Con la seconda
wave dei
Deluxe Titans Return abbiamo finalmente una full immersion nostalgica negli
Headmaster del 1987, dopo l'antipasto della prima, con i due restanti
Decepticon bestiali e i due
Autobot Highbrow e
Chromedome: per noi italici bimbi di una volta, quest'ultimo sarà sempre e comunque il
Duobot capo dei
Leaderbot, dato che nel cartone animato nipponico "Headmaster" che divoravamo alla tv era lui l'Headmaster Autobot protagonista nel gruppo, dopo
Fortress Maximus, laddove invece nella versione occidentale di
Rebirth è tanto se ha detto una sola frase!
"Purtroppo" la nostalgia apparentemente subisce una brusca frenata in questo modellino, dato che non è una riproposizione pedissequea del G1 come per
Hardhead ma come vedremo si basa come struttura e trasformazione sullo stampo visto e stravisto di
DeadEnd Combiner Wars e riciclato quasi fino alla nausea nella scorsa linea
Generations.
Ma andiamo con ordine, con la modalità di
automobile futuristica che ad una prima occhiata sembra sputata all'originale G1, con la parte frontale e centrale color marrone e il retro e i lati beige, ma a guardar bene è ora resa quasi "meglio", nel senso di più aerodinamica e magari meno aliena, con i moduli laterali non così pronunciati ma appena accenati ed il tettuccio più piccolo.
Sebbene all'occhio appaia quindi meno goffa, un po' si sente la mancanza di quelle caratteristiche che però la rendevono un'auto effettivamente aliena, anche se viene mantenuto e migliorato il rialzo centrale del cofano, più sottile nel giocattolo originale e che dopo si allargava troppo nel pannello rosso apribile.
Che poi sia "copiato" dallo stampo di DeadEnd lo si evince anche dal pezzo laterale marrone che interrompe i pannelli beige, difetto estetico che appunto si trova in tutti i vari
repaint e
remold di quello
Stunticon! Nella versione
Takara un po' la cosa è ovviata essendo quel pezzo di plastica intermedio tutto color beige, ma lo stesso la parte superiore stona sulla carrozzeria marrone...
Sul cofano spicca l'iconica decorazione argento e rossa, mentre del rosso è ineditamente messo anche ai lati del veicolo, subito davanti le ruote posteriori, e queste poi sono più grandi di quelle anteriori, ma sopratutto sono in plastica trasparente, tocco apprezzato che mi ricorda quelle dei veicoli del pianeta
Velocitron della linea
Cybertron di qualche anno fa.
Sempre come DeadEnd e soci, ai lati dietro le ruote anteriori ci sono dei fori per armi, e queste sono due fucili, ma non gemelli come nel G1, bensì uno sottile già visto in mano a
Blurr TR e l'altro più largo e sopratutto versatile, con ben tre spine ed un foro e sopratutto con lo spazio per sedevi gli omini
Titan Master.
I due fucili possono combinarsi in due maniere, con quello piccolo che si inserisce tramite il suo foto nella spina posteriore o viceversa con la spina del piccolo nel foro anteriore dell'arma grande, lasciando così posto al Titan Master di sedervi e pilotare come visto similmente già su
Sentinel Prime.
L'arma grande può posizionarsi poi o ai lati tramite le spine laterali o sul tettuccio del veicolo, tramite delle fessure dedicate. Alzando questo scopriamo la cabina del pilota
Stylor, con l'omino che può sedersi con le ginocchia piegate ma che non ha il comune foro per il tallone per fissarlo al suo posto, risultando quindi un po' ballerino. Carino infine come, grazie alla trasformazione che vedremo, il tettuccio con parabrezza non solo si alza ma può ritrarsi all'indietro in maniera appunto futuristica.
Parlando dell'omino Stylor, questo lascia un po' interdetti, non tanto per il fatto che è un repaint del partner di Blurr, vabbè ( ma magari è il contrario, dato che come dettagli ricorda l'Headmaster originale ), ma per la colorazione, con braccia e gambe rosse come l'omonimo G1, ok, ma con il torso marrone e la testa rossa senza alcun dettaglio dipinto sulla faccia.
Passi il torso marrone, dai, ma almeno un po' di arancio o anche argento sulla faccia tanto per distinguerla non avrebbe fatto schifo, fermo restando che a dall'immagine della confezione doveva avere testa marrone e forse appunto faccia argentata. La testa in cui si trasforma è basata sul design visto nel fumetto di
MTMTE, che a sua volta è un'ottima interpretazione della testa del giocattolo G1, con mascherina e visore, laddove in Rebirth aveva nella mascherina un rialzo centrale che però è già prerogativa di
Cerebros, mentre nella versione giapponese di Headmaster aveva sempre la mascherina ma occhi e naso senza visore.
E parlando del robot, se nel G1 la
trasformazione somiglia a quella di Hardhead, con la parte inferiore del veicolo che si ribaltava in avanti diventando le gambe, e con il tettuccio che si piegava poi sulla schiena, qui, come anticipato, abbiamo la trasformazione di mezzi Stunticon e affini CW, con la differenza che il tettuccio e parabrezza si ritrae posteriormente su quelle che diventano le gambe, ed il resto è già visto e stravisto ( per quanto resti una bella trasformazione ), con le parti delle ruote posteriori che si aprono da sotto, facendo dispiegare gli arti inferiori, i piedini si raddrizzao, il bacino ruota, le parti laterali / tirano fuori i pugni ed il cofano posticcio che diventa petto si abbassa, mentre quello effettiva slitta in basso sulla schiena.
Come detto nelle recensioni dei vari
Prowl e Streetwise, per quanto sia uno stampo o struttura già visto, questa modalità di trasformazione offre un ottimo
robot esteticamente, ben piazzato di spalle e con petto largo e addome stretto. Così come l'auto, anche il robot dei vari DeadEnd ha solo la struttura ma nessuna parte da loro ricopiata, anzi, come già per l'omino, piuttosto ha le cosce e ginocchia uguali a Blurr!
I dettagli scolpiti del corpo sono presi dall'apparizione "classica" di Duobot nel passato di Cybertron sempre nei fumetti di MTMTE, avendoci -grazie a Primus!- risparmiati la versione moderna orrenda con le ruotone sulle spalle e quel ridicolo
alt mode... ma sto divagando... ^_^''
Come al solito il Generations di
Hasbro è cromaticamente fedele all'originale con qualche libertà stilistica: il G1 aveva un look assai particolare, con braccia e piedi beige e tutto il resto del corpo marrone tranne il bacino ed pannello sul petto rosso ( e testa grigia con mascherina arancio, ok ), mentre le braccia sono "contaminate" di marrone su gomiti e pugni, così come i piedini sono marrone e le gambe inferiori beige. Questi cambiamenti non danno troppo fastidio, anzi, sopratutto nelle gambe sono un'evoluzione logica, dato che nel G1 i piedoni erano effettivamente tutto il retro beige dell'auto, mentre ora lo sono le gambe inferiori, quindi spezzare un po' il beige col marrone dei piedini e anche sui pugni non è così male.
Ovviamente per i più puristi c'è il Takara, ma sempre per il discorso di fedeltà ora stona che le gambe inferiori frontalmente siano sì marroni ma per il resto siano beige.
Sempre per il discorso sulla fedeltà all'originale, con la scusa che la testa si toglie, effettivamente il petto a forma di cofano si pone frontalmente nel veicolo, tutto sotto il vero cofano. Infine, se il parabrezza e tettuccio invece che all'indietro e finire sulle gambe slittava in avanti per aprirsi, magari copriva il cofano sulla schiena e risultava più simile al G1... ma il cofano si adagia così al massimo sulla schiena, dando fastidio al robot solo lateralmente, dato che è visibile frontalmente.
Come robot, in quanto strutturato come un CW, è assai bassino rispetto agli altri TR Deluxe medi, ma ha acnhe senso che un robot che si trasforma in un'automobile sia meno alto dei colleghi che diventano jet, tank o elicotteri, anche se invece il G1 era uno dei HM più alti!
Inutile ricordare che le armi, oltre che impugnate possono sistemarsi nei fori ai lati delle spalle, mentre come novelli dettagli dipinti ci sono addome e ginocchiere argentate.
Insomma, nonostante la novità di questi cambiamenti strutturali rispetto al G1 MA ridondanti in quanto visti pure troppo nella scorsa linea, il modellino è lo stesso ben riuscito ed evocativo; magari potevano farlo da un remold di Hardhead, per ricordare le similitudini dei G1, ma mi sa che hanno optato per una automobile più aerodinamica che non goffa come poteva invece risultare.