Mentre cominciano a comparire in rete le recensioni del modello creato nell’ambito delle celebrazioni del trentennale del marchio TRANSFORMERS, è interessante spendere due parole sul Rhinox originale, un modello di classe deluxe apparso per la prima volta sul mercato nel 1996, durante la prima wave di Beast Wars, e anche uno dei personaggi principali della serie animata.
ModalitĂ Animale: Rinoceronte africano
Dimensioni: lunghezza circa 13 cm dal corno alla coda – altezza al garrese circa 7 cm
Colorazione: caffelatte con dettagli rossi (occhi) e oro (corno)
In beast mode, Rhinox è un rinoceronte di non facile classificazione: il doppio corno lo identifica come rinoceronte africano, ma non si capisce bene se sia della sottospecie del bianco o del nero. Rispetto ad una rappresentazione realistica, ha dei particolari tutti suoi come la testa molto incassata fra le spalle, il garrese basso ma sovrastato da una placca dorsale più simile a quella di un dinosauro che di un mammifero, la dentatura aguzza ed evidente e la maggiore ampiezza delle zampe posteriori rispetto a quelle anteriori. Il colore è decisamente peculiare; anziché essere tutto grigio come la maggior parte dei rinoceronti, o tutto marrone come la sua controparte animata, alterna un colore marroncino molto chiaro sulle parti inferiori ad uno più scuro sulle zampe, su tutta la schiena e sulla testa; il passaggio da una gradazione all’altra è sfumato e non netto. La scultura è ricca di pieghe, come quelle di un pachiderma, e di placche. Sono particolarmente strani gli occhi rossi, piccoli ed allungati, e il corno oro. E’ difficile vedere parti del robot, a meno di capovolgerlo, ma anche così è ben celato. I movimenti sono limitati alla mandibola, che però si apre soprattutto per motivi di trasformazione, alle zampe posteriori che si piegano indietro; quelle anteriori dovrebbero ruotare in avanti, ma non c’è verso di muoverle senza rivelare i gomiti del robot.
L’impressione finale di questa forma animale è gradevole ma non del tutto realistica; Rhinox è minaccioso e possente, ma gli mancano alcuni elementi tipici di un vero rinoceronte come la “gobba” o la testa inclinata verso il basso.
Trasformazione
Per trasformare Rhinox da animale a robot, aprire le due sezioni che formano la schiena; estrarre la coda, la lama circolare presente sotto il dorso e le due mazze presenti sotto le placche; serviranno a formare le armi. Distendere indietro le zampe posteriori, ruotarle di 180°, aprire punta e tallone del piede del robot. Sollevare il pannello che forma la metà superiore della testa del rinoceronte e spingerlo indietro; aprire completamente il pannello presente sotto il ventre dell’animale ed estrarre il motore dell’arma; abbassare la mandibola fino a chiudere il vano rimasto vuoto. Ruotare di 180° verso l’interno le due metà laterali della testa fino a renderle parallele al busto del robot. Liberare i polsi dall’incastro all’interno delle zampe anteriori dell’animale e posizionarle a piacere; aprendole completamente verso l’esterno danno ampia mobilità al robot, le istruzioni suggeriscono di capovolgerle, ma già dal passaggio successivo, come da tutte le immagini ufficiali, questo posizionamento è omesso.
Per assemblare l’arma di Rhinox, incastrare il foro centrale della lama circolare sul perno nero del motore e fissare le due mazze nei due fori laterali.
Robot mode
Dimensioni: altezza circa 13 cm
Colori: oro (tronco) verde (testa, ginocchia, braccia e spalle) nero (piedi, braccia, cosce) caffelatte (tronco, gambe e numerose parti del beast mode ancora visibili).
In modalità robot, Rhinox ha molto poco del massiccio ed imponente personaggio della serie animata; al contrario ha un corpo snello ed allungato, tutta la massa in più gli deriva dalle ingombranti parti del rinoceronte ancora visibili, soprattutto il “gonnellone” che scende lungo i fianchi. Appena trasformato si rivela con la battle mask chiusa: un volto prominente, verde con il ghigno animalesco bianco e gli occhi trapezoidali oro; aprendola longitudinalmente in due metà rivela un volto più antropomorfo con alcuni segni distintivi anche della versione animata, come la “cresta” al centro della testa, gli occhi rossi e i denti bianchi nuovamente contratti in un ghigno; l’interno della maschera è oro e forma due grandi ali ai lati della testa, non proprio aggraziate. Il resto della scultura è piuttosto semplice, si notano le varie scanalature e sagomature dei due pannelli oro che formano il petto e il bacino, che danno un’illusione metallica pur dovendo soggiacere all’esigenza di impiegare plastiche sagomate all’interno, e le borchie sulle gambe.
Rhinox può impugnare un’arma in ciascuna mano: la coda del Rinoceronte diventa una specie di machete con la lama molto arcuata, mentre dal petto e dalla schiena fuoriesce un bizzarro arnese rotante (lo attiva una molla) fornito di lame e mazze, che poco ha a che vedere con i mitra della versione animata: sembra piuttosto un decespugliatore. Rhinox non presenta né rubsign né alcun altro simbolo di appartenenza ai Maximal. Le articolazioni sono tante: la testa ruota, le spalle ruotano avanti e indietro e si aprono verso l’esterno; il gomito è una joint ball e così anche la coscia, che in più include una rotazione; il ginocchio si piega all’indietro. La posabilità è un po’ inficiata dai numerosi ingombri dovuti alle parti animali.
Conclusioni
Rhinox è un modello altamente rappresentativo di tutti gli elementi che hanno caratterizzato l’inizio e quasi tutta la serie delle guerre animali; in beast mode è riccamente scolpito ma statico e non del tutto realistico, in robot mode è altamente articolato ma pieno di ingombri; gli accessori hanno il pregio di scomparire completamente durante la trasformazione. Un collezionista moderno dovrebbe notare soprattutto l’elevato valore storico del modello, poiché rappresenta l’inizio di quella evoluzione che ha portato ai Transformers di oggi.