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Iscritto il: 18/04/2009
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MTMTE fanfic - In orario di chiusura
Ovvìa, vediamo se riesco a rimettermi un po' in allenamento con la scrittura, iniziando con un breve racconto, più un piccolo studio sui personaggi che altro. Spero di postare presto qualcosa di più movimentato e divertente, magari incentrato sugli Scavengers 
Note: La scena è idealmente ambientata durante il numero 7 di More Than Meets The Eye, e si basa sugli avvenimenti in esso narrati e immediatamente precedenti (segnalo quindi SPOILER per chi non ha letto la storia fino a lì). C'è un piccolo riferimento al racconto "Bullets" (che compare nell'edizione raccolta di Last Stand Of The Wreckers). Ho mantenuto le unità di misura umane del tempo, per coerenza con la serie. Le note sui termini tradotti o meno sono in fondo alla fic
Commenti e critiche sono molto graditi!
In orario di chiusura
L'effetto, pensò Skids, era lo stesso che dava il passare davanti alle vetrate vuote della Casa dell'Olio di Maccadam dopo che era stato sbarrata, così tanto tempo prima. Alcuni l'avrebbero trovato un paragone azzardato: come si poteva mettere sullo stesso piano un fiorente esercizio commerciale, luogo di ritrovo per generazioni di Cybertroniani, chiuso a causa di un'imminente guerra civile, e un... buco su una sperduta astronave che era stato in attività per non più di una decina di giorni?
Eppure il silenzio e il buio gli facevano provare le stesse sensazioni di sconfitta, di quieta rassegnazione. Un'altra fonte di luce e risate soffocata da una guerra che, se anche era davvero finita, non avrebbe cessato di far sentire le sue ripercussioni a lungo, forse anche per più di quant'era durata.
Skids premette un'interruttore e la luce fioca rivelò il bancone, i cilindri affiancati della distilleria, rilucenti del tenue bagliore dell'engex, e i tavoli vuoti. Tutti a parte uno.
Trailbreaker sedeva con i pugni chiusi posati sul piano del tavolo ai lati di un boccale colmo di energon ad alta concentrazione. Non ne aveva ancora bevuto una goccia. Mosse appena la testa sentendo il teoreta che gli si sedeva accanto.
“Come sta andando?” chiese.
Non serviva che fosse più dettagliato. Poco meno di un'ora prima la voce di Rodimus era risuonata per ogni ponte e cabina della nave, annunciando che i cinque feriti provocati dal primo scoppio di furia di Fortress Maximus erano fuori pericolo, così come Whirl, che Fortress stesso era stato stabilizzato, sedato e messo sotto chiave (un altro mostro chiuso in un armadio, come il Divorascintilla, aveva pensato Skids...), e che l'operazione per salvare la vita di Rung stava andando avanti, e aveva poi aggiunto una serie di benintenzionate banalità che Skids aveva presto smesso di ascoltare. In quel momento si trovava nell'alloggio che condivideva con Swerve, ed era appena riuscito a convincere il minibot a stendersi e ricaricarsi per un po'. Dopo essere rientrato con Rewind, che era immediatamente sparito insieme a Chromedome, Swerve aveva alternato esplosioni di parlantina isterica a silenzi sempre più lunghi, e Skids era preoccupato per lui. Solo quando l'aveva visto ricaricarsi pacificamente aveva deciso di uscire dalla stanza, e si era ritrovato all'ingresso del pub.
Scosse la testa. “Se ci saranno novità immagino che le sentiremo tutti.” Notò che su un tavolo vicino c'erano ancora un paio di cubi intatti, e usò il suo arpione per acchiapparne uno. Non vi era nessuna ostentazione di abilità nel gesto, solo una sorta di apatia, il non volersi muovere più del necessario. Bevve un sorso, guardandosi intorno.
“Ultra Magnus ha avuto un pessimo tempismo. Questo posto non faceva male a nessuno, e se ne sentirà la mancanza, specialmente ora.”
Trailbreaker alzò le spalle. Fece per prendere il suo bicchiere, ma poi posò nuovamente la mano sul tavolo. Sembrava stesse facendo un prova di resistenza. Skids scrutò il suo visore.
“Sai che non si tratta di quello che hai detto, vero? Non è stato certo quello a far scattare Fortress.”
L'altro autobot rise piano.
“Ma certo che lo so. Sembri Rung, lui mi avrebbe detto la stessa cosa.” Fissò lo sguardo sul liquido brillante davanti a sé. “Sono stato in terapia con Rung, parecchio tempo fa... ti parlo di almeno due milioni di anni o giù di lì. La squadra con cui mi trovavo è stata sbaragliata e quando i Decepticon ci hanno colpito con l'ultima scarica di colpi ho tentato... ho tentato di creare un campo di forza abbastanza grande da proteggerci. Ma non ne avevo le energie, avevo perso troppo energon, sono riuscito a coprire solo me stesso e uno dei miei compagni, Stub, che era caduto proprio accanto a me, anche lui ferito. Gli altri sono stati massacrati. Stub è morto mentre attendevamo che qualcuno ci venisse a recuperare. All'inizio Rung riteneva che dovessi superare il senso di colpa, ma ha capito presto che non si trattava di quello. Non mi sono mai sentito in colpa. Solo...”
Di nuovo un gesto verso il boccale. Di nuovo trattenuto all'ultimo momento.
“So fare una sola cosa, e non la so fare neanche bene. E non provare a fare un solo commento incoraggiante al riguardo, non sono dell'umore.”
“Avevi concluso la terapia con lui?”
“Più o meno. Eravamo pur sempre in guerra, ad un certo punto ricevetti ordini di spostarmi in un altro settore e la valutazione di Rung comunque era abbastanza positiva." Un sorriso privo di allegria. "Consigliava di controllarmi nell'uso di... sostanze ricreative. E di privilegiare occupazioni lontane dalla prima linea, quando possibile. Che per me era come dire se non riesci a fare bene il tuo lavoro cercatene un'altro. E' così che alla fine sono finito nel comitato etico, a giudicare se le armi che progettavamo per i Decepticon li ammazzassero in modo moralmente accettabile. Forse era quello che volevo... una posizione dove mettere sotto scrutinio il lavoro altrui, e non il mio...”
Trailbreaker diede un'occhiata sospettosa al bicchiere davanti a lui, controllando che fosse ancora pieno fino all'orlo. “...di solito non tendo a svuotare il sacco così facilmente, se non ho bevuto...”
“Sarà la mia faccia amichevole. Ispiro confidenze. E se sei fortunato, dimenticherò anche di averle ricevute...”
Lo specialista in campi di forze fece una smorfia divertita. "Nemmeno tu sei messo bene, eh?" Si lasciò andare contro lo schienale della sedia, alzando il visore verso il soffitto. “Se Rung si riprendesse... penso che avrei bisogno di parlare ancora con lui.”
Lo avremmo tutti, pensò Skids, e stava per esprimere il pensiero ad alta voce quando fu interrotto dal rumore della porta scorrevole.
“Non ci possono credere,” commentò Ambulon mentre lui e First Aid entravano nel locale. “Ci metto qualcosa come diecimila anni a trovare un vero pub, e chiude tre giorni dopo...”
Skids e Trailbreaker fissarono i due medici avvicinarsi e sedersi al loro tavolo. Nonostante l'andatura stanca i loro sensori ottici brillavano.
“Rung starà bene,” First Aid rispose prima che potessero porre la domanda, e senza provare a nascondere il proprio sollievo. “In qualche modo il suo processore centrale non è stato direttamente danneggiato dal colpo, e la sua scintilla si è dimostrata abbastanza forte da resistere allo shock. Bisognerà attendere che i suoi livelli energetici siano del tutto stabili prima di pensare a ricostruirlo e farlo uscire dalla stasi indotta, e purtroppo non sappiamo ancora quano tempo ci vorrà... ma è a tutti gli effetti fuori pericolo!”
“Ratchet sta conducendo le ultime analisi e ci ha mandati via con l'ordine di fare rifornimento e ricaricarci.” Ambulon pareva voler mantenere un atteggiamento più distaccato, ma anche il suo tono tradiva una certa emozione per quello che era parso a tutti un vero e proprio miracolo. “Credo che Rodimus o Drift faranno un annuncio al riguardo fra poco.”
Skids sentì la propria scintilla brillare di sollievo. Quando Swerve si sarebbe svegliato avrebbe trovato una buona notizia ad attenderlo, pensò.
“Credo che i medici si meritino un brindisi di festeggiamento!” esclamò, alzandosi per prendere altro energon. Quando la situazione si fosse calmata del tutto avrebbe parlato direttamente a Rodimus dell'importanza di tenere aperto il locale di Swerve, decise. E se Ultra Magnus avesse voluto imporre regole su orari e limiti di distribuzione di bevande ad alta concentrazione sarebbe andato bene uguale. C'era bisogno di un posto del genere, sulla Lost Light.
“Se sarà Drift a fare l'annuncio prepariamoci, ci aspetta un monologo di almeno mezzora sull'importanza di non perdere l'ottimismo...!” commentò Trailbreaker, spingendo il suo boccale verso i medici con un sorriso. “Prendete pure, se volete, credo di essere a posto così.”
FINE
-
Altre noticine sparse... Il povero Stub è un personaggio originale, su cui forse ci sarà altro da raccontare in futuro (o al passato, vista la sua prematura fine). La missione a cui fa riferimento Trailbreaker è fanon. Ho tradotto Sparkeater perché è nome di una specie (...e perché mi garba come suona Divorascintilla, motivo molto valido XD ), mentre dato che Lost Light è il nome proprio della nave l'ho lasciato così. Che ne pensate, funziona?

Note: La scena è idealmente ambientata durante il numero 7 di More Than Meets The Eye, e si basa sugli avvenimenti in esso narrati e immediatamente precedenti (segnalo quindi SPOILER per chi non ha letto la storia fino a lì). C'è un piccolo riferimento al racconto "Bullets" (che compare nell'edizione raccolta di Last Stand Of The Wreckers). Ho mantenuto le unità di misura umane del tempo, per coerenza con la serie. Le note sui termini tradotti o meno sono in fondo alla fic
Commenti e critiche sono molto graditi!
In orario di chiusura
L'effetto, pensò Skids, era lo stesso che dava il passare davanti alle vetrate vuote della Casa dell'Olio di Maccadam dopo che era stato sbarrata, così tanto tempo prima. Alcuni l'avrebbero trovato un paragone azzardato: come si poteva mettere sullo stesso piano un fiorente esercizio commerciale, luogo di ritrovo per generazioni di Cybertroniani, chiuso a causa di un'imminente guerra civile, e un... buco su una sperduta astronave che era stato in attività per non più di una decina di giorni?
Eppure il silenzio e il buio gli facevano provare le stesse sensazioni di sconfitta, di quieta rassegnazione. Un'altra fonte di luce e risate soffocata da una guerra che, se anche era davvero finita, non avrebbe cessato di far sentire le sue ripercussioni a lungo, forse anche per più di quant'era durata.
Skids premette un'interruttore e la luce fioca rivelò il bancone, i cilindri affiancati della distilleria, rilucenti del tenue bagliore dell'engex, e i tavoli vuoti. Tutti a parte uno.
Trailbreaker sedeva con i pugni chiusi posati sul piano del tavolo ai lati di un boccale colmo di energon ad alta concentrazione. Non ne aveva ancora bevuto una goccia. Mosse appena la testa sentendo il teoreta che gli si sedeva accanto.
“Come sta andando?” chiese.
Non serviva che fosse più dettagliato. Poco meno di un'ora prima la voce di Rodimus era risuonata per ogni ponte e cabina della nave, annunciando che i cinque feriti provocati dal primo scoppio di furia di Fortress Maximus erano fuori pericolo, così come Whirl, che Fortress stesso era stato stabilizzato, sedato e messo sotto chiave (un altro mostro chiuso in un armadio, come il Divorascintilla, aveva pensato Skids...), e che l'operazione per salvare la vita di Rung stava andando avanti, e aveva poi aggiunto una serie di benintenzionate banalità che Skids aveva presto smesso di ascoltare. In quel momento si trovava nell'alloggio che condivideva con Swerve, ed era appena riuscito a convincere il minibot a stendersi e ricaricarsi per un po'. Dopo essere rientrato con Rewind, che era immediatamente sparito insieme a Chromedome, Swerve aveva alternato esplosioni di parlantina isterica a silenzi sempre più lunghi, e Skids era preoccupato per lui. Solo quando l'aveva visto ricaricarsi pacificamente aveva deciso di uscire dalla stanza, e si era ritrovato all'ingresso del pub.
Scosse la testa. “Se ci saranno novità immagino che le sentiremo tutti.” Notò che su un tavolo vicino c'erano ancora un paio di cubi intatti, e usò il suo arpione per acchiapparne uno. Non vi era nessuna ostentazione di abilità nel gesto, solo una sorta di apatia, il non volersi muovere più del necessario. Bevve un sorso, guardandosi intorno.
“Ultra Magnus ha avuto un pessimo tempismo. Questo posto non faceva male a nessuno, e se ne sentirà la mancanza, specialmente ora.”
Trailbreaker alzò le spalle. Fece per prendere il suo bicchiere, ma poi posò nuovamente la mano sul tavolo. Sembrava stesse facendo un prova di resistenza. Skids scrutò il suo visore.
“Sai che non si tratta di quello che hai detto, vero? Non è stato certo quello a far scattare Fortress.”
L'altro autobot rise piano.
“Ma certo che lo so. Sembri Rung, lui mi avrebbe detto la stessa cosa.” Fissò lo sguardo sul liquido brillante davanti a sé. “Sono stato in terapia con Rung, parecchio tempo fa... ti parlo di almeno due milioni di anni o giù di lì. La squadra con cui mi trovavo è stata sbaragliata e quando i Decepticon ci hanno colpito con l'ultima scarica di colpi ho tentato... ho tentato di creare un campo di forza abbastanza grande da proteggerci. Ma non ne avevo le energie, avevo perso troppo energon, sono riuscito a coprire solo me stesso e uno dei miei compagni, Stub, che era caduto proprio accanto a me, anche lui ferito. Gli altri sono stati massacrati. Stub è morto mentre attendevamo che qualcuno ci venisse a recuperare. All'inizio Rung riteneva che dovessi superare il senso di colpa, ma ha capito presto che non si trattava di quello. Non mi sono mai sentito in colpa. Solo...”
Di nuovo un gesto verso il boccale. Di nuovo trattenuto all'ultimo momento.
“So fare una sola cosa, e non la so fare neanche bene. E non provare a fare un solo commento incoraggiante al riguardo, non sono dell'umore.”
“Avevi concluso la terapia con lui?”
“Più o meno. Eravamo pur sempre in guerra, ad un certo punto ricevetti ordini di spostarmi in un altro settore e la valutazione di Rung comunque era abbastanza positiva." Un sorriso privo di allegria. "Consigliava di controllarmi nell'uso di... sostanze ricreative. E di privilegiare occupazioni lontane dalla prima linea, quando possibile. Che per me era come dire se non riesci a fare bene il tuo lavoro cercatene un'altro. E' così che alla fine sono finito nel comitato etico, a giudicare se le armi che progettavamo per i Decepticon li ammazzassero in modo moralmente accettabile. Forse era quello che volevo... una posizione dove mettere sotto scrutinio il lavoro altrui, e non il mio...”
Trailbreaker diede un'occhiata sospettosa al bicchiere davanti a lui, controllando che fosse ancora pieno fino all'orlo. “...di solito non tendo a svuotare il sacco così facilmente, se non ho bevuto...”
“Sarà la mia faccia amichevole. Ispiro confidenze. E se sei fortunato, dimenticherò anche di averle ricevute...”
Lo specialista in campi di forze fece una smorfia divertita. "Nemmeno tu sei messo bene, eh?" Si lasciò andare contro lo schienale della sedia, alzando il visore verso il soffitto. “Se Rung si riprendesse... penso che avrei bisogno di parlare ancora con lui.”
Lo avremmo tutti, pensò Skids, e stava per esprimere il pensiero ad alta voce quando fu interrotto dal rumore della porta scorrevole.
“Non ci possono credere,” commentò Ambulon mentre lui e First Aid entravano nel locale. “Ci metto qualcosa come diecimila anni a trovare un vero pub, e chiude tre giorni dopo...”
Skids e Trailbreaker fissarono i due medici avvicinarsi e sedersi al loro tavolo. Nonostante l'andatura stanca i loro sensori ottici brillavano.
“Rung starà bene,” First Aid rispose prima che potessero porre la domanda, e senza provare a nascondere il proprio sollievo. “In qualche modo il suo processore centrale non è stato direttamente danneggiato dal colpo, e la sua scintilla si è dimostrata abbastanza forte da resistere allo shock. Bisognerà attendere che i suoi livelli energetici siano del tutto stabili prima di pensare a ricostruirlo e farlo uscire dalla stasi indotta, e purtroppo non sappiamo ancora quano tempo ci vorrà... ma è a tutti gli effetti fuori pericolo!”
“Ratchet sta conducendo le ultime analisi e ci ha mandati via con l'ordine di fare rifornimento e ricaricarci.” Ambulon pareva voler mantenere un atteggiamento più distaccato, ma anche il suo tono tradiva una certa emozione per quello che era parso a tutti un vero e proprio miracolo. “Credo che Rodimus o Drift faranno un annuncio al riguardo fra poco.”
Skids sentì la propria scintilla brillare di sollievo. Quando Swerve si sarebbe svegliato avrebbe trovato una buona notizia ad attenderlo, pensò.
“Credo che i medici si meritino un brindisi di festeggiamento!” esclamò, alzandosi per prendere altro energon. Quando la situazione si fosse calmata del tutto avrebbe parlato direttamente a Rodimus dell'importanza di tenere aperto il locale di Swerve, decise. E se Ultra Magnus avesse voluto imporre regole su orari e limiti di distribuzione di bevande ad alta concentrazione sarebbe andato bene uguale. C'era bisogno di un posto del genere, sulla Lost Light.
“Se sarà Drift a fare l'annuncio prepariamoci, ci aspetta un monologo di almeno mezzora sull'importanza di non perdere l'ottimismo...!” commentò Trailbreaker, spingendo il suo boccale verso i medici con un sorriso. “Prendete pure, se volete, credo di essere a posto così.”
FINE
-
Altre noticine sparse... Il povero Stub è un personaggio originale, su cui forse ci sarà altro da raccontare in futuro (o al passato, vista la sua prematura fine). La missione a cui fa riferimento Trailbreaker è fanon. Ho tradotto Sparkeater perché è nome di una specie (...e perché mi garba come suona Divorascintilla, motivo molto valido XD ), mentre dato che Lost Light è il nome proprio della nave l'ho lasciato così. Che ne pensate, funziona?









