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Iscritto il: 19/12/2005
LocalitĂ : Albenga, (SV)
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FAME
Questo racconto si colloca più o meno tra i numeri cinque e sei delle collane a fumetti "Robots in Disguise" e "More than Meets the Eye" edite da IDW, da cui trae molta ispirazione. Nasce anche dal desiderio di dare una risposta personale ad una di quelle domande ingenue che un fan non può fare a meno di porsi, tipo: "è più forte Superman o l'Incredibile Hulk?". Insomma, è la mia personale battaglia del secolo. Come ogni cosa che scrivo è stata in gestazione pochissimo tempo ma ci sono voluti circa sei mesi perchè mi decidessi a pubblicarla.
FAME
PROLOGO – UNO SGUARDO DAL CIELO
Alcuni mi chiamano l’Osservatore. Altri, ignari della mia presenza vigile, continuano ad agitarsi nelle loro futili esistenze, mentre io registro i progressi della loro civiltà , dalla genesi della vita alla conquista dello spazio, fino all’inevitabile estinzione per l’eccessiva complessità raggiunta dal loro sistema. Nel groviglio di corpi celesti che alcuni chiamano Costellazione dello Scorpione, mia area di competenza, Lo spettacolo più ingrato che mi tocca di seguire avviene sotto la luce della seconda stella più fulgida - l’undicesima – dove si consuma ormai da migliaia di anni la replica di una tetra e interminabile guerra civile: Un manipolo di rivoluzionari, convinti che le armi fossero l’unico mezzo per destituire un potere auto-compiaciuto, auto-legittimato e sclerotizzato, ha iniziato una lotta per ristabilire l’ordine attraverso la tirannia; dall’altro lato, i politici, i poliziotti, gli atleti e gli scienziati che si crogiolavano nella sicurezza e nell’illusione della prosperità sono dovuti diventare guerrieri a loro volta per difendere un sistema di valori creato da pochi privilegiati attorno alla finzione della libertà . C’è voluto poco perché i rivoluzionari cominciassero ad attirare profittatori, masnadieri, perdenti, e sadici; ancora meno c’è voluto perché i politici si rivelassero per profittatori, i poliziotti per masnadieri, gli atleti per perdenti e gli scienziati per sadici, fino a quando le differenze di fazione per me hanno smesso di avere alcun significato. Forse è così anche per gli abitanti stessi, o gli schieramenti non farebbero ostentazione dei nomi e degli stemmi che si sono dati: i rivoluzionari si identificano come i Decepticons; i conservatori si chiamano Autobots. Coloro che non hanno saputo riconoscersi in nessuna delle due squadre, da poco cominciano timidamente a ritornare sul loro pianeta natale dopo un lungo esodo, trovando la loro casa trasformata in una trappola inospitale. Infatti Cybertron – così nella loro lingua chiamano il pianeta che abitano – soffre della guerra che funesta la sua superficie al punto da essere divenuto arido e sterile, prosciugato delle sue energie e tormentato da terremoti, valanghe e disastri. Esso stesso, un tempo, sarebbe dovuto divenire una delle forze dell’equilibrio nell’universo, ma ora giace in un sonno senza riposo. Dopo che un Cybertroniano ha abbattuto sulle fazioni in lotta la forza di un Universo Morto, gli Autobots hanno creduto che fosse giunto il momento di illuminare l’ora più buia con la saggezza dei loro progenitori, e la sconfitta dell’invasore ha causato una temporanea tregua della guerra. Ora i Cybertroniani ignorano che, privi della forza del loro stesso pianeta , della luce della Matrice del Comando, e ancora divisi da schieramenti ideologici che non tarderanno a ricostituirsi in eserciti, sono del tutto inermi di fronte a minacce planetarie più gravi.
[img=center]http://1.bp.blogspot.com/-KIQYF2SuUeE/UM0S80NvKTI/AAAAAAAAABY/Q2HN9n-pzDs/s1600/uatu2.jpg[/img]
FAME
PROLOGO – UNO SGUARDO DAL CIELO
Alcuni mi chiamano l’Osservatore. Altri, ignari della mia presenza vigile, continuano ad agitarsi nelle loro futili esistenze, mentre io registro i progressi della loro civiltà , dalla genesi della vita alla conquista dello spazio, fino all’inevitabile estinzione per l’eccessiva complessità raggiunta dal loro sistema. Nel groviglio di corpi celesti che alcuni chiamano Costellazione dello Scorpione, mia area di competenza, Lo spettacolo più ingrato che mi tocca di seguire avviene sotto la luce della seconda stella più fulgida - l’undicesima – dove si consuma ormai da migliaia di anni la replica di una tetra e interminabile guerra civile: Un manipolo di rivoluzionari, convinti che le armi fossero l’unico mezzo per destituire un potere auto-compiaciuto, auto-legittimato e sclerotizzato, ha iniziato una lotta per ristabilire l’ordine attraverso la tirannia; dall’altro lato, i politici, i poliziotti, gli atleti e gli scienziati che si crogiolavano nella sicurezza e nell’illusione della prosperità sono dovuti diventare guerrieri a loro volta per difendere un sistema di valori creato da pochi privilegiati attorno alla finzione della libertà . C’è voluto poco perché i rivoluzionari cominciassero ad attirare profittatori, masnadieri, perdenti, e sadici; ancora meno c’è voluto perché i politici si rivelassero per profittatori, i poliziotti per masnadieri, gli atleti per perdenti e gli scienziati per sadici, fino a quando le differenze di fazione per me hanno smesso di avere alcun significato. Forse è così anche per gli abitanti stessi, o gli schieramenti non farebbero ostentazione dei nomi e degli stemmi che si sono dati: i rivoluzionari si identificano come i Decepticons; i conservatori si chiamano Autobots. Coloro che non hanno saputo riconoscersi in nessuna delle due squadre, da poco cominciano timidamente a ritornare sul loro pianeta natale dopo un lungo esodo, trovando la loro casa trasformata in una trappola inospitale. Infatti Cybertron – così nella loro lingua chiamano il pianeta che abitano – soffre della guerra che funesta la sua superficie al punto da essere divenuto arido e sterile, prosciugato delle sue energie e tormentato da terremoti, valanghe e disastri. Esso stesso, un tempo, sarebbe dovuto divenire una delle forze dell’equilibrio nell’universo, ma ora giace in un sonno senza riposo. Dopo che un Cybertroniano ha abbattuto sulle fazioni in lotta la forza di un Universo Morto, gli Autobots hanno creduto che fosse giunto il momento di illuminare l’ora più buia con la saggezza dei loro progenitori, e la sconfitta dell’invasore ha causato una temporanea tregua della guerra. Ora i Cybertroniani ignorano che, privi della forza del loro stesso pianeta , della luce della Matrice del Comando, e ancora divisi da schieramenti ideologici che non tarderanno a ricostituirsi in eserciti, sono del tutto inermi di fronte a minacce planetarie più gravi.
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