Bumblebee fa il suo debutto nella linea dei
Construct-Bots in due incarnazioni differenti. La prima, finora inedita in Italia, appartiene alla classe
Scout; il modello che andrò a descrivere oggi invece presenta il personaggio in una inedita veste di
Triple-Changer, al pari del suo collega di classe
Blitzwing (di cui ben conosciamo invece la tripla trasformazione in qualsiasi sua versione). Le modalità alternative di Bumblebee sono anch’esse due: quella terrestre di auto d’assalto cybertroniana e quella aerea di caccia interstellare.
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A UNA PRIMA OCCHIATA [/fade]
Bumblebee si presenta nella
confezione in modalità …disassemblata. La particolarità della linea
Construct-Bots infatti, per chi non ne fosse a conoscenza, è quella di attingere a piene mani dalle caratteristiche dei
Lego Bionicle e dei
Kre-o e di proporre dunque dei personaggi del mondo Transformers costruibili
E trasformabili. La
gimmick della linea consiste nel fatto che per trasformare i personaggi non è necessario smontarli e rimontarli. Nel caso di Bumblebee tale promessa non è stata completamente mantenuta: infatti nel passaggio da una modalità alternativa all’altra è necessario sostituire dei pezzi. Ma approfondiremo l’aspetto più avanti.
Tornando alla confezione, essa è costituita da una scatola di plastica trasparente (rossa, nel caso degli Autobot) ricoperta da una “sovracopertina” di cartone che raffigura foto del personaggio in forma robotica e nelle sua modalità alternative, assieme al numero di pezzi (in questo caso ben 69) che compongono la figura. Solo un paio di pezzi (tra cui la testa del robot) fanno capolino dalla confezione sottostante. Girando la scatola vi è un curioso artwork raffigurante la figura di Bumblebee in versione “naked” (cioè senza coperture di sorta) circondata da tutti gli altri pezzi che lo compongono, disposti a raggiera attorno a lui.
Rimuovendo il cartoncino si scopre che la confezione presenta in rilievo un bel simbolo di fazione grande e grosso e che i pezzi visibili sono collocati in una apposita sezione della scatola, a fini puramente scenici (hanno perfino un preformato di plastica a sorreggerli). Il resto dei componenti è ben chiuso all’interno di più sacchetti di plastica nella sezione più grande della confezione, assieme al manualetto d’istruzioni per il montaggio e la trasformazione.
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MONTAGGIO [/fade]
Il manuale, con dovizia di passaggi, illustra il procedimento per montare la versione “basica” di Bumblebee. Dopo un avvio comune infatti esso rimanda a due sezioni differenti, a seconda che si voglia proseguire con la costruzione della modalità “terrestre” o “aerea” del robot.
La differenza tra le due versioni, in effetti, si limita ad alcuni elementi di contorno che si innestano sulla figura del robot e che sono funzionali alle due modalità alternative (le ruote e le due parti dell’alettone posteriore per la versione terrestre; un ulteriore paio di ali, più grosse e la punta del jet per la versione aerea).
Per quanto riguarda la modalità di auto da combattimento, attaccare ai lati dei polpacci del robot la coppia di ruote anteriori. Fissare alle spalle della figura i due alettoni piccoli e agli avambracci i connettori con l’altra coppia di ruote e gli alettoni.
Per la modalità aerea invece, ai polpacci vanno gli alettoni di cui sopra (saranno la coppia d’ali “minore” del jet) mentre ai connettori degli avambracci saranno montate le turbine del caccia e la coppia di ali “maggiore”, con gli alettoni piccoli a fare da flap. Infine, dietro la schiena del robot troverà posto la punta del jet.
Eseguite queste operazioni, il robot è completo.
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ROBOT MODE [/fade]
La particolarità dei Construct-Bots finora usciti è quella di condividere la stessa struttura corporea indipendentemente dalla classe di appartenenza. Ciò non è necessariamente un male, quando si ha a che fare con modellini alti più di 20 centimetri (22 nel caso di Bumblebee).
Parlando di
scultura, l’appassionato medio di Transformers si troverà ad avere una strana sensazione di leggerezza maneggiando un Construct-Bot. In effetti la massa del robot è meno concentrata rispetto a quanto si è abituati maneggiando altri modelli. Chi ha avuto a che fare con i Bionicle, invece, sarà già a suo agio.
In ogni caso mi sento di rassicurare chi legge: qui la leggerezza non è sinonimo di bassa qualità delle plastiche, anzi. Prova ne è l’abbondanza di dettagli scolpiti su ogni pezzo, in particolar modo nella zona del petto e sui lanciamissili che in robot mode finiscono purtroppo dietro le spalle, a mo’ di jet-pack. Su quasi ogni componente sono inoltre presenti più connettori e fori dello stretto necessario, garantendo in tal modo la possibilità di combinazioni differenti rispetto alle indicazioni fornite dal manuale.
La struttura di figura e trasformazione è analoga a quella di altri personaggi della linea, confermando la voce che tutti i modelli attualmente usciti condividano lo scheletro e il meccanismo di trasformazione e si differenzino sostanzialmente per i pezzi accessori di armatura e gli altri fronzoli aggiuntivi. Personalmente la cosa non mi dispiace, ma temo che in tal modo l’effetto novità vada ad esaurirsi già all’acquisto del secondo/terzo modello. Aspetto di avere in mano anche un rappresentante della linea CB Beast Hunters per valutare se proseguire la collezione oppure no.
Tornando al modello, abbiamo presenza di ball-joint (dalla ottima aderenza in quanto sembrano rivestiti di una particolare patina ruvida e gommosa) su testa, spalle, polsi, all’articolazione del bacino e delle anche e infine alle caviglie. Al gomito e al ginocchio invece ci sono articolazioni a scatto (i “C-joint”) che garantiscono la necessaria solidità in sede di trasformazione. In tal modo la
posabilità è assicurata. Il robot esce dalla scatola con in dotazione due spadoni alla Final Fantasy, con i quali vorresti cancellargli dalla faccia quel ghigno insopportabile.
La
colorazione vede una preponderanza del giallo iconico del personaggio su gran parte del modello, con il solo azzurro della cabina sul petto a spezzare la monocromia. Vi sono inoltre dettagli in nero (i copertoni delle ruote), in grigio (i coprispalla, i copricoscia, i cerchioni delle ruote, le turbine e le spade) e infine in rosso (i missili e il simbolo autobot sul petto). Al di là della colorazione in argento del volto e dell’azzurro degli occhi non si nota ulteriore traccia di pittura.
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TRASFORMAZIONE [/fade]
Come già anticipato, BB è un
triple-changer per modo di dire, dato che per passare da una modalità alternativa all’altra è necessario sostituire dei pezzi (ruote contro ali, in sostanza), poi si trasforma in maniera quasi uguale. Descriverò pertanto la trasformazione di entrambe la modalità in maniera univoca.
Fare rientrare la testa, estendere e unire la parte anteriore e posteriore del pettorale dell’armatura, ruotare lo snodo del bacino e ripiegarlo, facendo finire le gambe unite e distese dietro alla corpo centrale/scocca del mezzo. Unire i piedi a formare il paraurti anteriore (nel caso del mezzo di terra) o avvicinarli tra loro e posizionarli al di sotto della punta del velivolo (nel caso di modalità aerea), fissare gambe e braccia al corpo centrale, posizionare adeguatamente i cannoni gemelli e infine disporre le estensioni delle braccia che diventano rispettivamente le ruote posteriori con alettone o le ali del velivolo con le turbine. Trasformazione completata.
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ALT-MODE [/fade]
Il risultato della trasformazione è decisamente di gradevole estetica in entrambi i casi. Sia l’automobile cybertroniana che il caccia interstellare sono solidi, grossi e giocabili in virtù dei missili a pressione presenti sui due lanciamissili in entrambe le modalità alternative (il caccia ha un terzo missile sotto la punta del jet).
Le due modalitĂ , pur condividendo il corpo centrale, sono sufficientemente differenziate per sculture grazie alle parti intercambiabili per poter essere considerate distinte. Condividono, per necessitĂ e in parte per scelta, la stessa
palette di colori.
Le forme veicolari sono aerodinamiche in entrambe le modalità (ovviamente quella aerea risulta più affusolata, grazie alla punta del jet, ma anche la forma terrestre si difende bene malgrado l’ingombrante paraurti anteriore, grazie al pianale vicino a terra e a un assetto che predilige la larghezza all’altezza). Si apprezzano dettagli di sculpt prima celati alla vista, come la fanaleria posteriore dell’auto e i lanciamissili. Le spade trovano collocazione ai lati del jet, mentre non sembrano essere previste nella modalità terrestre.
Il disguise infine è molto buono, dato che la testa del robot è nascosta all’interno dell’abitacolo e le uniche parti robotiche in vista sono costituite dai pugni, comunque posizionati sul retro dei veicoli e pertanto poco visibili.
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OPINIONI PERSONALI [/fade]
Sono decisamente soddisfatto di questo Bumblebee. Mi disturba un poco il fatto che si lasci dei pezzi in giro per passare dalla modalità aerea a quella terrestre. Ma un bambino dotato della fantasia necessaria è in grado di ovviare agevolmente al problema, ideando una configurazione che permetta di avere un vero triple-changer senza pezzi d’avanzo. E io ho conservato la mia fantasia di bambino.
Se andate
qui, potrete vedere una possibile soluzione al problema…
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TIRANDO LE FILA [/fade]
Una gustosa variazione sul tema dell’ormai inflazionato personaggio. Consigliato, se vi piace il genere.