Degli Autobot della recente
Robots in Disguise 2015, specie le prime due
wave della suddetta linea,
Sideswipe può vantarsi di essere etichettato come la “pecora nera” di turno, non tanto per il carisma e la popolarità raggiunte dalla controparte animata, quanto al suo modellino amato/odiato dai collezionisti grazie ai suoi pregi e difetti. Ciò che sembra assodato è che, col seno di poi, questo modellino viene alternativamente giudicato come un semi-capolavoro (sovente dai fan più giovani), una melma assolutamente patetica (sovente dai fan più anziani) o, in maniera più mesta, un lavoro anonimo. Facciamo un po’ di chiarezza per capire il perché.
Sideswipe si presenta in altmode come un’
auto sportiva rosso fuoco che richiama a grandi linee la cara, vecchia Lamborghini nella quale si trasformava il suo omologo G1 trent’anni or sono, solo più spigolosa e stilizzata in modo da replicare fedelmente il modello CG. Inoltre vi sono tracce di nero di paraurti anteriore, bagagliaio e parte del tettuccio mentre le ruote sono in plastica nera; la fanaleria anteriore, invece, è di un bell’azzurro cielo e nulla su quella posteriore, del tutto assente. A ciò si aggiungono i glifi orientaleggianti stampati ai lati dell’auto, all’altezza dei parafanghi, di una tonalità di rosso tale da sembrare quasi invisibile a una prima occhiata; l’onnipresente logo (qui Autobot) da scannerizzare con la fotocamera per l’app RiD sullo smartphone/tablet; i vetri in plastica trasparente di un grigio fumé chiarissimo, quasi incolore – e già qui ci sarebbe da discutere sulla palese differenza di colore su portiere, tettuccio e cofano, che di fatto sono elementi dipinti su plastica;
disguise appena sufficiente, con petto, testa e braccia del robot visibili appena si capovolge la vettura, mentre il resto si perde nella carrozzeria.
Nonostante il pregio di essere un’auto carismatica e, lasciatemelo dire, sexy e quello di stare in scala con le altre auto
Warrior class della linea (meno Grimlock e Optimus Prime, troppo piccoli per simulare alla meglio le proporzioni del cartone), già si vedono emergere i difetti di un modello che parte già sensualmente mediocre. Innanzitutto, Sides non gira bene le ruote sul tavolo non solo a causa del petto posticcio subito sotto, ma anche per colpa della testa del robot che sporge di uno-due millimetri almeno dal paraurti e tale inezia non si può correggere neanche roteando la testa, operazione già di per sé complicata per il limitato spazio di manovra. In secondo luogo l’arma del robot, una spada di plastica nera, non si può riporre in nessun nascondiglio in
altmode se non sul tettuccio tramite l’apposito slot sullo stesso creando un antiestetico “effetto portapacchi” e un’altrettanto antiestetica e imbarazzante modalità di attacco. In terzo luogo l’auto ha una fessura di circa un centimetro al centro del bagagliaio ed esiste solo perché in trasformazione esso e i parafanghi posteriori diventeranno gli arti inferiori del robot.
La
trasformazione da veicolo a robot di Sideswipe è interessante intuitivamente parlando, ma il risultato potrebbe inorridire non molto i collezionisti più esperti per via di un “passo falso” e varie dimenticanze di progettazione.
Per prima cosa, liberiamo le portiere dalla loro sede e ruotiamole all’ingiù, perpendicolari all’auto. Qui bisogna stare molto attenti, giacché i perni sono stampati nella plastica trasparente dei finestrini e occorre maneggiarli con cura per non stressarli troppo, onde evitare di spezzarli. Successivamente, sganciamo i parafanghi anteriori (idem come sopra, anche qui i perni sotto il cofano sono in plastica trasparente!) e ruotiamoli in esterno verso il basso, compiendo un movimento a semicerchio: ecco rivelate le braccia.
Passiamo agli arti inferiori. Separiamo a metà il retro della pseudo-Lamborghini longitudinalmente e spingiamo un poco i due blocchi verso il basso per agevolare il movimento successivo, ossia premere alla base del lunotto per liberare i piedi del robot e tirare leggermente questi e i parafanghi verso di noi. Ora arriva il “passo falso” citato all’inizio: normalmente le ruote posteriori girano a 360° attorno al proprio asse, purtroppo assieme al blocco piede-parafango, costringendolo a “girare a vuoto” senza bloccarsi su un fermo di sicurezza. Perciò, per una trasformazione corretta, limitiamoci a ruotare il tutto di 180° verso il basso e slittare poi i piedi in avanti in modo che passino oltre il paraurti. Ora le gambe sono pronte!
Per quanto concerne lo zaino, smontiamo il parabrezza dal tettuccio e tiriamolo giù; elemento purtroppo volante a causa della mancanza di un perno e/o una linguetta per ancorarlo al “sedere” di Sideswipe.
A questo punto, torniamo alle braccia: una volta ruotati i parafanghi di 180°, riportiamo le spalle alla loro posizione originale in
altmode compiendo lo stesso movimento a semicerchio ma al contrario, in alto verso l’interno. Tuttavia, l’assenza di una solida base d’appoggio per la futura articolazione degli arti rende gli stessi ballerini e ingestibili; in pratica, è come se a Sideswipe fossero letteralmente cascate le braccia, scioccato per questa imbarazzante dimenticanza! ^__^"
Infine, facciamo scattare in avanti il petto posticcio e lo agganciamo, tramite tre perni all’altezza delle clavicole, alla base del collo del robot, risolvendo almeno in parte il problema delle braccia ballerine. Fatto ciò, trasformazione completata!
Con uno schema cromatico che rammenta e sintetizza le versioni G1 e G2 del personaggio, Sideswipe in
forma robotica è talmente fedele alla controparte animata da gridare quasi all’action figure, con un’eccezione dei
kibble sui polpacci e lo zaino; quest’ultimo in particolare non è fastidiosissimo ma rende la schiena del robot piatta e banale, sebbene tale ingombro non si noti osservando il modellino frontalmente. Può forse storcere il naso gli specchietti che sporgono dai fianchi, creando l’illusione che essi abbiano dei prolungamenti sgradevoli alla vista. Inoltre, in altezza Sideswipe è in linea con i suoi compagni di classe, mentre invece le sue proporzioni nel cartone sono diverse: per farvi un’idea, Freccia è alto quanto Strongarm come giocattolo mentre in realtà sappiamo bene che è almeno di una testa più alto della cadetta Autobot.
Per quanto riguarda la colorazione, dove prevalgono il rosso e il nero più l’azzurro dei particolari sul torso, essa è una riproduzione approssimativa del cartone: infatti, in quest’ultimo caso, le componenti robotiche non coperte dall’armatura sono di solito grigio-nere o grigio acciaio con un pizzico di ocra su fianchi, gambe e braccia e sui caratteristici “aculei” degli avambracci e le “orecchie”, questi ultimi due rispettivamente assenti e non colorati nel modellino. Continuando a osservare Sideswipe, la scultura
in toto è sublime: nel robot sono state riprodotte fedelmente anche la posizione delle ruote anteriori e posteriori, ora rispettivamente divenute le spalle e gli elementi decorativi dei polpacci. Da notare in particolare anche la testa, uguale spiccicata al cartone, divenuta ormai il biglietto da visita del personaggio grazie al ciuffo in stile Fonzie o, se vi piacciono le serie di Cartoon Network degli anni Novanta, la cresta di Johnny Bravo. Il petto è ovviamente posticcio e presenta all’altezza dello sterno un altro paio di piccoli glifi giapponesi, in aggiunta a quelli stampati sui polpacci-parafanghi posteriori che rendono la figura di Sideswipe più sportiva e accattivante per un’auto da corsa che in effetti è! Peccato per il
lightpiping, sì presente ma gli occhi colorati lo tradiscono fino a dimenticarlo del tutto!
L’unico accessorio di cui dispone il modello è una spada, la stessa arma che ha la sua controparte animata prima di sostituirla con un Caccia-Decepticon
ad hoc per lui. Al contrario dell’altmode, però, possiamo riporla in due modi, ossia impugnarla grazie al perno da 5mm della mano (un pelo più stretta della spada, considerata per molti un difetto ma in realtà progettata apposta per garantire una presa ben salda) oppure alloggiarla nell’incavo dello zaino a mo’ di fondina proprio come fa Sideswipe nel cartone – e ciò rafforza ulteriormente le spalle ballerine, dal momento che l’arma scende ad angolo e non perpendicolare al pavimento.
La posabilitĂ si attesta sulla sufficienza, eguagliando a stento la mobilitĂ consueta per un Transformer di taglia media a causa di alcune articolazioni frustanti:
- La testa ruota su un piccolo
balljoint;
- Spalle su perni che ruotano attorno ai 270° (centottanta in verticale e novanta all’indietro, capacità che imita addirittura il reale movimento delle braccia umane!) e piegano di 90° circa per il movimento in esterno;
- Gomiti su
balljoint con le mani scolpite e dunque non posabili;
- Nonostante il bacino fisso per esigenze di trasformazione, anche su perni universali, sfortunatamente con un raggio di movimento limitato, che permettono di ruotare gli arti inferiori di 45° e più in avanti, in fuori e all’indietro;
- Ginocchia su doppio perno: uno a fungo per la completa rotazione a 360° e uno normale appena sotto per piegarle a 90°;
- Piedi posabili, grazie ai perni che si utilizzano durante la trasformazione.
Commento finale
Anche se il suo carisma e la popolarità nel cartone animato che ne segue possono salvarlo dal baratro dell’insufficienza, il
RiD Warrior Sideswipe resta un’amara delusione per coloro che si aspettavano di vedere il proprio beniamino dal vivo nel palmo delle loro mani. Certo, la scultura del modellino è una fedele riproduzione dell’originale CG in entrambe le modalità , ma la pochezza di dettagli e la scarsa giocabilità minano drasticamente le aspettative di definirlo un piccolo capolavoro, una speranza sempre più lontana dovuta all’ingestibile e piuttosto insensata lacuna delle braccia lasche e “cadenti”. Se non altro, è di un gradino più in alto rispetto all’omonimo della classe One-Step, famigerato per essere un palese “copia-incolla” di Drift della linea basata sul quarto film di Michael Bay, ma ciò non significa che Freccia possa avere un posto riservato nella vostra collezione. Consigliato solo per chi è fan sfegatato del personaggio (come la sottoscritta!

) oppure semplicemente per chi vorrebbe il Team Bee della serie al completo.
VOTO GLOBALE: 6/10