SupremeStarscream
Global Moderator
Messaggi: 6.149
Iscritto il: 31/03/2007
Località: Canegrate (MI)
#p144265 • Pubblicato il:
5 Giu 2012, 16:38 Ben ritrovati ad una nuova recensione della serie “un salto nel passato”. Oggi sono qui a parlarvi di uno dei miei Alternators preferiti, risalenti a 8 anni fa (2004), Smokescreen.
Partiamo senza indugio dal descrivere il VEICOLO: Smokescreen si presenta come una Subaru Impreza divinamente dettagliata nella scultura sia interna che esterna, ricchissima di particolari molto ben definiti come cerchioni, tubo di scappamento, fari, griglie di aerazione, specchietti, le maniglie delle portiere... insomma, il livello di dettaglio è altissimo come tutti (o quasi) i modelli di questa linea. La colorazione non è da meno, con una cura dei particolari quasi maniacale, e impreziosita dagli adesivi da gara su tutta l’estensione della carrozzeria. Il colore dominante è il blu, mentre la maggior parte degli adesivi serigrafati sono di colore giallo evidenziatore.
Le ruote sono di gomma e hanno il battistrada ottimamente scolpito, mentre si possono aprire tutte e quattro le portiere, più cofano e baule. Dentro al cofano si intravede una sorta di griglia grigia con un simbolo Autobot rosso in rilievo.
Il disguise è molto buono, da sopra si intravedono dai finestrini dietro solo parte del bacino e delle cosce, mentre da sotto si vedono anche i pugni e gli avambracci. Niente male direi.
La TRASFORMAZIONE è elaborata ma decisamente appagante: dopo aver estratto il motore dal cofano (che diventerà l’arma) si aprono le portiere anteriori e si separa la parte posteriore dell’auto, allungandola verso l’esterno e dividendola a metà. Il parafango posteriore slitta verso l’esterno a formare la punta del piede mentre da sotto le ruote si estraggono i talloni, dopodiché si fanno ruotare verso l’interno le portiere. Si solleva la parte del bacino e si ruota di 180°: la parte inferiore del robot è completa. Ora il pianale inferiore si piega e metà e viene fissato al bacino mentre i sedili si piegano verso l’alto. Da sotto il cofano si estraggono e dispiegano le braccia; si abbassa la testa e infine il blocco del cofano, facendo passare la testa per un’apposita finestrella.
Il ROBOT ha un aspetto decisamente massiccio e molto caratteristico, molte sezioni del robot sono costituite da parte della carrozzeria come avveniva nei G1 a cui questa linea Alternator attinge come citazioni. Smokescreen stesso è la versione più evoluta del modellino degli anni ‘80, con una grossa differenza nella colorazione: il rosso del suo “antenato” lascia spazio al giallo di queste decorazioni, che tuttavia non stona, anzi rende questo robot più realistico per i nostri tempi.
Anche per questa modalità le parti sono tutte ottimamente scolpite e deliziosamente colorate, a partire dalla splendida testa del robot che è si citazionistica, ma anche un piccolo capolavoro nel capolavoro.
La posabilità è molto buona, minata solo un po’ dagli enormi piedoni ricavati dalla parte posteriore dell’auto, unica nota dolente di questo robot. In ogni caso sono presenti articolazioni su caviglie, ginocchia, anche, bacino, polsi, dita (su due blocchi), due sui gomiti e spalle; in più la testa può ruotare di 360* e guardare in alto e in basso.
Dietro la schiena del robot c’è un sottile zaino composto dal lunotto anteriore e dal tetto dell’auto, zaino che non mina affatto la linea ottimamente proporzionata del robot.
L’arma è molto carina, ricavata dispiegando con un semplice movimento il motore. Purtroppo non ci sono le classiche armi a spalla caratteristiche del personaggio.
In CONCLUSIONE, non posso che consigliare a chiunque l’acquisto di questo fantastico modellino, nella speranza che la recentemente annunciata nuova linea Masterpiece possa regalarci dei veri “capolavori” come questo Smokescreen.
Grazie a mentre83 per l'avatar!