#p182337 • Pubblicato il:
18 Ott 2016, 13:55 Attesissimo da anni, sopratutto dopo il poco convincente Classic Deluxe del 2008, ecco finalmente una degna versione di Galvatron, l'evoluzione del comandante Decepticon Megatron, o anche un personaggio a se' ma comunque carismatico come pochi. Degna sì, come Voyager questa versione per Titans Return, ma non esente da qualche difetto, purtroppo.
Il primo è quello della testa: i Titan Master, si sa, si trasformano in teste in scala per dei Deluxe o anche per dei Voyager, mentre per i Leader usano dei caschi aggiuntivi, ma la testa di Galvatron è nota per avere una sorta di corona / diadema a tre corni, quindi hanno pensato di aggiungere una sorta di maschera / cornice frontale, che spunta da un pannello del petto. Il risultato non è dei migliori, non essendo così aderente alla faccia e sopratutto perchè non permette la rotazione della testa stessa; il bello è che la testa normale potrebbe anche andare bene lo stesso, avendo la scultura della classica testa di Galvatron anche se con le corna tagliate, ma è tutta grigia con solo gli occhi rossi, laddove fosse stata adeguatamente dipinta si poteva scegliere di lasciarlo senza maschera... e dire che nei primi prototipi visti dal vivo la testa era colorata, sigh...
La monocromia si estende a tutto il Titan Master, Nucleon, che pure lui ha solo gli occhini rossi e basta. Tutto ciò fa rimpiangere un po' la versione Takara di questo giocattolo, dato che l'omino, oltre alla faccia di Galvatron argentata che almeno di distingue dal casco grigio, è pure degnamente dipinto con i colori di Megatron, dato che nonostante il nome fuorviante, giustamente il Titan Master ha le fattezze del primo e più famoso capo dei Decepticon.
( ... e questo forse cita pure involontariamente una delle prime stesure della trama del film d'animazione del 1986, che vedeva Galvatron creato dalla Life Spark di Megatron, e questa aveva le sembianze di un Meggie in miniatura... )
Vabbè, al limite la testa grigia senza maschera frontale la si può prendere come una citazione al giocattolo G1, perlopiù grigio; di sicuro c'è che il resto del corpo del robot è una gioia per gli occhi! Sappiamo che il design è preso da un concept apposito del nostro Emiliano Santalucia, ed è sia deliziosamente fedele al settei iconico che quel tanto di elaborato e moderno.
Uniche note negative strutturalmente sono le braccia un po' troppo lunghe, mentre trovo appropriato e più naturale che i moduli che sporgono dai muscoli del trapezio nel cartone siano divenuti qui delle spalliere, come già parevano esserlo nel giocattolo originale.
A parte il discorso della testa bloccata dalla mascherina, il robot è assai posabile, con tanto di piedi inclinabili sia frontalmente che lateralmente, e pure con il bacino ruotabile grazie alla trasformazione ( magari per aumentare i gradi bisogna alzare un po' il catafalco dietro la schiena, ma su questo ci torniamo ), mentre invece imperdonabile trovo la mancanza della rotazione dei polsi, che sì le braccia ruotano sopra i gomiti, ma in un modello così ci stava pure quell'articolazione.
Purtroppo i polsi non ruotano per via della trasformazione dei pugni che vi rientrano, lasciando un vistoso vuoto parecchio fastidioso, ma per fortuna a livello di "buchi" c'è solo questo, dato che il retro dei polpacci è fornito di due pannelli apribili. Il modello è bello alto e imponente, non facendo sconti sulla stazza, da qui la sensazione di leggerezza quando lo si tiene in mano, dato che molta plastica è usata per il muso della modalità di jet appeso dietro la schiena ed il cannone a particelle.
Il primo, sebbene vistoso, non da così fastidio, essendo comunque aderente, il più possibile sottile e non si intravede da davanti grazie appunto all'imponenza del robot, ed ha sopra una sorta di pinna che ricorda quella iconica che spunta dalla schiena del personaggio del cartone e giocattolo ( così come iconici sono i cingoli attaccati sotto i tricipiti, per citare un altro dettaglio di fedeltà ).
Il cannone da braccio è DAVVERO grande, alto quanto un Deluxe, forse pure un po' troppo, ma fa tutto sommato una bella figura, grazie anche alla plastica trasparente arancio. Da buona arma di questa linea, il modulo posteriore si ribalta rivelando un alloggiamento per omini Titan Master.
A proposito di alloggiamenti e tornando sul discorso di vuoto e leggerezza, abbiamo detto che la famigerata maschera spunta scattando a molla quando si apre il pannello sul petto: il vano per contenerla è parecchio grande e sprecato per la sola mascherina, tutto sommato, quindi chissà che non alloggerà altro in un ipotetico remold da questo stampo...
Infine, la colorazione è ottima, con un bel viola principale su tutto il corpo tranne che per cosce, gambe inferiore e spallacci, piedi e altri dettagli neri e tocchi di rosso. A guardar bene si nota che ci sono due tipi di plastica viola, uno leggermente più spento su pugni, ginocchiere, bacino e cingoli, ma la differenza si nota poco rispetto all'altro viola acceso di torso e braccia.
Fermo restando che per una volta molti preferiscono l'Hasbro al Takara per via del viola anzichè del lilla del giocattolo giapponese, l'unico appunto sulla colorazione è che il viola è lo stesso del Cyclonus CW, quindi nel recente trio degli araldi di Unicron della trilogia di Prime Wars avrei preferito che in qualche maniera si distinguessero i due Voyager, anche se il povero Cyclonus è giocofoza "contaminato" da Galvatron per via dell'essere il pezzo centrale del gestalt Galvatronus, quindi ok ^_^'
La trasformazione giustamente si ispira al G1, con i pugni che rientrano come lì facevano gli avambracci, mentre qui gli stessi si ripiegano verso le spalle, e i cingoli si abbassano sotto i gomiti. Il cannone ovviamente si stacca, con il retro che si ripiega e la base con la spina idem, attaccandosi dove c'era la testa, anche qui il bacino ruota ed un pannello pensa a coprire l'addome, ed ancora, le gambe si accorciano, ma ruotando lateralmente. Infine, i supporti cingolati si abbassano, trascinandosi le parti esterne del torso per avere più lunghezza complessiva.
Il cannone mobile, o cannone fantascientifico che dir si voglia è fedelmente riprodotto ed iconico quanto basta, e si nota ora come la lunghezza della canna sia più che giustificata per renderlo al meglio. Ovviamente ci sono anche delle innovazioni di design, come il retro dell'arma di Galvatron ripiegata sotto in modo da formare un'ulteriore bocca di fuoco, mentre il supporto di sostegno posteriore qui viene meno, dato che c'è già il muso della terza modalità di jet sotto il cannone, con la succitata pinna che era dietro la schiena a sostenere ulteriormente, dato che come da istruzioni il cannone va posizionato alzato di 45° e non parallelo al terreno come capitava al G1.
Sempre secondo le istruzioni gli spallacci del robot vanno a chiudersi alla base della canna, ma possono anche restare aperti a ricordare i moduli laterali dell'originale. Quel che manca a questa modalità sono delle rotelline sotto i cingoli e una postazione da seduto per l'omino Nucleon, che gli tocca stare in piedi sugli appositi supporti per i fori sotto i piedini nella parte posteriore del cannone, che l'alloggiamento succitato della canna/cannone di Galvatron è sotto sopra. Un alloggiamento molto posticcio e ufficioso si ottiene sollevando il pannello con la pinna che copre l'addome, ma non è affatto la stessa cosa, idem il fatto che anche qui sarebbe stato splendido che il pannello del petto aprendosi rivelava un sedile per l'omino, bloccando la maschera che invece ovviamente scatta appena si apre...
Congediamoci da questa modalità tutto sommato buona ricordando che però le gambe stanno unite a fatica, per via dei perni non proprio ben progettati, e passiamo al jet spaziale, inedito per il Galvatron G1 ma invece già visto nell'omaggio estetico del Megatron di Energon.
Tolto il cannone, il muso del jet da sotto il velivolo si alza e si posiziona, con il supporto nero che va a coprire la pinna del cannone diventando un'ulteriore alettone più grande; i supporti cingolati si ripiegano e tornano adagiati ai lati del corpo centrale, mentre le gambe si separano e tramite dei fori appositi all'interno delle ginocchiere si attaccano alle braccia. Infine, il cannone si posiziona sotto il muso del velivolo.
Onestamente pensavo peggio di questa terza modalità di jet spaziale, quasi imposta a forza, ma il risultato invece è soddisfacente, sopratutto grazie al muso stesso che contiene una decente cabina di pilotaggio, mentre la parte più debole del velivolo sono le gambe del robot, che sono aderenti alle braccia per uno sputo grazie al succitato pernino, ma sopratutto non sono ne' carne ne pesce' messe così oblique, dovendo dare l'idea forse ali ma che invece era meglio lasciare dritte come gli Y-Wing di Star Wars. La configurazione alla Y-Wing si può ufficiosamente ottenere sia allontando le ginocchiere dai perni sulle spalle che ruotando le gambe con i piedi in avanti, e non è affatto male a vedersi anche così, e delle alette aggiuntive all'altezza delle ginocchia non avrebbero guastato.
Il cannone sotto il muso è un po' sgraziato, sopratutto perchè nella parte posteriore non c'è alcun supporto retrattile perchè il velivolo stia parallelo alle superfici, ma meglio così che non trovarselo dietro come propulsore posticcio, credo.
A pensarci, già che questo Galvatron si trasforma in un jet stellare, non sarebbe stato male che somigliasse di più alla Revenge, la navicella che gli dona Unicron come mezzo di trasporto in The Movie 1986, ma il design di questa era troppo particolare mi sa... però c'è la stessa navicella vista in Rebirth che è più semplice, e volendo come somiglianza siamo lì, sempre con due moduli laterali come propulsori ed un lungo muso sottile, solo che mancherebbe l'alettone/torre centrale. Vabbè.
Infine, il G1 si trasformava anche in pistola, ma qui non pare esserci una modalità di arma ufficialmente ufficiosa, come il "sottomarino" di Sixshot, quindi ci si può sbizzarrire per i fatti propri, con la soluzione migliore, a mio avviso, che è quella del jet rovesciato con le gambe unite, con la pinna alettone come impugnatura, anche se questa risulta un po' troppo piccola, ma magari per un bimbo è già più conforme.
Infine, un bel modello in tutte le sue modalità, al quale bastava poco per farci gridare al capolavoro, riferendomi sopratutto ai polsi che non ruotano ed alla maschera del robot, dato che per gli altri difetti citati negli alt mode si chiude tranquillamente un occhio, mentre per un robot così bello perdersi in certe incompletezze è un po' un peccato.