribaltandolo) è la testa del robot, anche se è parzialmente camuffata da radar. Guardando da sotto però sono chiaramente visibili le braccia e le gambe del robot, anche qui parzialmente camuffate.
La trasformazione è tutt’altro che banale, tenterò di spiegarla più chiaramente possibile: si tolgono le appendici dai fianchi del mezzo, i quali si separano e si piegano verso il basso diventando le gambe del robot, il bacino si estrae da sotto e ruota di 180°. La cabina si stacca dai due cingoli che ruotano lateralmente, con un gioco di cerniere cilindriche la parte che li collega al corpo principale ruota verso l’alto e si richiude sui fianchi, formando così le spalle e le braccia del robot. Il bacino si sposta in avanti e si incastra sotto il corpo principale del robot, mentre la cabina si ripiega su se stessa andando a formare la piastra inferiore del petto. Si raddrizzano i piedi e fuoriescono i talloni, dalle braccia le corna si abbassano e, aprendo un pannello, si possono estrarre i pugni ruotandoli verso l’esterno. Infine, la testa si abbassa andando in posizione e ruota di 180°. In aggiunta, le appendici precedentemente rimosse dai fianchi del veicolo possono essere impugnate a mò di tenaglia.
Il robot risultante non lascia spazio a dubbi: è decisamente una macchina assassina! In questa modalità l’unico richiamo alla forma rotondeggiante del veicolo sono gli scudi posti ai lati delle gambe, mentre il corpo è pieno di spigoli e angoli acuti, in particolare i piedi e le ginocchia.
La schiena è un po’ ingombrata dal retro del veicolo, che contiene il meccanismo per azionare la Cyber Key, i motori del mezzo e le grosse ruote posteriori. Nel complesso devo dire che è molto bilanciato nonostante la presenza dello “zainetto”, le proporzioni sono buone ed è bello da vedere.
Lo schema di colori si incupisce: il giallo iniziale è presente solo sul petto, sulla testa e sui pannelli ai lati delle gambe, mentre gambe, braccia e bacino sono grigi e marroni.
La testa merita un’osservazione particolare: la forma è quella classica, che richiama un elmo da samurai (giallo) con delle corna vichinghe (grigie), mentre il viso è diverso dal solito Unicron: sembra sia scavato, scheletrico, con i denti in bella vista come se fosse un teschio… dà molto l’idea di essere un non-morto. Sul retro della testa è presente la classica finestrella per far illuminare gli occhi di arancione: in questo modo Unicron assume un’aria ancora più malvagia e demoniaca.
Le armi da fuoco sono rimaste quelle della modalitĂ veicolo: la mitraglietta e il grosso lanciarazzi ai lati della testa piĂą la mitraglia a tre canne (attivabile tramite Cyber Key) che spunta dal petto.
Inoltre, come accennato prima, nelle mani è possibile fargli stringere le sue appendici che diventano una sorta di gigantesche chele, o in alternativa possono venire riposte sugli scudi ai lati delle gambe.
La posabilità è ottima: ci sono articolazioni sulle cosce, sulle ginocchia, il bacino ruota, tre articolazioni sulle braccia e la testa può ruotare completamente.
Purtroppo il personaggio non è mai apparso nella serie animata, sarei stato ben curioso di vedere cosa avrebbe potuto combinare, magari al fianco di Sideways e Soundwave. Anche per questo motivo, Unicron rimane un po’ anonimo, anzi stravolge completamente il suo concetto di robot gigantesco e planetoide divoratore di mondi.
Personalmente però lo trovo molto bello, bilanciato, posabile e con una trasformazione molto appagante. Non può mancare nella collezione di chi cerca appunto trasformazioni complicate (come me), agli appassionati delle serie Cybertron e ai fan di Unicron in generale. Potrebbe non piacere a chi cerca degli Alt Mode realistici o terrestri, o ai fan più sfegatati di Unicron in quanto “gigantesco divoratore di mondi”.
Bio:
Molti Transformers gettano per scaramanzia una piccola moneta di energon ogni volta che viene pronunciato il suo nome, che per il mondo intero significa caos e distruzione. Una volta potente divoratore di interi pianeti, è stato distrutto decadi fa dagli Autobot. Per troppo tempo è rimasto intrappolato nella carcassa arrugginita del suo corpo. Ora, ritornato in vita e riconfigurato come un inarrestabile e distruttivo carro armato, non è ancora alla sua massima potenza, ma presto tutto l'universo lo conoscerà , e tremerà .
La galleria la si trova qui: gallery2.php?g2_itemId=30259

Grazie a mentre83 per l'avatar!









