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10 Apr 2010, 12:09 Magnaboss
Prima di parlare del combiner in sé e per sé, ancora un paio di considerazioni introduttive.
Primo: al colpo d’ occhio, i tre animali componenti deludono per la mancanza di proporzione: magari il confronto tra l’ elefante e il leone potrebbe anche andare bene, ma il fatto che l’ aquila sia così immensa rispetto agli altri due stona un po’. Soprassediamo per la bellezza generale dei modelli, e per il fatto che le proporzioni fra transformers siano un po’ come l’ araba fenice. (che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessuno sa).
L’ altra nota di colore riguardante Magnaboss che diventa un elemento di valore del modello, risiede nel fatto che egli non ha mai avuto una biografia ufficiale dei singoli componenti fino alla compilazione dell’ infelice Beast Wars Sourcebook da parte di IDW, nel 2007. Lì è stato stabilito che questi tre Prowl, Ironhide e Silverbolt sono proprio gli originali G1 riformattati all’ epoca delle Guerre Animali per combattere mille nuove battaglie. In luce di questo dato, il suo rango di leader assume un nuovo significato: Magnaboss è sia un guerriero solitario, fuori dal tempo per le sue origini risalenti alla prima grande guerra civile dei Transformers, sia un ufficiale morale che guida le truppe con l’ esempio e i suoi più alti valori. Per me, è praticamente il Capitan America dei Biocombat!
La trasformazione di Magnaboss è ritenuta una delle più complesse dell’ anno 1997, e forse di tutta la sua epoca. Ma è quella complessità gratificante, non difficile in senso stretto.
Cominciamo da Prowl. Lo abbiamo lasciato in forma di robot, ma lo porteremo in una forma simile a quella di leone.
Per prima cosa, mettere da parte la sua arma, servirà dopo.
Poi, si spalanca di nuovo completamente il busto, la testa del robot torna all’ interno, mentre quella del leone, girata al contrario per rivelare il volto del combiner, va di fronte; le spalle del robot si rimpiccioliscono di nuovo all’ interno, e a questo punto bisogna chiudere i lati della criniera in modo che le braccia restino chiuse dentro, con la Joint ball girata verso l’ esterno, la zampa dell’ animale ripiegata in alto e le mani del robot leggermente visibili da sotto. Non stupitevi se questa manovra richiederà un po’, il posizionamento delle braccia è davvero difficoltoso.
Poi, chiudere la schiena del leone lasciando le corna in basso. Chiudere i piedi del robot e stendere indietro le zampe, ruotare il bacino e le ginocchia esattamente nella posizione del beast mode. poi girarle verso la criniera fino ad incastrare le zampe sotto le mani del robot.
Adesso, Prowl è la testa e parte del tronco di Magnaboss.
Ora tocca a Silverbolt. Dalla modalità robot, lo rimettiamo il modalità animale, lasciando però il processo a metà: anziché chiudere completamente la schiena dell’ animale sul busto del robot, si lascia il dorso dell’ animale a 45° e si solleva ulteriormente la sezione anteriore. Le armi anche stavolta devono stare da parte.
Con Silverbolt in questa posa, si completa il tronco di Magnaboss, appoggiando il petto di Silverbolt robot contro la schiena di Prowl leone. Poi si piegano le ali attorno al leone, per fissarle, ciascuna a un buco per il perno della criniera e un perno a scatto, e si appoggia la testa dell’ aquila su quella di Magnaboss: ci sono due piccoli incastri anche per questa manovra.
Per finire la trasformazione, aprire l’ estremità delle ali tutto all’ esterno e ripiegarne la punta di nuovo all’ interno: ecco i lanciamissili esposti sul fronte del robot.
Ripiegare le zampe del volatile nello spazio tra il petto di Silverbolt e la schiena di Prowl e abbassare la coda dell’ aquila.
E via che si va con il ben più complesso Ironhide!
Metterlo a testa in giù, e sollevare il retro della schiena, che è il petto di Magnaboss.
Da questa posizione, rimettere le spalle in alto come in modalità animale per ottenere le cosce di magnaboss, ruotando però le sezioni a cui sono attaccate le due metà della testa dell’ elefante in modo che il giunto sia esterno, e le due metà della testa si possano tirare indietro. Rivolgere le unghie dell’ elefante in avanti (i. e. nella stessa direzione del bacino e del petto del combiner) ed estrarre il piede, prima la punta verso il basso poi il tallone all’ indietro. Da questa posa, abbassare completamente i fianchi di Ironhide, diventeranno simili alla “gonna” di un armatura da samurai. Poi aprire il petto di Ironhide piegando le due metà verso il centro, e spalancare tutte le sezioni laterali verso l’ esterno. Ci sono numerose cerniere, che saranno difficili da posizionare quando lo rimetterete in una delle sue altre forme, ma per ora basta aprirle del tutto. Capovolgere le zampe posteriori e estrarre ciascun pugno di Magnaboss, tirare indietro le due metà del sedere dell’ animale.
Ovviamente, se non avete estratto dalla loro sede dietro le orecchie le armi e non le avete messe da parte, è il momento di farlo.
A questo punto posizionare il blocco Prowl-bolt al centro di Ironhide, e sollevare le due metà laterali una alla volta per saldarle alle ali dell’ aquila: si fa con un perno in ciascuna ala che entra in un incastro dell’ elefante. Infine, spingere verso l’ alto il petto del combiner, avendo cura di incastrare le due guide laterali in due perni delle ali. Visto che a questo punto Magnaboss è già molto compatto, l’ operazione potrebbe richiedere un po’ d’ attenzione, ma non sarà affatto difficile.
Posizionare le zanne a piacere, la posizione prestabilita è parallele alla testa come due grandi corna taurine.
Adesso, prendere le armi dei componenti: la tenaglia di Prowl va richiusa tranne che per le punte, e la coda-manico abbassata a formare una specie di T; sopra di essa si incastrano i due randelli di Ironhide, prima quello coi lati continui, poi quello zigrinato. Ai lati di quest’ ultimo si attaccano le due lame di Silverbolt. Ecco la leggendaria Spada di Magnaboss, che il robot può facilmente tenere in mano!
Una volta assemblato, Magnaboss è alto 23cm circa, che diventano 25cm se si includono le zanne nella sua statura; la sua spada è lunga 11cm e dunque è bella imponente.
Magnaboss è uno strano robot con la testa perennemente tirata indietro, e/o col petto molto sporgente, ed ha un feeling particolarmente umano, vuoi per il volto che mostra i denti (anche se il resto della scultura è decisamente da robot, con una presa d’ aria in fronte e gli zigomi evidenziati) vuoi per il petto e gli addominali sagomati con una muscolatura.
I suoi colori sono prevalentemente quelli di Ironhide, grigio, rosso e un po’ di bianco, ma si intravede il giallo di Prowl nel ventre e nel volto, e sono ben evidenti le piume bianche marroni si Silverbolt e la criniera di leone: In pratica, potrebbe sembrare un guerriero barbarico infilato in un’ armatura di pelle d’ elefante, adornata con una criniera di leone e una testa d’ aquila come cappuccio.
Quest’ aspetto da “uomo vestito” è stato mitigato nella versione giapponese dalla scelta di dipingere il volto rosso e argento, ma forse stavolta è migliore la versione Hasbro, più originale e meno monotona.
La posabilità è molto elevata ma non perfetta; le braccia possono ruotare avanti e indietro e aprirsi in fuori grazie all’ articolazione della spalla, ruotare e piegarsi al gomito, ma questa posabilità è limitata in parte dall’ ingombro delle penne sul petto e del posteriore dell’ elefante che si muove in maniera solidale alla spalla. Tuttavia, può facilmente assumere una posa con la spada sollevata al cielo e gridare: “per il potere di Grayskull !” che è quello che desideriamo realmente vedergli fare.
Delude un po’ la totale mancanza di posabilità della testa, le gambe invece sono eccellenti, articolate alla coscia, che si apre verso l’ esterno e ruota e al ginocchio che si piega avanti e indietro e ruota. Può anche piegare i piedi, visto che si estraggono con un tirante come quelli di Optimus Primal.
Visto dal dietro, Magnaboss perde un po’ del suo fascino a causa delle numerose parti di Ironhide riconoscibili, compreso il volto, e alcune di Silverbolt, che forma un bello zainetto.
Come si capisce facilmente, la sua trasformazione è al 70% merito di Ironhide, poi un buon 20% di Prowl e un 10% di Silverbolt; tuttavia, recriminare troppo su cosa è funzionale al combiner e cosa ai singoli elementi è sbagliato, molto meglio valutare l’ insieme, e nell’ insieme, Magnaboss è un giocattolo davvero riuscito: sì, proprio un giocattolo, nel senso più nobile del termine: è divertente da maneggiare, grazie all’ elevata posabilità, è stimolante grazie alla complessità delle trasformazioni, sia del gestalt che dei singoli elementi, (eccetto Silverbolt!) è evocativo, grazie al suo aspetto e alla particolarissima arma, ma anche bello da vedere per i suoi colori caldi, e adoro persino sentirlo, fa tutti quei bei click-clack delle giunture e degli incastri!
Magnaboss per un collezionista è un modello da avere, perché guardandolo e tenendolo in mano si può provare sia lo stupore infantile del giocattolo nuovo che la soddisfazione matura di vedere un punto altissimo di progettazione Transformers: Infatti coglie a pieno sia lo spirito di Beast Wars, con il suo aspetto in perenne equilibrio tra organico e tecnologico, sia lo spirito della Generation One, portando una delle idee più popolari di allora, i robot combiner, ad un nuovo livello di complessità; Magnaboss, un modello sospeso fra passato, presente e futuro, che fa viaggiare nel tempo anche chi ci gioca!