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27 Dic 2016, 19:48 Dopo averla persa per un periodo di appena 3 anni, a Fortress Maximus ritorna la palma di "Transformers più grande mai prodotto", da lui inaugurata col celeberrimo giocattolo del 1987 e appunto temporaneamente ceduta al collega Titan Metroplex, cui, indovinate?, deve gran parte dello stampo di questa versione moderna.
Era infatti abbastanza ovvio che in qualche maniera riciclavano il corpo del primo Titan della linea GenT30 appena ne avrebbero avuto l'occasione, ed alla fine non è il remold in se' ad eventualmente penalizzare il modello, ma piuttosto alcune differenze con l'originale di quasi 30 anni fa. Se per Metroplex infatti certe mancanze erano sopperite dall'enormità del giocattolo rispetto al suo omonimo originale, qui la grandezza non è una novità, dato che la differenza di altezza e massa è minima fra il Maximus di ieri e quello di oggi.
Di sicuro ne guadagna in posabilità, con tutte le articolazioni già viste su Metroplex, ed è già un bel passo, così come lo stampo è ottimo e pieno di dettagli. Così come per il primo Titan, anche Maximus qui ha allegato un fogli di adesivi da applicare per aggiungere altri particolari, anche se quelli in argento dipinti sono ben dosati e risaltano bene nella colorazione di base del robot.
Con il Guardian del 2013 non ha in comune solo le cosce, spalle e torso, con il bacino che è lo stesso ma ruotato, mentre alcune modifiche sono state aggiunte alle gambe, così come altre parti sono state spostate in altre: ad esempio, le piste nascoste nelle gambe della modalità di stazione di battagli di Metroplex ora sono quelle appese dietro le spalle di Fort Max, così come l'arma a scomparsa sul deltoide sinistro è unita ad un modulo che va fissato al lato della gamba sinistra.
Questo era una delle tante bocche da fuoco che spuntavano dal corpo di Fortress G1, cui però nel Titan sono state omesse, lasciando solo i cannoni bicanna lungo le tibie, che però vista la stazza rispetto all'originale quasi sopperiscono alla mancanza del resto, ma i laser sui dorsi delle mani, sugli avambracci e ai lati dello stomaco è effettivamente un peccato che non ci siano.
E parlando di armi, mancano del tutto il fucile e la pistola bicanna del G1, ma sempre i cannoni sulle tibie anche qui sopperiscono, dato che possono staccarsi ed essere impugnati o montati sopra le spalle, così come essere impugnati da un qualsiasi TF grazie alla spina universale.
Sopratutto perchè come già per Metroplex, sull'avambraccio è possibile aprire un pannello, che però a differenza del Titan precedente non contiene un laser ( spostato nel succitato modulo al lato della gamba sinistra ) ma è semplicemente vuoto.
Ed un'altra cosa riportata pedissequamente è l'articolazione che in Metroplex serviva a spostare il braccio sinistro dietro la schiena, qui ribaltata al destro e verso avanti, abbastanza inutile come vedremo nelle trasformazione e presumibilmente riciclata solo per non dover rifare lo stampo del pezzo che sostiene una delle braccia, dato che l'altro, SEMPRE come 'Plexy, è inizialmente staccata nella confezione per farcelo stare tutto nello scatolone.
Altra mancanza è per il duo Gasket e Grommet, due veicolini situati nei piedoni del G1 che si potevano unire in Cog, un robottino spartano aggiunto come tradizione per i robot / base, ma se è anche vero che non è mai apparso in alcun media dell'epoca, in questa linea dove ci sono veicolini e mezzi in funzione dei Titan Master, l'aggiunta dello storico drone sarebbe stata quantomeno gradita. Si spererebbe quindi che in qualche maniera Cog quindi venga recuperato a parte in un Legend o come accessorio per i TM, ma è una speranza vana che già avevo per Slammer e Six-gun di Metroplex...
Tornando alle differenze con Metroplex, anche sapendo che hanno parecchio in comune nello stampo, la sensazione che si ha di primo acchito è che siano due giocattoli ben differenti, sia per la colorazione, con i bei blu scuro, grigio e rosso rispetto al bianco e derivati di Guardian, sia per la struttura del torso, con uno stomaco largo rispetto a quello smilzo iconico del titano di Città Autobot, così come il lato sinistro del petto ha un vano con un coperchio in plastica trasparente, che però qui, aprendosi, rivela un'arma bicanna rimovibile con la solita postazione per omini Titan Master, e se non fosse così piccola ( per Fortress ), la si potrebbe pensare come alla sostituta della succitata pistola bicanna del G1, ma qui ridotta a misura di tf normale.
E parlando del diavolo, altra scontata differenza col Metroplex è la testa, bella grande e che guadagna quei pochi centimetri che, come dicevo in apertura, gli fa riguadagnare il titolo di TF più grande mai prodotto: e la testa è il fiore all'occhiello del giocattolo, dato che, lo sanno anche i sassi, si trasforma nel robot Cerebros. I dettagli del volto e del capo sono ottimi, con la fronte prominente e le due corna iconiche, con un tocco inedito di nero nei paraguance e ai lati per spezzare la monocromia di grigio scuro e grigio chiaro.
Da notare davanti alla fronte è scolpita una sorta di croce, dettaglio preso dal Fort Max di Rebirth, e l'elettronica del modello è tutta qui, dato che premendo il pulsante in centro al petto di Fort Max si illuminano occhi e vengono riprodotti suoni o frasi. La testonaa è abbastanza ben agganciata e può ruotare, ma si stacca facilmente senza dover forzarla troppa, così come premendo il pulsante sul petto può capitare che si sollevi un attimo dal collo.
La trasformazione in Cerebros inizia abbassando il frontone sulla facciona ( che fa scattare anche il tipico suono della trasformazione dei TF), come per il G1, e così continua, con le parti laterali che si dispiegano verso l'alto diventanto le gambe mentre la nuca si divide in due verso l'esterno diventando le braccia: differenze ci sono nelle corna del testone, qui mobili potendo piegarsi, nei piedi che si formano abbassando le parti frontali e posteriori dei paraguance, mentre i pugni sono già in bella vista laddove nel G1 rientravano nei polsi.
Ovviamente la prima cosa che salta all'occhio è la faccia di questo Cerebros, che si rifà a quella vista nei cartoni animati occidentali di Rebirth, invece che quella classica vista nella giapponese Headmaster: quella di Rebirth forse si ispira a quella di Cog, semplice con visore e mascherina mentre quella del giocattolo G1 era una riproduzione della facciona del testone, che nel contesto del cartone giapponese aveva senso, mentre invece ora finalmente si da un po' di spazio a quella faccia.
E anche i colori sono quelli del robot di Rebirth, con nero al posto del grigio scuro su gambe inferiori, pugni, bacino, petto e testa, senza però disdegnare il succitato grigio scuro, presente sugli avambracci e un po' sullo stomaco, ed il grigio chiaro su cosce e addome, bicipiti e faccia, mentre graditissimo per spezzare un po' ecco del blu scuro sulle spalle.
Anche il Titan Master che diventa la testa di Cerebros, Emissary, fa la sua figura cromaticamente, che secondo le immagini ufficiali doveva essere tutto grigio scuro tranne le cosce e la faccia grigio chiaro, ma invece la faccia è dipinta di argento e le gambe inferiori sono blu, richiamo all'omino Headmaster Spike che era con gli arti di quel colore. E quasi inutile dire che la scultura è fedele all'originale partner HM, anche se il nome no, ma peccato che non abbiano scelto piuttosto Galen, ovvero il primissimo compagno binario Nebulano di Fort Max visto nella miniserie a fumetti "Headmaster" della Marvel.
Tornando a Cerebros, questo è ben snodato nelle articolazioni standard, tranne che per il bacino che non ruota, e ok, e i pugni idem, ma questi già che restano appunto in vista, potevano farli separati dagli avambracci e quindi ruotabili, e non un pezzo unico dal gomito in giù. A differenza del G1, che era parecchio basso rispetto ai colleghi Headmaster normali, il Cerebros TR supera .... di una testa l'altezza media dei Deluxe della sua linea, facendo quasi categoria a se', come Deluxe cresciutello ma non così tanto da ambire ad essere definito come Voyager piccolo, e grazie all'elettronica ed alle batterie è assai pesantino.
Infine, gradito dettaglio sotto l'ingrombrante zaino sulle spalle di quattro reattori scolpiti, tanto per farlo somigliare ad una sorta di jetpack, anche se le "ali" pieghevoli formate dalle corna del testone così piccole sono solo abbozzate.
Oltre che alla testa del gigante, il Cerebros G1 si trasformava in una sorta di centro di controllo della base / città, sistemato nel vano apposito nel lato destro del petto di Fortress: anche il TR si unisce in un'altra maniera alla base, diventando però la cima della torre / centro di comando delle due modalità alternative.
Così come il G1, la trasformazione in stazione di battaglia e/o astronave che dir si voglia è semplice, dato che basta sdraiare il robottone sulla schiena e tirar su la rampa che da lì pende, unire le gambe ( ma nell'originale restavano separate ), abbassare i piedi ed alzare le braccia verso l'alto / indietro, mentre le parti laterali dell'addome si dispiegano verso l'alto, cui va inserito Cerebro in cima alla torre/ centro di comando.
Così come l'originale, la corazzata spaziale di Fort Max fa la sua porca figura, sebbene sia ricava facilmente dal robot, come visto: rispetto al G1, abbiamo volendo dei miglioramenti estetici, ovvero la torre centrale più piccola, che fa sembrare il resto dell'astronave più grande, le succitate gambe unite che danno l'impressione di un unico ponte anteriore, e i cannonnazzi enormi sopra questo.
Cerebros come parte superiore della torre sarebbe una bella pensata, dato che da un ruolo importante a questa modalità, e senza il quale la nave sarebbe spoglia, ma viceversa appunto la nave senza Cerebros risulta spoglia!, e sopratutto nel G1 c'era un'apposito cockpit per l'omino Spike. Sarebbe stato il massimo se lo zaino di Cerebros diventava anche la cabina di pilotaggio interna per Emissary e quindi la principale della corazzata, ma purtroppo c'è l'elettronica e le batterie ad occupare tutto lo spazio!
Non così comodamente seduto, quindi, Emissary trova spazio comunque dentro l'astronave dentro il vano col coperchio trasparente, anche se c'è una sola spina per farlo stare in piedi, e sulla parete lì vicino ci starebbe bene almeno un adesivo raffigurante un quadro comandi, così come il vano col robot disteso si presenta praticamente su due piani, ed è un peccato non ci siano più spine per potervi ospitare altri Titan Master... anzi, il massimo era ricavare dello spazio per fare proprio un centro di comando con più sedili per TM, spazio sprecato dall'inutilissima articolazione del braccio riciclata da Metroplex.
E parlando di spazio sprecato, già che c'è tutto quello inutilizzato all'interno delle gambe inferiori, vi si poteva nascondere le cosce, con una trasformazione quindi migliore per la corazzata che non il semplice stendere a terra il robot e un maggior disguise per lo stesso.
Svariati sono comunque i fori per armi, sui ponti posteriori/braccia ed ai lati della torre, così come le piccole spine per fissarvi in piedi i Titan Master. Infine, quasi dimenticavo, il modulo al lato della gamba è ovviamente presente anche qui, come nel G1.
Sebbene vista molto poco nei cartoni anche giapponesi, Fortress ha anche una modalità di base, che nel G1 era assai interessata, ricordando proprio una citta compatta con tanto di palazzi, mentre per il Titan Return ufficialmente la modalità di base è semplicemente l'astronave capovolta con le gambe del robot divaricate!
Inutile dire che semplicemente così questa modalità di base è una presa in giro, alla faccia di chi si lamentava di quelle di Metroplex, sebbene la parte centrale ricordi bene il G1, almeno esteticamente, dato che mancano tutte le varie gimmick del giocattolo originale, tipo l'ascensore centrale. Anche le due piste sulle braccia sono praticamente mozzate, dato che nel G1 si estendevano grazie a due parti aggiuntive ripiegate.
Se la torre più minuta nell'astronave era un pregio, ora nella città è un bel difetto, dato che vista da questo lato altro non è che le braccia di Cerebros ripiegate, e di certo non danno l'idea della cima di un grattacielo o palazzo degno di questo nome. A questo punto, tanto vale togliere Cerebros e ripiegare il muso in su, che anche se semi aperto risulta di certo meglio come parte centrale di una base, e così vuoto volendo può ospitare degli omini, dato che c'è pure una finestra di plastica trasparente.
Il vano nel petto sinistro di Maximus ha ora un pannello rosso che si apre, così come altri due simili si dispiegano dall'inizio delle rampe / spalle, ed hanno un incastro apposito per potervi collegare le modalità di base dei Leader della classe, cosa che ricorda molto le basi dei Micromaster G1.
A venir incontro a questa povera modalità ci pensa un po' di sana modifica non ufficiale, ovvero prendendo le gambe, ruotandole di 180° e piegandole verso l'alto, in modo che ora ricordino almeno due torri belle grandi... e già che han pigramente mantenuto la possibilità di aprire in due le gambe inferiori come su Metroplex, le si possono appunto aprire per dar loro ulteriore spessore.
Fa quasi piangere pensare allo spazio sprecato da quelle gambone vuote e che in questa modalità poteva essere utilizzato per fare dei piccoli ripiani per i Titan Master, da come mondo e mondo si fa da decenni sin dal Castello di Greyskull dei Master!
In questa maniera, inoltre, il modulo esterno della gamba sinistra finirebbe circa come nel G1, ma invece ci sta a malapena dato che le misure non sono quelle pensate per questa soluzione.
Insomma, posso capire le mancanze elencate nelle succitate modalità di robot e corazzata, ma lasciare la base così senza sfruttare le potenzialità insite anche nello stesso stampo riciclato di Metroplex è quasi diabolico, altrochè un semplice errore di pigrizia o svogliatezza! E pensare che le parti apribili delle gambe nel Takara sono volutamente incollate, castrando così anche le velleità customizzanti di chi ci gioca!
Questo Fortress Maximus fa la sua figura, è innegabile, ed è comprensibile il non dover per forza andare a rifare le stesse cose e gimmick secondarie del G1, ma questa cosa del riciclo selvaggio è sfuggita un po' di mano ed ha castrato quasi del tutto la modalità di base, con l'articolazione del braccio e le gambe vuote che hanno rubato un'enorme quantità di spazio che avrebbe fatto guadagnare parecchi punti al giocattolo, e invece fa rimpiangere quello di 30 anni fa.
Consigliato con moderazione, quindi, date le mancanze succitate, o sopratutto con l'idea che non è propriamente un triple changer. Se trovato a buon prezzo, è un decente aperitivo alla scoperta del G1, se questo ancora vi manca, o viceversa, il robot ben articolato è una buon aggiornamento moderno del comunque ancora immarcescibile Fortress originale.