Ben ritrovati con una nuova recensione, mi prendo l’onore di descrivere l’ultimo esponente prodotto della linea Alternators nel 2007, il Decepticon Rumble.
Il VEICOLO si presenta come una Honda Civic Si rossa. Come di consueto su questa linea, i dettagli dell’auto si sprecano: saltano all’occhio i cerchioni grigio metallizzato dove all’interno si intravedono i freni a disco, anche questi di colore grigio metallizzato. Sul frontale del mezzo abbiamo una griglia di aerazione sul parafango più due griglie più piccole ai lati colorate di nero, sul cofano c’è un simbolo Honda argentato contornato da due piccoli bocchettoni anch’essi neri, i fari anteriori sono di plastica trasparente incolore che lascia intravedere addirittura le lampadine scolpite e l’interno del faro cromato, con ai lati le frecce di plastica arancione trasparente. Il tergicristallo anteriore è scolpito e tutti i finestrini sono di plastica incolore trasparente contornati da una sottile linea nera, a simulare le guarnizioni. Sul lato sinistro è scolpita anche l’apertura per il serbatoio, oltre alle maniglie su entrambe le portiere. Il retro è altrettanto ben dettagliato e colorato: abbiamo i fanali di stop e frecce di plastica trasparente rossa e arancione, rispettivamente. Il tubo di scappamento è cromato così come il piccolo simbolo Honda al centro del baule. La targa è americana, delle Hawaii, con scritto RUMBLE per intero.
Aprendo le portiere si può notare che gli interni sono altrettanto ben dettagliati: abbiamo il volante, i sedili, la leva del cambio, il cruscotto e persino un piccolo navigatore, sottolineato da una colorazione argentea.
Il disguise, altro punto di forza della linea, è ottimo: a colpo d’occhio non si vedono parti palesemente robotiche né guardando da sopra, né ribaltando l’auto. Solo guardando da dietro dentro il lunotto posteriore si intravede la testa del robot.
Inoltre si possono aprire anche cofano e baule, che rivelano l’uno un motore cromato (che diventerà una delle armi) e l’altro un... qualcosa, sempre cromato (l’altra arma).
La TRASFORMAZIONE a parer mio rimane parecchi gradini sotto a quelle che questa linea ci ha abituato, essendo sin troppo lineare. Si aprono le portiere e si sganciano i pezzi di pianale sotto di esse. Dopo aver estratto il motore, il muso dell’auto si ribalta in avanti e si separa, formando le gambe. Si ruota di 180° il bacino e si raddrizzano i piedi, estraendo anche i talloni. Le portiere si piegano in avanti fino ad arrivare a fianco delle gambe, come un gonnellino. Si abbassano due piccoli pannelli che formano l’addome (e fermano la rotazione del bacino) e anche un pannello superiore più grosso, che formerà il petto. Dopo aver piegato i sedili in avanti, la parte posteriore dell’auto si separa in due e slitta verso il basso, andando a formare le grosse spalle. La testa si abbassa e tramite la pressione di un piccolo pulsante nella parte interna delle spalle vengono fuori a scatto i pistoni dalle braccia. Infine, si dispiegano le due armi e si agganciano sulla schiena, in due apposite piccole scanalature all’interno del tettuccio.
Il ROBOT è inequivocabilmente Rumble, con moltissimi tratti caratteristici, come ad esempio i grossi pistoni (completamente cromati) al posto delle braccia, la scultura del petto che richiama le vecchie cassette e le due armi sulla schiena. Sia il livello di dettaglio che la colorazione sono entrambi ottimi sotto tutti i punti di vista: il rosso della carrozzeria ora occupa uno spazio marginale solo sulla parte inferiore delle gambe e sulle spalle, il colore dominante ora è il grigio scuro impreziosito da molti particolari colorati di giallo metallizzato e di nero. Al centro del petto si trova un simbolo Decepticon, anche questo giallo metallizzato, mentre la testa, seppur molto ben fatta, è secondo me fuorviante sia per scultura che per colorazione. Non sembra affatto Rumble: la scultura è fin troppo ricercata, mentre i colori (seppur per armonia con il corpo del robot) sono quasi in negativo: il viso è nero mentre il casco è grigio, i visori sono azzurri e la scultura della fronte è colorata di giallo metallizzato, come se avesse una corona. Ripeto, molto bella, ma, per dirlo con termini tecnici, con Rumble non ci azzecca granché.
Quindi a parte la testa questo robot è perfetto? Tutt’altro, a mio parere. Perché con tutto il corpo si ha la stessa sensazione che si ha guardando la testa, di un qualcosa di carino e ben fatto ma completamente anonimo. Le spalle sono decisamente troppo ingombranti e il fatto che abbia dei pistoni l posto delle braccia non è proprio un punto a favore. Gli stessi pistoni sono troppo corti, o piccoli... in ogni caso inadeguati, non arrivano a toccare per terra nemmeno piegando al massimo le gambe. Le armi sulla schiena sono troppo piccole, i gonnellini sono decisamente ingombranti e poco ispirati. Questo parlando obiettivamente.
Perchè soggettivamente questo Rumble mi piace parecchio nonostante tutti i sui difetti. A conti fatti, questo robot mi trasmette carisma, cosa che molte delle ultime produzioni non fanno.
In CONCLUSIONE: se dovessi parlare solo della modalità alternativa, promuoverei questo Rumble con lode. Se dovessi parlare sterilmente del robot, direi che probabilmente è il peggiore di tutta la linea. Ma la mia opinione è che questo robot va gustato, per tutte le sue citazioni e i suoi particolari, e sopratutto per il carisma che trasmette.
Ovviamente tutto è soggettivo e opinabile, quindi mi sento di consigliarne l’acquisto solo dopo un’attenta valutazione. Mai un Transformer mi ha lasciato (e mi lascia tutt’ora) con un mix di sensazioni così differenti.
PS
Curioso che non sia mai stato realizzato un repaint blu... sarebbe stato fin troppo facile realizzare Frenzy in questo modo. Probabilmente le vendite di quest’ultimo esponente della linea non sono state così entusiasmanti da proporre una ricolorazione.
PPS
Rumble è ROSSO!
