Beast mode: Ibrido tigre/mandrillo
Dimensioni: altezza al garrese: circa 6cm, lunghezza dalla testa alla coda inclusa 12cm
Colori: marrone - criniera, tronco, coda; arancione – zampe, busto dettagli in rosso, blu (muso) verde (occhi) striature nere.
Bantor è
fuzor che unisce in maniera omogenea e continua due bestie giĂ presenti nei ranghi dei
Maximals: il mandrillo e la tigre. Del primo ha il volto colorato di rosso e di blu, la testa di grandi dimensioni circondata da una criniera di colore marrone, colore che continua nel tronco e nella coda; della seconda ha la schiena con le tipiche striature, il ventre, e le zampe anteriori; le zampe posteriori sono per così dire neutre, ricordano quelle del mandrillo ma sono del colore arancione della tigre, e senza strisce; la coda lunga e terminante in un ciuffo somiglia solo vagamente a quella di una tigre, ma ha il colore di quella del mandrillo. La scultura di questo modello è ben dettagliata e rivela solo parte del ventre del robot guardandolo di fronte, la zampe anteriori sono insolitamente lunghe (altro tratto misto: sembrano quelle di una tigre, ma solo il mandrillo ha le zampe anteriori più lunghe delle posteriori.) e articolate con due
joint ball ciascuna, ma la posabilità del modello è limitata dalle zampe posteriori che, malgrado la
joint ball alla coscia, sono scolpite nella posa di compiere un passo, la destra appoggiata sulla punta e la sinistra su tutta la pianta; questo effetto di camminata non consente molti posizionamenti, ma le lunghe e articolate zampe anteriori possono completarlo grazie all’articolazione del ginocchio, inversa rispetto a quella del robot. Peccato che per questo stesso motivo, cioè il fatto che le zampe anteriori sono le gambe del robot al contrario, ci siano un sacco di spazi vuoti sul fronte del robot.
Bantor ha la bocca sempre aperta; chiuderla vorrebbe dire rivelare il braccio del robot, visto che la bocca dell’animale corrisponde al gomito. Questa posa aggressiva, insieme al fatto che le zampe tendono a slanciarlo in alto e in avanti, si completa con una
gimmick d’attacco non proprio geniale: premendo un pulsante sulla schiena, tutta la testa dell’animale scatta in avanti, ben ontre le spalle, lasciando la schiena vuota.
Trasformazione
Per trasformare Bantor in robot mode, separare le due metà del tronco relative alle zampe anteriori e richiuderle su se stesse sotto l’animale per ottenere il bacino del robot; ruotare il bacino di 90° verso il lato sinistro dell’animale, e ruotare in avanti (180°) i piedi. Sollevare l’avambraccio sinistro da sotto la bocca dell’animale e abbasare la testa; sollevare la coda, poi la schiena, e piegare ruotare in avanti il braccio destro all’interno di essa. Sollevare la testa del robot tramite la levetta presente sulla schiena.
Robot mode
dimensioni. altezza 10cm dal suolo alla testa; 12cm inclusa la spalla destra.
Colori: arancione – testa tronco, avambracci, gambe; marrone – spalle, bacino cosce.
Dettagli in verde (occhi) e azzurro (ornamenti della testa).
Bantor è un robot asimmetrico ma abbastanza antropomorfo nelle proporzioni; il suo petto è diviso in due metà precise, nel lato destro è metallico e ha tubi e meccanismi, nel sinistro ha il pelo da animale. Il lato meccanico corrisponde al gigantesco braccio ingombrato dalla testa dell’animale, che mantiene la
gimmick a molla: adesso però rappresenta un poderoso pugno ed è molto più sensata; peccato che il meccanismo sovrasti la spalla di circa tre centimetri, e la testa dell’animale, completamente evidente sopra il gomito, è così ingombrante che per poco la criniera non cozza contro il busto quando il braccio si muove; anche il braccio sinistro non se la cava meglio: al di sotto del gomito è completamente racchiuso dentro la schiena dell’animale, con tutta la coda e le due zampe postetriori che pendono sotto di esso. Questo blocco posteriore dell’animale si può rimuovere, ma non trova altro posizionamento nel robot e non si trasforma in niente: tanto vale lasciarlo lì.
Migliore è la resa della parte inferiore del robot, che ha gli addominali come un essere umano, cosce e gambe sagomate in varie forme per renderne meno monotono il design, e grandi piedi che lo rendono piuttosto stabile; anche la posabilità , malgrado gli ingombri, non è male: la spalla destra va su e giù per ragioni di trasformazione, indietro e in avanti, e il braccio si può piegare al gomito all’ interno; il braccio sinistro invece ha il gomito che va su e giù e la
joint ball alla spalla; le gambe hanno tre
joint ball ciascuna: coscia, ginocchio e caviglia. La testa ruota, ma è incassata nelle spalle e non fa un grande effetto a vedersi: è una faccia scimmiesca resa più infernale dalle due bande sfuggenti sulla fronte e dalle zanne sulle guance, peccato che né queste nè i denti aguzzi siano dipinti.
L’energon chip di Bantor (Maximal) si trova sulla spalla sinistra.
Considerazioni finali
Un beast mode sproporzionato e un robot mode gravato da diversi ingombri fanno di Bantor un modello che lascia perplessi. Tuttavia a me piace per la scelta di unire in un
fuzor due bestie che erano giĂ state trattate nelle guerre animali da due modelli che ho sempre trovato colorati infelicemente:
B’Boom, un mandrillo blu elettrico, e
Tigatron, una tigre bianca, che per quanto sia una variante ammirata non è la colorazione naturale di questo animale: Bantor riscatta questi due animali così affascinanti riproducendone il colore più fedelmente e con una trasformazione ingegnosa che non cita nessuno dei due modelli già visti.