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Iscritto il: 12/09/2007
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Sideswipe
Nome: Sideswipe
Alleanza: Autobot
Vedi anche: Alternator Dead End
Recensione di Tommi Bee
Ciò che mi ha spinto a redigere questa recensione è il profondo divario fra le impressioni che, il modello in questione, mi ha trasmesso prima e dopo l'acquisto.
Se ho infatti sempre ritenuto Sideswipe (così come gli analoghi Sunstreaker e Dead End) - sia quanto ad estetica che quanto a somiglianza rispetto al personaggio G1 - fra i peggiori modelli della linea Alternators, solo recentemente acquistatolo (quasi per sfida), e finalmente toccatolo con mano, mi sono dovuto seriamente ricredere.
Scrivo pertanto queste righe con l'intenzione di rendere giustizia ad un modello che forse altri, come me, hanno ingiustamente sottovalutato.
Il veicolo è certamente molto accattivante in quanto riproduce con ottimo grado di fedeltà una sportivissima Dodge Viper SRT-10. La vettura si presenta nella versione cabrio a due posti. Se negli anni '80 Sideswipe era una Lamborghini, oggigiorno non perde certo la sua natura di purosangue. La Ddge Viper SRT-10, dalle linee sportivissime ed aggressive, nella realtà è infatti un autentico bolide, capace di erogare sino a 500 cavalli di potenza!
La carrozzeria naturalmente veste interamente di rosso. Balza agli occhi lo stemma Autobot impresso sul pannello nero, sito subito dietro i sedili, destinato a coprire la capote ripiegata.
Anche i cerchioni, amplissimi di diametro, con il loro disegno a 5 razze doppie, ribadiscono, accentuandolo, il carattere sportivo del veicolo, conferendo al tempo stesso un tocco di eleganza. Tanta è la cura prestata nella riproduzione in scala che addirittura, come nell'originale, le ruote posteriori sono di raggio e canale maggiore rispetto a quelle anteriori!
Nel modellino è possibile aprire entrambe le portiere (le quali tuttavia hanno una escursione piuttosto limitata) ed il cofano anteriore. Il baule posteriore è solo scolpito e dunque non è possibile aprirlo. Poco male direi.
La trasformazione, tutt'altro che banale o scontata, risulta comunque di esecuzione molto semplice e fluida.
Aperto il cofano anteriore ed estratto il motore (cromato) destinato a divenire l'arma del robot, si può iniziare il processo di trasformazione separando in due il muso dell'automobile e ricavando dallo stesso le gambe di Sideswipe.
Le braccia ed il capo sono celati all'interno dell'estremità posteriore del veicolo, che all'uopo va rimossa e, rimanendo unita unita al telaio del veicolo grazie ad un braccetto, allocata sulla schiena del robot.
A questo punto vanno spiegate e messe in posizione le braccia. Ad esse, all'altezza della spalla ed in corrispondenza delle ruote posteriori, sono unite le portiere le quali, grazie al tipo di giuntura cilindrica, conservano un ampia autonomia di movimento.
La trasformazione si conclude formando il busto. Esso è ricavato dal ripiegarsi su sé stesso dell'abitacolo, facendo così scomparire i sedili e dando altresì modo al parabrezza di unirsi al pannello nero che dovrebbe coprire la capote ripiegata.
Possiamo finalmente osservare il robot da vicino. La cosa che maggiormente colpisce è la testa, la quale, divinamente scolpita, rappresenta ed omaggia egregiamente lo storico Sideswipe.
Lo schema cromatico si arricchisce ora della presenza del grigio di braccia, gambe e piedi, oltre che di piccoli particolari blu, tendenti al violetto, su piedi e ginocchia.
Immediatamente sopra il pannello nero con lo stemma Autobot sito sul petto, sono scolpiti alcuni particolari raffiguranti una sorta di circuiti, sui quali, nella versione Alternators, sono state applicate delle sfumature di colore nero. Nella versione Binaltech, invece, dette sfumature non sono presenti.
La parte superiore del robot è ottimamente articolata e posabile. Più che buona è la posabilità delle braccia, ottima quella della testa. Il busto può compiere una leggerissima torsione.
Il vero “tallone di Achille” però (scusate il gioco di parole)....è nelle gambe. Esse purtroppo sono pressoché immobilizzate all'altezza delle anche e, capaci solo di una lieve flessione all'indietro, all'altezza del ginocchio. Fortunatamente esse presentano uno snodo che consente loro di ruotare sul proprio asse, in prossimità dell'attaccatura col bacino.
Quanto ad estetica devo dire che comunque, dal vivo, gli arti inferiori mi paiono di gran lunga più convincenti che in foto. Credo che ciò sia dovuto dell'effetto ottico dato dallo pneumatico che, costituendo parte integrante dell'arto stesso, ne interrompe bruscamente l'armonia delle linee. Dal vivo invece l'impressione è differente e, per l'appunto, positiva.
Forse un po' troppo ingombrante risulta il parabrezza sul ventre del robot, ma in breve tempo ci si fa l'abitudine, e non guasta più così tanto.
Non vi sono altre componenti del veicolo particolarmente ingombranti o che appesantiscano la silhouette del robot. Lo stesso cofano anteriore, che rimane dietro le gambe (non è possibile ruotarlo come per Windcharger), non disturba. È sufficiente infatti non lasciarlo del tutto aderente alle gambe, ma fissarlo a circa 45 gradi rispetto alle stesse, perché divenga quasi non percettibile. Anche la parte posteriore della Viper, che come abbiamo detto rimane interamente posizionata sulle terga del robot, non costituisce elemento di impiccio. Anzi, personalmente ne ho ricavato un comodissimo contenitore ove riporre la - non bellissima - arma/motore.
Infine devo riscontrare come Sideswipe, nella confezione della versione Alternators (da me acquistata) sia ritratto, nella modalità robotica, con le ruote posteriori del veicolo dietro le spalle e, conseguentemente, con le portiere anch'esse dietro, e non a fianco, rispetto alle braccia.
Avendo avuto modo di osservare anche la confezione della versione Binaltech, ho potuto invece riscontrare come sulla stessa il robot fosse rappresentato con ruote e portiere ubicate, rispettivamente, ai lati di spalle e braccia.
Personalmente ritengo sia quest'ultima la variante da prediligere in quanto, oltre che esteticamente più appagante, è anche ben più fedele alla versione G1.
In conclusione Sideswipe è senz'altro un bell'Alternators, che forse preso singolarmente potrebbe non far comprendere appieno la bellezza e le potenzialità della linea ma che, fatta salva l'assenza del cofano sul torace del robot, ricorda sicuramente -- e non poco -- l'amatissimo G1.
Certo, è sicuramente un peccato che quest'ultimo tratto somatico non sia stato riproposto nella versione Alternators. Peraltro non sarebbe certamente apparso fuori luogo differenziare maggiormente Sideswipe da Sunstreaker i quali, nella versione Alternators/Binaltech, si presentano con due molds fra loro molto simili.
A voler far cenno di alcune delle le differenze fra i due, mi viene ora in mente che Sunstreaker, diversamente da Sideswipe, in modalità veicolo non è cabriolet e presenta un alettone sul cofano posteriore. In robot mode, invece, ha il lunotto posteriore del veicolo che spunta da dietro il capo, inoltre il petto è leggermente diverso -- in quanto il pannello ove alloggia il simbolo Autobot è di superficie minore rispetto a quello di Sideswipe -- oltre che, naturalmente, differenti sono la scultura della testa ed i colori.
Inutile dire che sarebbe invece calzato a pennello (almeno per il robot mode) il mold di Prowl, tant'è che detto stampo era inizialmente destinato a Red Alert, personaggio tradizionalmente identico, quanto a veicolo e trasformazione, a Sideswipe.
Mi sentirei infine di consigliare caldamente l'acquisto di questo Sideswipe a tutti, almeno nella versione Alternators (ben realizzata e non troppo dissimile rispetto alla difficilmente reperibile, e comunque costosa, versione Binaltech), in particolare qualora lo si trovasse, anche loose, ad un prezzo adeguato.
Rischiate solo che vi piaccia così tanto sino a sentire l'esigenza di acquistarne anche la più pregiata versione in metallo :)










