Recensione Tripredacus - Introduzione
Per motivi contingenti, da un anno abbondante a questa parte non sono più stato in grado di scrivere una recensione. Dal momento che uno dei pezzi più letti ed apprezzati della mia precedente attività è stato quello su
Magnaboss, ho deciso di ricominciare alla grande con la recensione di Tripredacus, il suo giurato nemico. Posseggo questo modello da circa un anno, si tratta di un esemplare giocato che chiaramente non dimostra più la solidità di un esemplare nuovo in qualche incastro o in alcune giunture, ma sotto tutti gli aspetti è intatto e ancora funzionante al 100%.
Nel descriverlo e consegnarvi le mie impressioni cercherò il più possibile di lasciare il confronto con l’altro combiner delle Guerre Animali in un capitolo a parte, e di essere il più obbiettivo possibile; d’altro canto, alcune considerazioni generali si possono dire comuni ai due modelli, e dunque mi scuso in anticipo se qualche riga qua e là darà una sensazione di già letto.
Tripredacus si forma dall’unione di tre Predacons: la cicala
Cicadacon, lo scarabeo rinoceronte giapponese
Ram Horn, e il gambero di fiume americano
Sea Clamp. La sua unica menzione nella serie animata Beast Wars è nell’episodio “
Il Coraggio di Grifo parte 1” (“The Agenda part 1”) che si colloca alla fine della seconda stagione e mostra per la prima e ultima volta che il comando dei Predacons sul pianeta Cybertron appartiene a tre individui che non vengono identificati singolarmente ma vanno sotto il nome collettivo di “Consiglio Tripredacus”, e dalla loro posizione di privilegio tramano affinché le azioni di Megatron sulla terra del passato restino inosservate e la precaria pace tra le fazioni si mantenga. Come giocattolo, è stato distribuito per la prima come un unico modello di classe Ultra nel 1997, il suo nome italiano è Tripredator e i suoi componenti sono stati ribattezzati Cicala, Corno e Chela.
Procederò con la recensione dei singoli modelli e solo successivamente alla
forma combinata.
Cicadacon
Beast mode: cicala
Dimensioni: lunghezza circa 9,5 cm dalla testa alla coda, apertura alare circa 21 cm; apertura alare “attack mode” circa 26 cm.
Colori: verde; dettagli in arancione (occhi), viola (proboscide), grigio scuro e bianco.
In modalitĂ animale
Cicadacon è piuttosto realistico e dettagliato; colpiscono le due paia di ali trasparenti capaci di muoversi a 360° poiché innestate su joint ball; la presenza su tutte le parti verdi, dal dorso all’addome al testone, di numerose placche, rende l’aspetto dell’insetto chitinoso e credibile; in effetti, Cicadacon in forma animale è tutto verde; forse non è il colore della Cicala in natura, ma è senza dubbio una buona scelta. La presenza di dettagli arancione sotto le ali maggiori, derivanti dall’alloggio delle armi del robot, rende meno monotona questa colorazione; la posabilità é limitata a poche parti ma molto intelligente; infatti oltre a poter tenere le ali in decine di posizioni, può sollevare la proboscide frontalmente e ha un limitato movimento delle zampe; quelle posteriori sono unite a due a due. Delude un po’ il disguise; si possono intravedere le cosce del robot, che formano l’addome dell’insetto, i pugni sotto la coda e capovolgendolo si vede chiaramente la testa di Tripredacus. Nel mio esemplare l’incastro delle braccia del robot sotto al corpo dell’insetto è quasi impossibile, quindi meglio non cercargli pose elaborate con le zampe.
Cicadacon dispone di un attack mode: sollevando completamente la proboscide davanti alla testa essa diventa un cannone, e due ulteriori ali sotto le principali (le armi della modalità robot) si possono ruotate in fuori di 180° per dargli un apertura alare straordinaria; così trasformato infrange i limiti di dimensioni della classe basic a cui sembra appartenere e diventa incredibilmente grande, ma anche nella sua forma normale vince il paragone con tantissimi altri insetti presenti tra i Predacons, per cura del dettaglio, bellezza della scultura e posabilità .
Trasformazione
Per trasformare
Cicadacon in robot mode, aprire gli sportelli laterali ai fianchi dell’animale sopra le zampe e estrarre le gambe del robot, distendendone l’articolazione del ginocchio e i piedi; poi richiudere gli sportelli e sollevare l’articolazione della spalla; abbassare le zampe anteriori e tutto il blocco della testa; appoggiare la proboscide sul bacino; aprire lo sportello della schiena ed estrarre la testa, chiudere le zampe dell’insetto all’esterno delle braccia.
La trasformazione di Cicadacon in robot rivela la presenza dell’adesivo termografico dietro alla testa del robot; in questa modalità , da sotto le ali si possono sganciare le due lame a fargliele impugnare come due spade. Le istruzioni di Tripredacus fanno pensare che Cicadacon debba tenere le zampe anteriori sollevate ai lati del busto in robot mode, ma la versione che preferisco è abbassate, come si vede in tante foto.
Questa trasformazione apparentemente semplice in realtà fa uso di tante scomparse per nascondere buona parte del robot e dunque è più simile ad un deluxe che ad un basic.
Robot Mode
Dimensioni: altezza circa cm 11,5.
Colorazione: verde: tronco, cosce e piedi; viola: volto, bacino, braccia e ginocchia; bianco: gambe dal ginocchio al polpaccio, avambracci, testa; dettagli in grigio e arancione (occhi).
Ecco che la monotonia cromatica della modalità insetto è completamente neutralizzata: nel robot mode di
Cicadacon tre colori si alternano su tutta la vista frontale, in maniera armoniosa e simmetrica. Le proporzioni del robot sono quelle tipiche dei primi beast wars: gambe e braccia snelle, testa piccola, tronco grande; il risultato d’insieme è molto gradevole e stupisce la quasi totale assenza di ingombri, se si esclude il petto molto sporgente. Le zampe fuori delle ali non danno alcun fastidio, nemmeno alla posabilità che è altissima: testa, spalle, gomiti, cosce e ginocchia sono Joint ball; il ginocchio dispone anche di una seconda articolazione sopra la giuntura, per ragioni di trasformazione, ma che può essere usata anche per posizionare il modello; i piedi, sempre per ragioni di trasformazione, hanno una limitata rotazione all’indietro. La posabilità delle ali è mantenuta in modalità robot, ed esse non lo ingombrano né danneggiano la stabilità . La scultura del volto è semplice ma minacciosa: Cicadacon ha una specie di bocca a trapezio e due piccoli occhi infossati; evidenziare il volto con il colore è una scelta vincente. Anche le armi, simili a due grandi machete ma divisi in placche, sono molto belle.
La cicala non è un insetto molto minaccioso, a meno che tu non abbia ricordi del suo incessante frinire nell’estate in cui tuo padre, dopo anni di assenza, ti chiamò a vivere nella base segreta sotterranea dove dirigeva un progetto segreto per la difesa della terra… no, quella è un'altra storia; dicevo, la cicala probabilmente non evoca spavento o pericolo come altri Predacons, ma è resa efficacemente attraverso i dettagli più caratteristici; ma il punto di forza di Cicadacon è senza dubbio l’ottimo robot mode in linea con i canoni migliori della serie. E’ senza dubbio il modello più ispirato del trio.