L'ho già detto che i
Decepticon Headmaster dell'87 non arrivarono in Italia, vero? Beh, per quanto ci siamo affezionati ai
Leaderbot Autobot, l'aura esotica di questi 3 è rimasta immutata anche per noi fan vecchietti che li abbiamo magari recuperati in un secondo tempo, e per questo l'aspettativa per le loro versioni
Titans Return è forse un po' più alta... E dopo la parziale delusione per il pur bello, ma articolarmente parlando mollaccione,
Skullsmasher, trovarsi fra le mani un capolavoro come
Wolfwire non ti dico che faccia addirituttra rivalutare le cose brutte della vita, ma di certo almeno un sorriso compaciuto lo strappa.
Il giocattolo G1 del Decepticon un tempo noto come
Weirdwolf era il brutto anatroccolo della cricca Headmaster, accettabile nella modalità bestiale ma inguardabile e goffo come robot, e quindi il personaggio ora ha una maggior rivalsa in questo modellino, con un
lupo meccanico da urlo, dal design agile e moderno, ma soprattutto altamente articolato, che come vedremo racchiude finalmente il non plus ultra delle soluzioni per bot animaleschi viste sparse negli ultimi anni delle linee dei
Transformers.
Fedele al G1 è fedelissimo, con le parti finali delle zampe blu scuro e corpo giallo, ma testa, addome, sedere e coda bianca ( o grigio molto chiaro ), una colorazione interessante ed atipica già nel suo modello originale, con in più un bel uso della plastica rosso amarena non solo sul
cockpit ( ora ben delineato e non solo un coso trasparente come nel G1 ) ma anche sulla testa del lupo, con zanne ed occhi e dettagli interni traslucenti! *___*
Altri dettagli sono sempre in blu sulle spalle e sullo stomaco e anche argento sugli artigli delle zampe: tornando alle spalle, ci sono i dettagli scolpiti delle batterie lanciamissili, che nel G1 erano a scomparsa mentre qui possiamo dire che non serve, data la mole di altre caratteristiche giocabili del modellino.
Innanzitutto quella base delle articolazioni, con
balljoint doppi sugli artigli anteriori, spalle, anche, caviglie e talloni, così come la possibilità di piegare e ruotare gomiti e ginocchia, mentre la testa stessa ruota, si piega un po' lateralmente e apre le fauci.
Sono presenti fori ai lati di spalle ed anche, così come sotto l'addome del lupo, in modo da poter sistemare il grande fucile un po' dove pare, grazie alle sue 3 spine, ma la sua posizione ideale è subito sopra il sedere, grazie a delle fessure lì dedicate, ribaltato in modo da lasciare la parte vuota verso l'alto che, indovinate?, diviene la postazione pilotabile dell'omino
Titan Master, mentre infine la coda ( che diverrà la spada del Decepticon ) ha due spine ai lati.
Approposito di TM, la cabina si apre scoperchiando la schiena in avanti per ospitarli a pilotare la bestia, e volendo avanza pure spazio, dato che nel petto di Wolfwire c'è posto per un ulteriore TM, anche se magari solo raggomitolato come testa! Come vedremo poi per via della trasformazione, il petto è un pannello che si può aprire, e quindi la fantasia si scatena facendolo passare come una botola inferiore per far salire o scendere il pilota dalla sua postazione di comando! *___*
Monxo, la versione moderna del quasi omonimo
Monzo G1, si presenta molto bene, fedelmente riprodotto nei dettagli come l'originale e con braccia e gambe blu e torso, testa ( e cosce ) magari non grigio scuro ma dello stesso grigio chiaro del robot grande. Unica pecca, la faccia non dipinta di rosso, ma qui, dato il resto grigiio chiaro da meno fastidio del marrone del
Stylor di Chromedome.
La
testa in cui si trasforma, anche qui, è un'ottima versione del viso del G1, anche se alla fine la differenza con quello dell'
anime di Headmaster era davvero minima, ed infatti qui la testa è più tondeggiante per differenziarsi dalla versione
Takara più squadrata. Peccato per gli occhi, che come il G1 doveva avere una sorta di naso lupesco largo verso l'alto, mentre invece è colorato di rosso come il visore del Takara.
A trovargli un difetto, quindi, in 'sto lupo bisognerebbe essere proprio pedanti, e dal canto mio posso solo obiettare forse sul design un po' troppo da cartone giapponese, per via delle spallone e delle zampone, sopratutto quelle posteriori, anche se la differenza di massa fra piede e caviglia è per via della trasformazione... ma solo ad essere pedanti, ripeto!
In quanto Transformers bestiale la
trasformazione in robot gioca facile, ma ha comunque gran belle soluzioni e spunti, sebbene praticamente resti identica al G1: le zampe posteriori innanzitutto si trasformano con le cosce che slittano sugli stinchi, mentre da sotto gli artigli escono i piedi e questi ruotano di 180°; gli artigli anteriori invece si piegano in su e ruotano gli avambracci, mentre da questi poi si aprono dei pannelli che fanno uscire i pugni. Dopo aver aperto la cabina e la botola inferiore, si accorcia il corpo del lupo col torso che ingloba l'addome, si chiude il pannello e si abbassa il parabrezza, seguito dalla testa del lupo che si ribalta sulla schiena.
Se la bestia era fantastica, il
robot non è da meno! Bellissimo, scolpito ottimamente, con i dettagli del G1 riproposti egregiamente, e sopratutto altamente articolato, con tanto di rotazione del bacino e balljoint sulle caviglie! Se avesse anche la rotazione dei polsi sarebbe semplicemente PERFETTO, ma diamo atto che questi scompaiono dentro a dei pannelli senza che ci siano vuoti esteticamente fastidiosi sull'avambraccio. Magari se i pugni li mettevano semplicemente sotto gli artigli anteriori avremmo avuto anche qui il polso articolato, ma va bene anche così, dai.
Il G1, si sa, era uno scempio di zaini, avanzi,
kibble, o come volete chiamarli, mentre qui gli artigli dietro avambracci e talloni non danno fastidio, e sopratutto la testa del lupo scende il più aderente possibile dietro la schiena.
Cromaticamente la differenza col Takara è minima, a parte solo la faccia rossa per Monxo e le ginocchia lì color blu come le cosce anzichè gialle senape come gli stinchi, come nel giocattolo e cartone G1, ma ha più senso cromaticamente la colorazione Hasbro delle ginocchia, in quanto attaccate alle gambe inferiori.
Peccato che, aprendo il panello sul petto, non ci sia scolpito il classico diagramma come li avevano i G1 originali, sarebbe stato un gran bel tocco!
Le armi, chiudono il circolo dell'alta giocabilità, con un'ottima spada ricavata dalla coda, dalla forma di sciabola, e con le succitate due spine ai lati, magari per metterla a riposo sui fori ai lati delle ginocchia, così come il grosso fucile, che sembra più un cannone e grazie ai fori sulle spalle non sfigura come cannone da braccio in stile
Megatron!
Forse anche per via della massa rubata dalle armi, il robot è un po' bassino rispetto ai colleghi Deluxe TR, ma diciamo che è una citazione dell'omonimo G1!
Per il momento direi quindi che, nel suo contesto di Deluxe, Wolfwire è il miglior TR mai uscito, l'ipotetico unico da avere se solo uno si dovesse scegliere, scalzando il precedente detentore
Blurr, che sebbene il velocista ex
Targetmaster abbia la rotazione dei polsi in più, Wolfwire lo asfalta per quanto riguarda la fedeltà sopratutto cromatica al G1.