In quasi tutte le serie animate dei
TRANSFORMERS sono presenti dei ragazzi, ideale elemento di identificazione per i piccoli spettatori e collegamento fra gli alieni robot e il pianeta terra. Non sempre si integrano bene nella storia: in
Armada, il pretesto per far interagire bambini e Transformers risiedeva nell’affinità naturale dei piccoli terrestri con i Mini-con, Transformers piccoli anche loro che hanno sofferto una sorta di diaspora spaziale. Per stringere ulteriormente il legame, i tre giovani coprotagonisti del cartone, Rad, Carlos e Alexis si legano di amicizia a tre robottini particolarmente affini a loro: lo Street Action Team, composto da mini-con che si trasformano in mezzi adatti a dei ragazzi: High wire diventa una bicicletta BMX, Grindor uno skateboard a razzo (!?) e Sureshock uno scooter. Ma questo terzetto ha anche una marcia in più rispetto ad ogni altro team: possono combinarsi nel robot Perceptor, silenzioso angelo custode dei ragazzi e qualche volta anche dei Transformers più grandi!
High Wire – modalità veicolo: Bicicletta da cross
Dimensioni lunghezza circa 6 cm da ruota a ruota; altezza circa 4 cm dal suolo al manubrio.
Colori: nero - canna del telaio, sella e ruote; azzurro – forcella, pedali, telaio posteriore e meccanica. Blu – parte posteriore.
Ho sempre pensato che i Transformers dovessero diventare apparecchi meccanicamente complessi, e non mi sarei mai aspettato di vederne uno trasformarsi in qualcosa di semplice come una bicicletta. Il modello è abbastanza dettagliato: sono presenti in un grado di precisione fra il realistico e l’accettabile pedali (però girano indipendentemente!), catena, ingranaggi e sospensioni. Non ha cavalletto, ma poggia bene su un pedale. Sul lato destro del telaio si trova la sua presa Mini-con che gli consente di agganciarsi ai modelli più grandi come un accessorio; sul lato opposto, è scolpito il simbolo di fazione dei robottini. Si potrebbe simulare un minimo di sterzo, visto che il manubrio gira e un po’ di rotazione ce l’hanno anche le
joint ball a cui si collega la forcella, ma è quasi impercettibile. Gli aspetti meno riusciti del modello derivano da esigenze di trasformazione: afinche High Wire si possa trasformare nella testa di Perceptor, c’è un testone robotico appunto dietro alla sella, che rimane collegata al telaio in modo strano; anche la piccola testa di High Wire si intravede davanti. Infine, sella, forcella e telaio posteriore sono collegate da
joint ball che le lasciano muovere senza un fermo o un fine corsa; decidere con che angolo posizionare le ruote resta un po’ lasciato al gusto di chi lo trasforma.
Trasformazione
Per Trasformare High Wire in robot, sollevare il braccetto della sella in modo che non ingombri la ruota posteriore, dopo averla spinta verso l’alto: separare ruota e telaio posteriore in due metà in modo da formare due gambe separate e abbassare entrambi i pedali a formare i piedi. Separare la forcella dalla ruota e liberare così le braccia.
Robot Mode
Dimensioni: altezza circa 5 cm.
Colori: nero – tronco e testa; azzurro braccia e gambe. Particolari in bianco e rosso (bocca e occhi).
Che buffo robottino è High Wire! Sembra più una creazione
à la Corto Circuito che un Transformer. Secco e lungo, con un sacco di ingombro dietro la schiena (il solito testone di Perceptor!), ha una mano a tenaglia e una sostituita da una ruota, e i piedi a papera. Il telaio triangolare diventa per la modalità robot una sorta di pancia sporgente in avanti. Il volto è formato da una maschera bianca per la bocca e un visore rosso per occhi. E’ ben articolato: le spalle sono
joint ball che gli consentono di ruotare le braccia e aprile lateralmente, lo stesso le cosce; il pedale gli fornisce una sorta di articolazione del ginocchio (forse un po’ troppo bassa per essere veramente un ginocchio). Malgrado il suo aspetto sia un po’ “confusionario”, come un mucchio di parti di bicicletta gettati alla rinfusa, High Wire è comunque divertente.
Grindor – modalità veicolo: Skateboard a razzo
Dimensioni: lunghezza circa 7,5cm
Colori: blu. Dettagli in argento (motori), giallo e azzurro.
Ok, se High Wire è Corto Circuito, Grindor è Ritorno al Futuro. Da dove altro potrebbe essere uscito uno skateboard con due reattori? Per di più, uno grosso più o meno come gli altri veicoli del team! La superficie della tavola di Grindor, anziché essere liscia e continua, è spezzata da continue viti, giunzioni e perni. In particolare, al centro ha il perno per unire High Wire in forma di Perceptor, che è una presa Mini-con “maschio” come quelle dei modelli più grandi; quindi può agganciare un Mini-con a sua volta; parallela ad essa al di sotto c’è la sua presa Mini-con per collegarlo ai Max-con, mentre lì vicino c’è il simbolo di fazione scolpito. Malgrado l’aspetto bizzarro, Grindor è solido e compatto: mi piacerebbe trovare in futuro una qualche action figure che possa utilizzarlo. (Possono farlo la maggior parte degli altri mini-con e i modelli Legend Class più recenti).
Trasformazione
Per trasformare Grindor in robot, separare le due metà frontali della tavola e abbassarle fino a fine corsa; separare nella stessa direzione i due pannelli neri che coprono il volto del robot, dividere in due la parte posteriore, ruotare verso l’esterno le sezioni con i motori e poi ruotare di 180° le gambe che ne derivano.
Robot mode
Dimensioni : altezza circa 6 cm, ali conprese
Colori blu – gambe, tronco, testa e ali; azzurro – bacino, braccia e cosce, dettagli in argento (gambe) giallo (cintura e volto) e nero (petto).
Grindor è un robot massiccio e largo di spalle, con un’aria solida. È riccamente dettagliato e non ha ingombri eccessivi, le articolazioni sono limitate al movimento laterale delle spalle e delle gambe. Il bacino potrebbe apparire poco solido perché formato da due metà separate, ma in realtà sta in posizione piuttosto bene. Come aspetto, direi che è il più convincente dei tre.
Sureshock – modalità veicolo: scooter
Dimensioni: lunghezza circa 7 cm, altezza circa 3,3cm.
Colori: arancione. Dettagli in argento (marmitta e altre parti meccaniche) giallo (fari) azzurro (manubrio) , blu (sella).
Finalmente un mini-con normale! Sureshock è uno scooter abbastanza realistico; forse con le ruote un po’ troppo piccole e potrebbe mancare qualche dettaglio, ma tutto nell’insieme è piuttosto bello. Sureshock è stabile malgrado l’assenza di un cavalletto, il manubrio non ruota. La presa mini-con si trova al di sotto del mezzo, l’unico dettaglio del robot che si intravede è il volto.
Trasformazione
Per trasformare Sureshock in robot, allungare all’indietro la sella fino a rivelare il bacino del robot, separare la carenatura anteriore, aprire lateralmente le due metà e ruotarle fino a distenderle parallelamente al busto del robot.
Robot mode
Dimensioni: altezza circa 6 cm
Colori: arancione – tronco e gambe; azzurro – braccia e cosce; particolari in blu (volto) e giallo (occhi).
Sureshock è un robot abbozzato nelle pieghe del motorino che era in forma veicolo: il tronco è piatto e largo, la testa incassata, le gambe voluminose, sporgenti e fissate in un blocco unico, le braccia portano appese ben oltre la loro lunghezza le due metà del fronte dello scooter. Tutta l’altezza di Sureshock è attraversata da una linea di separazione funzionale alla trasformazione in Perceptor: non provate ad usarla per separare le gambe, tanto sono giuntate sotto i piedi. La posabilità è praticamente limitata a ruotare in avanti le braccia; ci sarebbe anche un minimo movimento delle ginocchia ma non serve a niente. Come gli altri due Sureshock ha comunque un aspetto simpatico, ma è pur sempre la meno riuscita del team (sì, riuscita: la sua scheda ufficiale dice che è una femminuccia, proprio come la sua amica umana Alexis nel cartone).
Trasformazione in Perceptor.
A partire dalle modalità veicolo, andiamo, per così dire, dall’alto verso il basso: aprire completamente Sureshock in due metà separando prima la parte anteriore dal telaio, e poi tutto il resto; estendere in avanti i due giunti e fissare le due metà del manubrio nelle guide dietro la sella: ecco le gambe. Passiamo a Grindor: separare le due metà dei motori completamente, allargando anche la sezione azzurra: aprire con la stessa rotazione che forma le gambe le braccia ripiegate verso l’interno, poi ruotarle in modo che la ruota sia rivolta nella direzione del busto di Perceptor; separare le due metà del fronte dello skateboard. Spingere la scanalatura del giunto del bacino formato da Sureshock verso la guida dietro la testa di Grindor: Perceptor è formato al 90%, manca solo la testa: ruotare la sella di High Wire di 90° verso destra e sollevare la testa; sollevare anche le ruote e inserire nella presa Mini-con di High Wire il perno di Grindor: Perceptor è Completato. Suggerisco di ruotare leggermente il manubrio di High Wire per non ostacolare la spalla sinistra di Perceptor, ma la trasformazione ufficiale non lo prevede.
Modalità combinata: Perceptor (robot)
Dimensioni: altezza circa 8,5 cm, ruote dietro le spalle comprese.
Colori: Blu (tronco, testa e avambracci), azzurro (braccia e cosce), arancione (gambe), nero (bacino), giallo (petto), volto argento con visore azzurro.
Perceptor ha un aspetto vagamente ingombrato: ha due braccine che gli pendono ai lati della cintura, gambe voluminose e ruote attaccate dietro le spalle, come anche molti
modelli più grandi che diventano motociclette. Tuttavia non è affatto brutto: è proporzionato e ben distribuito nei volumi, simmetrico, dettagliato, e i continui cambi di colore anziché fare chiasso aiutano a definire le sue parti. La posabilità è limitata: le gambe hanno un po’ di movimento ad allargare e basta, le braccia ruotano alle spalle e si possono aprire verso l’esterno, ma non hanno gomito. La testa, soltanto appoggiata sulle spalle, non ha un collo vero e proprio, quindi sarebbe meglio non muoverla.
Commento finale
I Mini-con non sono i Transformers più interessanti di Armada, quasi sempre subordinati al ruolo di accessori dei robot più grandi. Con il loro aspetto un poco più buffo, le loro trasformazioni in oggetti comuni e la modalità combinata Perceptor ,i tre dello Street Action Team si sono ritagliati un ruolo da protagonisti, e sono senza dubbio il tris più significativo e memorabile di tutta la collezione Armada.