Breakdown deluxe, in modalità robotica, è alto circa 13,5 cm e già dal blister si avverte tutt'altro spessore rispetto a modelli di altre linee recenti; pesa, con accessori innestati, circa 106 grammi (per avere un'idea, un Optimus FOC deluxe, con accessorio, pesa circa 72 grammi, un Bumblebee warrior RID 2015 circa 75 grammi con accessorio ed il costo è il medesimo...), ha dettagli ben scolpiti soprattutto su torace, addome (con un piccolo simbolo decepticon sulla parte sinistra) e bacino, molto buona ed evocativa la scultura del viso.
La testa è su ball joint, come le spalle; i gomiti hanno due punti di snodo (funzionali alla trasformazione), le mani fisse, il bacino un punto di snodo, ogni gamba ne ha tre, i piedi si possono ruotare verso l'alto.
La verniciatura è ottima in particolare su torace, addome, bacino, tibie e piedi; materiali molto convincenti, la sensazione è di un modello a prova di bambino "lancia giocattoli" (come molti altri di questa linea).
Come accessori ha la pistola che diviene mano o piede del gestalt (che si può innestare sulla schiena, tuttavia in posizione troppo arretrata rispetto alla testa) e la più convincente tra le armi di questi Stunticon a mio avviso, credibile sia come pistola che come spada (la lama tra l'altro è ben argentata).
A parte le gambe troppo vuote, che si possono perdonare nel componente di un gestalt, il grande difetto di questo modello è nelle anche, che, per esigenze di trasformazione, non si fissano bene: in pratica, spingendo una gamba verso l'alto, l'altra va verso il basso, sembrando più lunga e questa era assolutamente da evitare come soluzione.
La trasformazione è abbastanza semplice, tuttavia è riuscita a stupirmi con la formazione del torace/testa, ottenuta da un pannello che va a spalmarsi perfettamente sotto il muso dell'auto.
Questi Combiner Wars, a mio avviso, sono da intendersi come evoluzione delle controparti G1 ed in tal senso il risultato è molto buono; meno soddisfacente, chiaramente, se confrontato con altri Classics/Generations.
L'automobile è lunga circa 13 cm, è ben colorata sui fanali anteriori (quelli posteriori sono scolpiti, ma non colorati) ed i cerchi (a sei razze e molto realistici), ha un grande simbolo di fazione sul cofano e la scritta "15racing" sul parabrezza, due specchietti laterali ed alettone posteriore; la qualità della verniciatura, nel complesso, è molto convincente.
Ciò che mi ha davvero stupito di questo modello è l'alto livello di camuffamento: a parte le passabili frammentazioni sulle portiere, raramente ho visto delle auto deluxe così curate guardate da sotto, siamo al livello degli Alternator: si riconoscono bene praticamente solo i fori dei pugni e se fossero stati mobili, sarebbe bastato ruotarli verso il dorso.
Molto apprezzabile la possibilità di innestare l'accessorio pistola/mano/piede sulla parte posteriore del veicolo (utilizzando il foro dietro l'alettone ed i due piccoli innesti sulla cappotta), accessorio che, per prestarsi meglio a questa collocazione, ha un bel motore scolpito sulla sommità (la tonalità di colore di tre quarti dell'accessorio è diversa).
Breakdown è sempre stato il mio Stunticon G1 preferito ed in questa nuova veste, mi ha molto soddisfatto, nonostante qualche difetto.
In generale, questi Combiner Wars, grazie soprattutto ai nuovi innesti semplici, ispirati e funzionali, mi hanno fatto riscoprire la giocabilità dei Transformers, dove non intendo la presenza delle gimmick in sè, ma la voglia di trasformare e scomporre il gestalt ed i singoli componenti più volte e se di collezionismo si sta parlando, allora ben venga quest'aria rinnovata per una delle gimmick più amate di sempre dai collezionisti appassionati.