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#p70771 • Pubblicato il:
26 Gen 2009, 13:55 Optimus Prime si presenta in una confezione trapezoidale, simile a quella dei titanium, ma con la base maggiore in alto. I colori per puro caso ricordano quelli del robot, in forma di camion su sfondo rosso scuro con strisce di energia gialle. I bordi sono di colore grigio, con l' insegna Transformers in stile classico in alto (a sinistra la scritta ages 5+). Similmente decorata è la parte superiore della scatola. Sul lato troviamo le pubblicità di altri modelli. Sul retro troviamo la bio e le tec specs monlingua, oltre a foto del robot in entrambe le modalità e delle armi. Sul fronte c'è inoltre la gimmick tipica della serie, ossia il pop-up che sollevata mostra il robot. Carina ma alquanto inutile. Segnalo inoltre che le immagini promozionali non corrispondono perfettamente al prodotto: il camion ha un simbolo autobot sul fianco (in realtà assente),l'arma formata dalle marmitte ha diversi dettagli in più intorno alle canne e il robot ha le mani azzurre, oltre alle ginocchiere montate al contrario.
Il nuovo travestimento di Optimus Prime si rifà ai classici: è una motrice di camion rossa nella parte anteriore e blu in quella posteriore, con fanalini sopra i finestrini. Le plastiche utilizzate sono di un bel colore brillante, con l'unica eccezione della griglia del radiatore e del paraurti, di un desolante grigio davvero antiestetico (la stessa parte cromata è uno dei punti forti della versione henkei).
La presenza di dettagli argentati è molto più invasiva rispetto al G1, in quanto non si limitano alle fiancate ma son presenti anche sul tettuccio aereodinamico del veicolo (non conosco il termine per questa parte, perciò uso il termine inglese wind vane). Quest'ultimo rende da solo l'intero veicolo molto più rotondeggiante del classico. Vi sono inoltre le marmitte da montare dietro al veicolo, per aumentare ancora la somiglianza col classico, ma visto che il retro di quest'ultime (cioè la parte che si vede guardando il veicolo di fronte) è nera, quindi l'effetto è pessimo. Sul fianco è presente un bollino termico, gimmick che si rifà ai primi modelli G1, ma quantomai inutile e ridondante: seppure qualcuno, comprando il modello, no avesse notato i simboli autobot di cui la scatola è piena, riconoscerebbe certamente Optimus Prime, a meno di non venire dall'africa nera.
Il robot, se completo di tutti gli accessori, è ottimamente in disguise e si notano appena le ginocchiere piegate e il bacino con le cosce a vista da sotto. In realtà, sul retro vi sono i piedi sollevati in bella vista, ma quelli non contano, al massimo è da segnalare che son rivolti verso l'alto anzichè verso il basso. In mezzo alle gambe c'è anche una sorta di perno fisso e squadrato per eventuali (al momento della progettazione) rimorchi.
Per i classicisti ad ogni costo, una buona idea è togliere il wind vane, così da rendere il camion più squadrato. In questo modo però, non solo si vede la testa del robot, ma l'effetto delle marmitte peggiora ulteriormente.
Per passare al robot, staccate le marmitte, la parte azzurra delle fiancate va ripiegata rivelando le cosce del robot, le gambe vanno quindi abbassate in posizione eretta, i piedi sollevati di 90° e le ginocchiere sollevate. La fase successiva ricorda un po' il classico: le fiancate si staccano sì, ma vanno a coprire gli avambracci, che si trovano sul retro, anzichè formarli. Questi vanno sollevati, sollevando anche le mani, e posizionati ai lati del petto. Ora, sollevato il wind vane, bisogna far uscire la testa del robot, per poi ripiegare il supporto del WV per formare la schiena e, infine, ruotare il petto di 90°. Il paraurti va quindi ripiegato dietro il radiatoree la testa e le braccia vanno messe in posizione.
Il robot ottenuto in questo modo è poco più basso dell' Optimus animated voyager. L'ingombrante paraurti del camion si trova dietro la schiena, mentre quello sul petto è fittizio, ma almeno i finestrini del petto sono veri (si intravedono all'interno sedili e volante appena accennato, oltre ai tergicristalli scolpiti. Del robot colpisce l'aspetto molto aggressivo,dovuto al corpo slanciato e alla testa ottimamente scolpita e ricca di dettagli. Lo schema di colori differisce da uqllo del G1 (e di conseguenza dall' henkei, solo per alcuni dettagli): l'aggiunta di dettagli azzurri sulle gambe e le spalle e gialli sugli avambracci, nonchè in misura maggiore sul bacino. Giallo è anche il faro sulla testa. Tutti questi dettagli sono molto graditi , in particolare quelli azzurri (mentre farei volentieri a meno di quelli gialli sugli avambracci. La parte peggiore sono sicuramente le mani che, oltre a essere nere (problema che la versione henkei risolve solo parzialmente) e a non ruotare, sono scolpite davvero malamente, sopratutto se confrontate al resto dello sculpt. Nulla da dire sulla posabilità del modello. Il robot non ha i simboli autobot sulle spalle, ciò coerentemente alla gimmick del bollino termico.
Per i classicisti ad ogni costo: le marmitte del camion possono essere fissate dietro al wind vane, in modo da spuntare da dietro le spalle del robot.
Il wind vane e le marmitte hanno entrambe una trasformazione in arma, oltre a potersi posizionare sulla schiena per formare un paio di cannoni da spalla: non c'è bisogno che vi dica che il robot con le due armi in mano è davvero molto fico.
Sicuramente un ottimo modello, come testimoniano i diversi repaint a cui ha dato origine, ma soprattutto una rivisitazione in chiave moderna del mitico Optimus, apprezzabile perchè propone una degna variazione sul tema, a lungo attesa dopo la trilogia di Unicron, pur non rinnegando le forme storiche (come il movie) nè omaggiandole in maniera indiscriminata (come l'animated). In sostanza il Prime del nuovo millennio, che svecchia la sua storica immagine pur rimanendole fedele, e che costituisce in qualche modo lo stendardo della serie classic: potrà forse non accontentare coloro che si aspettavano dalla linea una riproposizione fanaticamente fedele dei classici, ma lo stile snello e aggressivo del robot, combinato con la possenza della motrice, rimasta intatta, è davvero ciò che ci vuole per accattivare e affascinare una nuova generazione di collezionisti, pur soddisfando quegli appassionati storici che non rifiutano aprioristicamente ogni novità. A proposito delle variazioni cromatiche proposte dalla versione henkei, con l'intento di renderlo più fedele alla versione G1, valogno le stesse considerazioni fatte sul modello: va bene omaggiare i classici, ma solo se ciò non impedisce una evoluzione e un miglioramento, come quelli apportati da alcuni dettagli dello schema di colori (mentre altri potranno risultare non altrettanto gradevoli). Questo per non menzionare il fatto che le differenze rimangono minime e che importare un prodotto dal giappone piuttosto che dagli states comporta una differenza economica non indifferente, che magari si può accettare pur di porre rimedio a certi scempi cromatici, soprattutto visto che alcune imperfezioni non sono tanto nello schema cromatico di questo modello quanto nel mold. Comunque, quale che sia la versione, è un modellino da avere in virtù del pezzo di storia del marchio che rappresenta e incarna. Se posso esprimere una opinione personale, le mille volte menzionate (e duemila volte elogiate) forme dannatamente aggressive e accattivanti, mi fanno pensare che questo modello in versione shattered glass sia una ficata immane (in virtù del ruolo da cattivo e dello schema cromatico del tutto particolare). Voto: 9-
Loves Daikyojin (Kingstar di Calendar Man)