Admin

Messaggi: 9.356
Iscritto il: 21/06/2004
Iscritto il: 21/06/2004
Dinobot (Deluxe) - 10th Anniversary
Nel 2006 cade il decennale di Beast Wars, la serie che, con il suo enorme successo negli USA e in Giappone, ha risollevato le sorti dell'agonizzante marchio dei Transformer.
La Hasbro ripropone negli USA una selezione dei modellini dell'epoca, ovviamente ristretta ai personaggi più popolari della serie animata in CGI.
Tra questi, viene riproposto anche Dinobot, originariamente comparso nella classe Deluxe del 1996 della linea Beast Wars.
Questo personaggio della fazione Maximal era destinato a una carriera stellare nella serie animata, che avrebbe fatto da contrappunto alla bruttezza rara del modellino stesso.
Nelle serie giapponesi derivate da Beast Wars, lo stesso modellino sarebbe poi stato riproposto più volte, in versione ricolorata e rimodellata in stile Transmetal II, a partire dal personaggio di Thrustor del 1998.
Specifiche tecniche (in italiano).
La modalità di bestia è quella di un Velociraptor, con zampe posteriori discretamente snodate al ginocchio e alla connessione con il bacino, zampe con artigli mobili anteriori e posteriori indipendenti, bocca con mandibola che può essere ampiamente abbassata e coda che ruota su se stessa.
Aprendosi, la coda diventa una sorta di elica gigante che contiene una lunga spada; l'elica ruota tramite la pressione di un vistoso pulsante laterale. Questi due oggetti sono le armi del robot.
Il Velociraptor è nel contempo ben studiato, per via della posizione e della coda dritta, aderenti alle più recenti teorie sulla postura dei dinosauri, e orrendamente concepito, per via del petto e del ventre, costituiti da gambe e piedi del robot, che restano visibilissimi.
Attenzione, non diciamo che siano mimetizzati male: diciamo che sono proprio totalmente esposti, senza nessun camuffamento.
Sembra quasi che i piedi stiano per finire in bocca allo sfortunato sauro.
Lo schema dei colori originale era incentrato su uno spaventoso rosa opaco associato al marroncino pallido delle componenti trasparenti (come gli stinchi e i due gusci della testa mutante), oltre al nero delle striature su testa e schiena.

La versione ricolorata per il decennale segue invece lo schema dei colori proposto dalla serie televisiva: la bestia ha un color bronzo scuro per la pelle, con striature marrone scuro, occhi di un inquietante azzurro (con la famosa pupilla verticale delle confezioni) e dettagli verdi per la simil-ossatura presente sulle gambe del robot (e quindi sul ventre della bestia).
Il robot presenta la stessa colorazione, con alcune aggiunte abbastanza importanti:
- i dettagli tecnologici azzurri e verdi visibili durante la trasformazione;
- le ginocchia azzurre;
- la testa robotica, che ha viso azzurro, occhi rossi ed elmo bronzo e marrone.
La trasformazione è bizzarra e abbastanza inedita, come d'altro canto lo sono le due modalità alternative.
La coda si stacca e il suo supporto (una specie di coperchio di tombino agganciato a un perno) ruota verso l'alto ripiegandosi sulla schiena.
Le gambe si staccano dal torace, si raddrizzano e si ruotano sui perni delle ginocchia di 180 gradi, per mettersi in posizione. Dalla parte anteriore dei piedi emerge per rotazione il tallone posteriore.
I pannelli laterali al torace, a ognuno dei quali sono agganciate una zampa posteriore e una zampetta anteriore, ruotano su loro stessi di 180 gradi: in questo modo, la zampa posteriore si posiziona all'altezza delle spalle del robot, divenendone il braccio. Le zampette anteriori si ripiegano sui fianchi, inutilizzati.
La testa del Velociraptor si piega in avanti, divenendo il torace e mettendo alla luce la testa mutante, che è in sostanza un teschio di sauro stilizzato. La testa mutante si divide verticalmente in due metà e mette allo scoperto la testa di robot.
Gli artigli delle zampe diventano le mani; un foro nel palmo permette loro di impugnare la spada o l'arma ad elica.
Il robot risultante è tanto goffo e sgraziato quanto instabile; per aprire completamente la testa mutante, è necessario abbassare le spalle più di quanto le istruzioni prevedono, alterando le proporzioni della figura. La testa del Velociraptor è eccessivamente sporgente dal petto.
La parte meglio riuscita sono senza dubbio le gambe, molto solide e resistenti, anche grazie ai lunghi e grossi piedi.
La posabilità del robot è accettabile; l'instabilità dell'insieme non ostacola più di tanto il posizionamento di gambe e braccia, che risultano però un po' impacciate e limitate, nonostante il discreto numero di snodi presente.
Ultima nota di merito. Per quanto non esattamente memorabile, questo modellino ha dato origine a un Repaint che è stato fra i primi omaggi G1 della linea: Grimlock.
La Hasbro ripropone negli USA una selezione dei modellini dell'epoca, ovviamente ristretta ai personaggi più popolari della serie animata in CGI.
Tra questi, viene riproposto anche Dinobot, originariamente comparso nella classe Deluxe del 1996 della linea Beast Wars.
Questo personaggio della fazione Maximal era destinato a una carriera stellare nella serie animata, che avrebbe fatto da contrappunto alla bruttezza rara del modellino stesso.
Nelle serie giapponesi derivate da Beast Wars, lo stesso modellino sarebbe poi stato riproposto più volte, in versione ricolorata e rimodellata in stile Transmetal II, a partire dal personaggio di Thrustor del 1998.
Specifiche tecniche (in italiano).
La modalità di bestia è quella di un Velociraptor, con zampe posteriori discretamente snodate al ginocchio e alla connessione con il bacino, zampe con artigli mobili anteriori e posteriori indipendenti, bocca con mandibola che può essere ampiamente abbassata e coda che ruota su se stessa.
Aprendosi, la coda diventa una sorta di elica gigante che contiene una lunga spada; l'elica ruota tramite la pressione di un vistoso pulsante laterale. Questi due oggetti sono le armi del robot.
Il Velociraptor è nel contempo ben studiato, per via della posizione e della coda dritta, aderenti alle più recenti teorie sulla postura dei dinosauri, e orrendamente concepito, per via del petto e del ventre, costituiti da gambe e piedi del robot, che restano visibilissimi.
Attenzione, non diciamo che siano mimetizzati male: diciamo che sono proprio totalmente esposti, senza nessun camuffamento.
Sembra quasi che i piedi stiano per finire in bocca allo sfortunato sauro.
Lo schema dei colori originale era incentrato su uno spaventoso rosa opaco associato al marroncino pallido delle componenti trasparenti (come gli stinchi e i due gusci della testa mutante), oltre al nero delle striature su testa e schiena.
La versione ricolorata per il decennale segue invece lo schema dei colori proposto dalla serie televisiva: la bestia ha un color bronzo scuro per la pelle, con striature marrone scuro, occhi di un inquietante azzurro (con la famosa pupilla verticale delle confezioni) e dettagli verdi per la simil-ossatura presente sulle gambe del robot (e quindi sul ventre della bestia).
Il robot presenta la stessa colorazione, con alcune aggiunte abbastanza importanti:
- i dettagli tecnologici azzurri e verdi visibili durante la trasformazione;
- le ginocchia azzurre;
- la testa robotica, che ha viso azzurro, occhi rossi ed elmo bronzo e marrone.
La trasformazione è bizzarra e abbastanza inedita, come d'altro canto lo sono le due modalità alternative.
La coda si stacca e il suo supporto (una specie di coperchio di tombino agganciato a un perno) ruota verso l'alto ripiegandosi sulla schiena.
Le gambe si staccano dal torace, si raddrizzano e si ruotano sui perni delle ginocchia di 180 gradi, per mettersi in posizione. Dalla parte anteriore dei piedi emerge per rotazione il tallone posteriore.
I pannelli laterali al torace, a ognuno dei quali sono agganciate una zampa posteriore e una zampetta anteriore, ruotano su loro stessi di 180 gradi: in questo modo, la zampa posteriore si posiziona all'altezza delle spalle del robot, divenendone il braccio. Le zampette anteriori si ripiegano sui fianchi, inutilizzati.
La testa del Velociraptor si piega in avanti, divenendo il torace e mettendo alla luce la testa mutante, che è in sostanza un teschio di sauro stilizzato. La testa mutante si divide verticalmente in due metà e mette allo scoperto la testa di robot.
Gli artigli delle zampe diventano le mani; un foro nel palmo permette loro di impugnare la spada o l'arma ad elica.
Il robot risultante è tanto goffo e sgraziato quanto instabile; per aprire completamente la testa mutante, è necessario abbassare le spalle più di quanto le istruzioni prevedono, alterando le proporzioni della figura. La testa del Velociraptor è eccessivamente sporgente dal petto.
La parte meglio riuscita sono senza dubbio le gambe, molto solide e resistenti, anche grazie ai lunghi e grossi piedi.
La posabilità del robot è accettabile; l'instabilità dell'insieme non ostacola più di tanto il posizionamento di gambe e braccia, che risultano però un po' impacciate e limitate, nonostante il discreto numero di snodi presente.
Ultima nota di merito. Per quanto non esattamente memorabile, questo modellino ha dato origine a un Repaint che è stato fra i primi omaggi G1 della linea: Grimlock.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.










, da cui traspare la delusione che tutti abbiamo provato quando ci siamo trovati per le mani il modellino: "... Certo che si potevano sforzare un po' di piu'!".






