MeGrimlock
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#p146104 • Pubblicato il:
5 Ago 2012, 12:52 MTMTE 7
A me il continuo ricorso alla creazione di nuovi personaggi ha stancato, soprattutto perché quelli originali vengono sterminati oppure ignorati.
Oppure ridotti a macchiette. Per carità, i dialoghi di Roberts sono spumeggianti e spiritosi, ma sembrano una barriera per nascondere il fatto che non sa come trattare i personaggi, altrimenti.
E la caratterizzazione che aspettavano di ricevere è perduta per sempre: finita l'epoca degli Spotlight di Furman, in cui i personaggi storici venivano riletti con metodo e pazienza, ora esistono solamente le conversazioni demenziali iper-verbose e sbrodolate, che, per quanto ricchissime di inventiva, non vanno mai oltre la superficie del personaggio, che comunque sappiamo benissimo che risulterà essere un caso da manuale della psicanalisi, con tic, ossessioni, pulsioni incontrollabili e violente, fobie (buttate in vacca ogni tre per due).
E va bene una volta o due, ma poi basta. Sta diventando stucchevole.
Il metodo Roberts mostra anche la corda nella serializzazione: per un singolo albo, va bene avere il buffone chiacchierone che presenta la squadra al nuovo arrivato. Ma possibile che OVUNQUE ci sia SEMPRE il mancato comico logorroico che svolge questo ruolo sommergendoci con le biogfrafie demenziali dei suoi compagni: prima Swerve, poi Tarn e Misfire (nello stesso albo). Siamo a soli sette numeri e già abbiamo i clichè narrativi usurati?
Sebbene sia un miglioramento rispetto all'ignoranza di AHM e Ongoing, siamo ancora lontani dai livelli di Furman: purtroppo, l'idea di riscoprire la G1 reinventandola in chiave moderna è stata abbandonata del tutto e quello che abbiamo ora è il parco giochi personale di un autore che è più interessato ai suoi OC (o a uccidere/lobotomizzare i personaggi storici con un potenziale, vedi Spinister qui).
Lo so che ne ha usati molti di personaggi storici (che però devono sgomitare con i Repaint giapponesi), e che non è vero che ci sono solo gli OC, ma la precezione è che di questi ultimi ce ne siano TROPPI e che godano di TROPPE attenzioni e di TROPPA caratterizzazione, a discapito appunto degli storici (che diventano un guazzabuglio confuso e irrilevante, in cui le caratteristiche tecnologiche originali sono scomparse: Pretender, Head-Target-Power-Micro-Master, Combiner, eccetera... senza di queste, si tratta di truppa volgarissima, priva di qualunque sense of wonder o di scoperta). Ovviamente l'impressione non era questa, fino a un albo fa, ma ora, tirando le somme con le nuove entrate, la conclusione cambia.
Per il resto, è un albo scritto bene, zeppo di idee, di trovate, molto radicato nella continuità: Roberts sembra sempre avere il controllo di ogni cosa, anche se dimentica che il lettore non può sapere tutto ciò che sa lui e magari rischia di perdersi, con una narrazione così frammentaria e sincopata in cui si balza di colpo in luoghi nuovi con FOLTI casti di personaggi nuovi senza un minimo sforzo introduttivo (in termini di regia, sembra di assistere a una soap opera, invece che a un telefilm).
Divertente che si metta il dito nella piaga del grande piano Decepticon, citando la leggendaria fase 7, "Repopulation" (un omaggio a Furman), ma ancora una volta davvero ridicolo che i Decepticon credano a questo ideale o a qualunque parvenza di ideale nella loro fazione.
Il contrasto è sconcertante e mi chiedo se Roberts se ne renda conto ed esegua semplicemente la volontà della Hasbro.
Prima abbiamo psicopatici bordeline con consapevolezze ipertrofiche ovunque, ognuno impegnato a farsi gli affari suoi nel massimo cinismo.
Poi scopriamo che, di fonte al grande piano Decepticon, quello che ho detto non è vero. I Decepticon sono tutti ingenui sempliciotti di buon cuore, che si sono uniti alla fazione in questione per via delle belle promesse di un futuro meraviglioso. Ed è tutto ciò che hanno visto e fatto in questi milioni di anni.
Ma che è, sono intelligenti a orologeria? Hanno le fette di cyber-salame sugli occhi?
E a fonte di questo e di tutti gli altri problemi congeniti, esattamente come hanno fatto a sopravvivere?
Specialmente considerando che come nemici hanno quel branco di spietati serial killer rabbiosi che sono gli Autobot descritti da Roberts.