JazzLuca
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#p182525 • Pubblicato il:
8 Dic 2016, 09:48 Se qualcuno ancora non era convinto della cosa, la terza wave dei Titans Return continua imperterrita nel presentare tutti i giocattoli della linea dai Deluxe in su come novelli Headmaster, e finita la "scorta" di quelli classici come Hardhead, Mindwipe e compagnia, è venuta l'ora di pescare un po' dove capita... anzi no, la preferenza va per il momento ai personaggi dell'annata della nascita degli Headmaster, il 1987, e, ancora, ci da l'occasione di vedere alcuni di questi bot in una veste moderna, anche se ogni volta vederli associati agli omini Titan Master non smette di sorprendere.
E' la volta quindi del Monsterbot Doublecross, ora ribattezzato Twinferno, un nome questo più consono ad un drago a due teste alato, che si era profeticamente visto già nei pupazzetti Tiny Titans di RID dell'anno scorso e che entrerà poi a pieno titolo anche in quella linea con un Warrior.
Tornando al nostro Generations Deluxe, la modalità mostruosa non ha nulla da invidiare all'originale, dato che la cita sapientemente e la migliora, con articolazioni a balljoint per le spalle delle zampe anteriori, la possibilità di abbassare le ali indipententemente da quest'ultime ed il poter chiudere gli artigli posteriori, così come le zampe di sostegno possono aprirsi lateralmente, che già il mostro G1 se la cavava bene come mobilità per il suoi tempi, muovendo gli arti frontalmente, piegando le ginocchia e avendo i due colli snodati e le fauci apribili, tutto questo ovviamente riprodotto nel nostro TR. Manca la gimmick spara scintille sul petto, ma è comunque simulata dalla scultura anche la parte di sega circolare in mezzo al torso.
Ecco, solo questo è un po' troppo piatto e liscio, come vedremo a causa della trasformazione, laddove il drago G1 era più corposo. Per il resto sono esteticamente molto simili, a parte qualche differenza cromatica come la coda ora nera anzichè grigia come il resto del corpo, e le basi del collo ( spalle poi del robot ) rosse nascoste il più possibile nel TR.
Splendido tocco sono le ali in plastica trasparente nere, come il pannello sul torso che nasconde la cabina per il pilota Titan Master, che si chiama Daburu, transliterazione dal giapponese all'inglese Double, come Doublecross, mentre l'aspetto dell'omino è ricalcato sul White Leo dei Beastformer, gli animali antropomorfi visti nel cartone di Headmaster. Davvero una bella citazione, e l'omino è pure colorato bene, con il torso nero e le cosce grigie, mentre testa e arti sono bianchi... il massimo era la benda sull'occhio della testina leonina nera, ma possiamo accontentarci!
Oltre che all'interno del torso del drago, dove si siede comodamente con tanto di ginocchia piegate, l'omino può sistemarsi o in piedi sugli appositi pernini per i piedini dei TM in cima alla schiena, o sulle due armi combinate che si posizionano sul dorso tramite degli appositi perni: finalmente infatti hanno "aggiustato la mira" sul discorso delle armi, con questa terza wave, dopo esser partiti con due armi diverse di cui una col sedile per il pilota, ora abbiamo due fucili quasi gemelli che si uniscono formando un'arma unica con sedile. Peccato solo che questa ce l'abbia il moderno Doublecross che il G1 aveva solo un fucile, mentre le armi gemelle erano degli Headmaster Autobot che sono già usciti tutti! ^_^''
( Anzi no, almeno Highbrow ha fatto bene ad avere questa caratteristica! )
Ottima pensata comunque che i due fucili separati possono posizionarsi anche negli appositi fori in cima alle ali. Altri particolari graditi sono i dettagli sulle cosce robotiche del drago, uguali agli adesivi del G1, pratica questa molto gradita che prende piede in parecchi TR. Sempre ottima la scultura in generale, infine, con tanto di spina dorsale/cresta che scorre sulla schiena.
La trasformazione è fondalmentalmente la stessa del G1, anche se con qualche ovvio cambiamento, dato che la figura non ruota, con il davanti del drago che diventa il retro del robot: la coda si dispiega comunque diventando le gambe, le ali però restano ferme mentre il petto del lucertolone mitologico si abbassa portandosi dietro le due teste che si separando poi agganciandosi alle spalle e divenendo le braccia.
( Attenzione alla trasformazione contraria, poichè agganciare gli appositi fori sulle spalle del robot ai perni in cima al corpo è un po' difficoltoso, data la mobilità delle stesse )
Ma il vero colpo di genio sono le zampe posteriori che si richiudono e non restano inutilmente appese ai lati delle gambe a dar fastidio, tradizione questa inaugurata coi Dinobot G1 e trascinatasi pure troppo oltre, ma si spostano sotto le gambe divenendo i piedi del robot!! Eccheccacchio, era ora!!
Sebbene bassino rispetto al resto dei suoi colleghi Deluxe, il robot risultante è davvero bello ed evocativo: tutto è al posto giusto, ed il nostro Twinferno non ha nulla da invidiare al suo non più omonimo G1, anzi, manco a dirlo, è decisamente migliorato, anche cromaticamente, dato che ora il rosso di bacino e spalle compaiono meglio insieme al bianco di cosce e testa a contrastare il grigio ed il nero, e quest'ultimo è più equilibrato, più presente nelle gambe rispetto al giocattolo dell'87.
I piedoni novità non danno affatto fastidio, anzi, hanno più senso di quelli appena accennati del G1, e sono pure posabili, ruotando e distendendosi! Parlando di articolazioni, l'unica vera pecca ( fermo restando che la rotazione del bacino è sempre gradita ma che la sua assenza a causa della trasformazione è comprensibile, come in questo caso ) è la mancanza della rotazione dei polsi, che sì, le braccia ruotano subito sotto le spalle, ma con delle teste di drago al posto delle mani il non plus ultra era il poterle ruotare a piacimento, dato che come nel G1 i fori sulle guance servono per impugnare le armi. Vabbè.
Se si vuole comunque lasciare Twinferno con le bocche... ehm, mani libere, i fucili possono sistemarsi sopra le spalle grazie a degli azzeccatissimi appositi perni, oltre ai succitati fori sulle ali. Molto bella anche la testa, infine, nella sua semplicità, tutta bianca con i soli occhi azzurri, anche se il design è leggermente diverso dal giocattolo originale, ispirandosi a quello del settei dei cartoni, ma allargando le braccine di Daburu si possono almeno ricreare le antenne del modellino G1.
Infine, un altro ottimo modello moderno di un personaggio minore, ma magari favorito anche fra qualche fan nostrano, dato che fu fra i pochi ad arrivare in Italia dell'annata dell'87; peccato solo per i succitati polsi fissi, che per il resto è un ottimo giocattolo non solo evocativo per i nostalgici adulti ma anche assai giocabile grazie alla posabilità ed all'ottimo uso dell'omino pilota e delle armi.
ps
Magari per completezza sarebbe bello vedere anche gli altri 2 restanti Monsterbot, anche se l'insettoide Repugnus è già pronto ad arrivare come solo Titan Master, però... speriamo bene!