JazzLuca
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#p182147 • Pubblicato il:
19 Ago 2016, 14:22 Iniziamo a parlare finalmente dei pezzi grossi della nuova ed attesa linea Titans Return partendo da uno dei pochi personaggi inediti, anche se conosciuto da anni da fan e non solo: se questo è infatti il primo effettivo modellino per un Sentinel Prime di una continuità più vicina e aderente alla G1, il nome ci è noto sia per il personaggio omonimo di Animated che per il mentore di Optimus nel film Dark of the Moon. E si sa anche che il Prime predecessore di Optimus ha ormai assunto una connotazione negativa a causa sia della serie Animated sia dei fumetti IDW e nella saga ( omonima della linea di giocattoli ) appena iniziata oltreoceano che lo vede come redivivo protagonista.
L'aspetto del robot si ispira abbastanza alla versione fumettistica più famosa di qualche anno fa, ovvero nella miniserie Megatron: Origin, ma per il resto a questo Sentinel ci tocca dividere lo stampo con quello del ben più famoso Astrotrain che esce nella wave successiva. Quindi per "abbastanza" intendo sopratutto cromaticamente, anche se il colori scelti nella resa finale lasciano un po' a desiderare, dato che l'arancione principale è troppo scuro e si confonde con il rosso secondario di bacino, pugni, pannelli laterali delle gambe, ali e via così. Un po' aiutano anche i dettagli dipinti gialli su ginocchia e torso, ma son davvero pochi, purtroppo, considerato anche che nella sua primissima apparizione nello storico Spotlight: Optimus Prime il colore principale era appunto il giallo.
Per fortuna c'è il grigio su piedi, cosce e bicipiti a spezzare un po', dato che alla fine purtroppo il giocattolo sembra monocromaticamente arancione. Oltre alla testa, altri dettagli ispirati al Sentinel di M:Origin sono i dettagli ai lati delle gambe che però dovrebbero essere visti frontalmente, e magari le torrette laser sugli avambracci, così come le due armi nere possono posizionarsi dietro le spalle per somigliare ai cannoni che spuntano nel Sentinel cartaceo.
Sulle armi ci torno poi, ma è possibile"usarle" anche se appese sulla schiena semplicemente inclinando in avanti lo zaino con le ali. Oltre alla testa che si stacca e diventa l'omino Infinitus, è presente una gimmick a molla sul torso, laddove abbassando la levetta sullo stomaco compaiono ai lati della testa due moduli che essenzialmente sono quelli che in Astrotrain ricordano le rotelline del G1: per Sentinel sono un po' inutili e la testa non ha bisogno di ulteriori cose per apparire meglio in scala col resto del corpo, quindi stanno bene abbassate anche per distinguerlo da Triplex 1, anche se fa piacere notare che il modulo che sostiene il meccanismo può ruotare di qualche grado per permettere alla testa appunto di girare.
Le articolazioni, già che siamo in argomento, sono quelle base che ha qualunque Legends o Warrior, quindi se si può chiudere un occhio per la mancanza della rotazione del bacino a causa della trasformazione, la mancanza di una cosa semplice come il ruotare i polsi o inclinare i piedi si sente, anche se anche qui la trasformazione ci mette lo zampino.
Ma quello che maggiormente del modellino è la sensazione di vuotezza che da, non tanto per l'aspetto quanto per la leggerezza delle plastiche nel tenerlo in mano, così come in certe articolazioni un po' lasche e poco solide, dato che effettivamente pesa un quarto in meno di quel che pesa l'Optimus CW della stessa classe. Certo, è solo leggermente più basso, ma la massa dovrebbe esser quella, e se lo stampo è ottimo per scultura, vedasi i dettagli sulle gambe, ad esempio, al tatto la differenza si sente tutta.
Anche il pilota/testa Infinitus ha un attimo le anche lasche, cosa che non ho riscontrato nei suoi colleghi Titans Master, mentre per il resto la scultura si ispira ancor di più a quella del Sentinel dei fumetti: non male che tutto il corpo sia arancione tranne il torso, ma la faccia rossa non si nota troppo per via del succitato colore principale troppo scuro.
Archiviato il robot, passiamo alla trasformazione in navicella spaziale, che è fin troppo semplice, con i soli pugni che rientrano negli avambracci, le ali che vi si fissano, le gambe che ruotano di 90° all'esterno e i piedi che si abbassano, con dei pannelli appositi che coprono le cosce sia sotto che sopra.
La navicella ricorda a grandi linee uno space shuttle, dato che come abbiamo detto sarà lo stampo anche per Astrotrain, per le forme morbide delle ali e del muso, ma è più piatta e le ali sono sopra e non sotto il mezzo, mentre nella parte posteriore spunta la cabina di pilotaggio dove trova posto Infinitus, la quale rompe un po' l'aerodinamicità del velivolo: sebbene "comoda" come posizione, magari era meglio trovarvi posto a metà navicella, dove ci sono le ali, o ruotandolo sul petto, ma si sarebbe rovinata la somiglianza con il futuro Astrotrain.
Nonostante ciò, il velivolo non è malvagio, e grazie al rosso più preponderante qui, si nota meglio la differenza labile con l'arancione. Carini i pattini di atterraggio retrattili sul petto visibile da sotto del robot, mentre il punto forte sono di più i vari fori sparsi ai lati ( ginocchia ), sopra e sotto le ali e vicino agli alettoni, dando parecchi posti dove posizionare le due armi succitate.
Queste sono abbastanza standard per Titans Return, e sono un fucile più piccolo con due prese ( una sotto e una sopra, a scelta ) ed uno più grande con una presa sotto e una per lato ed un foro sopra, e sopratutto un sedile per Titans Master, con questo che seduto può mirare con il fucile più piccolo posizionato sull'apposito foro. Davvero carina come idea per la giocabilità cogli omini, anche se come ho accennato queste armi sono molto standardizzate e le vedremo in parecchi altri modelli, laddove invece eravamo abituati a vedere fucili gemelli per una migliore simmetria.
La trasformazione in "treno" è decisamente più interessante, con il modulo della cabina che insieme alle ali si solleva e ruota di 90° mentre le braccia si sollevano e la parte anteriore dello shuttle si divide in due agganciandosi alle braccia, mentre le punte ruotano di 180°, ed infine le il modulo vi si ribalta sopra con le ali che si abbassano sul mezzo. Infine, dettaglio carino i pannellini che si abbassano sulle parti estreme dei vagoni.
Come treno da combattimento non è malvagio, sopratutto per i dettagli scolpiti, e anche qui la cabina in mezzo al veicolo stona un po', ma è apprezzabile l'a resa come treno lungo e sottile, e per essere lungo lo è parecchio, dato che raggiunge l'altezza di una gamba di Metroplex!
Piuttosto, spiace che molti dei succitati fori dello shuttle vengano nascosti nel passaggio da una modalità alternativa all'altra, restando disponibili solo quelli laterali sopra le ali e dietro gli alettoni, laddove un treno da battaglia avrebbe sicuramente beneficiato di qualche foro in più per ulteriori armi.
Infine, lo stampo in se' non è male, i veicoli sono buoni, ed il robot bello, anche se un po' affossato dalla colorazione, e sicuramente sarà valorizzato meglio nella sua incarnazione di Astrotrain, laddove mi auguro che la saga a fumetti di Titans Return doni il giusto carisma a questo personaggio... il problema principale riguarda l'uso delle plastiche leggere e la sensazione di trovarsi a qualcosa di un po' troppo economico tra le mani, per cui come per i Warrior RID il consiglio è di spenderci i soldi che merita per acquistarlo ( meno di certi prezzi di certi negozi, insomma ), o aspettare il ben più carismatico Triplex 1.