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#p69603 • Pubblicato il:
9 Gen 2009, 14:06 Esistono infiniti universi paralleli abitati dalle creature Transformers, ma fra questi non ve ne è uno che sia contestato e odiato dai fan quanto quello la cui storia è raccontata nella Trilogia di Unicron.
Tra i tre elementi dell' infausta continuity, è ritenuta la peggiore Armada, che vanta una vasta esposizione di modelli brutti e poco snodati. Ovviamente, si tratta spesso di luoghi comuni, ma non sempre. E se sarete tanto ingenui da domandare a un qualsiasi appassionato di età maggiore di 13 anni quale sia il peggior personaggio della peggior serie della peggior continuity, la risposta sarà una e una sola: Hot Shot.
Armada Hot Shot è il ragazzino appassionato della velocità, spaccone, stupido, esageratamente eroico quanto ingenuo e con insospettabili doti di Leader nonchè in grado di far venire un ulcera a chiunque sano di mente gli si avvicni, che per motivi ignoti a chiunque imperversa, con varie nomi, forme e pettinature (leggasi i vari ash ketchum, takao/tyson, e nel caso peggiore naruto) nelle peggiori produzioni giapponesi destinate ai ragazzi. non è comunque mio compito esprimere giudizi sulla caratterizzazione, ma sul modello in sè.
Come ben sanno i fortunati che posseggono nella loro collezione modelli quali Star Saber o Overlord, anche la peggiore delle caratterizzazioni può essere ignorata se applicata a un modello che brilla per ingegno o per complessità.
Per citare Lemony Snicket: -Sono dolente di dirvi che non è questo il caso. Al contrario, se insisterete nel leggere questa recensione, troverete una tale quantità di disperazione da farvi desiderare di non aver mai conosciuto l'universo Transformers. Se non volete prestar fede a questo avvertimento, salutate il vostro MP 01 e continuate nella lettura.-
Armada Hot Shot, si presenta nella sua modalità veicolare come una automobile gialla dall' aspetto esageratamente plasticoso. Se uno non sapesse che si tratta di un Transformers, probabilmente lo scambierebbe per una qualsiasi automobile giocattolo. Avrebbe ragione.
Con ciò non voglio dire che il disguise sia buono. Per nulla. Rimane comunque il fatto che a una prima occhiata dà l'inconfondibile sensazione di Shellformer. Invece no. Magari.
Per il momento descriviamo semplicemente i dettagli del veicolo, a dir la verità non pochi: visto davanti presenta una griglia per posizionare il motore aggiuntivo, un radiatore relativamente stretto e un paio di fari, il tutto colorato in grigio. Abbiamo poi altri fari rossi sulla fascia nera sotto il radiatore, e due prese d'aria non colorate ai lati della griglia. Abbiamo poi gli sportelli scolpiti con tanto di maniglia. I vetri del veicolo son soltanto dipinti di un ambiguo blu oltremare, davvero poco gradevole, ma non lo si può definire un difetto perchè dei vetri trasparenti, se non molto scuri, avrebbero rivelato le mani del robot. Sul tettuccio abbiamo un fregio nero.
Dietro vi è poi un alettone sempre giallo, sulla cui destra vi è scolpito un simbolo autobot rosso. Qui ci sono le prese minicon, una centrale gialla e due laterali rosse, e un altro fregio nero.
Sul retro del veicolo abbiamo poi un secondo paraurti nero e altri due fari rossi. Notevole è la mancanza del cofano che rivela chiaramente la testa del robot. Per concludere la descrizione basterà dire che la parte bassa delle fiancate del veicolo è di colore nero, e che su di esse sono scolpite ma non colorate due prese d'aria e il tappo del serbatoio della benzina (davvero notevole).
Passiamo ora alle gimmick: il motore può essere montato sulla griglia già menzionata, e premendolo attiverà due rostri, ottenuti ribaltando il paraurti, scolpiti e colorati in grigio. Essi sono in realtà i piedi del robot. Il minicon Jolt va poi attaccato sulla presa centrale dell' alettone, piegandone poi coda ed elica verso il basso, completando l' Iper Mode. Il modello ne guadagna molto in giocabilità.
Quando da piccolo vidi le immagini del modello, passai parecchio tempo a chiedermi come diavolo si trasformasse in robot. In realtà il procedimento è molto semplice, una volta compresi un paio di passi fondamentali: aperti i rostri, andranno ripiegate le fiancate per coprire le ruote anteriori e ripiegato su se stesso il tettuccio per mostrare il busto. Basterà quindi girare mani e braccia per ottenere il robot.
Esso risulta molto più variopinto del veicolo, ma non meno plasticoso.
Il busto è completamente rosso, con due cinghie argento a X che lo attraversano. Sono ancora rosse le parti alte delle gambe e gli "snodi" dei gomiti. Molto particolari sono gli avambracci azzurri (vuoti anche se non sembra), con due scudi gialli rivolti verso l'interno che altro non sono che i finestrini del veicolo. Sulle cosce abbiamo due fregi azzurri gemelli.
La testa è molto ben scolpita, argento nell' elmo giallo, su cui c'è una visiera nera che può coprire gli occhi o tutto il viso. Insomma, veramente ottima se non fosse che è attaccata alla schiena: proprio così, sono un pezzo unico che forma il pianale dell' auto.
IL Punto Dolente (tutto con le maiuscole) del modellino, che gli ha guadagnato un posto sempiterno nell' olimpo dei peggiori Transformers della storia, è lo snodo delle spalle. Assente. Le braccia possono solo muoversi lateralmente, senza sollevarsi in alcun modo. Ebbene sì. In compenso le gambe hanno il doppio ball joint.
In modalità robot, il powerlinx minicon cambia: a differenza del cartone infatti il blocco motore non viene impugnato, ma agganciato sul petto del robot, con le canne rivolte verso il basso, a mo' di non si sa cosa.
Il minicon va inserito sulla schiena, in basso, e attiverà un bazooka formato dalle due ruote posteriori del robot. Peccato che la bocca di fuoco sia girata di 90° rispetto al modellino. Spingendo il minicon in avanti, l'arma scatterà in posizione frontale sparando un missile. Ancora una volta, per un bambino l'effetto è molto figo.
Quasi a voler indennizzare il robot grande, il minicon Jolt è fra i migliori della sua classe. Si trasforma in un elicottero rosso parecchio ben fatto,con finestrini neri e dettagli argento sui cilindri laterali (le braccia del robot, di cui è possibile vedere le mani). Ovviamente non si può pretendere chissà che disguise da un minicon. Molto bello è inoltre il fatto che esso possa trasportare il motore in modalità veicolo.
Nel trasformarsi in robot, la cabina si ribalta rivelando le gambe e con la coda che finisce sul petto, con l'elica sulla schiena a mo' di croce. Bellissimo è il fatto che possa (lui sì) impugnare l'arma/motore, sebbene troppo pesante per lui. In totale ha due prese minicon, una sotto il muso del veicolo per la modalità auto e una sotto la coda per la fusione col robot, più una terza sul motore.
In conclusione, Armada Hot Shot non è un modello a comprare, e niente che io possa o voglia dire può cambiare ciò. Vorrei però dire che l'evidente (mi auguro) ironia che accompagna questa recensione è un esplicito invito a considerare, prima di unirsi al nutrito coro di denigratori di questo e di altri modelli, che esso è stato progettato come giocattolo. Non come modello da collezione, come un Alternator, nè come via di mezzo, come lo sono gli Universe Classic, i Movie o gli stessi Animated. E come ho sottolineato più volte, è un ottimo giocattolo: l'unico vero rimprovero che un bambino potrebbe fargli ( e che io gli feci a suo tempo) è quello di non poter sollevare le braccia per impugnare le armi minicon. Per i collezionisti è in arrivo la versione universe, probabilmente spinta dallo stesso sdegno dei fan verso questo modellino, con l'eccellente posabilità e livello di dettaglio che si confà alla linea. Aggiungerei però che, almeno dalle foto viste finora, sono state direi quasi barbaramente rimosse tutte le gimmick classiche (come ho segnalato niente affatto da disdegnare) del modellino, che bello o brutto, simpatico o antipatico (non crediate, come personaggio sono il primo a detestarlo), è definitivamente entrato nella storia del marchio, strenuo difensore di una serie che non brilla al pari delle varie BW e/o animated, o degli stessi e indiscutibili classici, ma comunque troppo spesso ingiustamente denigrata.
Loves Daikyojin (Kingstar di Calendar Man)