JazzLuca
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#p182535 • Pubblicato il:
10 Dic 2016, 16:05 Ad essere onesti, non è che si sentisse davvero il bisogno di una nuova versione di Hot Rod, dato che il Classic Rodimus di quasi 10 anni fa, anch'esso Deluxe, ha svolto benissimo il suo compito di aggiornare il vecchio Folgore ai tempi odierni. Ma dopo Blurr e Scourge, e con Kup annunciato, perchè rinunciare ad un altro dei Transformers del 1986 riciclati nell'87 come Targetmaster? Sopratutto cotnando che è pure riuscito parecchio bene!
Partiamo dalla modalità di auto sportiva futuristica, che rielabora leggermente la versione giocattolo G1, laddove il Classic si ispirava a grandi linee ma tendeva ad assomigliare più ad una "realistica" automobile Dome Zero, mentre il Masterpiece, ovviamente, si è rifatto al settei. E per rielabora intendo che prenda il design originale e lo migliora, stringendo la parte centrale ed allargando quelle accennate laterali, con un look così un po' più terrestre, direi, ma mantendendo le linee sinuose iconiche, con il cofano che si fonde al parabrezza senza interruzioni di sorta.
Se il rosso della plastica non è malvagio, scuro e acceso ma diverso dal classico bordeaux, quel che rovina un po' cromaticamente l'auto è l'alettone dipinto di giallo chiaro, laddove era meglio mantenerlo arancio come il resto di alcune delle plastiche presenti poi nel robot, anche se lo stacco cromatico è comunque più fedele che non un arancio. Se poi si può chiudere un occhio alle ruote tutte nere ed al parabrezza blu scuro trasparente ma con le cornici rosse non complete, un brutto colpo è vedere i classici tubi di scappamento laterali solo grigi invece che argentati, laddove anche il motore sul cofano è argentato: davvero un peccato per questo dettaglio.
Il resto della scultura è ottima, comunque, e, quasi a dimostrare di essere l'evoluzione dei precedenti modellini omonimi, cita anche proprio il Classic, con la forma delle estremità dell'alettone e con il retro dell'auto che ha un propulsore centrale scolpito come nel modellino del 2007, dove il propulsore altro non era che il fucile nascosto.
Sollevando il tettuccio scopriamo la cabina per il pilota, ma sfortunatamente questa è tutta grigia, così come l'omino stesso, Firedrive ( a.k.a. l'ex Targetmaster di Folgore Firebolt ), e la cosa mette un po' di tristezza, dato che già i Titan Master monocromatici non sono il massimo, ma che siano dello stesso colore della cabina di pilotaggio che li contiene è pure peggio. Non dico farlo con la parte superiore nera come il suo quasi omonimo originale G1, ma almeno un pizzico di un altro colore presente in Roddy non avrebbe affatto guastato.
Stessa cosa per quando si siede sulla forma combinata dei due fucili di Hot Rod, anche qui si confonde che è una bellezza. L'arma combinata a doppia canna si posiziona tramite due apposite fessure sul motore sul cofano, proprio come faceva la forma di pistola di Firebolt ( anche quella a doppia canna, ma le somiglianze finiscono qui ), mentre separati, i due fucili si posizionano nei fori laterali subito dietro le ruote anteriore: non la più comoda delle posizioni, ma all'altezza delle portiere ci sono i tubi delle canne fumarie, così come ci sarebbe stato posto ai lati della cabina, ma magari dei fori lì avrebbero rovinato l'estetica dell'auto.
La trasformazione in robot è abbastanza semplice ed intuitiva come ci si aspetterebbe, ma ha un paio di passaggi interessanti ed inediti, rispetto agli altri precedenti omonimi, con il retro dell'auto che si solleva e ruota coprendo il parabrezza, le gambe che si dispiegano, con le parti laterali che richiudono dietro i polpacci, mentre il bacino ruota. Infine, la punta del muso si piega all'in terno quando il cofano si abbassa a formare il petto.
Hot Rod come robot parte bene, essendo di poco più alto della media dei Deluxe suoi colleghi e fisicamente più slanciato, con tanto di due belle spallone piazzate, che però coprono l'iconico alettone dietro la schiena, che a malapena s'intravede da davanti!
L'arancione di cosce e pugni ( come nel giocattolo G1, questi ) è lo stesso del cofano, ma è un po' troppo sbiadito, e l'effetto combinato col succitato rosso non è neanche troppo malvagio, ma ci manca quel guizzo in più cromatico, dato che le gambe inferiori sono principalmente rosse con piedi e ginocchia grigie, ed il particolare della tibia argento, ma tanto valeva farle tutte grigie, che non sarà il ... boh, viola grigrio? del Masterpiece, ma almeno staccava un po' dal rosso. Carine comunque le ginocchia ricavate dai propulsori del retro dell'auto.
Come il Classic, anche questo Hot Rod non si cura di avere il motore in bella vista al centro del petto, e sempre tornando ai particolari dipinti, fanno un po' pena quelle chiazze grigio chiaro sulle punte superiori delle spalle, dipinte male manco questo fosse un Warrior Rid.
La snodabilità è al solito buona, e le articolazioni ben salde, con solo i ball joint delle anche leggermente molli rispetto al resto, ma niente troppo deleterio, tranquilli. Graditissima la rotazione del bacino, mentre mi sfugge il fatto della trasformazione dei pugni, che rientrano dentro i polsi al solito verso la parte interna di questa, ma vista fa sotto l'auto mantiene comunque uno spazio vuoto dove c'erano i pugni, quindi tanto valeva non nasconderli e ricilare quell'articolazione per la rotazione dei polsi, piuttosto. Vabbè.
I due fucili, oltre che impugnati, infine, trovano posto nei fori ai lati delle braccia subito sopra il gomito, anche qui, come per l'auto, un posto un po' scomodo, ma vabbè, meglio di niente.
Tutto sommato questo Hot Rod non è affatto male, come stampo, semplice ma a modo suo innovativo, più vicino all'iconico G1 come aspetto, ma con qualche lacuna cromatica che sicuramente sarà corretta dalla versione Takara, ancora da vedersi però. Ma anche la versione Hasbro è dignitosa e non sembra troppo un plasticone, anche se c'è mancato tanto così farlo sembrare tale...
Ah, con le dovute modifiche, vedrei bene un eventuale Sideswipe da questo stampo, che al momento non hanno ancora annunciato remold di questo Hot Rod TR, quindi, chissà. ^_^