Quando qualche mese fa apparvero le prime immagini dei
Dinobot di
Age of Extinction, alcuni fan storsero notevolmente il naso nel vedere come questi sauri furono "pimpati" dall'occhio tamarro di
Bay e della sua produzione, e più che le cornine di
Grimlock o la coda da stegosauro di
Slug, ciò che fece davvero inorridire i più furono le due teste di
Strafe, il pterodattilo che prende il posto di
Swoop come dinosauro volante in questo team.
Che poi il nome di Strafe, cambiato magari perchè più "cool" di Swoop, non sembra neanche buttato lì a caso, dato che l'omonimo
Technobot G1 era un jet cybetroniano con due punte frontali, e il nome di
Reptilo originale viene comunque citato nella bio. Ma la scelta di appioppargli due teste è sbagliata a prescindere o forse no?
Innanzitutto, Strafe a differenza dei suoi colleghi Dinobot Deluxe si presenta in modalità
robot nella confezione, dato che quella di sauro evidentemente non ci stava, o comunque anche se adeguatamente ripiegata non avrebbe risaltato appieno. Ciononostante, le gambe sono ripiegate comunque nella modalità bestiale per starci nel blister!
Nonostante la massa rubata dalle ali, il robot non è affatto minuscolo, essendo più basso dei colleghi Slug e
Scorn di appena mezza testa; l'aspetto di Strafe non è niente male, e rispecchia molto quello del
concept design, anche se le ali non assumono la stessa forma a mantello dello Swoop
Animated, ma magari POTEVANO assumerla se si potevano ripiegare ulteriormente, cosa non fattibile per via dei fori per armi che spuntano e bloccano le parti di ali più esterne.
Le due teste del pterodattilo si adagiano cadenti fra petto e spalle, e sembrano quasi un ornamento supplementare del mantello, dando così almeno un senso ai due capi del sauro, che non magari avere la solita testa in mezzo al petto come i pterodattili da Swoop G1 in poi, o dietro la schiena. Ottima anche la testa robotica, via di mezzo fra l'elmo medievale e quella classica di Reptilo, con tanto di cresta, così come la colorazione, blu scuro e nero ben bilanciati con dettagli in argento come petto e ali.
Infine, pure la posabilità è buonissima, con tanto di rotazione del bacino, MA i gomiti si piegano solo verso l'interno rispetto alle mani, bloccate ai polsi da un'articolazione errata: non capisco come mai non hanno messo la solita rotazione alla base del polso anzichè questa praticamente sul dorso... avrei preferito veder la parte vuota dell'avambraccio ma avere la possibilità di piegare gomito che non avere le braccia bloccate così, onestamente!
Sempre come nel concept design, Strafe è armato con una balestra con missile sparante e con ben due spade, che a riposo possono stare nei succitati fori sulle ali o su quelle subito sotto le zampe anteriori.
La
trasformazione è facile ed intuitiva, con le gambe che si ripiegano e ruotano divenendo le zampe posteriori, e le braccia che si adagiano sulle ali e la testa che si abbassa, mentre si alzano e posizionano le due del sauro dalle spalle.
Il
pterosauro risultante impressiona subito per via della notevole apertura alare, che raggiunge quasi i 32 cm, e anche per la colorazione sulle ali, che sfuma dal blu all'argento, e così anche per le due code, queste in gomma morbida. Esteticamente è perfetto, salvo magari per le braccia del robot che si vedono sotto le ali e forse per le zampe posteriori un po' troppo grandi, ma sopratutto è giocabilissimo per via della posabilità, essendo mobile su zampe, teste e sopratutto ali, con uno snodo apposito che non solo gliele fa abbassare ma pure ruotare, facendogli assumere anche una posa a riposo a 4 zampe!
Inoltre, la balestra può posizionarsi sulla schiena, così come le spade a riposo sotto le ali ma anche rivolte verso avanti a mo' di missili.
Insomma, superato lo shock di avere un sauro bicefalo, e sorvolando sulla trasformazione per forza di cose semplice, l'unico vero difetto di Strafe sono le articolazioni del gomito e polso ( e se magari limavano i fori pronunciati sotto le ali era meglio ), ma a parte questo il modellino è davvero favoloso sia come robot che come sauro!